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16/05/2007 12:05 - Tetes de Bois
Avanti Pop
Al principio di tutto c’è il mitico ...
Tetes de Bois Avanti Pop Al principio di tutto c’è il mitico camioncino Fiat 615 NI del 1956 - "zattera di idee", dicono i Tetes de Bois, "area di scambio, emozione ambulante". È con il gruppo dagli inizi, 1992, è il loro simbolo e il segno distintivo di questo nuovo progetto partorito dalla fervida mente di Andrea Satta, il leader, e dei suoi cinque compagni. L’idea è quella di portare camioncino, idee e canzoni "nei luoghi scomodi che hanno visto svolgersi e consumarsi le battaglie per il lavoro, intorno alle ombre del passato e dell’omertà e della speranza di oggi" - quindi Mirafiori, Porto Marghera, Bicocca Pirelli, Casal di Principe, il porto di Genova, Termini Imerese, per ricordare anche la fisicità del lavoro, il suo essere terra stanze mattoni corridoi banconi e non solo vaga idea virtuale come oggi può apparire, nell’Italia del terziario avanzato. ??Questo tour a progetto, per usare il lessico del precariato, ha avuto inizio nel maggio dell’anno scorso e chissà quando finirà, perchè a ogni tappa i Tetes de Bois si fanno venire un’idea, ricevono una dritta, trovano una nuova storia o associazione e allungano il percorso, e intanto filmano, registrano, archiviano, nessuno sa alla fine cosa verrà fuori. "Idealmente è prevista una puntata per regione, e un ospite per regione, dal Sud al Nord, da Paolo Rossi ad Arnoldo Foà, dai cantastorie siciliani ai tenores, dalle miniere del Sulcis alla profumeria in cui una commessa di Aosta è stata licenziata ingiustamente". ??Per adesso c’è un disco, questo Avanti Pop che prende il titolo dall’omonimo inno ("Avanti pop, alla riscoop, bandiera rock bandiera rock") e propone un’antologia di canzoni dove in "tre minuti e mezzo di leggerezza pe(n)sante" vengono centrifugati ballo rabbia energia, riso gioco indignazione denuncia. Appassionati e sorprendenti, le Teste si dedicano alla varietà. Riscoprono un cantastorie davvero da strada come Matteo Salvatore e un poeta come Rocco Scotellaro, spolverano toccanti ballate di Fausto Amodei e Michele Straniero, Paolo Pietrangeli e Giovanna Marini (La leva è bellissima); ma recuperano anche Proposta dei Giganti da un lontano Sanremo 1967 e si riservano perfino una cover di Quarantaquattro gatti (con HYPERLINK "http://www.delrock.it/articoli/2006-07/magonispinetti_punk_d_autore.php"Petra Magoni e Ferruccio Spinetti), giustificandola tra il serio e il faceto come una canzone "di protesta" - una metafora di sindacalismo, in fondo, e non a caso era lo Zecchino d’Oro 1968. ??Volendo c’è anche troppo, e questo forse è un vizio delle Teste, che già nell’album precedente (Pace e male, doppio) avevano ecceduto nell’ammasso e nella varietà, eccitati dall’idea di giocare su più tavoli. Fossi stato il loro produttore, avrei limato dieci minuti buoni di Avanti Pop, così, per un buon equilibrio generale; ma capisco che non si tratta di un album comune, che l’ordine la misura e appunto il ritmo non sono priorità in un caso come questo, e che diventa difficile scartare quando hai per le mani un raffinatissimo Chico Buarque via Bardotti (La costruzione), un raro HYPERLINK "http://www.delrock.it/24000_dischi/g/giorgio_gaber_1.php"Gaber per Ombretta Colli (Il mio corpo), un Piero Ciampi più torrenziale di un uragano (Andare camminare lavorare) e l’incredibile caso di Salvatore Poddighe, cantastorie in ottava rima nella Sardegna del fascismo, censurato per una Mundana commedia in cui raccontava i suoi tempi e la sua gente senza celesti svolazzi ma terra terra, da uno del popolo al popolo.
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14/12/2005 13:23 - TETES DE BOIS
Repertorio di liquida ispirazione jazzistica, legato alla più ...
