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14/12/2005 13:23 - MAU MAU
Torino, 1990. Tre musicisti, provenienti da diverse esperienze, si ...
MAU MAU Torino, 1990. Tre musicisti, provenienti da diverse esperienze, si uniscono per dare vita ad un gruppo che scuote la scena della musica italiana con il soffio nuovo di una musica rivoluzionaria e antica nello stesso tempo. Sono Luca Morino (voce e chitarra), Fabio Barovero (voce e fisarmonica) e, dal Camerun, Bienvenu Nsongan (djembè e percussioni). Si chiamano Mau Mau, una parola che nel dialetto piemontese definisce straccioni, marocchini, vagabondi, gente quasi sempre del Sud dell'Italia o del mondo. Mau Mau però era anche il nome di un gruppo di liberazione del Kenia che ha combattuto ferocemente per anni i coloni inglesi fino a cacciarli. I Mau Mau cercano, fin dall'inizio, di suonare a contatto diretto con la gente, senza dipendere necessariamente dalle tecnologie di amplificazione. La loro musica è infatti soprattutto passione per i suoni acustici, crudi, immediati: suggestioni diverse si mescolano generando un linguaggio nuovo, un paesaggio di incanti che unisce la montagna al mare, e dal mare le opposte sponde del Mediterraneo. I testi raccontano storie di trasmigrazioni, di povertà, di cibo e periferie urbane, di americhe scoperte e "spesso anche perdute". I Mau Mau approfondiscono la ricerca sull'uso del dialetto, dell'italiano e del piemontese che si incrociano e si inseguono, acquisendo il diritto ad una nuova cittadinanza. I suoni, gli strumenti popolari, l'uso della voce, dei cori, delle ritmiche sottolineate da mani e piedi, il nuovo pop arabo e africano, le composizioni solo percussive dei blocos brasiliani, tracciano un ponte fra la cultura regionale e popolare del Piemonte e la musica del mondo. Nel l992 i Mau Mau pubblicano per la Vox Pop - Just for fun il loro primo lavoro discografico, un mini album intitolato "Soma la macia" (Siamo la macchia), cantato interamente in dialetto piemontese. Nel novembre dello stesso anno pubblicano il primo album "Sauta rabel", inciso per la Vox Pop e licenziato alla EMI, con missaggi realizzati al Real World Studio di Bath. Intorno al gruppo si crea un clima di enorme interesse: i Mau Mau compongono la colonna sonora del film "Nero" di Giancarlo Soldi, ed irrompono al Festival Internazionale del Cinema di Venezia. "Sauta rabel" viene pubblicato in Svizzera e nei Paesi Bassi e nell'estate del 1993 parte un importante tour europeo che vede la band partecipare a molti grandi festival. Inoltre il gruppo viene invitato all'unico festival organizzato dai palestinesi nei territori occupati, il Palestine International Dance & Music Festival, e al Festival Internazionale di Babilonia, in Iraq. Al rientro i Mau Mau partecipano al Club Tenco, dove "Sauta rabel" viene premiato come migliore opera prima. Nell'aprile del 1994 esce il secondo album "Bass paradis", pubblicato e distribuito in Italia, Germania, Svizzera, Francia, Olanda, Belgio, Ungheria e Giappone. Al disco, missato ancora una volta negli studi Real World di Peter Gabriel, hanno partecipato più di 24 musicisti. Il tour tocca più di cento città in Italia e in Europa, con grandissimo successo di pubblico. Si registra la cover di "Omenaje" di Pablo Milanes. Nel 1995 viene pubblicata la compilation "Materiale Resistente" (C.P.I./Polygram) che contiene la canzone "Resistenza, marzo 1995" composta in Marocco e registrata a Casablanca con musicisti locali. Nell'aprile del 1996 esce "Viva Mamanera", registrato in parte a Los Angeles con la collaborazione di Eric Serafin, già ingegnere del suono nei dischi di Ben Harper e Spearhead. Nell'ottobre dello stesso anno, dopo un altro viaggio in Marocco per approfondire la conoscenza delle ritmiche e della cultura araba, i Mau Mau realizzano, per l'inaugurazione del primo Salone della Musica di Torino, il concerto evento R@dio Trance. Insieme a loro, sul grande palco circolare, i marocchini della Confraternita Gnawa Les Maitres du Guembri, l'indiano Inder Mathanu e il gruppo di techno trance Omega Tribe. All'evento assistono 5.000 persone. Nel marzo 1997 i Mau Mau scuotono le strade del centro di Torino con una spettacolare parata musicale, creano e realizzano una colonna sonora originale per il film inaugurale del Festival Internazionale del Cinema Sportivo di Torino, eseguita dal vivo al Teatro Regio di Torino. Dopo aver ripreso e concluso il tour italiano, tornano a visitare il pubblico spagnolo che affettuosamente li segue