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14/12/2005 13:23 - STADIO
Si può iniziare a parlare degli Stadio partendo da "Chiedi ...
STADIO Si può iniziare a parlare degli Stadio partendo da "Chiedi chi erano i Beatles", uno dei più noti successi.. "Se vuoi toccare sulla fronte il tempo che passa volando..."I fab four di Liverpool esumati come ulteriore metafora composta dagli Stadio per enfatizzare nella fugacità emozionale di una canzone il travaglio generazionale, ovvero quell'appendice filosofica che è propria dell'uomo di questo secolo! La loro musica pop-rock ha caratterizzato in parte la musica italiana degli ultimi tre lustri gli Stadio soprattutto hanno donato nuova linfa a quella penna da cantautore non troppo politicamente impegnata ma colta, perennemente volta all'introspezione come tecnica speculare per cogliere le ovvie e dannate problematiche del fenomeno generazionale. Agli inizi degli anni Ottanta hanno rappresentato l'escrescenza di una situazione tutta italiana: la rivelazione discografica dei cosiddetti turnisti, coloro che provano, arrangiano, suonano nelle grandi produzioni discografiche. I componenti della prima formazione venivano da una comune esperienza con Lucio Dalla: Giovanni Pezzoli, batteria; Marco Nanni, basso; Ricky Portera, chitarra; "Fabio Liberatori, tastiere;Gaetano Curreri, voce e tastiere. Questa è la cospicua parte di session-men che accompagna Dalla e De Gregori nel tour "Banana Republic" del 1979: il tour che cambia il volto della musica leggera; è la prima esperienza del gruppo e, quindi, l'inizio dell'attività musicale e discografica degli Stadio. I cinque cominciano il mestiere di band dinanzi a sessantamila persone a sera! E' proprio in "BananaRepublic" che il gruppo inizia a lavorare al suo primo long playing:nasce cosi "Grande figlio di puttana", canzone che dilata in senso grottesco la filosofia di un gruppo come quello degli Stadio. Nel testo si fa preciso riferimento a Lucio Dalla e Ricky Portera per discordanti motivazioni. L'uno per debellare quel crisma di sacralità che il pubblico gli aveva attribuito dopo il successo popolare - fuori dalle cifre di vendita del cantautorato - delle prime produzioni degli anni Ottanta,l'altro perchè durante i concerti era sempre dalla parte del pubblico,ehm!, alla ricerca di una giovin donzella !! Il primo album "STADIO" realizzato per la Rca è pronto sul finire del 1980 ma, per problemi aziendali, verrà pubblicato solo nel 1982. Sono cinque canzoni più una suite musicale("Un fiore per Hal") in cui compare la voce di Dalla. Gli Stadio già da questa prima prova discografica si affidano a veri e propri parolieri d'eccezione: Gianfranco Baldazzi (scrittore e critico musicale, prima che autore di canzoni con Dalla; Ron, Mina e Gianni Morandi). Gli altri autori sono Lucio Dalla, anche produttore del disco; Ambrogio Lo Giudice, uno dei più affermati registi di videoclip musicali e quel ventenne, commesso in un negozio di scarpe al centro di Bologna, che dopo tante insistenze riesce a firmare la sua prima canzone "Navigando controvento". È Luca Carboni, vera scoperta di Gaetano Curreri & Company. Parte del disco è stata utilizzata per la colonna sonora del film Borotalco di e con Carlo Verdone, interpretato anche da Eleonora Giorgi. Il fenomeno è nuovo per l'ambiente italiano: entrare in sala di registrazione per il disco di Dalla e uscire ... con l'album anche degli Stadio! Negli anni successivi, il gruppo continua ad accompagnare Lucio nei concerti e in sala: l'ellepi "1983" del cantautore è suonato ed arrangiato dagli Stadio. Ora le tournee di Dalla, molte volte, si aprono con le canzoni della band. Intanto continuano a cercare collaborazioni con altri artisti. ConRon registrano dal vivo il 33 giri "Tutti i cuori viaggianti"; "Sotto la pioggia" con Antonello Venditti, "Telefono elettronico"di Renzo Zenobi, producono "...e intanto Dustin Hoffmann non sbaglia un film", l'album d'esordio di Luca Carboni, scrivendogli "Fragole buonebuone". Gaetano Curreri era stato