TETES DE BOIS Repertorio di liquida ispirazione jazzistica, legato alla più raffinata elaborazione della canzone d'autore italiana, con i richiami più originali della tradizione culturale italiana (Tenco, Buscaglione, Pasolini) e francese (Brel, Ferrè). I brani presentati (tratti dall'album "Pezzi Di Ricambio" EMI-Catapulta) sono frutto di un lungo lavoro di arrangiamento, sonorizzazione e modernizzazione che rende unico il repertorio del gruppo nel panorama attuale della musica italiana. I loro concerti provocano un susseguirsi di emozioni ed ironia per il continuo succedersi di situazioni e stati d'animo. Dalla graffiante e jazzata "Piattaforma" alla coinvolgente "Caterina" dedicata al Chiapas, passando per "Un Giorno Dopo L'Altro" di Luigi Tenco, fino alla rivisitazione elettronica dell'"Albatros" di Baudelaire, il repertorio inevitabilmente spiazza, eccita e commuove il pubblico. TETES DE BOIS realizza e promuove progetti artistici nell'ambito di rassegne e manifestazioni culturali (Stradarolo 1997-98, Sotto Il Cielo Di Roma E Berlino 1996-97; Una Stazione Per Suonare 1995-96), operando una destrutturazione dei codici di comunicazione convenzionale, intervenendo direttamente in tutti quegli spazi di vita legati alla quotidianità, quei luoghi di passaggio dove l'interferenza artistica risulta essere elemento di rottura di un percorso già definito. Come durante un viaggio, le immagini dei paesaggi che si osservano non si scelgono, così il gruppo si propone al pubblico nel suo percorso: offrendo immagini di vita da raccogliere. Gruppo composto da: Andrea Satta (voce); Carlo Amato (contrabbasso); Luca De Carlo (tromba); Angelo Pelini (tastiere); Maurizio Pizzardi (chitarra); Carlo Battisti (batteria). Inf.: Gennifer Bettanini 06/4746120
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14/12/2005 13:23 - Têtes de Bois
Le Têtes de Bois sono un gruppo ...
Têtes de Bois Le Têtes de Bois sono un gruppo italiano, emigrante per vocazione e per necessità nelle terre vaghe della poesia. Musicisti amanti del jazz, con un grande sogno davanti agli occhi, e così sul loro camioncino impolverato si compie ogni sera l'incanto in un angolo di strada. Non si ripropone non si rifà, non si rivisita e non si rivede, ma si da tutto e si ascolta, si ride e si offre cosìcome non si ri-ma ma si ama e basta. I Têtes sono: Andrea Satta, voce; Angelo Pelini, pianoforte, Carlo Amato, contrabbasso; Luca de Carlo, tromba; Rodolfo Maltese, chitarra; Massimo Fedeli, fisarmonicista; Maurizio Rizzuto, batteria; Giovanni Lo Cascio, percussioni.
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14/12/2005 13:23 - I Têtes de Bois, band che lavora negli spazi della ...
