Live Band
Live di questa band:
Mer 11 Lug ROCK PLANET - Pinarella (RA) - Italia
ROCK PLANET 336/694414 335/7578006/008 V.LE TRITONE 77 PINARELLA DI CERVIA RA www.rockplanet.it
Testi in archivio:
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29/08/2008 10:08 - I A hanno scritto fin dai primi anni Novanta la ...
I A hanno scritto fin dai primi anni Novanta la storia del crossover, grazie a due dischi come ’Urban Discipline’ e ‘State Of The World Address’ dove metal, hardcore e hip hop militante trovavano un punto di incontro poi divenuto fondamentale per la scena alternativa degli anni a venire. www.biohazard.com
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14/12/2005 13:23 - BIOHAZARD
L’hardcore e l’America: un legame stretto, quasi simbiotico. Perché? E’ ...
BIOHAZARD L’hardcore e l’America: un legame stretto, quasi simbiotico. Perché? E’ un problema di cultura generale. Non nel senso che in America ci sia poca cultura e in Europa di più. Ma è un fatto che in Europa il legame tra rock e critica - e dunque cultura “colta” - é più forte, direi quasi più rigido, condizionante (provate a pensare al ruolo fondamentale della stampa inglese per il successo di un gruppo). Mentre in America questo rapporto è molto più debole, per non dire inesistente. Lì le forze del rock and roll hanno saputo svilupparsi senza vincoli, in modo diretto e selvaggio, a stretto contatto con la base sociale dei giovani e dei giovanissimi. Poche menate intellettuali e dosi di realtà urbana in quantità massiccia. E se a qualche “intellettuale” con Melody Maker e NME sotto il braccio questo discorso non piacerà, non ci possiamo fare niente. Il rock è prima di tutto energia. L’hardcore, il metal, il rap e le musiche “fisiche” in generale dilagano dappertutto, questa è la verità... Del vasto e variegato universo hardcore a stelle e strisce, abbiamo voluto posare la lente di ingrandimento su un gruppo newyorkese, i Biohazard che oltre a suonare benissimo rappresentano un punto di riferimento ed uno stile di vita per i ragazzi che li seguono.
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14/12/2005 13:23 - Biohazard
Mai come in questi giorni di mutazioni transgeniche e clonazioni ...
Biohazard Mai come in questi giorni di mutazioni transgeniche e clonazioni a go-go, un gruppo che ha come nome BIOHAZARD può essere più attuale. Ma, a parte il rischio biologico, anche per la musica il rischio clonazione é sempre all'erta: più che parlare di copie identiche, è il caso di parlare di fotocopie, che come noto, qualcosa in meno dell'originale sempre hanno. Ma nel caso dei Biohazard non é possibile fare a meno di adottare lo status di capiscuola: i Brooklyn Boys rimangono almeno una spanna al di sopra dei numerosi tentativi di imitazione (ognuno faccia la propria lista...). Con questo tour viene saggiata la nuova formazione, posteriore alla registrazione del loro quarto ed ultimo lavoro 'Mata Leao', con l'arruolamento alla seconda chitarra di Rob 'Das' Echeverria, il cui curriculum-vitae vanta già militanze in gruppetti del calibro Agnostic Front ed Helmet: uno dei chitarristi più cool sulla faccia della terra, per inciso. I Biohazard hanno deciso di demolire oltre alle orecchie, anche gli occhi. Intanto il clima sonoro é velocemente raggiunto grazie ad una trafila micidiale, a partire da 'Authority' e relativo 'fuck the rules' cantato all'unisono dal pubblico fino alla micidiale, per la mente ed il corpo, "Tales from the hard side". La scaletta prosegue alternando brani dai due ultimi lavori, ma c'è anche spazio per il primo periodo, fra cui una notevole 'Urban Discipline': alcuni passaggi sembrano quasi 'helmetizzati', a segnale della buona amalgama che Echeverria ha raggiunto nella band. Per il resto Evan Seinfeld, al basso e Billy Graziadei, l'altra chitarra, si dividono il ruolo di vocalist, con stili diversi ma ugualmente essenziali per l'economia della band e verso la fine del set una bella 'Waiting to die' ci ricorda pure le forti inflessioni rap nel loro cantato (la collaborazione con gli Onyx su Judgment days é esemplare). Hardcore e rap: ci stanno di brutto dentro ai Biohazard, così pure, da bravi broccoliniani, le radici italiane, come un quasi commosso Graziadei tiene a far vedere. Baciamo le mani, Billy.
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14/12/2005 13:23 - BIOHAZARD
New World Disorder
Al primo ascolto di questo "New World Disorder" ...
BIOHAZARD New World Disorder Al primo ascolto di questo "New World Disorder" viene da pensare che non c'è nulla di nuovo sotto l'albero dei Biohazard. Sempre lo stesso rap/hardcore/metal vigoroso che diventa ripetitivo con il passare del tempo. Tuttavia il disco può essere considerato come uno dei migliori del combo di Evan Seinfeld, bassista, cantante che in All For None (molto Machine Head), si avvicina addirittura alla melodia. Ottima produzione (curata da Ed Stasium, già con Living Colour), pregevoli canzoni ma poca volontà di andare oltre le solite cose già fatte (e non stiamo parlando di marchio di fabbrica). E' stato accentuato il lato heavy del gruppo, con molti passaggi pesanti e quasi sabbathiani (l'intro di Breakdown). Tra le cole migliori: il punh core-metal di Resist; il rap hardcore di Switchbach e il midtempo di End Of My Rope. Un buon disco che però aggiunge poco o niente rispetto alla precedente produzione del quartetto di Brooklyn.
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14/12/2005 13:23 - BIOHAZARD
Se ne poteva morire. Due contratti major andati a ...
BIOHAZARD Se ne poteva morire. Due contratti major andati a rotoli uno dietro l’altro hanno ‘regalato’ ai Biohazard sei anni di latitanza dalle scene musicali, in cui solo gli amici ed i pochi fans ‘duri a morire’ erano al corrente di ciò che la band stava facendo. Un’esperienza traumatica a cui oggi il gruppo risponde con quello che senza frasi di circostanza è il loro miglior album di sempre. Pionieri del rap metal (il loro primo album, "Biohazard", è dell’89!), i newyorkesi chiamano una lunga lista di amici-ospiti come Slipknot, Cypress Hill, Sepultura, Phil Anselmo dei Pantera e Pete Steele dei Type O Negative per preparare un rabbioso, potente assalto metal-hardcore dalle incazzose metriche rap. Sound inferocito e nervoso, come un mix fra Soulfly e Public Enemy, in canzoni tagliagola che a sorpresa contengono però un messaggio positivo (gli ‘Hazard arrivano dal Queens e non sono mai stati degli ottimisti), invito a ribellarsi contro ‘il potere’, reagire alle avversità e non buttare via la propria vita. Un ruggito potentissimo.













































































































































































































