l'arrangiatore dei primi dischi di Vasco Rossi e colui che aveva incitato il rocker di Zocca a scrivere canzoni, legati da un'amicizia adolescenziale coltivata sugli autobus che portavano i due a scuola e davanti i microfoni di Punto Radio. La seconda prova discografica, "LA FACCIA DELLE DONNE", viaggia verso l'entourage di Vasco. Prodotto dal duo Guido Elmi/Maurizio Biancani, il disco vede la collaborazione di Rossi, Dalla e Carboni. Con "Allo stadio" partecipano al Festival di Sanremo, edizione 1984. Il 33 giri rimane una pietra miliare nella storia del gruppo: con "Acqua e sapone" e "C'è" firmano la seconda colonna sonora per un altro film di Carlo Verdone, per l'appunto "Acqua e sapone". Agli inizi del 1985, vengono pubblicate cinque canzoni nel Q-disc "CHIEDI CHIERANO I BEATLES", chiamato come la canzone che apriva questo nuovo disco, un autentico testamento musicale composto da Gaetano Curreri con il poeta Roberto Roversi, autore dieci anni prima di una triade discografica con Lucio Dalla ( tra cui "Automobili",con "Nuvolari" e "Il motore del Duemila"). Realizzano di nuovo le musiche per un film di Carlo Verdone, "I due carabinieri" con Enrico Montesano. Con il brano "CANZONI ALLA RADIO" (Carboni/Portera/Curreri) partecipano nuovamente al Festival della Canzone Italiana 1986. La band era ora di quattro elementi. Fabio Liberatori aveva deciso di abbandonare l'attività del gruppo. Nel marzo dello stesso anno partono per gli Stati Uniti con Lucio Dalla per una serie di concerti oltre-Oceano registrando il primo doppio album live del cantautore bolognese, il vendutissimo "DallAmeriCaruso" dove era stata incisa anche "Grande figlio di puttana", che apriva la tournee americana. Ricky Portera esce dal gruppo e nel 1987 Giuseppe D'Onghia inizia a collaborare. L'anno seguente, gli Stadio partecipano al progetto "DallaMorandi", che li porta a realizzare il disco omonimo - componendo"Il Duemila, un gatto e il Re" per Lucio Dalla e prestando la generazionale "Chiedi chi erano i Beatles" a Gianni Morandi. Il successivo lunghissimo tour dei due artisti -dove eseguono "Bella più che mai" e "Tu vuoi qualcosa" scritte con Vasco Rossi- li porta a suonare per un'intero anno in giro per l'Europa. I due inediti presentati nel "DallaMorandi" fanno parte della raccolta di successi, "CANZONI ALLA STADIO", che uscì nel 1988. E' questo l'anno che vede la definitiva conclusione della collaborazione artistica degli Stadio con Lucio Dalla. Nell'89 pubblicano "PUOI FIDARTI DI ME", diversissimo dai precedenti, prodotto da Roberto Costa. Marco Nanni e Beppe D'Onghia in tempi diversi lasciano il gruppo cosicchè' della prima formazione rimangono Gaetano Curreri e Giovanni Pezzoli con cui ancora oggi vengono identificati gli Stadio. Cantante da "note impossibili", anti-divo e di una gestualita' ossessiva il primo; batterista richiestissimo per i dischi dei colleghi, faccia pseudo-sorniona dietro gli occhiali scuri e vero talento di simpatia il secondo. Vasco Rossi chiede agli Stadio di aiutarlo nella colonna sonora di "Stasera a casa di Alice", il nuovo film di Carlo Verdone con Ornella Muti e Sergio Castellitto. Nel 1991 il passaggio alla EMI ITALIANA e il meritato disco d'oro con "SIAMO TUTTI ELEFANTI INVENTATI" pensato nei due anni precedenti, prodotto da Antonio Colombi e realizzato definitivamente in studio con l'arrangiatore Luca Orioli e il nuovo chitarrista Andrea Fornili. Il titolo letterario-strampalato è a metà tra la favola Disneyana e la realtà' sociale italiana: contenuto e contenente, dilemma amletiano delle ultime generazioni. E a proposito del travaglio generazionale e del machiavellico "volgere dei tempi", "Generazione di fenomeni" è' la track-song piu'conosciuta del disco grazie pure al fatto che fu introdotta come sigla finale nella colonna sonora della serie di telefilm "I Ragazzi del muretto" di Rai Due - fu realizzato anche un 45 giri. C'e' un ideale filo che unisce il vecchio e il nuovo degli Stadio: ci sono "nuove" firme d'autore che danno lustro al loro