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14/12/2005 13:23 - TAJ MAHAL
In Progress & In Motion/ 1965-1998 /
Quando si parla ...
TAJ MAHAL In Progress & In Motion/ 1965-1998 / Quando si parla di rock blues istintivamente si va al suono di Chicago, al teso "drive" delle chitarre elettriche rubato da tanti ragazzi bianchi al catalogo della Chess Records. Sono poche le eccezioni e, fra queste, la più nobile è senz'altro quella di Taj Mahal: un vecchio ragazzo nero del profondo nord che fin dalla metà degli anni Sessanta ha frequentato più la scena rock che quella black, contaminando con genio i suoi amori di Delta blues, preistoria jazz a New Orleans, musica afro-caraibica. Questo cofanetto di tre cd ne testimonia la lunga avventura non ancora conclusa, con una selezione di brani celebri, rarità e una quindicina di inediti assoluti. La maggior parte del repertorio è tratta, com'è giusto, dai primi sette/otto anni di carriera, quando, dopo un estemporaneo gruppo con Ry Cooder (i Rising Sons), Mahal pubblicò originali opere solistiche come Nacht'l Blues, Giant Step, The Real Thing, ritagliandosi un singolare spazio nella scena di San Francisco. Sono lavori crudi ed affasinanti, con un forte aroma di selvatico, dove si passa da soliloqui chitarra e voce ad asciutte pagine per complesso rock blues fino a curiosi arrangiamenti per piccola orchestra con tromboni e tube. Una musica lontana dagli standard contemporanei ma con un'affascinante varietà e ricchezza: una piccola enciclopedia di suoni americani di questo secolo che tira in ballo le citazioni più diverse, da Carole King a Sleepy John Estes, da Harry Belafonte a Sonny Boy Williamson a Robert Johnson.
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14/12/2005 13:23 - TAJ MAHAL Shoutin' in Key
Chi ama il blues e i ...
TAJ MAHAL Shoutin' in Key Chi ama il blues e i suoi dintorni e non vuole correre rischi, può senza dubbio appressarsi con fiducia a questo ultimo live dell'immarcescibile Taj Mahal, qualcosa di più di una leggenda. Circondato per l'occasione dalla Phantom Blues Band propone come in tutti i dischi dal vivo che si rispettino, un'alternanza tra personali cavalli di battaglia (Corrina, Mail Box Blues, EZ Rider) e standards del genere (Leavin' Trunk, The Hoochi Coochi Coo). Difficile pensare che si possa trarre molto di più da una struttura musicale ormai più che centenaria e fissata nella pietra del tempo (con tutti i limiti che ciò comporta), ma non si può fare a meno di notare come Taj Mahal e i suoi riescano ancora a piazare delle belle zampate.
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14/12/2005 13:23 - TAJ MAHAL & THE HULA BLUES BAND Hanapepe Dream Le ...
TAJ MAHAL & THE HULA BLUES BAND Hanapepe Dream Le strade del suo perpetuo vagabondaggio culturale l'hanno già condotto a dialogare con le musiche hawaiane nel recente "Taj Mahal & The Hula Blues Band". Questo "Hanapepe Dream" ne è l'ovvia prosecuzione e al contempo l'ulteriore espansione stilistica. Una ricerca etnomusicologica, quella di Majal, che non scade mai nel piatto accademismo ma genera una brillante sintesi di ricchissimi idiomi sonori sempre calibrati, colati perfettamente in atmosfere rilassate e sciolte, simili a quelle dei Buena Vista. Poi, tra sorrisi e camicie fiorate, anche la storia dell'omicida Stagger Lee (traditional) e quella dei ladro e del buffone inscenato in All Along The Watchtower (Dylan) seguito, quasi a placare la tensione, dalla conclusiva title-track, ninnananna ondeggiante nel crepuscolo hawaiano. Vero disco di world music.















































































































































































