attraverso un minitour che culmina con la partecipazione, da Madrid, alla manifestazione Yes for Europe, trasmessa in Eurovisione. Il 21 giugno, inoltre, partecipano da Budapest alla Festa della Musica come unici rappresentanti dell'Italia. Prendono intanto forma i progetti per il nuovo album: tra la sala prove "Il Mulino" di Torino, lo studio di registrazione Esagono di Rubiera e i quartieri di Salvador de Bahia con i meninos de rua. Nel novembre 1997 i Mau Mau vengono invitati nell'isola di Las Palmas alle Canarie, al Festival Womad, la più importante manifestazione internazionale dedicata alla world music. Al rientro, tornano in studio e definiscono, con la cooproduzione di Cesare Malfatti dei La Crus, il nuovo lavoro intitolato "Eldorado", che esce il 12 marzo. FORMAZIONE Luca Morino: voce, chitarra - Fabio Barovero: fisarmonica, organo, cori - Bienvenu Tatè Nsongan: djembè, percussioni - Roy Paci: tromba - Josh Sanfelici: basso, chitarra - Marco Barberis: batteria, percussioni. DISCOGRAFIA: SAUTA RABEL - 1992 EMI; BASS PARADIS - 1994 EMI; VIVA MAMANERA - 1996 EMI; CARNEVALERA - 1997 ELDORADO - 1998
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14/12/2005 13:23 - MAU MAU "Eldorado"
E' come se fossero passati cent'anni da quando ...
MAU MAU "Eldorado" E' come se fossero passati cent'anni da quando (era il 1994, credo) vidi i Mau Mau fare un concerto strepitoso appena dopo l'uscita di Bass Paradis. Cent'anni... Allora la fisarmonica era una cosa relativamente nuova e i Mau Mau sembrava potessero andare chissà dove. Non so bene cosa sia successo poi. Ma è certo che "Viva Mamanera" ha ricevuto un accoglienza dubbiosa e che l'attesa per il nuovo album "Eldorado" era accompagnata da parecchi punti interrogativi. E invece "Eldorado" senza in verità dire nulla di nuovo, ha il merito del conseguimento della maggior età (giusto per rubare un'espressione a certi punk diventati famosi). Ovvero la capacità di vedere le cose serenamente (o comunque più serenamente di prima) e di canalizzare, indirizzare gli ardori. E poi mentre Bass Paradis esplicitava il viaggio, trasformava le strade in note, qui invece tutto resta sospeso e possibile sia esso desiderio o ricordo. La ritmica è costante, profonda e vagamente incantatoria come in respiro drammatico, evita le accelerazioni forse per aiutare chi si trova in difficoltà nel passare in un istante dalle Langhe alla Spagna, dal Mali a Cuba... Ad aiutare nella produzione c'è il maestro di campionamenti Cesare Malfatti dei La Crus, incaricato di rendere credibile il matrimonio tra mondialità e tecnologia morbida e a proposito di mondialità si ascolti bene "Solo Sfiorando" con l'esistenziale europeo Giò Giovanardi (anche lui dei La Crus) trasformarlo in disilluso crooner da bettola caraibica.
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14/12/2005 13:23 - Mau Mau ...
Mau Mau Torino, 1990. Tre musicisti, provenienti da diverse esperienze, si uniscono per dare vita ad un gruppo che scuote la scena della musica italiana con il soffio nuovo di una musica rivoluzionaria e antica nello stesso tempo. Sono Luca Morino (voce e chitarra), Fabio Barovero (voce e fisarmonica) e, dal Camerun, Bienvenu Nsongan (djembè e percussioni). Si chiamano Mau Mau, una parola che nel dialetto piemontese definisce straccioni, marocchini, vagabondi, gente quasi sempre del Sud dell’Italia o del mondo. Mau Mau però era anche il nome di un gruppo di liberazione del Kenia che ha combattuto ferocemente per anni i coloni inglesi fino a cacciarli. I Mau Mau cercano, fin dall’inizio, di suonare a contatto diretto con la gente, senza dipendere necessariamente dalle tecnologie di amplificazione. La loro musica è infatti soprattutto passione per i suoni acustici, crudi, immediati: suggestioni diverse si mescolano generando un linguaggio nuovo, un paesaggio di incanti che unisce la montagna al mare, e dal mare le opposte sponde del Mediterraneo. I testi raccontano storie di trasmigrazioni, di povertà, di cibo e periferie urbane, di americhe scoperte e "spesso anche perdute". I Mau Mau approfondiscono la ricerca sull’uso del dialetto, dell’italiano e del piemontese che si incrociano e si inseguono, acquisendo il diritto ad una nuova cittadinanza. I suoni, gli strumenti popolari, l’uso della voce, dei cori, delle ritmiche sottolineate da mani e piedi, il nuovo pop arabo e africano, le composizioni solo percussive dei blocos brasiliani, tracciano un ponte fra la cultura regionale e popolare del Piemonte e la musica del mondo. Nel