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14/12/2005 13:23 - SOUL CENTER (THOMAS BRINKMANN) Soul Center
Secondo lavoro sulla lunga ...
SOUL CENTER (THOMAS BRINKMANN) Soul Center Secondo lavoro sulla lunga distanza di Thomas Brinkmann nel suo progetto Soul Center. Più dello stesso solito, nel senso che questo Soul Center riprende da dove il precedente esordio aveva lasciato ma porta il discorso un pochino più avanti, sempre alla ricerca del 'groove' perfetto, una battuta che non si occupa soltanto di corpi o almeno da questi vuole in ultima istanza arrivare a una sorta di semiosi generale della musica dance. Brinkrnann crea relazioni tra oggetti, campionamenti accatastati uno sull'altro, puliti, nitidi nella loro provenienza dove il risultato diventa una somma più grande delle singole parti. La domanda iniziale è "Can I ask you something?" e da un'estasi procurata dal groove si risbuca dall'altra parte, dalle parti di una politica svuotata da qualsiasi sorta di soggeto ben identificato. Who in the Funk?, Are you ready? sono classici istantanei. Un giorno questo inizio millennio sarà ricordato come Brinkmaniano. I campionamenti sono presi dal canone Stax con puntate dalle parti di James Brown e George Clinton e si passa da una chitarra di Steve Cropper alla voce di Pops Staples ad un giro di synth electro di Herbie Hancock, a Carla Thomas e il suo papà Rufus per arrivare a Watts e alle rivolte e alle Pantere Nere. Senza prediche senza ovvietà. Solo un'incessante interrogazione del presente e del passato che contiene. Questa è la musica di protesta del postfordismo. Sarà la flessibilità dei significati, dei corpi, del linguaggio e del creare collettività a sotterrare la violenza del quotidiano.
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14/12/2005 13:23 - Thomas Brinkmann live (Max Ernst, D)
Insieme a Mike ...
Thomas Brinkmann live (Max Ernst, D) Insieme a Mike Ink, al collettivo della Basic Channel e a Pole, Thomas Brinkmann é uno dei leaders degli svilppatori del filone, di origine tedesca, della techno isolazionista influenzata dal dub. Brinkman si é fatto conoscere nelle comunità techno ed in quella sperimentale per i sui remix (che lui ama chiamare variations) di materiale di Richie Hawtin/Plastikman e Mike Ink. Queste cariations sono state realizzate suonando le versioni originali su un giradischi progettato dallo stesso Brinkmann, che comprende due bracci, con uscite separate per i canali destro e sinistro. Ma Thomas Brinkmann é uno dei rari ricercatori che non si dimenticano del dancefloor: la sua musica é stata definita "machine music with just a little bit of funk enough to make you dance".
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14/12/2005 13:23 - THOMAS BRINKMANN "Klick"
E un Brinkmann inatteso, quello di "Klick". Tecniche: ...
THOMAS BRINKMANN "Klick" E un Brinkmann inatteso, quello di "Klick". Tecniche: un loop carpito a un vecchio vinile di Thelma Houston; un taglio (fisico, materiale) sul solco finale, quello che scratcha potenzialmente all'infinito; un mixer; un Vestax Isolator; un processore 'multieffetto'. Musica fatta di assolutamente nulla insomma. Che si dota di strumenti inesistenti e suona solo il vuoto. Con le idee intellettualmente più sofisticate e la fisicità più brutta. "Klick" fa il paio con "Transfer" dei Disc - laddove la combutta Matmos-Kid606-Lesser esponeva giocando al nichilismo, Brinkmann porta in vita materia grezza e pone le basi per una veramente nuova forma d'insonorizzazione. Un autentico umanista: ricorderà i Pan Sonic nell'apparenza, è loro distante un secolo nelle idee e li fa invecchiare di colpo di dieci anni. I suoi antenati diretti sono Christian Marclay e Mark Stewart. Ma via: ancora le macchine? Vogliamo proprio scherzare?... Siamo umani e questa è la musica del nostro cuore, primitiva, beat, ritmo, insieme estraneo, a lungo ineffabile suono. Più scarno ed essenziale e polimorfo e ruvido di quasi tutto il Brinkmann sentito a oggi. Gorghi dub (0001), ipnotiche poliritmie e basta (1001), psicotici crescendo avvoltolati in plexiglass (0011), funk e techno e rock'n'roll (1000), piatti fatti di solo nush (0111), cassa costruita su un unico click. Si rimette in gioco Brinkmann, si prende la libertà di praticare il terrorismo in epoca ormai d'avanzata cristallizzazione accademica dell'electronica e pretenziosa. Perché questo non è affatto 'uno dei più grandi musicisti elettronici' di questi anni bensì, tra gli sperimentali tout court, uno dei pochissimi per cui il termine 'avanguardia' abbia ancora un significato degno ('che sta avanti', più o meno). Nonché e soprattutto uno di quelli che fanno, in quest'ambito: semplicemente i dischi più belli da ascoltare di questi anni.
