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14/12/2005 13:23 - ELVIS COSTELLO/ANNE SOFIE VON OTTER
"For the stars"
Che Costello sia ormai ...
ELVIS COSTELLO/ANNE SOFIE VON OTTER "For the stars" Che Costello sia ormai fuori dalle traiettorie classiche del rock, lo sanno anche i sassi. Molti sostengono che stia esagerando e come prova vorrebbero che si ascoltasse con più attenzione la splendida "You stole my bell", un classic Costello, ma nuovo di zecca, incluso nella colonna sonora di Family man. Insomma, meglio un Costello meno "shakespearizzante" o questo Costello di frontiera che indica la strada leggera al mezzosoprano svedese circondandolo di attenzioni e di canzoni celebri? Difficile rispondere. I due si conobbero nel 1989 ad una rappresentazione della Dannazione di Faust di Berlioz ma solo nel '96 si esibirono insieme per la prima volta (alla radio svedese, lei cantò Strauss, lui cantò se stesso). Matrimonio indovinato? Difficile rispondere anche a questo. Di sicuro, non tutto "For the stars" (18 pezzi, troppi anche per Costello) appare degno dello spessore dei personaggi coinvolti. Spettacolari le riletture, in perfetta linea con il "chamber pop" teorizzato da Costello, di "The other woman" (Nina Simone la voce che i più ricorderanno legata a questa canzone), "You still believe in me" dei Beach Boys (Pet sounds) e praticamente perfetto il medley ottenuto con "Broken bicycles" di Tom Waits (dalla colonna sonora di "Un sogno lungo un giorno") e "Junk" di Paul McCartney, che solo l'idea meriterebbe un oscar a parte. Meno stimolanti invece le "passate" di Abba e Ron Sexsmith ("Like an angel passing through my room" e "April after all") e decisamente sottotono (a parte "For the stars") i brani nuovi dello stesso Costello: come se stavolta la veste, un po' autoreferenziale, avesse danneggiato l'invenzione anziché esaltarla, come avvenne con The Juliet letters e con quanto ne derivò.
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14/12/2005 13:23 - ELVIS COSTELLO WITH BURT BACHARACH
Painted From Memory (Mercury)
Ho letto ...
ELVIS COSTELLO WITH BURT BACHARACH Painted From Memory (Mercury) Ho letto da qualche parte che i Quintorigo preferiscono il Costello punk a quello cantautorale e/o orchestrale degli ultimi lustri. OK, è cosa buona e giusta; il segreto, però, è far finta che siano due persone ben distinte, perché - cazzo - due brani come ‘Shipbuilding’ ed ‘I Wanna Be Loved’, ad esempio, non possono non aprirti il cuore come un’anguria sbattuta in terra il giorno di Ferragosto! Detto questo, Napoleon Dynamite, dopo sporadici duetti con gente del calibro di Paul McCartney, Nick Lowe e Jimmy Cliff, è andato alla fonte dell’armonia, riuscendo a convincere Mr. Milk & Honey in persona a scrivere una dozzina di canzoni a quattro mani; il risultato è come se mischiaste in un’ampolla acqua e olio. I due liquidi rimangono perfettamente non amalgamati, così che qui potreste sezionare ogni singola nota vergata dall’uno o dall’altro. Non è un album all’altezza massima dei due (quella che si potrebbe chiamare una mezza occasione persa) ma, ovviamente, più lo si ascolta e più lo si penetra. Che sia comunque un bel disco sembra perfino scontato da dire, con quelle atmosfere coinvolgenti ed adattissime per le giornate piovose e le improvvise aperture da dopo acquazzone tipiche del vecchio testa bianca. Solo, va consigliato ai diabetici sonori di tenersene alla larga, o dovranno farsi un paio di insuline toste marca Slayer per riaversi. Certo che il nervosismo da ventenne che morde l’aria di ‘(I Don’t Want To Go To) Chelsea’ era tutta un’altra cosa... Per dirla con i Quintorigo.
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14/12/2005 13:23 - ELVIS COSTELLO Sogno di una notte di mezza estate
Autentico amore ...
