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14/12/2005 13:23 - Entombed To Ride, Shoot Straight And Speak The Truth
Abbandonando gli ...
Entombed To Ride, Shoot Straight And Speak The Truth Abbandonando gli Entombed, il bassista Lars Rosenberg dichiarò la propria diffidenza verso la direzione stilistica intrapresa dalla band, manifestata principalmente nella mediocrità globale di "Wolverine Blues". Qualcuno sussurrava, addirittura, di una svolta grunge! Se questa "svolta" non c'è stata, nonostante esistano pericolosi riferimenti a Cult e ad Alice in Chains, il dato che emerge con prepotenza da "To Ride, Shoot Straight.." mostra come la band svedese stia vagando nell'universo musicale in cerca di una nuova dimensione, oramai più legata al punk dischargiano che all'originale ed avanguardistico (ai tempi) grande death metal di "Left Hand Path". Volendo ben quardare, fatta eccezione per "Wreckage" e per la title-track, sembrano lontani anche i tempi dell'evoluzionistico "Clandestine". Quindi cosa rimane di "To Ride..."?. Tanto volume, chitarre assordanti, l'inconfondibile drumming di Nicke Anderssen, e tanti riferimenti al rock sporco dei Motorhead e al punk dei primi anni ottanta, ovviamente in chiave Entombed, ma completamente statico. Un pò poco per una band assente dalle scene da più di tre anni, e soprattutto troppo poco rispetto alle aspettative di tutti. Chi ancora non lo ha fatto, riconosca il grande valore dei Daemon (side project di Nicke Anderssen) e si renda conto che "7 Deadly Sins" é talmente coraggioso, da sovrastare la versione della band "ufficiale". Azzardiamo un"ipotesi. "To Ride, Shoot Straight And Speak The Truth" è l'epitaffio per gli Entombed?
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14/12/2005 13:23 - ENTOMBED
To Ride, Shoot Straight And Speak The Truth!
(Music For NationsFlying).
I ...
ENTOMBED To Ride, Shoot Straight And Speak The Truth! (Music For NationsFlying). I tempi in cui gli Entombed erano i padri fondatori dello “swedish death metal” sono stati lasciati alle memorie dei posteri e, proseguendo il discorso intrapreso con il precedente “Wolverine Blues” si dilettano in una sorta di death’n’roll, che deve molto all’hardcore punk e ai riff dei Black Sabbath, non dimentica le proprie origini estreme e non rinuncia neppure alla possibilità di farsi contaminare da formazioni di noise “sanguinolento” tipo gli Unsane! Il bello di “To Ride,...” è che ogni brano (ad esclusione dell’intermezzo pianistico di “DCLXVI”), porta impressa l’evidente impronta degli Entombed e ciò dimostra quanto il loro stile sia davvero inconfondibile, nonostante i cambiamenti subiti. Sinceramente non riesco a comprendere chi rimpiange i tempi di “Clandestine” o “Left Hand Path”, in quanto mi pare che si possa essere tutti d’accordo su un fatto: grande band allora e grande band adesso!
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14/12/2005 13:23 - La scorsa volta vi presentai il nuovo lavoro degli Entombed, ...
La scorsa volta vi presentai il nuovo lavoro degli Entombed, mentre in questa occasione mi trovo a recensire “Entombed” (Earache), raccolta pubblicata dalla label da cui si sono separati e contenente brani tratti da tre Ep, il rifacimento di “Night Of The Vampire” di Roky Erikson (dallo split con i New Bomb Turks) e altre due cover, compresa una versione terrificante di “Vandal X” dei, mai abbastanza lodati, Unsane. Un buon compendio per chi volesse ripassare la carriera della band svedese.
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14/12/2005 13:23 - ENTOMBED
Black Juju
Dall'altro lato gli Entombed si congedano per sempre dal ...
ENTOMBED Black Juju Dall'altro lato gli Entombed si congedano per sempre dal grindcore. Con una formazione per tre quinti cambiata dagli inizi (sono rimasti solo il cantante LG Petrov e il chitarrista Cederlund) il combo scandinavo approda oggi a una sinistra forma di death blues post-stoner. Ammantato di occulto, ma anche di immarcescibile potenza rock and roll, il nuovo corso degli Entombed, rappresentato da questo vinile di quattro tracce per la Man's Ruin, può fungere da apripista per un futuro di delizie sonore 'noir'.
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14/12/2005 13:23 - ENTOMBED
SAME DIFFERENCE
La cosa che proprio non riesco a capire è ...
ENTOMBED SAME DIFFERENCE La cosa che proprio non riesco a capire è se gli Entombed stiano, dopo tanti anni di lunga militanza cercando di evolversi ancora, oppure se la troppo voglia di stupire sia sfociata in un poco lineare sviluppo di carriera. Mi spiego meglio. Gli Entombed con To Ride Shot Straight And Speak The Truh, avevano (giustamente) abbandonato un passato death-metal ormai troppo poco lucido. Se vi ricordate, parlammo in quel caso di avvicinamento al punk/hardcore. Ci si aspettava proprio un'evoluzione in questo senso negli Entombed: di certo non un lavoro che, con grandi braccia, avvolge un arco musicale che stà tra i Led Zeppelin, gli Swans e gli Unsane. Ci sono brani come Kick In The Head e Some Difference, che sembrano veramente noise-blues-metal. Non è una nuova definizione: è solo un pasticcio di forme. Il metal (ed il rock in generale) ha dimostrato quanto fosse possibile fondere, rielaborare, ricostuire la musica intorno a se stessa, rinnovandola, a tratti, con esiti esaltanti.
