Live Band
Live di questa band:
Gio 15 Mar Teatro degli Arcimboldi - Milano (MI) - Italia
Teatro degli Arcimboldi 02/641142212/214 Viale dell'innovazione, 1 MILANO www.teatroarcimboldi.org
Presentato da:
Murciano Iniziative - Murciano Iniziative di Antonio Murciano via OBERDAN 33 A 53034 Colle Val D'Elsa SI UFF. TEL 0577/921938 UFF. FAX 0577/901346 info@murcianoiniziative.com www.murcianoiniziative.com
Testi in archivio:
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14/12/2005 13:23 - FRANCO BATTIATO
Il concerto di FRANCO BATTIATO si annuncia come un ...
FRANCO BATTIATO Il concerto di FRANCO BATTIATO si annuncia come un vero e proprio evento: l'Orchestra di Padova e del Veneto (45 componenti) affiancherà la band del musicista in un inedita commistione musicale. Il tour di BANDA ORCHESTRALE debutta proprio a Pistoia in ESCLUSIVA PER LA TOSCANA. Un'occasione quindi da non perdere per tutti, e sono tanti, gli appassionati della musica di Battiato: in scaletta, accanto agli omaggi a De André, Endrigo, Jagger, Brel, i suoi più grandi successi: Vite parallele, Summer on a solitary beach, I treni di Tozeur, Prospettiva Nevsky, L'era del cinghiale bianco, La stagione dell'amore, Voglio vederti danzare, etc.
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14/12/2005 13:23 - FRANCO BATTIATO Fleur(s)
Franco Battiato - voce; Manlio Sgalambro - voce ...
FRANCO BATTIATO Fleur(s) Franco Battiato - voce; Manlio Sgalambro - voce recitante; Simone Bartolini - sopranista; Carlo Guaitoli - pianoforte; Alessandro Simoncini - violino; Luigi Mazza - violino; Luca Simoncini - violoncello; Demetrio Comuzzi - Viola; Angelo Privitera - tastiere e programmazione. Il più eclettico e strordinario compositore italiano, nonché direttore artistico del "Il violino e la selce", propone il suo ultimo lavoro, "Fleur(s)", sicuramente l'album più sorprendente ed atipico di Franco Battiato. Ai Rolling Stones da leggenda di "Ruby Tuesday" e alla Napoli romantica di "Era de maggio" alterna le ultime canzoni scritte in collaborazione con il filosofo Manlio Sgalambro ed interpretate in duetto con Simone Bartolini, sopranista di vertiginosa malìa. Cantando alla sua inconfondibile maniera canzoni d'altri tempi, Battiato se ne infischia della nostalgia e spiega con un sorriso sornione: «A volte è proprio tornando indietro nel tempo che diventa più chiaro il futuro. Per me è stato importante, prima di affrontare l'impegno di un nuovo disco tutto mio, regredire alle magnifiche consolazioni di questi inebrianti fiori musicali». Nella seconda parte del concerto il cantautore siciliano proporrà alcuni fra i suoi più famosi successi, terminando con un "assaggio" delle musiche composte per il balletto "Campi magnetici" del Maggio Musicale Fiorentino.
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14/12/2005 13:23 - FRANCO BATTIATO Fleur(s) V/C
Franco Battiato voce; Luigi Mazza ...