l992 i Mau Mau pubblicano per la Vox Pop - Just for fun il loro primo lavoro discografico, un mini album intitolato "Soma la macia" (Siamo la macchia), cantato interamente in dialetto piemontese. Nel novembre dello stesso anno pubblicano il primo album "Sauta rabel", inciso per la Vox Pop e licenziato alla EMI, con missaggi realizzati al Real World Studio di Bath. Intorno al gruppo si crea un clima di enorme interesse: i Mau Mau compongono la colonna sonora del film "Nero" di Giancarlo Soldi, ed irrompono al Festival Internazionale del Cinema di Venezia. "Sauta rabel" viene pubblicato in Svizzera e nei Paesi Bassi e nell’estate del 1993 parte un importante tour europeo che vede la band partecipare a molti grandi festival. Inoltre il gruppo viene invitato all’unico festival organizzato dai palestinesi nei territori occupati, il Palestine International Dance & Music Festival, e al Festival Internazionale di Babilonia, in Iraq. Al rientro i Mau Mau partecipano al Club Tenco, dove "Sauta rabel" viene premiato come migliore opera prima. Nell’aprile del 1994 esce il secondo album "Bass paradis", pubblicato e distribuito in Italia, Germania, Svizzera, Francia, Olanda, Belgio, Ungheria e Giappone. Al disco, missato ancora una volta negli studi Real World di Peter Gabriel, hanno partecipato più di 24 musicisti. Il tour tocca più di cento città in Italia e in Europa, con grandissimo successo di pubblico. Si registra la cover di "Omenaje" di Pablo Milanes. Nel 1995 viene pubblicata la compilation "Materiale Resistente" (C.P.I./Polygram) che contiene la canzone "Resistenza, marzo 1995" composta in Marocco e registrata a Casablanca con musicisti locali. Nell’aprile del 1996 esce "Viva Mamanera", registrato in parte a Los Angeles con la collaborazione di Eric Serafin, già ingegnere del suono nei dischi di Ben Harper e Spearhead. Nell’ottobre dello stesso anno, dopo un altro viaggio in Marocco per approfondire la conoscenza delle ritmiche e della cultura araba, i Mau Mau realizzano, per l’inaugurazione del primo Salone della Musica di Torino, il concerto evento R@dio Trance. Insieme a loro, sul grande palco circolare, i marocchini della Confraternita Gnawa Les Maitres du Guembri, l’indiano Inder Mathanu e il gruppo di techno trance Omega Tribe. All’evento assistono 5.000 persone. Nel marzo 1997 i Mau Mau scuotono le strade del centro di Torino con una spettacolare parata musicale, creano e realizzano una colonna sonora originale per il film inaugurale del Festival Internazionale del Cinema Sportivo di Torino, eseguita dal vivo al Teatro Regio di Torino. Dopo aver ripreso e concluso il tour italiano, tornano a visitare il pubblico spagnolo che affettuosamente li segue attraverso un minitour che culmina con la partecipazione, da Madrid, alla manifestazione Yes for Europe, trasmessa in Eurovisione. Il 21 giugno, inoltre, partecipano da Budapest alla Festa della Musica come unici rappresentanti dell’Italia. Prendono intanto forma i progetti per il nuovo album: tra la sala prove "Il Mulino" di Torino, lo studio di registrazione Esagono di Rubiera e i quartieri di Salvador de Bahia con i meninos de rua. Nel novembre 1997 i Mau Mau vengono invitati nell’isola di Las Palmas alle Canarie, al Festival Womad, la più importante manifestazione internazionale dedicata alla world music. Al rientro, tornano in studio e definiscono, con la cooproduzione di Cesare Malfatti dei La Crus, "Eldorado". Ora dopo più di due anni di attesa esce “Safari Beach (Tucasa Micasa)” il nuovo album nato e registrato al Mulino Mause House, uno studio ricavato da un vecchio mulino alle porte di Torino. Ancora una volta i Mau Mau creano e riciclano suoni acustici, samples, grooves e hypno ballate, echi di musica brasiliana, calipso e jungle per una vera colonna sonora da viaggio. Insomma ritmi solari che battono il tempo del 2000: il viaggio come aspirazione di ogni essere umano, ma anche come forma esplicita del colonialismo del 2000. All’album partecipa come ospite anche Sergent Garcia. FORMAZIONE Luca Morino: voce, chitarra Fabio Barovero: fisarmonica, organo, cori Bienvenu Tatè Nsongan: djembè, percussioni Roy Paci: tromba Josh Sanfelici: basso, chitarra Marco Barberis: batteria, percussioni DISCOGRAFIA ESSENZIALE SAUTA RABEL - 1992 EMI BASS PARADIS - 1994 EMI VIVA MAMANERA - 1996 EMI CARNEVALERA - 1997 ELDORADO – 1998 SAFARI BEACH - 2000
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14/12/2005 13:23 - MAU MAU Safari Beach
Trovarsi nel bel mezzo di un temporale ...