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14/12/2005 13:23 - ENTOMBED
Gli ENTOMBED si formano in Svezia alla fine degli anni ...
ENTOMBED Gli ENTOMBED si formano in Svezia alla fine degli anni 80, dall'unione di cinque giovanissimi musicisti (all'epoca la loro età era compresa tra i 16 e i 17 anni!!); e mentre la maggior parte dei loro coetanei suonavano la chitarra davanti allo specchio nelle loro camerette, gli Entombed incidono il loro primo album, "LEFT HAND PATH", per una etichetta inglese indipendente. Questo album rivela subito la loro immensa potenza ed intensità, confermati in seguito dai lavori successivi "CLANDESTINE" e "WOLFERINE BLUES", acclamatissimi sia dal pubblico che dalla critica. Nel 1996 gli Entombed firmano per la MUSIC FOR NATIONS, e nel 1997 esce il loro quarto album, "TO RIDE, SHOOT STRAIGHT AND SPEAK THE THRUT", registrato a Stoccolma nei Sunlight Studios e prodotto da Thomas Skogsberg. Line Up: L.G. Petrov (voce); Alex Hellid (chitarra); Uffe Cederlund (chitarra); Jorgen Saudsttom (basso); Nicke Andersson (batteria).
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14/12/2005 13:23 - Entombed "Same Difference"
Quinto album per gli Entombed, indiscutibile punto di ...
Entombed "Same Difference" Quinto album per gli Entombed, indiscutibile punto di riferimento dell'underground europeo che hanno saputo trasformare il giovanile death metal delle origini in un organismo musicale di moderno crossover decisamente in linea con i suoni d'avvicinamento al 2000. A dimostrazione della sua vocazione eclettica Entombed fatica ad arginare le spinte centrifughe dei componenti, infatti Nicke Andersson ha lasciato per dedicarsi integralmeme agli Hellacopters, capostipiti della nuova scena garage-trash svedese mentre resta nei ranghi il chitarrista Uffe Cederlund, che ha già esondito con una side-band d'inclinazione hardcorestoner, Haystack (l'album "Slave Me" è uscito quest'anno per la stessa Music For Nations). "Same Difference" completa al meglio la trilogia iniziata nel '93 con "Wolverine Blues" e proseguita con "To Ride", "Shoot Straigh And Speak The Truth". Le tracce death sono ormai scomparse ed Entombed focalizzano uno stile musicale che incrocia elementi contemporanei metal/handcore/noise con variabili che risalgono a ritroso nel tempo, dal rock'n'roll di Detroit '68 all'heavy rock dei 70s, fino al dark d'inizio anni '80. "Same Difference" è così l'album più versatile degli Entombed, capace di modificarsi dall'iniziale "Addiction King", manipolazioni chirurgiche alla Neurosis esercitate su un mood doloroso vagamente Joy Division, fino alla corposa impronta Seventies della titletrack, curiosameme affine agli Spiritual Beggars (anch'essi svedesi e nella stessa scuderia discografica...). In "What You Need" è riconoscibile l'oltranzista linea rock'n'roll dei Motorhead, mentre "20/20 Vision" sembra sfidare gli Hellacopters dell'ingrato Nicke sul loro terreno favorito, punk anfetaminico d'estrazione Stooges e MC5. Quando iI ritmo rallenta, il vecchio concetto di rock urbano lascia spazio alle sensazioni di una fatiscente metropoli fututista, e si fa strada una plumbea ambientazione dark dove agisce efficacemente la voce aggresiva e psicotica di Lars Goran Petrov. I brani di questa foggia "The Supreme Good", "High Waters", "The Day The Earth" e "Jack Worm" costruiscono il tessuto connettivo di un album oggettivamente ben riuscito e che il pubblico sedicente moderno dovrebbe almeno conoscere. Perchè sia chiaro, "Same Difference" è lontano anni luce dalle pompose esibizioni di Angra o Symphony X.
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14/12/2005 13:23 - ENTOMBED Uprising (Music For Nations)
Giunge finalmente a maturazione il processo ...
ENTOMBED Uprising (Music For Nations) Giunge finalmente a maturazione il processo di emancipazione dal death metal iniziato qualche anno fa dagli Entombed subito dopo l'uscita dell'album Wolverine Blues. Se l'ultimo lavoro della band svedese in ordine di tempo, To Ride, Shoot Straightand Speak The Truth, aveva lasciato confusamente intravedere nuove soluzioni sonore, il nuovo Uprising ne chiarisce definitivamente il percorso evolutivo. Non è ancora l'inaugurazione di un nuovo stile, ma ci siamo quasi. Gli Entombed rimangono uno dei gruppi più brutali in circolazione, ma non sono assolotamente lo stesso gruppo dei tempi dell'Earache. Sono cambiati. Per riemergere dalla crisi del death metal hanno dovuto guardare profondamente dentro loro stessi; passare attraverso qualche abbandono eccellente (Nicke Andersson, oggi con Hellacopters e decine di altri gruppi). Ma lo sforzo prodotto ottiene finalmente, dopo una lunga elaborazione, il risultato che tutti aspettavamo. Uprising potremmo definirlo un grandissimo album di death/blues, se a questa parola (blues) vorrete dare un significato prevalentemente 'dark', alla stessa maniera con cui, in passato, abbiamo parlato a proposito di gruppi come Birthday Party o Unsane. Tutto è chiarissimo (o...scurissimo) sin dall'inizio. Un brano come Seeing Red sembra Baby Please Don't Go suonata dagli Slayer! Immane potenza death imprigionata in rozze e cavernose forme rock/blues. Così come Something Out Of Nothing e Time Out, che iniziano nel tipico mayhem slayeriano e finiscono risucchiate in un cupo e intubato tunnel noise. Interessante anche il tentativo stoner di The Itoh, che prevede l'uso massiccio di riff rockblues/death senza perder di vista il detto approccio unsaniano. Si chiude all'insegna del classico. Ricordate I Walked With a Zombie, indimenticata canzone di Roky Erickson, in passato reinterpretata dagli Entombed? In The Flesh segue quelle anguste e strazianti vie. Ed è una degna conclusione per un disco di un gruppo che ha saputo evolversi senza perder le proprie caratteristiche originarie. Caso abbastanza raro, in ambito rock.