FRANCO BATTIATO Fleur(s) V/C Franco Battiato voce; Luigi Mazza violino; Manlio Sgalambro voce recitante; Luca Simoncini violoncello; Simone Bartolini sopranista; Demetrio Comuzzi viola; Carlo Guaitoli pianoforte; Angelo Privitera tastiere e Alessandro Simoncini violino, programmazione. Il più eclettico e straordinario compositore italiano, nonché direttore artistico de Il violino e la selce, propone il suo ultimo lavoro, “Fleur(s)”, sicuramente l'album più sorprendente ed atipico di Franco Battiato. Ai Rolling Stones da leggenda di “Ruby Tuesday” e alla Napoli romantica di “Era de maggio” alterna le ultime canzoni scritte in collaborazione con il filosofo Manlio Sgalambro ed interpretate in duetto con Simone Bartolini, sopranista di vertiginosa malia. Cantando alla sua inconfondibile maniera canzoni d'altri tempi, Battiato se ne infischia della nostalgia e spiega con un sorriso sornione: “A volte è proprio tornando indietro nel tempo che diventa più chiaro il futuro. Per me è stato importante, prima di affrontare l'impegno di un nuovo disco tutto mio, regredire alle magnifiche consolazioni di questi inebrianti fiori musicali”. Nella seconda parte del concerto il cantautore siciliano proporrà alcuni fra i suoi più famosi successi, terminando con un “assaggio” delle musiche composte per il balletto Campi magnetici del Maggio Musicale Fiorentino.
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14/12/2005 13:23 - FRANCO BATTIATO Campi Magnetici
Frammenti di pura genialità, non nuovi all'estro ...
FRANCO BATTIATO Campi Magnetici Frammenti di pura genialità, non nuovi all'estro dell'artista siciliano. Qui però Battiato si concede una sbornia di sperimentazione sonora, conciliando ritmiche elettroniche in progressione con tappeti di tastiere e introducendo la sua voce recitante e quella di Manlio Sgalambro (che si mette a parlare di simmetrie, interazioni elettrodinamiche tra un magnete e un conduttore). Un'antica passione per i numeri, la fisica e la matematica, che Battiato ripropone come trent'anni fa in Fetus e Pollution. Un filo logico tiene insieme tutta la sua produzione, solo apparentemente divisa tra canzoni e sperimentazione. Fra tracce di musica rumoristica ("Fulmini globulari") che ricordano la lezione di Stockhausen e fraseggi pianistici affidati al maestro Fedrigotti, Battiato accenna al canto solo in "The Age Of Ermafrodites", mentre l'unica canzone vera ("La mer") la interpreta con grande personalità il filosofo Sgalambro.
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14/12/2005 13:23 - FRANCO BATTIATO Ferro Battuto
Quasi un anno dalla musica per il ...
FRANCO BATTIATO Ferro Battuto Quasi un anno dalla musica per il balletto Campi magnetici, opera completa commissionata dal Maggio Musicale Fiorentino, Franco Battiato onora il nuovo contratto con la Sony con un secondo album volutamente "dionisiaco", di più leggera fruibilità. Ma lo fa a suo modo, sbizzarrendosi in un frenetico gioco di allusioni incrociate, di rinvii a culture e tecniche anche diametralmente opposte. Ferro battuto è il ritorno del musicista siciliano al pop, diversificando al massimo i riferimenti storici e di stile, ricorrendo ai campionamenti e al computer con il suo approccio inconfondibile, ma anche con qualcosa di rischiosamente inedito per lui. Con il passare degli anni, Battiato si apre a inattese conoscenze, con una curiosità più giovanile che da cinquantenne. Ospiti come Jim Kerr dei Simple Minds nel primo singolo Running against the grain, o la multilingue Natacha Atlas ex Transglobal Underground in ben tre pezzi, la cover hendrixiana Hey Joe, Personalità empirica e Il potere del canto, suonano tutt'altro che decorativi, ma entrano come nuova linfa vitale nel processo creativo. Altri spunti insoliti per Battiato emergono dalle canzoni Lontananze d'azzurro, Il cammino interminabile e Scherzo in minore. Nel primo caso l'arrangiatore inventa soavi e aeree melodie per gli archi della London String Orchestra, librandosi su liriche dimensioni più familiari a Mantovani o a Nelson Riddle. Ma è sempre un gioco colto che sconfina nella lounge music più prelibata. Nel secondo brano Battiato costruisce su un fiorilegio di detti popolari dell'800 o anteriori, liberamente trattati da Manlio Sgalambro, un divertente saltarello da muezzin in dialetto siciliano. Nel terzo episodio, infine, lo scherzo affettuoso coinvolge il mitico chitarrista tzigano Django Reinhardt, pioniere del jazz europeo in pieno dominio afroamericano. Chi avrebbe mai pensato che un giorno avremmo potuto ascoltare Battiato che si lancia in un breve vocalizzo scat all'unisono con la chitarra swing di Django.