repertorio come Ivano Fossati ("Ci sarà") e Claudio Lolli("Segreteria telefonica") e "solite" collaborazionicon Vasco Rossi ("Cerca di non esser via") e Luca Carboni ("Pelle a pelle"). Negli anni il linguaggio della Canzonetta si è' evoluto, divenendo o stereotipato o trascendendo ogni schema convenuto: gli Stadio hanno sempre faticosamente mantenuto una coerenza letteraria risultando, molte volte, i veri interpreti delle tensioni e delle fibrillazioni di molti ragazzi - coniugando la loro duttilità' musicale con l'inibitoria versatilità della penna d'autore. Hanno regalato anche splendide canzoni a molti loro colleghi: la già citata "Fragole Buone buone" e "Ci sei perchè" a Carboni; "Una nuova canzone per lei" a Vasco; "Noi come voi" a Dalla; "Padrone del tuo cuore" a Ron; "Il sapore di un bacio" a Raf; "Ladri d'amore" a Maurizio Vandelli; "Il filo di Arianna" a Paola Turci e "Dimmi che non vuoi morire" a Patty Pravo, sono solo alcuni esempi. Il tour teatrale che fa seguito al disco d'oro è un trionfo: migliaia di persone ai concerti di Roma, Torino, Bologna, Milano e cinque elementi aggiunti sul palco. I tastieristi Aldo Fedele ed Alessandro Magri; Roberto Drovandi, basso; una sezione fiati con James Thompson e Maurizio Piancastelli. Un'esplosione di musica con tanto groove. Entrano di nuovo in sala di registrazione nella primavera del 1992 e, nell'autunno dopo, viene prodotto "STABILIAMO UN CONTATTO", che bissa il successo del precedente. Anche questa volta lavorano da soli con Luca Orioli e aggiungono al line-up il bassista Drovandi. Adesso non è più tempo di esitazioni, siamo in piena emergenza e...gli Stadio cantano che è ora di "stabilire un contatto" "prima che passino gli anni"! Saverio Grandi è diventato il loro paroliere abituale, compone i testi di gran parte delle canzoni - tra cui "Per la bandiera" con Francesco Guccini. Il cantautore emiliano accetta di collaborare per un paio di canzoni: erano anni che non scriveva un'invettiva cosi diretta e cruda nei confronti di un accadimento reale- immagina un solo "strappo di tuono" perforante per gli agenti di scorta del giudice Falcone nella strage sull'autostrada mafiosa per Capaci. Il segnale è arrivato ed è forte. "Swatch" è il secondo testo che firma per gli Stadio. L'anacronistico viaggio a ritroso nel tempo di un quarantenne che osserva due adolescenti innamorati e quell' "incoscienza orgogliosa della loro età". Su una metafisica storia d'amore di Alessandro Bergonzoni("L'appostamento") e su un testo dell'inedita coppia Luca Carboni e Jovanotti ("Libero di cambiare") vengono scritte altre canzoni alla Stadio! Ancora nell'autunno seguente, esce "STADIOMOBILELIVE" la prima produzione dal vivo del gruppo con l'inedito "Un disperato bisogno d'amore", sigla della seconda serie de "Iragazzi del muretto". Nuovo grande successo a suggello della loro attività concertistica che, soprattutto negli ultimi anni, conta un foltissimo pubblico. "DI VOLPI, DI VIZI E DI VIRTU'..." rappresentala storia più recente, realizzato con il produttore americano Bob Rose. Pubblicato lo scorso anno vanta le collaborazioni prestigiose del poeta Roberto Roversi ("Se guido una Ferrari" e "Maledettamericatiamo") di Francesco Guccini ("Jimmy")di Roberto Vecchioni ("Canzone d'amore sprecato") Vasco Rossi ("Ti perdonerei") e l'apporto strumentistico di Edoardo Bennato e Fabio Liberatori - tornato a suonare con gli Stadio dieci anni dopo. Ancora concerti ON THE ROAD e un anno fa la raccolta "ILCANTO DELLE PELLICOLE", il loro omaggio al Cinema. Oggi il gruppo è composto da Gaetano Curreri, Andrea Fornili, Giovanni Pezzoli e Roberto Drovandi, bassista. Dal vivo sono accompagnati da Aldo Fedele, Maurizio Piancastelli, dal trombonettista, percussionista Sandro Comini e dal sassofonista Paride Sforza. Con gli anni, lo stile si è consolidato e la mimica letteraria, il linguaggio delle canzoni è divenuto multiforme proprio come i contenuti del fenomeno generazionale... Il nuovo disco, "DAMMI 5 MINUTI", è storia da... ascoltare!.