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14/12/2005 13:23 - THOMAS BRINKMANN Rosa
L'aveva annunciata durante il set romano del festival ...
THOMAS BRINKMANN Rosa L'aveva annunciata durante il set romano del festival "Dissonanze", nel Febbraio scorso, e finalmente eccola: la (si spera prima) compilation che raccoglie su CD i vecchi mix - i migliori - del geniale Brinkmanns. Per questa prima uscita sono stati scelti i 12" della serie Ernst arancione, sempre titolata con nomi femminili. Sul CD non c'è scritto assolutamente nulla, né il nome dell'autore né quello dei pezzi e neanche quello dell'etichetta, come è d'abitudine; solo sulla costola compare la parola "Rosa", titolo dell'album. Tra i brani ci sono comunque almeno Olga, Ulla, Xenia, Erika, Inge e Nicola, alcuni rimissati per l'occasione, altri in versione originale e, da quel che sembra, almeno un paio di inediti. Rispetto alle uscite recenti, che personalmente, pur nella loro eccellenza, coinvolgono meno, questo Brinkmann è più estraneo, più buco nero, carta assorbente subliminale. Questa musica, è puro spettacolo di creatività, urlo al cielo, epifania dei sensi. Ritmo che si moltiplica, penetra nei pori della pelle e nel cervello, trascende e libera. Techno minimale, la si è definita. Ma non la ballerete mai perché lo spessore che vi s'avvolgerà dentro sarà cosi intenso da farvi restare esattamente fermi e ammutoliti, per non dire delle sottili e improvvise aritmie che scarteranno i perditempo. Cadenze che s'avvolgono e si sovrappongono, rumori che si loopano e poi vanno a percorrere luoghi e tempi altri rispetto al genitore, rintocchi sempre in ritardo di un decimo, perimetri dub e vaghe ascendenze house, tutto. Brinkmann espone a pubblico ludibrio e/o amorevole comprensione ogni ipotesi rock come musica che sbraita (sentite per primo il pezo numero nove, che non so più cosa sia), ci fa provare il pudore, quasi la vergogna, dell'ascolto e del mestiere musicale. Un rinascimento vergine di fronte allo stupore, le possibilità infinite, la matematica dell'estasi e l'essere e avere finalmente insieme.
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14/12/2005 13:23 - Thomas Brinkmann
Soulcenter III (Novamute, Uk)
Geniale innovatore, lucido e pazzoide, ...
Thomas Brinkmann Soulcenter III (Novamute, Uk) Geniale innovatore, lucido e pazzoide, senz'altro un nome importante, Thomas Brinkmann, da Colonia, è riuscito a far vedere (e sentire) nuovi aspetti del concepire, comporre e fruire la musica. A partire dalle Variationen sul progetto Studio 1 di Wolfgang Voigt e di Concept 1 96: VR sul materiale di Richie Hawtin fino ai recenti capitoli di Soul Center, Brinkmann ha sempre suscitato interesse ed ammirazione. L'articolazione del suo metodo compositivo vede continuamente modificato il suo set. Al Link presenterà il suo ultimo lavoro Soulcenter III, ultimo capitolo della trilogia, uscito per la prestigiosa label britannica Novamute.
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14/12/2005 13:23 - Thomas Brinkmann Row Thomas Brinkmann, l'ormai noto dj tedesco da ...
Thomas Brinkmann Row Thomas Brinkmann, l'ormai noto dj tedesco da molti considerato un autentico genio dell'elettronica. La Max Ernst, guidata da Brinkmann, propone un album che si snoda su 10 tracce di matrice deep-minimal techno. La monotonia del groove e l'assenza netta di refrain melodici ha sempre distinto il noto produttore tedesco che è diventato un riconosciuto portavoce del movimento minimale elettronico mondiale da metà anni novanta in poi. Tutto è incentrato su suoni molto deep che si incastrano nel groove di stampo minimalista con frequenti sovrapposizioni di voci rarefatte e suoni elettronici destrutturati e disturbati. La nuova compilation di Brinkmann, raccoglie le diverse b-side dei lavori usciti in passato per la Max Ernst. Le diverse tracce sono state rielaborate e rimanipolate per un'asciutta miscelazione sonora che utilizza una gamma poco abrasiva di suoni dall'equilibrio perfetto. Le atmosfera sono sommesse, quasi sognanti, anche quando le componenti sonore si fondono in qualcosa abbastanza ritmico. Un fantastico pacchetto di inediti per apprezzare le diverse superfici sonore coinvolte da dall'autore nel suo percorso digitale.


















































































