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14/12/2005 13:23 - FRANCO BATTIATO
"FLEURs"
Una parata di stelle s'appresta a dire addio al ...
FRANCO BATTIATO "FLEURs" Una parata di stelle s'appresta a dire addio al '900, di qui al 31 dicembre vedremo scaffali di dischi intasati dall'opera ultima di varie popstar, italiane e non, ammaliati dalla sindrome fin de siècle, disturbati dall'urgenza di dover essere qui e più in là, irrequieti per gioco e per presenzialismo. Battiato ha giocato di leggero anticipo e dubito che qualcuno, nelle intenzioni e nel risultato, riuscirà a superare la grazia cortese del suo "FLEURs". Una raccolta di canzoni altrui, scelte fra chissà quante altre e interpretate con intensità lieve, fra intimismo e serenità, ansia per qualcosa che finisce e rose. Così si parte con "Canzone Dell'Amore Perduto", poi una "Ruby Tuesday" che ti fa pensare a come Marianne Faithful rendeva le canzoni degli Stones, "J'Entends Siffler Le Train" di Richard Anthony, "Aria Di Neve" del cantautore triste Sergio Endrigo, e poi di nuovo Endrigo ("Te Lo Leggo Negli Occhi"), e Charles Trenet ("Que Reste-t-il De Nos Amours"), Aznavour ("Ed Io Tra Di Voi"), Brel ("La Chanson Des Vieux Amants"), e poi di nuovo De André ("Amore Che Vieni Amore Che Vai"). Deve aver fatto un lungo percorso Battiato fra ricordi, emozioni, motivi a lui cari, e alla fine ha composto questo taccuino d'amori perduti, traballanti, con qualche speranza o nessuna mai più. Strano come, nell'accompagnare un secolo che finisce, niente risulti meno retorico del cantare di un amore che finisce o che non si sa come andrà a finire. Per se e Sgalambro, Battiato ritaglia un semplice e breve margine al fondo: la gioiosa "Medievale" e un "Invito Al Viaggio" di rara e rarefatta bellezza. Penso mi si perdonerà se, dato il titolo, la scelta dei brani e degli autori, terrò a precisare senza troppa fantasia che il disco suona molto francese. La prima volta che l'ho ascoltato mi è venuto da pensare «Ma guarda qua questo Monsieur le Chansonnier, chi l'avrebbe mai immaginato. Pochi secondi dopo l'ultima traccia, Battiato ha ribattuto inaspettato. Un giorno senza tramonto, le voci si faranno presenti. Sai dire addio ai giorni felici?
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14/12/2005 13:23 - FRANCO BATTIATO - Fleurs (Mercury)
Annotazione n°1: se si pensa oleograficamente ...
FRANCO BATTIATO - Fleurs (Mercury) Annotazione n°1: se si pensa oleograficamente agli anni '60, vengono in mente un mucchio di imbecilli al mare, il mangiadischi e la minigonna, Fiat 500 che sfrecciano suonando Gianni Pettenati a manetta sullo stereo 8 e cazzate del genere; questo perché la memoria collettivo-capitalistica tende a innalzare l'effimero per far credere di aver vissuto bei tempi e non sentirsi del tutto inchiappettati a un passo o due dalla tomba. Con soundtrack perfetta composta da Camaleonti, Dik Dik enso-on. Annotazione n°2: il merito di questo disco è, principalmente, di sfatare tali luoghi comuni, riportando a galla il sugo 'intellettuale' di certe composizioni, tutte incentrate sul tema amoroso. Il che può equivalere, per il cantautore siculo, ad una specie di tirata di somme della propria vita fin qui. Annotazione n°3: pur pescando da autori così diversi (Endrigo e i Rolling Stones, volendo anche Aznavour e De Andrè), il tutto viene amalgamato insieme perfettamente, peculiarità questa dei musicisti dal polso più fermo. Annotazione n°4: l'album di riferimento dello stesso autore è senz'altro il sottovalutatissimo 'Come un cammello in una grondaia' e qui come lì, gli interventi lirici (vedi 'Ruby Tuesday') evitano miracolosamente quel ridicolo di cui si macchiano quasi tutti gli esperimenti simili. Annotazione n°5: degli ultimi dischi 'Fleurs' è senz'altro il più riuscito, e non è un caso che le canzoni più deboli siano proprio i due originali scritti in collaborazione col fido filosofo Sgalambro. Annotazione n°6: C'è una ghost track, in coda alla terminale 'Invito al viaggio', ipnotizzante: una straniante composizione distorta come erano soliti scrivere i gruppi elettronici degli anni '80, dal testo ancor più inquietante. Annotazione n°7: cambia il taglio di capelli, Franco. FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
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14/12/2005 13:23 - Franco Battiato
Play It Loud! Oh sì, il nuovo disco di ...