I Têtes de Bois, band che lavora negli spazi della quotidianità e nei luoghi di transito. Una storia fatta di strada, luoghi impropri, Berlino e Parigi, concerti sulle scale mobili, nei metrò, su un camioncino Fiat del '56, stazioni ferroviarie abbandonate, ma anche club, centri sociali, teatri e festival prestigiosi. E un grande amore: Léo Ferré, un personaggio scomodo, anarchico, un poeta, uno straordinario musicista. Lo leggono, lo suonano, lo cantano in italiano. Un disco d'amore e di rivolta, senza compromessi. Ospiti tra gli altri Nada, Francesco Di Giacomo (Banco del Mutuo Soccorso), Daniele Silvestri. Prodotto da La mémoire et la mer, distribuito in Italia da il Manifesto (edicole, negozi di dischi, nelle librerie in particolare la catena Feltrinelli), distribuito all'estero da Harmonia Mundi. Con la collaborazione di Panama (etichetta di Daniele Silvestri ed Enzo Miceli). E' in uscita nelle edicole, librerie e negozi di dischi dall'inizio di APRILE 2002 il nuovo album dei Têtes de Bois. Il cd, dal titolo "Ferré, l'amore e la rivolta", è un omaggio alla figura geniale di questo musicista-poeta francese, Léo Ferré, scomodo, sensibile, anarchico. I brani, la maggior parte cantati in italiano (con alcune traduzioni appositamente elaborate per l'occasione) vengono proposti in modo originale, a volte stravolti, passionalmente reinterpretati. Il disco vede alcune importanti collaborazioni di artisti che i Têtes de Bois hanno incrociato in questi anni nei non-luoghi poetici della quotidianità, tra gli altri: Daniele Silvestri (Premio della Critica all'ultimo Festival di Sanremo) in un duetto agro-dolce con Andrea Satta, leader della formazione che in un altro brano canta con Nada, una poesia interpretata da Francesco Di Giacomo (voce indimenticabile del Banco del Mutuo Soccorso), e la partecipazione al sax di Antonio Marangolo (arrangiatore di alcuni tra i brani di maggior successo di Paolo Conte). Prodotto da La mémoire et la mer (etichetta discografica della famiglia Ferré). Distribuito in Italia da il Manifesto (edicole, negozi di dischi, nelle librerie in particolare la catena Feltrinelli)· Distribuito in Francia, Canada, Spagna, Germania, Giappone da Harmonia Mundi. Con la collaborazione di Panama (etichetta di Daniele Silvestri ed Enzo Miceli) Têtes de Bois - Bio I Têtes de Bois sono una band molto speciale, un sestetto composto di voce, tromba, contrabbasso, piano e fisarmonica, chitarra, set percussivo. Una storia fatta di strade e svincoli, di luoghi impropri, di Berlino e di Parigi, di concerti sulle scale mobili nei sotterranei dei metrò, di camioncino Fiat 615 NI del 1956, di fabbriche abbandonate, d'interventi estemporanei sui tram, nelle stazioni ferroviarie, ma anche di club, centri sociali, teatri e festival prestigiosi. Têtes de Bois nasce nel 1992, esattamente il 15 febbraio con un concerto su un vecchio camioncino del 1956, acquistato da un rigattiere e diventato palco ambulante, in Piazza Campo de' Fiori, sotto la statua di Giordano Bruno. Suonavano e cantavano le canzoni di Ferré e Brassens, le poesie musicali di Baudelaire. Da allora i Têtes de Bois hanno sostenuto circa quattrocento esibizioni: da quelle stradali ambulanti sul loro vecchio camion, ai club, dai festival come Arezzo Wave '95, al Festival di Recanati ('94, '95, '96), al Premio Tenco '98, Ferrara Buskers '96, Festival Léo Ferré ('97, '99, 2001), World Food Day Concert della Fao ('97), Festival Nazionale dell'Unità. Hanno frequentato trasmissioni televisive e radiofoniche estremamente popolari sulle principali emittenti nazionali, ma tutto sempre con la loro musica, i loro suoni. Un posto a parte meritano gli appuntamenti speciali dei Têtes de Bois: i concerti muti allo zoo nella vasca delle otarie ('99), con cuffie stereo per gli spettatori, concerti sulle biciclette, concerti estemporanei sulle scale mobili nelle stazioni metro di Roma ('95), la