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14/12/2005 13:23 - EUGENE CHADBOURNE
Boogie with the hook
Duetti con Derek Bailey, Han Bennink, ...
EUGENE CHADBOURNE Boogie with the hook Duetti con Derek Bailey, Han Bennink, Charles Tyler, Volcmar Verkerk e John Zorn Dr; Eugene Chadbourne è stato definito il più distruttivo virtuoso della chitarra e degli scherzi dell' underground americani". In "Boogie with the book", Cd del 1996, il "professore matto" - per sua stessa definizione - incontra i padri della musica improvvisata d' Europa e d' America. L' album propone una serie di duetti con Derek Bailey, Han Bennink, Charles Tyler, Volcmar Ververk e John Zorn. Tra gli strumenti usati per il confronto-scontro, la chitarra e il dobro, ma soprattutto il banjo a cinque corde comunista. Divertente! Nel 199£ Chadbourne ha pubblicato "Insect & Western (Insect Attracter)", da lui stesso definito uno "work in progress per orchestra sinfonica, gamelan balinese e una jazz band di alta scuola. In tutto, una ventina di esecutori, impeganti in cinque brani, registrati in periodi diversi. All' inizio del 1999 è andato anche oltre con "Worms with Strings", in cui una dozzina di eminenti musicisti suonano un tributo ai tradizionali strumenti a corda, come il banjo, il dobro, il mandolino, il violino, la chitarra.
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14/12/2005 13:23 - EUGENE CHADBOURNE & JOHN ZORN - "1977-81" (Materiali Sonori)
Altra opera ...
EUGENE CHADBOURNE & JOHN ZORN - "1977-81" (Materiali Sonori) Altra opera coraggiosa della Ma.So è questo documento sonoro allegato al libro "John Zorn" in cui il Nostro collabora con Eugene Chadbourne, un altro dei non allineati del panorama musicale contemporaneo. Insieme ai due musicisti figura una lunga lista di ospiti, da Tom Cora a Fred Frith, da Steve Beresford a Toshinori Kondo da Andrea Centazzo a La Donna Smith, tutti impegnati in una ricerca che va oltre il pentagramma, anzi vuole tradirlo per fuggire dai luoghi convenzionali della musica e della memoria, per defezionare dai doveri, per abbandonare regole stabilite. Chadbourne e Zorn sono irriducibili al desiderio di effettuare una scelta che non ha passato né futuro, ma che cerca possibilità di riaprire qui ed ora il gioco quando sembra chiudersi, bloccato dalle istituzioni o soffocato dalla storia. Tale desiderio si dissemina in cinque episodi costruiti con l'intenzione di rimettere in questione la sovranità dell'armonia, ponendosi al di fuori della disciplina, cercando il conflitto con un apparato consolidato, rifiutando la cultura del "buonismo", la sua etica sempre pronta a consigliare percorsi per l'altrui salvezza. Tradire la cultura della "sintesi" e liberare l'individuo; non può farlo solo un cd, ma può aiutarci a percorre la strada giusta per il "tradimento". [Francesco Battisti]
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14/12/2005 13:23 - EUGENE CHADBOURNE & PAUL LOVENS "ME AND PAUL"
(Stati Uniti - ...
EUGENE CHADBOURNE & PAUL LOVENS "ME AND PAUL" (Stati Uniti - Germania) Eugene Chadbourne - chitarra, banjo, voce; Paul Lovens - batteria, percussioni. Eugene Chadbourne è un chitarrista innovativo e straordinario cresciuto nella scena newyorchese degli anni settanta a fianco di David Moss, Tom Cora e John Zorn. Il suo stile è stato definito non del tutto impropriamente free improvised country-and-western bebop. Sulla scena Chadbourne è un perfetto showman che si diverte a nascondere il proprio impegno politico dietro la maschera del clown. Paul Lovens è fin dalla fine degli anni sessanta tra i più interessanti batteristi della scena della musica improvvisata radicale, avendo partecipato a tappe fondamentali per il free jazz europeo quali Globe Unity Orchestra, Berlin Contemporary Jazz Orchestra e lo Schlippenbach. Il territorio musicale mappato dal duo è larghissimo, arrivando ad includere brani bebop, canzoni di Gershwin, classici bluegrass e rock'n'roll, squarci di limpida creazione estemporanea e siparietti di comicità irresistibile dove è possibile rinvenire imitazioni di Marlon Brando, John Wayne e Orson Welles accanto ai dialoghi lirici e fragorosi di una sega musicale con un rastrello elettrico!