Franco Battiato Play It Loud! Oh sì, il nuovo disco di Battiato funziona come si deve soprattutto se lo si suona a volume sostanzioso. E il diretto interessato è perfettamente d'accordo. Un po' contribuisce la presenza di 'moderni' come Morgan, bassista dei Bluvertigo, e Madaski (in tre pezzi soltanto), ma è proprio il musicista catanese che pare aver sete di ritmo e chitarre elettriche. Detto questo non si pensi a un album di puro e semplice rock (termine che Battiato non disprezza, al contrario di diversi suoi coetanei smorfiosetti), diciamo che "Gommalacca" sancisce in più di un brano ("Autodafè", "Il ballo del potere") un ritorno alle atmosfere del cosiddetto periodo commerciale ("La voce del padrone") a cui si aggiunge la voglia di terre aspre l'urgenza di scrivere su un muro parole severe che restino visibili a lungo, almeno fino all'alba del nuovo millennio. Battiato naviga con sapienza l'eclettismo anni '90, perfeziona l'impasto sperimentato con qualche impaccio ne "L'imboscata" e dà vita a un suono che ricorda tante cose ma che in realtà è soltanto suo. Che sia lui il Phil Spector italiano? Lo pungola Manlio Sgalambro che, ormai a suo agio con l'idea di 'lirica rock', sfodera rime brillanti, ritratti struggenti ("Casta diva"), epiche invettive e 'outings' di robusta sensualità. Poco sopra si è citato il nuovo millennio. Se ne parla anche troppo ultimamente, ma è altresì vero che tutto "Gommalacca" è pervaso da una evidente sensazione di 'tempo di passaggio' e dunque d'incertezza. Si spazia perciò tra ipotesi diverse, da quella apocalittica di "Shock in My Town" a quella consolatoria di "Vite parallele", sereno autoritratto di chi ha imparato a giocare con i molti modi d'essere che si porta dentro (si sa che quelli tutti d'un pezzo si rompono più tacilmente). A fine disco c'è un lungo brano a tratti sperimentale, a tratti assai lirico che nacconta la storia dell'eroe dell'Antartide Shakleton e che si chiude con uno struggente invito, 'ti prego non tacere', rivolto, credo, a tutti coloro che hanno molto da dire e sono così modesti da preferire il silenzio.
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14/12/2005 13:23 - Franco Battiato "L'Imboscata"
Puoi dirci qualcosa sulla nascita dell'album "L'Imboscata" e ...
