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14/12/2005 13:23 - Laurie Anderson
In uno dei suoi primi show gli spettatori erano ...
Laurie Anderson In uno dei suoi primi show gli spettatori erano costretti a stare attaccati a una enorme scultura stereofonica: il suono si propagava solo per conduzione ossea. Laurie Anderson ha scelto sempre strade difficili. Ha studiato scultura, ma è rimasta folgorata dal minimalismo di John Cage e dagli esperimenti sonori di Edgar Varese. Il grande pubblico ha iniziato a conoscerla nel 1981, grazie al successo di un brano impalpabile e quasi inesistente come Oh Superman, tutto basato su pulsazioni elettroniche e sull'improbabile dialogo tra il supereroe e una segreteria telefonica, ma il suo laboratorio musicale aveva aperto i battenti addirittura dieci anni prima. Coniugando minimalismo, musica elettronica e cultura pop, la Anderson ha ridefinito il concetto di avanguardia riuscendo a rendere popolari spettacoli dalla forte connotazione concettuale. Il suo nuovo progetto, intitolato Songs And Stories From Moby Dick, è ispirato al romanzo di Herman Melville e a debuttato in prima europea al Teatro Politeama di Palermo nel quadro del festival sul Novecento. Uno spettacolo multimediale pensato anche con uno scopo didattico: «Ho cominciato a lavorare su questo progetto perché un produttore stava realizzando una serie di spettacoli basati sui libri per i ragazzi delle scuole superiori. Era preoccupato che i libri stessero sparendo e voleva fare qualcosa che potesse avvicinare i ragazzi alla lettura. Così chiese a diversi artisti di scrivere un monologo sul loro libro preferito. Io ho scelto Moby Dick». Quel progetto non è mai andato in porto, ma la Anderson è rimasta comunque folgorata dal libro di Melville, che nella sua testa si è trasformato in musica. L'idea di base della Anderson non era quella di rappresentare i personaggi, ma di cogliere lo spirito del libro e di rappresentare alcune idee di Melville che l'avevano colpita in modo particolare: «Dal punto di vista visivo, ho cercato di creare diversi livelli per l'azione costruendo un set che permettesse ai personaggi di emergere per poi essere riassorbiti in un posto più astratto. Le immagini stesse - parole, acqua, carta, strutture fluttuanti - non sono state pensate per suscitare l'immagine di un luogo concreto, quanto per creare un mondo parallelo, quasi onirico, che potesse fornire un contrappunto visivo al suono». Seguendo il suo istinto (lo stesso che le ha permesso in passato di sovrapporre il minimalismo di John Cage e l'ambient music di Brian Eno legandole a balletti futuristi o sudamericani, o addirittura di suonare su un cubo di ghiaccio fino allo scioglimento), la Anderson ha cercato di tradurre in musica e immagini le suggestioni catturate nel testo di Melville. Come sempre accade nei suoi spettacoli, il mondo che agisce sul palcoscenico trasforma idee e ossessioni in forme sensuali e avvolgenti. «Songs And Stories From Moby Dick è una specie di palinsesto, un pezzo di carta che è stato continuamente cancellato e reinterpretato attraverso molte diverse lenti e filtri. E' uno spettacolo dedicato a Melville e alla sua ricerca dell'inconoscibile».
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14/12/2005 13:23 - LAURIE ANDERSON Talk normal
Forse Laurie Anderson avrebbe meritato di più, ...
LAURIE ANDERSON Talk normal Forse Laurie Anderson avrebbe meritato di più, un bel cofanetto multiplo con inediti e rarità, che specie nei primi tempi di carriera non mancano. Invece i suoi vent'anni di musica son finiti in questo doppio cd, accurato ma spiccio, che pesca attentamente dagli album ufficiali ma si ferma lí, da O Superman (l'unica specie di hit, 1981) a The ugly one with the jewels, 1995. Una storia originale, questa di un'artista che non si è mai considerata musicista ma semmai "cantastorie" ("e poi io da ragazza volevo fare l'agente segreto"), che negli anni '80 incantò il pubblico più avveduto ma che il tempo ha un po' sbiadito. Colpa dell'elettronica che ha preso altre e più facili strade, non certo della Anderson; che resta tra le più acute provocatrici del nostro tempo, con il suo travorobato elettronico, i surreali spettacoli multimedia e l'idea di un "nuovo folk digitale" oltre le convenzioni. Le pagine migliori restano quelle degli '80, album come Mr. Heartbreak e Strange angels e un disco-film di culto come Home of the brave, con i contributi di un'angelica carboneria di grandi talenti, da Peter Gabriel ad Adrian Belew.
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14/12/2005 13:23 - LOU REED e LAURIE ANDERSON
Special Evening of Words and Music
Ad ...
