Live Band
Live di questa band:
Mar 05 Giu METALFEST - Monza (MB) - Italia
METALFEST Alcatraz Via Valtellina 25 MILANO INFO: http://www.it.metalfest.eu/
Testi in archivio:
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14/12/2005 13:23 -
BLIND GUARDIAN
La band nasce a Krefeld una piccola città tedesca ...
BLIND GUARDIAN La band nasce a Krefeld una piccola città tedesca nel 1985 con il nome Lucifer's Heritage. Dopo due demo "Symphonies Of Doom" e "Battalions Of Fear", il gruppo riscuote unanimi consensi di pubblico e critica in campo metal e decide di fare le cose seriamente, cambiando il nome in Blind Guardian. Sottoscritto un contratto con la No Remorse, la band realizza il suo debutto discografico (Battalions Of Fear, 1988). Sul secondo LP, Follow The Blind" la struttura musicale dei Blind Guardian si arricchisce con la presenza in alcuni brani di Kai Hensen. Dopo il terzo album, "Tales From The Twilight World", i dischi dei Blind Guardian vengono distribuiti in Giappone ottenendo un notevole riscontro di vendite. Nel '91 la band firma per la Virgin e l'anno seguente dà alle stampe "Somewhere Far Beyond", con il quale diventa conosciuta in tutto il mondo. "Tokyo Tales", disco del '93 è il tributo che i Blind Guardian pagano al Giappone, paese che gli ha fatto conoscere il vero, grande successo. Nel '95 realizzano "Imaginations On The Other Side" prima di dare alle stampe l'ultima fatica discografica "Nightfall In Middle-Earth"
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14/12/2005 13:23 - BLIND GUARDIAN A Night At The Opera
Innanzitutto il punteggio: se ...
BLIND GUARDIAN A Night At The Opera Innanzitutto il punteggio: se siete assidui ascoltatori di power ed epic metal aggiungeteci un punto pieno. Il nuovo album dei Blind Guardian è non solo un capolavoro, ma anche una speranza per un genere da tempo senza più idee. Il concetto di epicità dei combo tedesco è lontano dai piatti barocchismi delle colonne sonore dei kolossal americani: i cori di A Night At The Opera (voluta la citazione del celeberrimo album dei Queen) affondano le loro radici nel rock, seppur contaminato melodicamente dalla tradizione celtico-nordica. Certo, la sinfonicità dei metal dei Blind è ovviamente esasperata, ma sempre con gusto, evitando imbarazzanti inserti di musica classica o insopportabilmente ovvi clavicembali. Inaspettati, invece, riff di chiaro stampo rock, quando non addirittura funky (ascoltate l'intro di Sadly Sings Destiny per credere!), e soprattutto la conclusiva Frutto del buio, ballata nel più classico stile Blind Guardian, che finalmente abbatte il tabù per il quale l'italiano non è adatto al metal (dovevamo aspettare che ce lo facesse capire un gruppo tedesco!); un esperimento che rischia di sconvolgere il metal nostrano, da sempre affetto da una spesso ingiustificata xenofilia. Un album importante: il male del metal sono i suoi dogmi e i Blind, senza abbatterli, suggeriscono altre strade. Da ascoltare!



















































































































































































































































































































































































































































