Franco Battiato "L'Imboscata" Puoi dirci qualcosa sulla nascita dell'album "L'Imboscata" e sul tuo modo di lavorare? Intanto torno a ritmi più diretti, un rock non certo duro ma ben incalzante, poi ci sono sonorità direi mantrich e altre più mediterranee, insomma i miei percorsi contaminati da studi e ascolti di una vita. No, non c'è il "locus amenus" per eccellenza. Non ho luoghi prediletti per comporre: l'ho fatto di fronte alla natura e lontano da essa, in taxi e in camere d'albergo, e posso dire che l'aura della composizione sta in una zona metafisica... Le prime cose le ho scritte un anno fa, in particolare nel momento in cui Sgalambro mi ha mandato un suo scritto, Ein tag aus dem lieben kleinen johannes, che mi è piaciuto molto dandomi l'idea di partenza. A volte mi sento con lui al telefono e gli chiedo di modificare, di tagliare qua e là, di sostituire per consentirmi di chiudere le frasi musicali, in altri casi, come per Memoria di Giulia l'ho musicata esattamente come me l'ha data lui, e questa versione definitiva nasce da una improvvisazione che ho fatto alla tastiera. Ho in questo album abituato il mio pubblico alla cosiddetta canzone d'autore. Trovo che la canzone sia una delle cose più rappresentative di questa società, personalmente ritengo di essere contrario alle religioni ma direi che la religione per eccellenza è quella buddista, quella superiore, la più distaccata; oggi mi accontenterei di aver raggiunto un'etica personale che mi permetta di non disprezzarmi quando mi specchio.
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14/12/2005 13:23 - FRANCO BATTIATO
Live Collection (Emi)
Checché ne dicano i preti, i divorzi ...
FRANCO BATTIATO Live Collection (Emi) Checché ne dicano i preti, i divorzi sono sempre traumatici e non si fanno tanto per fare, alla carlona. Quelli artistici poi, lasciano la lei (la casa discografica) senza gli alimenti, costringendola, per sbarcare il lunario, a vendere le gioie lasciate nella vecchia dimora dal partner. Così deve essere successo alla EMI, che ha pensato bene di mettere sul mercato questo doppio CD (attenzione, venduto al prezzo di uno!) dopo che l’artista siciliano dai giorni de ‘L’imboscata’ si è accasato con la Mercury. Inutile dire che sono presenti praticamente tutti i brani che hanno data fama a Battiato ed oltre, come ad esempio la bellissima ‘Alexander Platz’, scritta per la megalomane Milva o ‘I treni di Tozeur’, che cantò in coppia con Alice (canzone creata apposta per l’Eurofestival, se non vado errato). D’accordo, 14 di questi brani (sui 29 presenti) sono stati pubblicati live su ‘Giubbe rosse’ (1989) ma il gioco vale ugualmente la candela, non foss’altro che per le versioni (non così tanto) alternative di ‘E ti vengo a cercare’ e ‘L’era del cinghiale bianco’ o di mirabili riscritture, come nel caso della bellissima riproposizione di ‘Stranizza d’amuri’. Un bel booklet commemorativo ricco di note non avrebbe guastato ma forse è chieder troppo ad una donna abbandonata, di celebrare il suo ex.
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14/12/2005 13:23 - FRANCO BATTIATO Fleurs 3
Manlio Sgalambro – voce. Carlo Guaitoli – ...
FRANCO BATTIATO Fleurs 3 Manlio Sgalambro – voce. Carlo Guaitoli – pianoforte. Angelo Privitera – pianoforte. Nuovo Quartetto Italiano. Gabriele Comeglio band. Abbandonando, almeno per il momento, le sonorità elettriche ed elettroniche di Ferro Battuto (2001) Franco Battiato torna a guardare e ad ispirarsi alla musica dei tempi che furono. Il più complesso, affascinante ed affascinato compositore italiano – nonché direttore artistico de Il Violino e la Selce – con rinnovata curiosità intellettuale e con sempre maggiore consapevolezza che il passato può sbalordire sempre più del presente, riformula l’operazione “Fleurs” che nel 1999 lo aveva portato all’incisione dell’omonimo album (“registrato