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14/12/2005 13:23 - EUGENE CHADBOURNE in concerto (guitar solo, USA)
Eugene Chadbourne è ...
EUGENE CHADBOURNE in concerto (guitar solo, USA) Eugene Chadbourne è tra i più eccentrici ed eterodossi solisti creativi in circolazione: nel corso degli ultimi vent'anni ha saputo coniare un proprio linguaggio eretico e beffardo muovendo dal blues al be-bop al free jazz, tramando con schiere di musicisti di ogni natura e spesso divenendo loro fonte di ispirazione. John Zorn, Tom Cora, Fred Frith, Toshinori Kondo, Jon Rose, Han Bennink, Derek Bailey, Paul Lovens e Carla Bley sono solo alcuni dei compagni di viaggio con i quali il chitarrista/cantante di Greensboro (North Carolina) ha diviso sbilenche incursioni nel country and western. Da Eric Dolphy a Phil Ochs, dal rockabilly a Tim Buckley a corrosive riflessioni teoriche. Il suo nome è ben noto anche in campo rock, per le irregolari apparizioni assieme a Camper Van Beethoven, Violent Femmes e They Might Be Giants ma soprattutto per la militanza con il gruppo di trash psichedelico Shockabilly. Oltre a vari tipi di chitarra Eugene Chadbourne suona il dobro e il banjo, ricavando suoni da vari oggetti di uso quotidiano o da strumenti autocostruiti (tra cui anche rastrelli, gabbiette per canarini e sturalavandini amplificati elettricamente). Canta i classici del country-and-western e motivi tradizionali, ma ne adatta di volta in volta i contenuti alla situazione storica e sociale attuale, deformando metodicamente melodia e testo attraverso l'improvvisazione. Sulla scena è un perfetto showman che si diverte a nascondere il proprio impegno politico dietro la maschera del clown, beffeggiando le celebrità del momento e sommergendole di folli citazioni rock, country, folk e jazz. EUGENE CHADBOURNE · Discografia (selezione) Solo Acoustic Guitar (1974-1977), The English Channel (1979), There'll Be No Tears Tonight (1980), LSD C&W (1987), Kill Eugene (1987), I've Been Everywhere (1988), Songs (1993), Electric Rake Cake (1994), Boogie with the Hook (1996), Patrizio (1997), End to Slavery (1997), Insect Attracter (1998), Jungle Cookies (1998), Worms with Strings (1999); con Shockabilly: Earth Vs. Shockabilly (1983), Coliseum (1984), Vietnam(1984) info al pubblico: Link segreteria (da mart a sab h 17 - 20) tel 051.370971 fax 370972 ufficio stampa: telfax 051.352330 opp. Silvia Fanti 0335/5727161 - Simona Pari 0347/8631600 __________________________________________ Web Promoter Link Project Via Fioravanti 14 - 40100 Bologna e-mail: webpromo@linkproject.org http://www.linkproject.org __________________________________________
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14/12/2005 13:23 - Eugene Chadbourne (Stati Uniti)
Eugene Chadbourne è tra i più eccentrici ...
Eugene Chadbourne (Stati Uniti) Eugene Chadbourne è tra i più eccentrici ed eterodossi solisti creativi in circolazione: nel corso degli ultimi vent'anni ha saputo coniare un proprio linguaggio eretico e beffardo muovendo dal blues al be-bop al free jazz, tramando con schiere di musicisti di ogni natura e spesso divenendo loro fonte di ispirazione. John Zorn, Tom Cora, Fred Frith, Toshinori Kondo, Jon Rose, Han Bennink, Derek Bailey, Paul Lovens e Carla Bley sono solo alcuni dei compagni di viaggio con i quali il chitarrista/cantante di Greensboro (north Carolina) ha diviso avventure e peregrinazioni improvvisative, sbilenche incursioni nel country and western, folli atti d'amore - da Eric Dolphy a Phil Ochs, dal rockabilly a Tim Buckley - e corrosive riflessioni teoriche. Il suo nome è ben noto anche in campo rock, per le irregolari apparizioni assieme a Camper Van Beethoven, Violent Femmes e They Might Be Giants ma soprattutto per la militanza con il gruppo di trash psichedelico Shockabilly. Il trio - ne facevano parte anche Mark Kramer, poi fondatore dell'etichetta Shimmy Disc, e David Licht - è rimasto attivo dall'82 al '85, segnando del proprio indelebile marchio i classici di Doors, Byrds, Rolling Stones, Beatles e Pink Floyd o stravolgendo quelli di Jimi Hendrix, John Lee Hooker e Paul Simon. In repertorio avevano anche numerose composizioni originali, di cui la maggior parte a firma di Chadbourne. "Anche allora cercavo di rendere indesiderabile imitare le mie cose. Indesiderabile e impossibile". Oltre a vari tipi di chitarra Eugene Chadbourne suona il dobro e il banjo, ricavando suoni da vari oggetti di uso quotidiano o da strumenti autocostruiti (tra cui anche rastrelli, gabbiette per canarini e sturalavandini amplificati elettricamente). Canta i classici del country-and-western e motivi tradizionali, ma ne adatta di volta in volta i contenuti alla situazione storica e sociale attuale, deformando metodicamente melodia e testo attraverso l'improvvisazione; sulla scena è un perfetto showman che si diverte a nascondere il proprio impegno politico dietro la maschera del clown, beffeggiando le celebrità del momento e sommergendole di folli citazioni rock, country, folk e jazz.