MAU MAU Safari Beach Trovarsi nel bel mezzo di un temporale tropicale che apre le porte ad un percorso fantastico quanto reale, dove puoi incontrare odori forti, attraversare deserti, correre su strade polverose, viaggiare e sudare. Come accade nelle storie di Hugo Pratt o di Conrad, o nei dischi dei Mau Mau. Quello nuovo si chiama Safari Beach e non toglie e non aggiunge molto a quell' immaginario, che al quinto album, conserva ancora il suo fascino, forse un po' meno brillante ma sempre coinvolgente. Oltre ad un aggiornamento dei suoni, Safari Beach non propone novità eclatanti, se si eccettua un pezzo interamente in inglese, lingua scarsamente frequentata dalla banda torinese, Gamble Calypso, e un po' più di elettronica rispetto al passato, con perfino un ammiccamento drum'n'bass. (C'est la vie). Ma la sensualità ce l'hanno fra le dita e la fanno scorrere dagli strumenti; la passione acustica si lascia sedurre dai chip solo quel tanto che basta. La fisarmonica di Fabio Barovero (che stavolta suona anche le tastiere) respira bene e il suo fiato scalda Gnawi Moloko, irresistibile e (guarda un po') sensualissima danza di beats elettro-acustici, vertice dell'intero album insieme a 2 cuori e Micasa tucasa. Musicisti di razza, Luca Morino e compagni viaggiano senza biglieto lungo le stesse rotte percorse da Manu Chao o dal Sgt. Garcia ospite di 2 cuori, ballatone ritmico in perfetto "stile mau mau", così come Una lunga estate calda, dove il sapor di samba si fa ancora più intenso. Il Brasile tanto amato e frequentato si materializza ancora nella suadente Venus Nabalera, ma, dal momento che "la vita non si ferma perché 2 cuori uniti diventano tre" come canta Morino in 2 cuori la finale Solo tu è canzone di rifugio trovato, celebrazione di nuovi e più stabili equilibri interiori, come quello che presumibilmente la paternità di una splendida bimba ha portato a Luca Morino. Gli impegni paterni di Luca, il divorzio dei Mau dalla EMI, la paventata ma non realizzata collaborazione con Manu Chao per Safari Beach forse hanno influito un po' sul prodotto finale e l'ispirazione non è sempre al massimo, ma quello che ne viene fuori è comunque un bell'album, con 2 o 3 pezzi da ascrivere fra i migliori di sempre ed un buon livello generale, se si eccettua lo strano e poco riuscito esperimento electro-ambient di Chiamami.
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14/12/2005 13:23 - Il Brasile è un paese molto vicino ai Mau Mau ...
Il Brasile è un paese molto vicino ai Mau Mau vuoi per attitudine quanto per "sabor musical" ; trascorreranno lì i giorni del carnevale per raccogliere esperienze che trasferiranno a São Paulo dove, lavorando in uno studio di registrazione con musicisti locali, inaugureranno ufficialmente la preparazione del sesto album in studio. Immaginiamo i Mau Mau tornare con parecchio materiale registrato che verrà ulteriormente elaborato in Italia nello studio di Luca e Fabio, il Mulino Mause House di Collegno (TO). Il primo singolo vedrà la luce durante l'estate 2005 mentre il nuovo album dei Mau Mau dovrebbe essere pubblicato, su etichetta Mescal, a settembre. Luca Morino, attraverso gli occhi di un "turista al lavoro", saprà sicuramente raccontarci gli stimoli brasiliani, con il suo inconfondibile stile, all'interno dell'appuntamento "Mistic Turistic" che settimanalmente viene pubblicato dal TorinoSette. - www.maumau.it - INFO: Mescal - Tel. 0141/793496 - PIAZZA GARIBALDI 2 - 14049 NIZZA MONFERRATO (ASTI) - Booking: Alessandro Ceccarelli - Via Zamboni 53/c - Bologna- 051/5878905 - 335/7169140 - cecca@mescal.it - www.mescal.it








































