settimana di eventi straordinari di "Sotto il Cielo di Roma e Berlino" ('96, '97), realizzata con i Comuni di Roma e di Berlino nei tunnel delle metropolitane e nelle stazioni FS, "Ferrovia dell'Allume" (2000) all'interno di Per Antiche Vie un progetto nazionale curato nel Lazio dal Teatro di Roma. I Têtes de Bois dirigono dal 1997 un Festival internazionale dedicato all'arte su strada giunto alla sua sesta edizione (con ogni anno circa trecento artisti provenienti da vari paesi europei con danza, musica, teatro, arti visive): "Stradarolo". Fanno parte di Tuscania Teatro, Residenza artistica multidisciplinare, della quale curano la direzione artistica per quanto riguarda la parte musicale. Attualmente hanno partecipato alla stesura del programma Vittoria Musica al Teatro Vittoria (Roma). Inoltre sono tra i fondatori del Comitato Apollo 11 per la realizzazione di un cinema/laboratorio multietnico all'Esquilino. Sono inoltre autori di colonne sonore per film, ultima delle quali realizzata per Fandango e trasmessa dal canale ARTE' in tutta Europa (primavera 2000). Partecipano dal 1998 al progetto europeo Polymachina che coinvolge artisti, strutture e centri di produzione di vari paesi: Francia, Belgio, Olanda e Italia. Un progetto su suoni e sonorità provenienti dalle macchine, dagli ingranaggi, dai percorsi meccanici ed elettronici. Tra rumori meccanici registrati, campionati, manipolati, e strumenti acustici, tromba, contrabbasso, chitarra, piano, tra frasi ipnotiche e riflessi poetici è nato lo spettacolo teatral-musicale dei Têtes de Bois: "Buongiorno Arturo" che ha debuttato al Teatro Valle di Roma in una rassegna organizzata dall'ETI ('99). Due sono i dischi incisi dai Têtes de Bois: "Anche se non fosse amore" (1994), quasi interamente di canzoni di autori francesi quali Ferré e Brassens; "Pezzi di Ricambio" (1997), costituito da brani originali in italiano uscito con la EMI. Dopo il successo ottenuto a Parigi all'Istituto Italiano di Cultura il 21 giugno 2001 invitati ufficialmente per la Festa Europea della Musica, i Têtes de Bois sono in uscita con un progetto musicale speciale su Léo Ferré. Il cd dal titolo "Ferré, l'amore e la rivolta" uscirà all'inizio di aprile 2002 prodotto da La mémoire et la mer, distribuito dal Manifesto nelle edicole, nei negozi di dischi e nelle librerie in Italia e da Harmonia Mundi in Francia ed in altri paesi. Inoltre è in fase di lavorazione il loro secondo album di brani originali in italiano. I Têtes de Bois sono: Andrea Satta - voce, Carlo Amato - basso, Luca De Carlo - tromba, Angelo Pelini - pianoforte, Maurizio Pizzardi - chitarra.
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14/12/2005 13:23 - Siamo innamorati di Leo Ferré, da anni.
Ascoltare, immaginare.
Un pomeriggio di ...
Siamo innamorati di Leo Ferré, da anni. Ascoltare, immaginare. Un pomeriggio di primavera andammo, come tante altre volte, a trovare Maria Ferrè a Castellina in Chianti, parlammo di politica, di vino, di lavoro e della nostra voglia di fare un disco su Léo tradotto in italiano, riscritto nelle partiture e interpretato oggi, secondo noi. Ne uscimmo con otto raccolte di poesie e spartiti e la proposta di realizzare questo disco per loro, per La Memoire et la Mer. La felicità! Se c'è un modo per vederla, camminava sulla nostra faccia! Per mesi abbiamo ascoltato e poi suonato tutto quello che Ferré ha scritto, alla fine abbiamo scelto un pò di canzoni ci abbiamo messo su i nostri suoni metropolitani e il violino dei musicisti di strada registrati un'estate a Parigi in metro (Saint-Germain-des-Prés). Con gli arrangiamenti abbiamo vissuto ogni sfumatura del lavoro musicale di Léo, ed è stato bellissimo cercare. Angelo scelse Ostenda, La porta, Col tempo, Il tuo stile, Gli anarchici; Carlo Saint-Germain-des-Prés, L'albatros, Vingt ans; Maurizio si dedicò alla Luna, alla Marge, agli Stranieri. Poi tutti insieme