ELVIS COSTELLO Sogno di una notte di mezza estate Autentico amore a prima vista; questo ha spinto Elvis Costello a comporre, per la prima volta nella sua vita, musiche per uno spettacolo di danza. «Qualche tempo fa, sono stato invitato ad assistere a un'esibizione di una compagnia italiana. Si trattava dell'Aterballetto. Portava in scena "Comoedia - canto III", tratto dal Paradiso di Dante. Ne sono rimasto affascinato e molto irnpressionato. Dopo lo spettacolo, ho avuto la possibilità d'incontrare il coreografo, Mauro Bigonzetti, e i suoi colleghi. Si è creato un rapporto umano ed artistico immediato». Al punto che, in breve tempo, hanno iniziato a lavorare ad un progetto insieme, un adattamento del "Sogno di una notte di mezza estate" di William Shakespeare. «La danza è stata davvero un mistero per me nel corso degli anni. Io danzo soltanto nella mia mente. Non mi piace particolarmente la musica pop dance e ho sempre trovato che il balletto e la danza moderna siano proposti molto male dalla televisione; mi sembra, addirittura, che la tv riesca a distorcere ed esaltare i gesti rendendoli comici e sgraziati. Vedendo l'Aterballetto ho vinto la mia ignoranza».
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14/12/2005 13:23 - ELVIS COSTELLO - When I Was Cruel (Island)
Madonnamia! Neil Young, ...
ELVIS COSTELLO - When I Was Cruel (Island) Madonnamia! Neil Young, Patti Smith, Blondie, Soft Cell, Modern English, New Order e adesso pure Elvis Costello. Cos’è, ho toccato per sbaglio qualche bottone della macchina del tempo? O stiamo tornando di moda e ci tirano fuori dalla naftalina (non me, io l’ho mangiata tutta in una settimana insieme al fido Eta Beta, quella che ci ricopriva)? Col vecchio McManus, poi, divido mese e giorno della data di nascita, lo stesso tipo di occhiali, l’astigmatismo ed un amore per le canzoni nervose di tre minuti che non me l’hanno mai fatto abbandonare neanche quando si infilava in quartetti d’archi, collaborava con soprani scandinavi o nientecocodimenoco (© Sani Gesualdi) con quel monumento in flesh & blood che è Burt Bacharach. Cavolo, mica robaccia, tutt’altro: piatti raffinati, preparati da un cuoco talentuoso come pochi e serviti in guanti bianchi ma, perdio! rieccolo ai tempi di quei succulenti hot dog-crauti-mostarda e ultrapinta di Guinness che così tanto innalzarono il ns colesetrolo prossimo venturo! Insomma, Elvis II torna agli albori, con solo qualche chilo di troppo e la notoria capigliatura lasciata in buona parte per strada (letteralmente) rispetto ad allora. E porta seco un paio di Attractions, l’amico-nemico Steve Nieve (tastiere) e il batterista Pete Thomas. Una premessa, però, va fatta subito. La risacca musicale costelliana ha portato con sé parecchie conchiglie preziose che son servite a creare brani molto moderni, come When I Was Cruel n°2 e 15 Petals, il primo è un lungo brano di ben sette minuti che occhieggia alle atmosfere à la Portishead, infarcito con un basso a sei corde in stile 007 e col campionamento di una sillaba di una comunque riconoscibilissima Mina (la classe non è acqua) nel brano Un bacio è troppo poco; brano d’atmosfera molto bello, rifinito da un’interpretazione appassionata di Costello. 15 Petals pesca invece nel lago dorato delle soundtrack americane à la John Barry mescolandole con arie balcaniche per un 4 minuti di nervi scoperti davvero esaltanti. Il resto si snoda attraverso i cari vecchi stilemi: Spooky Girlfriend è un beat caracollante, con un coretto assassino tipico dei grandi pezzi pop anni 50, un brano prezioso ed ardente come non ne sentivamo dai tempi di Goodbye Cruel World e Punch The Clock, mentre Tear Off Your Own Head rimanda ancor più indietro la memoria, ai tempi di Oliver’s Army, con quelle tastiere che volteggiano attorno alla marcia decisa (e un po’ scontata) della Telecaster ammantata di giovinezza, con quel riff iniziale da suonare gettandosi saltellando sulla telecamera per lo sberleffo di rito, un brano che potrebbe essere benissimo inserito in radio tra una song degli Strokes ed una dei Dandy Warhol senza paura della minima caduta di tono. Soul For Hire è una ballata sincopata che flirta col jazz da penombra. Tart, quattro note e molta interpretazione vocale, è uno slow-Costello 100%, uno di quelli che si avvampa a metà, così nuovo e già così classico... Dissolve, molto bella, mescola chitarre noisy, armonica bluesy e quel drumming secco da tamburo dei primi brani: una speedball da neanche due minuti e mezzo che fulmina come fosse la Pump It Up del 1978! Dust rifà il verso nell’ossatura all’evergreen Fever in un’unione elvisiana totale a cui si aggiungono farciture di chitarra newyorkesi; My Little Blue Window è l’ennesimo scotto beatlesiano pagato con riconoscenza e, ovviamente, a testa alta. Grandiosa Episode Of Blonde, che sembra un disegno abbozzato da Tom Waits e inchiostrato da Costello. Il poco che resta è semplicemente alta routine. Non sarà certo il modello di quest’anno ma, cristo, come abbiam già detto, la classe non è acqua!