LOU REED e LAURIE ANDERSON Special Evening of Words and Music Ad Ancona in Special Evening of Words and Music Laurie Anderson ed il marito Lewis Firbank Reed, alias Lou Reed, daranno vita ad uno spettacolo fra musica e poesia in parte presentato a Venezia con grande successo. Uno spettacolo fortemente voluto dal direttore artistico Franco Battiato che spesso cita i Velvet Underground nelle sue canzoni. Figura leggendaria del rock’n’roll, prima come leader del gruppo rivoluzionario dei Velvet Underground poi come artista solista, Lou Reed nasce nel 1942 in una famiglia ebrea di Long Island. A causa del suo atteggiamento ribelle, le sue pose effeminate, il suo parlare apertamente di omosessualità e il sempre maggiore interesse verso la musica del diavolo (il rock’n’oll) i genitori decidono di farlo curare in un centro psichiatrico. Viene sottoposto ad terribili elettroshock che gli facevano perdere il senso dell’orientamento e la memoria. All’università, quella di Syracuse, Lewis Reed viene considerato strano e misterioso per la sua passione per i poeti maledetti ma molti e soprattutto molte lo trovano irresistibile. E’ un periodo di vita sregolata, condita di musica, droghe e di esperienze omosessuali. Nasce poi, finalmente, la band il cui titolo è quello di un libro giallo trovato nella spazzatura: Velvet Underground. Diventano un gruppo cult tanto da essere patrocinati dall’artista pop Andy Warhol. Il resto è storia della musica: sebbene commercialmente fallimentari, i Velvet Underground diventeranno una delle band più innovative della musica rock ed influenzeranno tutti gli artisti e i gruppi che verranno poi: questo in parte è dovuto alle pennellate liriche di Lou, vere e proprie poesie “beat” che raccontano la vita di strada, delle droghe, del sadomasochismo e di altri temi che all’epoca erano ancora tabù. Si susseguono gli album White light/White Heat e Loaded. Poi Reed in preda a una profonda crisi depressiva abbandona il gruppo e debutta come solista con Lou Reed (1972). Incontra David Bowie e nasce l’album Transforemer. Del 1982 è Blue Mask, un assist artistico e commerciale perfetto. Colpo di scena nel 1993 con la reunion dei Velvet Underground e il successivo tour mondiale con un bellissimo album live. Ma la bella favola dura pochissimo e Reed è di nuovo solo. Nel 2001 esce l’album Ecstasy, con il quale Reed decide di cominciare il millennio alla grande: bellissime ballate rock, arrangiamenti raffinati e un ritorno al passato con una sorprendente jam “Like a possum”. Reed stupisce ancora. E poi American poet, registrato 30 anni prima, una fatica immortale di un Lou Reed non ancora famoso che regala ai suoi fans un assaggio del nuovo LP con esecuzioni magistrali. Ad Ancona ci sarà anche la moglie Laurie Anderson che ha sfidato gli spettatori con le sue presentazioni multimediali. Artista visiva, compositrice, poetessa, fotografa, maga dell’elettronica, corista e strumentista, con O Superman è stata lanciata in campo discografico. Ricordiamo ancora Home of the Brave, colonna sonora dell'omonimo film, i commenti musicali dei films di Wim Wenders e Jonathan Demme, i balletti di Trisha Brown, i brani composti per la BBC. Ha effettuato tour nel mondo intero presentando sia semplici discorsi che elaborati spettacoli multimediali.
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14/12/2005 13:23 - Laurie Anderson ha saputo continuamente affascinare, divertire e sfidare il ...
Laurie Anderson ha saputo continuamente affascinare, divertire e sfidare il pubblico con le sue rappresentazioni. La sua carriera artistica le ha di volta in volta assegnato i ruoli più vari, da visual artist, a compositore, poeta, fotografo, regista, ventriloquo, cantante e strumentista fino a mago dell’elettronica. Nel giugno del 1998 i suoi lavori come visual artist sono stati esposti con il titolo Dal Vivo alla Galleria Prada di Milano e successivamente anche al Museo Guggenheim di Soho e in molte città europee. La prima retrospettiva sulla sua opera nel campo delle arti visive viene pubblicata in volume dall’editore Abrams nel 2000. Laurie Anderson ha realizzato numerosi video e film, ed ha contribuito alla colonna sonora di film di Wim Wenders e Jonathan Demme e per coreografie di Bill T. Jones, Trisha Brown, Molissa Fenley ed altri.Musicalmente, Laurie Anderson ha indugiato con intensità sull’energia emotiva degli archi, compreso il brano strumentale ‘Here with you’. Ha detto:”E’ la prima volta che suono il violino in un disco, dopo il mio primo album ‘Big Science’. E’ proprio il suono predominante del disco”. Laurie Anderson ha composto tutte le dodici canzoni dell’album, collaborando, in ‘My Compensation’ con il bassista Skuli Sverrisson, veterano di Moby Dick, e che ha ricoperto anche il ruolo di direttore musicale del disco. L’intensità di ‘Life On a String’è sostenuta dal un suono scarno. “Il mio esercizio principale in questo disco era tenere fuori tutto il possibile”, spiega. “Dicevo a me stessa:’Non hai bisogno di questo, via questo, via quest’altro, fino a quando non era sufficientemente spoglio. Avevo davvero bisogno che ci fosse più aria”.. E’ oscuro. Ma ne sono contenta, perché in giro è pieno di canzoni leggere”. - Info: Modena International Music s.r.l. / Marilla Simonini - 059/219285 - Via C. Zucchi 31/a - Modena - www.mimsrl.it
































































