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14/12/2005 13:23 -
EUGENE CHADBOURNE
Eugene Chadbourne, ovvero, come ne ha scritto la rivista ...
EUGENE CHADBOURNE Eugene Chadbourne, ovvero, come ne ha scritto la rivista francese Revue et Corrigée: "un uomo indispensabile alla sopravvivenza morale e intellettuale dell'occidente". Chadbourne è sempre stato un musicista in opposizione alle convenzioni dominanti (anche e soprattutto nell'ambito cosiddetto "alternativo"). Col suo primo Lp di "Guitar Solos", nel '75, fu probabilmente il primo chitarrista americano a cogliere la lezione "non idiomatica" della scuola europea di Derek Bailey; e tuttavia, già il suo secondo album le mescolava con delle "composizioni" - un tabù, in quegli ambienti. Naturale che il nostro si incontrasse con l'altro musicista americano che in quegli anni si occupava del problema di unire composizione e improvvisazione radicale, John Zorn: i due infatti incideranno assieme (un lp ciascuno, ognuno suonando nei pezzi dell'altro) il doppio lp "School" del '78; Chadbourne parteciperà anche ai successivi lp di Zorn "Pool" e "Archery" mentre Zorn parteciperà alla composizione orchestrale di Chadbourne "The English Channel" (1979, con Steve Beresford, fred Frith, Wayne Horvitz e Bob Ostertag tra gli altri; nello stesso anno, Chadbourne suona con Carla Bley nel disco "Musique Mecanique"), e, nell'80, a un quintetto con Tom Cora, Kramer, David Licht e Scott Manring che girerà in un tour per infimi localini country con un repertorio, tra l'altro, di deliranti versioni di canzoni dei Beatles e di pezzi country (Carl Perkins, Roger Miller, Merle Haggard, ecc) come si potrà ascoltare negli lp "LSD C&W" e "There'll be no tears tonight". Sconcertando non poco gli ambienti dell'avanguardia , Chadbourne infatti comincerà a suonare del "freeimprovisedcountryandwesternbebop", con versioni di pezzi country, rock classico (B.B. King, Hendrix, Rolling Stones) e jazz da Parker ad Ayler. nell'82 fonderà invece il trio di rock iper-psichedelico Shockabilly, sempre con Licht e Kramer, e attivo fino all'85; poi un ritorno a lp di "protest songs" nella tradizione americana più libertaria ("Country Protest" dell'85, "Vermin of the Blues", '87), ma anche due lp ('87-'91) con il noto gruppo rock-psichedelico Camper Van Beethoven, un lp con Elliott Sharp e Sun City Girls ("Country Music in the World of Islam", con copertina del papà dei Simpsons, Matt Groening), e improvvisazioni radicali con Jon Rose ("Kultural terrorism", '87) e la Company di Derek Bailey (nel '90, non documentata su disco). Non va tralasciata anche una sua occasionale ma brillante attività giornalistico-letteraria, con collaborazioni a riviste come Forced Exposure e Maximum Rock'n'Roll (se ne può leggere un esempio tradotto nel libro-rivista italiano Panta n.14: Musica, che riporta un suo tragicomico racconto sulle sue esperienze con l'ambiente dell'avanguardia jazz newyorchese). Tra gli album degli ultimi anni (ma stare dietro alla sua produzione è impossibile), due dal vivo con Jimmy Carl Black, batterista originale delle Mothers of Invention di Zappa ("Pachuco Cadaver" e "Locked in a dutch coffeeshop", il primo interamente dedicato a cover di Captain Beefheart); "Electric Rake Cake", antologia delle sue edizioni su cassetta; "The Acquaduct" (solo su vinile, per la francese Rectangle), con cover di Coleman, Nichols, Nick Drake ecc., in solo o accompagnato dalle due figlie(!); "Patrizio", in duo con il percussionista europeo Paul Lovens; un altro solo su Intakt, "End to Slavery"; infine, annunciati nei prossimi mesi, un 10" (sempre su Rectangle) in duo con Derek Bailey, e un'antologia di rarità e inediti, per l'audio-rivista Sonora, del periodo 78-80 con Zorn. (Walter Rovere) Suona il 30 marzo al CLAN DESTINO di Faenza; il 31/3 al C.R.C. di Abano Terme; il 4/4 all'UBU ROI di Domegge di Cadore. Inf: CIRC.A Musiche Eterodosse In Circuito - Tel/Fax 0461/431741.