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14/12/2005 13:23 - ELVIS COSTELLO When I Was Cruel
Elvis Costello si era stufato ...
ELVIS COSTELLO When I Was Cruel Elvis Costello si era stufato di scrivere e cantare ballate, dopo gli ultimi dischi a quattro mani: la stupenda collaborazione con Burt Bacharach e quella meno riuscita con Anne Sofie Von Otter. Così, per il primo disco «solista» in oltre cinque anni (All This Useless Beauty era del 1996), Costello è tornato alle sue origini, dando alle stampe un disco di pop-rock secco e melodico, basato sui suoni taglienti della chitarra e sulla sua stupenda voce. Un disco che ricorda, per certi versi, gli inizi di This Year's Model per la carica, ma che è totalmente nuovo per i suoni: qualche fiato qua e là, una cura che solo un artista con così tanta esperienza può avere. Se 45 è l'archetipo della canzone pop, se Tart e Alibi sono stupende ballate rock, la title-track è un tema bluesato che ricorda Watching e Detectives, e gioca con un campione della voce di Mina. Nella poliedrica produzione di Costello, Men I Was Cruel è un piccolo gioiello che brilla di luce propria, al cui confronto i pur apprezzabili All This Useless Beauty e Brutal Youth (1994) sembrano oggetti di bigiotteria.
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14/12/2005 13:23 - Elvis Costello - The Delivery Man-DeLuxe Edition (****) The Delivery ...
Elvis Costello - The Delivery Man-DeLuxe Edition (****) The Delivery Man è stato il disco forse più bello del 2004 rock, un Costello graffiante e ispirato come non si ascoltava da una ventina d'anni. Elvis lo sta portando in giro nei teatri di mezzo mondo e per l'occasione ha deciso di ristampare l'album con un «Cd companion» di 7 brani, sfruttando certe alternate takes che gli erano rimaste in archivio e un paio di inediti. Niente di eccezionale, le seconde scelte sono seconde per davvero, più vaghe e loffie degli originali; e anche gli originali (la dylaniana In Another Room e una cover di Dark End Of The Street, di Dan Penn e Chips Moman) non passeranno alla storia. Prendetelo come un giochino for collectors only Costello ha sempre amato simili quisquilie da appassionato e consumatore e non gli sembra vero di stare dall'altra parte, come quand'era giovane e riversava sui fan una pioggerellina di facciate B, flexi, EP, varietà editoriali. Si spiega così anche l'edizione limitata in vinile, con solo i sette brani nuovi in un delizioso microsolco 25 centimetri (10 inch, in gergo) che fa molto anni '50 e fiere del modernariato. - www.elviscostello.com Info: Modena International Music s.r.l. - Via C. Zucchi 31/a - Modena - www.mimsrl.it
































































