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14/12/2005 13:23 - STADIO Donne e colori
Stazionano da vent'anni sulle modulazioni di frequenza ...
STADIO Donne e colori Stazionano da vent'anni sulle modulazioni di frequenza più conosciute. E, probabilmente, hanno tutta l'intenzione di rimanerci ancora a lungo. A confermarlo arriva Donne e colori disco numero sedici della fortuna ditta Curreri, capace ancora una volta di sintetizare in undici brani una formula musicale che procede sicura come una macchina ben collaudata. Niente sterzate improvvise, nessun sobbalzo imprevisto, ma la voglia di seguire la strada di una melodicità mai banale e sempre supportata da ricami sonori ad alta digeribilità. In aiuto della band bolognese, inoltre, arriva il poeta Roberto Roversi che offre agli Stadio le belle parole di La ragazza col telefonino, e regala a se stesso la libertà di ricordare il talento di Maradona in Doma il mare il mare doma. A Vasco Rossi, invece, il merito di cofirmare Sono la somna, un nuovo biglietto da visita per aprirsi le porte dell'attuale programmazione radiofonica.
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14/12/2005 13:23 - A“Storie e geografie”, latitudini e longitudini di trenta racconti e ...
A“Storie e geografie”, latitudini e longitudini di trenta racconti e di altrettante canzoni raccolte in due CD. Quattro inediti e tante canzoni riviste e corrette dagli anni, dai tanti concerti e dai suoni del tempo che passa. Il primo disco degli Stadio è del 1981; la prima, importante produzione live che porta il nome degli Stadio è del 1979, si chiama “Banana Republic”: da lì prende spunto questa nuova raccolta, proprio dalla sigla di quel grande evento musicale. La storia della band ha avuto idealmente due fasi: la prima, dagli inizi al 1990, e la seconda, che arriva fino ad oggi, caratterizzata dalla line up che abbiamo imparato ad apprezzare per il grande talento (Andrea Fornili, Giovanni Pezzoli, Roberto Drovandi e Gaetano Curreri).Gli inediti rispecchiano bene i tempi che stiamo vivendo (“La legge del dollaro” e “Quasi quasi”) e che ha vissuto Gaetano - soprattutto per la citazione “Io sono le mie canzoni” (in “Equilibrio instabile”, giusto slogan-assioma per il teorema di vita di ciascuno di noi)... Le canzoni degli Stadio hanno sempre mille interpretazioni: alcuni le indossano come un abito da sera, altri come un maglione su un bel paio di jeans; ciascuno le fa proprie incastonandole nel dedalo di passioni della propria vita. Anche questa doppia raccolta rappresenterà una fucina di nuove emozioni per i tanti che amano gli Stadio e per i pochi che devono ancora scoprirli. E non sarà mai troppo tardi. La produzione è anche questa volta affidata a Saverio Grandi (che si conferma un grande autore di canzoni), gli arrangiamenti sono di Nicolò Fragile, Saverio Grandi, Alessandro Magri, Bob Rose, Fabrizio Foschini, Celso Valli, Luca Orioli, Mirko Dal Porto, Maurizio Biancani e gli Stadio. - www.stadio.com - SUONANO: Settembre 10 S.Giovanni Rotondo - FG Ottobre 2 Vibo Valentia 6 Mantova 7 Mantova - Info: COLOR SOUND srl VIA BRIOSCHI 33 - Milano - Tel. 02/8330121 338/9324877 - www.colorsound.com



