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14/12/2005 13:23 - EUGENE CHADBOURNE
…Some Day We’ll Look Back And Say: “It Was ...
EUGENE CHADBOURNE …Some Day We’ll Look Back And Say: “It Was Fucked!” (Chadbourne) Non da oggi si sa che Eugene Chadbourne è un pazzo furioso, eppure non manca ogni volta di sorprendere, come nel concerto che ne abbiamo visto del 28 marzo a Macherio (MI), nel corso del suo più recente tour italiano; dopo una serie di cover più o meno stravolte (dal repertorio di Ella Fitgerald a brani country con il banjo a Bach e Erik Satie) e di brani originali (tra cui è spiccata una colonna sonora immaginaria per Quella Villa Accanto al Cimitero di Lucio Fulci!), per il brano finale ha preso un pupazzetto a molla di un cameriere che sollevava, quando caricato, in alto il suo vassoio, gli ha applicato un microfono a contatto e lo ha collegato alla pedaliera della sua chitarra, a sua volta naturalmente collegata a una cassa, e ha cominciato a “suonare” il pupazzo, caricandolo, strusciandolo per terra, appoggiandolo all’inferriata della finestra del locale e percuotendo questa, urlando dentro il microfono a contatto, eccetera, in un orgia di rumori indescrivibile; un episodio sintomatico dell’incontenibile istrionismo del musicista ma anche interessante dal punto di vista sonoro (un bel salto dall’uso abitualmente discreto dei microfoni a contatto nella musica elettroacustica, inaugurato da David Tudor con John Cage e dagli AMM, e ai giorni nostri da gurppi tipo Kapotte Muziek!), e perché getta una qualche luce sulle modalità di produzione dei colossali “rakes” (così Chadbourne sottotitola certe sue composizioni rumoristiche) che capita di ascoltare nelle sue registrazioni (vedi il doppio cd antologico Electric Rake Cake del ’95). Non pago della sua iperproduzione discografica, Chadbourne nel corso della sua più che ventennale carriera ha preso l’abitudine di incidere in proprio delle cassette confezionate in maniera artigianale, e che vende ai suoi concerti o per posta, una sorta di bollettino mensile delle sue attività che va colto al momento (pur essendo alcune anche molto pregevoli, le cassette non vengono ristampate, lasciando il posto alle nuove). Una che abbiamo acquistato tra la decina portate da Chadbourne in questo tour si intitola …Some Day We’ll Look Back And Say: “It Was Fucked!”, ed è confezionata in una scatola di biscotti (come tante delle sue ultime cassette), con incollata sopra una foto fotocopiata di Chadbourne e uno sticker di informazioni sui contenuti, mentre all’interno contiene due foto originali del musicista e una pagina di bozze corrette da un suo libro sui suoi tour nell’est europeo (ma probabilmente gli inserti che si possono trovare variano di volta in volta). Molti gli ospiti in questa cassetta di “long lost classics” (non vengono però riportate date), registrata dal vivo (bootleg quality), e che inizia con una incasinatissima cover di Bitches Brew di Miles Davis, con quattro musicisti tra cui il clarinettista Ben Goldberg (autore del recente Tzadik What Comes After) e Kenny Wollesen (che è, tra l’altro, il batterista dei Masada quando Joey Baron è assente), suonata in medley con un valzerino cantato, Happy New Year; segue un medley con il noto gruppo underground americano Sun City Girls (che già accompagnavano Chadbourne nel suo lp del ’90 Country Music from the World of Islam Vol.XV - gli altri volumi infatti erano su cassette!) composto da un lungo brano rock dal tumultuoso sottofondo e ottimi assoli delle due chitarre, Imitation of Astral Traveling, e da una Christmas Song lamentosa. Segue un ensemble piuttosto grosso di cinque fiatisti, basso e batteria (Murray Reams), “più il primo gruppo”, dicono le note (quindi Wollesen e gli altri tre?) che esegue il Jack Johnson Rake, un breve “rake” di quelli rumoristici sopra descritti e il pezzo di Davis (a un certo punto però vengono fuori dei clarinetti furiosi che introducono una citazione di Jingle Bells; par di capire, da tutti i riferimenti dela cassetta, che siamo in periodo natalizio!). Si torna poi alla session con i Sun City Girls per una versione di Caravan con prolungatissimi scambi strumentali, che ogni tanto arriva al punto di sfaldarsi ma invece riprende ed è così lunga che dopo una decina di minuti la cassetta (una C-90) finisce e il pezzo continua sull’altro lato per altri venti! Il pubblico acclama e seguono due bis, non indicati nelle note (indicativo del modo artigianale in cui sono intesi questi nastri che alla cassetta rimane un quarto d’ora vuoto e quindi Caravan poteva venire messa per intero sul lato B!). Il tutto molto grezzo e per di più penalizzato dalla registrazione (peccato per le cover davisiane), ma, appunto, un documento. (E.C., 707 Longview Dr., Greensboro, NC 27403-2018 USA).
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14/12/2005 13:23 - ZU + EUGENE CHADBOURNE: "MOTORHELLINGTON"
Dopo essersi rivelato al pubblico nel ...
ZU + EUGENE CHADBOURNE: "MOTORHELLINGTON" Dopo essersi rivelato al pubblico nel 1999 con l'album di debutto Bromio, il trio degli ZU (Luca Mai, sax, Massimo Pupillo, basso e Jacopo Battaglia, batteria), nato dalle ceneri dei Gronge, ha proseguito con crescente intensità la propria attività artistica, dando l'avvio a una serie infinita di concerti in giro per il mondo (talvolta in compagnia di band come The Ruins, Half Japanese, Nomeansno, The Ex, Otomo Yoshihide Quintet, The Vandermark 5) che, oltre a maturare lo stile del gruppo e averne fatto crescere l'intesa e la coesione, hanno consentito agli ZU di acquisire una dimensione davvero internazionale. Altrettanto importante è stato l'incontro con il chitarrista e improvvisatore statunitense EUGENE CHADBOURNE, che oltre a numerose esibizioni live ha prodotto The Zu side of the Chadbourne (Newtone fy 7018), un'interessante e creativo lavoro dove il jazz d'avanguardia si sposa alla perfezione con il noise-rock. Un sound nervoso e intrigante ha da sempre contraddistinto il mondo musicale degli ZU, e la loro incredibile verve trova un'ennesima conferma in questo nuovo Motorhellington, sorta di trasgressivo viaggio nella storia della musica, che dà nuova vita a una manciata di "classici" che vanno, tra gli altri, da The Robots a Sex Machine, da Corcovado (di Jobim) a Sacrifice (dei Motorhead), passando per una splendida rilettura di Boogie Stop Shuffle del grande Charlie Mingus. Naturalmente si tratta di rivisitazioni tutt'altro che scolastiche e banali, che mettono in luce, attraverso una sana dose di ironia, l'elemento di provocazione che sta alla base dell'intero progetto ZU.Niente esercizi di stile insomma, ma un approccio vigoroso e senza condizionamenti a brani che gli ZU dimostrano sì di amare, ma non sino al punto da non desiderare di manipolarli secondo le loro "voglie", mantenendone l'appeal e la riconoscibilità ma ingegnandosi a trasformarne la struttura profonda e non solo la forma esteriore. Inoltre, come già in The Zu side of the Chadbourne, l'organico viene a essere completato da Roy Paci alla tromba (collaboratore di Mau Mau, Manu Chao e presenza attiva della scena jazzistica europea), figura di musicista versatile e completo, capace di dare agli ZU un tocco di originalità in più.

















































































