l’11 e il 12 agosto 1999 a Milo l’eclisse nonostante”). Nel concerto che Battiato presenta saranno proposte in nuce le cover e gli inediti che andranno poi a costituire il cd Fleurs 3 la cui uscita è prevista per il prossimo autunno. Sarà quindi un’occasione straordinaria per apprezzare e sognare sulle riletture e su nuovi arrangiamenti di alcuni vecchi successi della musica italiana e francese del ‘900. Ovviamente Battiato sarà accompagnato dall’ormai sodale compagno intellettuale Manlio Sgalambro, filosofo pessimista che ama giocare con la musica, i suoni ed i rumori del nostro tempo, reduce anche lui da una divertita ed autoironica cavalcata nella musica della memoria, uscita sei mesi fa col titolo – esplicativo dello spirito dell’operazione – Fun Club. Nell’organico, oltre al Nuovo Quartetto Italiano che già aveva partecipato nel 1999 a Fleurs, anche la jazzistica Gabriele Comeglio band che, con i suoi fiati ed i suoi ottoni, impartirà sonorità e ritmi inconsueti nella produzione dell’artista catanese. Da Fleurs a Fleurs 3. Ci si potrebbe giustamente chiedere dov’è Fleurs 2: questo album (che mai è stato scritto e mai sarà scritto) rimane nell’anima e nell’intelletto di Battiato. Come un fiume carsico l’interesse per il passato affiora, ogni tanto, in modo plateale, prendendo forme facilmente classificabili (cover di vecchi successi di altri autori) ma la ricerca di nuove-vecchie suggestioni, di “esempi affini di scritture e simili”, sempre procede, costante ed infaticabile, nello spirito di Battiato che sostanzialmente racchiude e sintetizza in sé e nella sua opera la secolare tradizione classica, le avanguardie contemporanee, la musica leggere di questi anni e la produzione dei decenni ’50 e ’60 del XX secolo.
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14/12/2005 13:23 - Franco Battiato Dieci stratagemmi 35 x 10, Trentacinque minuti di ...
Franco Battiato Dieci stratagemmi 35 x 10, Trentacinque minuti di musica per i dieci nuovi stratagemmi musicali in carta vetrata (si veda la copertina del cd) di Franco Battiato. Il titolo trae ispirazione da "Il libro dei 36 stratagemmi" storico testo cinese di tattica militare, ed il Battiato che ritroviamo nei testi è un uomo che "in silenzio soffre i danni del tempo" (da "Le aquile non volano a stormi"), in un tempo appunto carico di mostruose creature dal nome fanatismo ("Ermeneutica"), carico di violenze degne di tamerlano ("Fortezza Bastiani"), un tempo che odora di polvere da sparo ("Odore di polvere da sparo"), dove il denaro è un'allucinazione collettiva ("23 coppie di cromosomi") e in cui lui si sente estraneo ("Apparenza e realtà"). Da segnalare l'elegante ed affascinante brano "Le aquile non volano a stormi", omaggio alla musica orientale ed alla poesia di Ch'u Yuan, poeta cinese del IV-III secolo A.C., ed inoltre l'ottimo controcanto di Cristina Scabbia in "I'm that". Il cd si apre con il brano "Tra sesso e castità", dalle sonorità pop ma, brano dopo brano, i suoni si fanno via via più sperimentali, distorti, carichi di ritmiche computerizzate con incursioni di partiture sinfoniche, fino ad arrivare all'ultimo brano "La porta dello spavento supremo" dove alla voce di Battiato si affianca quella di Sgalambro, in un sottofondo creato da tastiere e pianoforte. Il cd contiene anche una traccia interattiva dove è possibile visualizzare tre filmati tra cui il videoclip di "Ermeneutica". www.battiato.it - SUONA: 25 Luglio Palermo - Velodromo "P. Borsellino" (partecipazione a un concerto in beneficenza) 28 Luglio Frascati - Villa Aldo Brandini 29 Luglio Civitella del Tronto (Teramo) - Fortezza 30 Luglio Siena - Piazza Duomo - INFO: Modena International Music s.r.l. - Via C. Zucchi 31/a - Modena - 059/219285 - www.mimsrl.it












































































