a lavorare. Daniele Silvestri ha ispirato Non si può essere seri, Jolie môme è venuta per gioco. Il battello ubriaco la scrivemmo con Maurizio, d'inverno a casa mia, davanti al camino, c'era anche Luca, sembra finto ma è così. Non è di Léo come dire ci abbiamo provato pure noiŽil testo lo so a memoria dal liceo sta nella mia antologia Itinerari a pag 481 e forse non è proprio così come lo ricordoŽ I suoni e la musica e i versi? Intanto Giuseppe Gennari, il professore pazzo, dolcissimo, geniale, ci cantiamo Ferré in interurbana da anniŽabbiamo potuto avvalerci dei lavori di Medail e Armellini, delle chiacchierate con Macario e con tanti altri. E quello che non abbiamo tradotto? Sarebbe facile rispondere non era possibileŽio dico non ne siamo stati capaciŽtutto si può rendere in italianoŽbasta riuscirciŽcerto non è facile restituire cantabilità a Les étrangers, ma ci proveremoŽcerto! L'albatros: uno dei più grandi poeti italiani Gianni D'Elia mi ha fatto dono di una sua bellissima versione, io l'ho persa, ehmŽcolpa della tecnologia che non so gestire e dei file che spariscono nel cielo telematicoŽGianni era bellissima!ŽCome è andata viaŽtornerà!ŽUn abbraccioŽ Poi la segreteria telefonica, un saluto dall'Italia ad un treno in corsa, un segno di simpatia per un autore straordinario da artisti che amiamo, una lettera d'amore e di rivolta di pochi secondi con la leggerezza di un gioco, i suoi vecchi amici italiani e gli artisti che lo hanno conosciuto, nuove generazioni che si incrociano. Non si può essere seri a 17 anni Že dopo? È stato divertente cantare con Daniele, iniziare a dirglielo in musica e aspettare la sua rispostaŽ così come essere la risposta a Nada lunatica e scalza nella Luna e aspettare la sua carezza di ninna nanna. Il tuo stile per me Léo l'ha scritta per Francesco! Io me lo sento anche di notte che mi insegue Antonio Marangolo col sassofono e mi immagino Rodolfo Maltese che dorme vestito con la chitarra blu a tracolla e Giovanni Lo Cascio appoggiato sulle percussioni ad ascoltare il violoncello di un nuovo amicoŽPer noi Têtes de Bois, prima di un nuovo disco, questo cd con le canzoni di Léo Ferré, che sentiamo altrettanto nostre, solo che Léo era così bravo a scriverle e a cantarle! StraordinarieŽper sempreŽ
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14/12/2005 13:23 - Têtes de Bois Il lavoro dei Têtes de Bois ...
Têtes de Bois Il lavoro dei Têtes de Bois è fatto di canzoni originali, suoni, rumori, disturbi, umori, sudori e pensieri leggeri. E per farlo hanno utilizzato una miscela pericolosamente esplosiva dei compagni d'avventura innamorati presi col gioco e la passione... Paolo Rossi, Daniele Silvestri, Mauro Pagani, Antonello Salis, Gianni Mura, Davide Cassani, Arnoldo Foà, Marco Paolini. La scelta dei Têtes de Bois passa attraverso la ricerca di parole e suoni catturati nei luoghi del quotidiano‚ del transito, assorbe segnali un lavoro aperto alle sollecitazioni e alle inquietudini. Una storia fatta di strade e svincoli, di luoghi impropri, di Berlino e di Parigi, di concerti sulle scale mobili nei sotterranei dei metrò, di un camioncino Fiat 615 NI del 1956, di fabbriche abbandonate, d'interventi estemporanei sui tram, nelle stazioni ferroviarie, ma anche di club, centri sociali, teatri e festival prestigiosi. I Têtes de Bois sono: Andrea Satta - voce, Carlo Amato - contrabbasso, basso, computer e campionamenti, Luca De Carlo - tromba, Angelo Pelini - pianoforte, fisarmonica, tastiere, Maurizio Pizzardi - chitarre, Lorenzo Gentile- batteria, Fabio Lauteri - comunicazione, Raniero Terribili - fonico, Anna Maria Piccoli - architetture umane www.tetesdebois.it - SUONANO: 17/9 Monfalcone (GO) 23/9 Frascati (Roma) - INFO: COSE DI MUSICA - Via Plinio 15 - 20129 MILANO - 02/29405315 - 02/29514737 - www.cosedimusica.it






















































