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14/12/2005 13:23 - ENTOMBED "Morning Star" - Anche se gli Entombed non sono ...
ENTOMBED "Morning Star" - Anche se gli Entombed non sono più quella sordida macchina spara riff crushing con voce rancida al vetriolo, hanno dimostrato una confortante evoluzione stilistica che li pone sempre sui gradini più alti del death mondiale. Dopo una carriera che dura più di dieci anni, con "Uprising" e quest'ultimo "Morning Star" sembra si siano decisamente incanalati in una forma di aggro metal, ormai lontana parente del puro death metal. La voce è sempre grossa, gutturale e cavernosa, ma intelligibile, mentre le chitarre si fanno più scure e plumbee, prendendo così una certa aura sabbathiana. Questo si nota soprattutto nei mid tempo e nei brani più cadenzati come "Chief Rebel Angel" o "Bringer Of Light". Per contro il gruppo spesso esibisce una vena slayeriana, mai troppo invasiva peraltro, mischiando ritmiche mozzafiato con pure aggressioni ferali. In effetti i pezzi più veloci sembrano anche i più incisivi e cattivi. "Young Man Nihilist", "Ensemble Of Restless" e "Year One Now" combinano crudeltà hardcore con riff spaccaossa, mentre nel finale "About To Die" e "City Of Ghost" soprattutto, non si vergognano di citare South Of Heaven. Quasi un ritorno alle influenze primarie, nel proprio stile peculiare e fatto con gusto ed il giusto tasso di modernità. Promossi a pieni voti.
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14/12/2005 13:23 - ENTOMBED ‘Inferno’ (Music For Nations/Audioglobe) L’ottavo album in studio degli ...
ENTOMBED ‘Inferno’ (Music For Nations/Audioglobe) L’ottavo album in studio degli Entombed potrebbe anche risultare alla lunga (ovvero quando solo il tempo saprà esprimere giudizi inappellabili) il migliore della loro ottima carriera. Se infatti diamo un’occhiata a quanto partorito sinora dal gruppo di Alex Hellid e Lars Goran Petrov scopriamo una serie ragguardevole di dischi che, pur mutando sonorità e ponendosi diversi obiettivi, hanno saputo indicare la via maestra poi seguita da altri e mi riferisco a ‘Left Hand Path’, ‘Clandestine’, ‘Wolverine Blues’ e ‘Morning Star’. Il pregio di ‘Inferno’ è però quello di riuscire a compattare, in un solo lavoro, quelle che sono state le varie forme espressive esplorate dalla band svedese nel corso della propria carriera. Ecco quindi che ci ritroviamo di fronte a un monolite di tredici brani in cui il death metal scandinavo diventa un tutt’uno con il thrash più quadrato e massiccio e le influenze hard rock’n’roll noise (che hanno caratterizzato la “seconda fase” della storia di Entombed) vengono amalgamate con un sound claustrofobico e cupo, che potrebbe anche far pensare ai Neurosis. Mi pare chiaro che l’opera in nostro possesso sia di valore elevatissimo. - INFO: GET SMART! Promotion & Booking Agency Via Po, 43 - 20032 Cormano (Mi) - Tel & Fax 02/6150419 - 392/1226071 - 392 3340477 - info@getsmartagency.com - www.getsmartagency.com



















































































































































































































































































































































































































































































