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14/12/2005 13:23 - DINO SALUZZI
Non cercate il nome di Dino Saluzzi sui libri ...
DINO SALUZZI Non cercate il nome di Dino Saluzzi sui libri che parlano del tango. Non cercatelo neanche sulle pubblicazioni monografiche di La Maga, se mai aveste la fortuna di trovarvi fra le mani il bel mensile culturale argentino. Se con il satellite captate le trasmissoni di Solo Tango, emittente musicale tematica, non aspettatevi di veder comparire un giorno la figura corpulenta di Saluzzi, perché in Argentina, a casa sua, lui quasi non esiste. In Europa, tra coloro che amano le musiche altre, è invece un nome da rispettare. Considerando che il percorso artistico di Saluzzi si snoda lungo sette dischi molto eclettici (l'ultimo dei quali, uscito di recente, con gli archi classici del Rosamunde Quartet), e che mai il musicista si è sentito parte di una forma precisa, un altro nome viene alla mente: quello di Astor Piazzolla. A differenza di Piazzolla, Saluzzi non ha scelto la via dell'esilio. Neanche quando negli anni Settanta, alla fine di un concerto, due poliziotti si sedettero al suo tavolo. «Pensavo che mi avrebbero fatto i complimenti», dice Saluzzi, «invece mi chiesero di seguirli. Sapevo di non avere scelta, e sapevo di non essermi mai preso alcuna libertà oltre a quella di suonare il bandoneon. Ma in Argentina, ai temp della dittatura militare, poteva anche essere troppo». Saluzzi desaparecio, venti giorni, gettato in prigione, isolato dalla famiglia. Quando uscì era un'altro uomo. La ricostruzione fu durissima: mentre molti dei suoi amici sparivano nel nulla, oltre alla paura costante, c'era anche la colpa di esserne uscito vivo. «E' una storia che non ho mai raccontato e che ancora oggi mi fa tremare», dice come se tutto fosse accaduto la settimana scorsa. Accanto a lui, Norma, moglie e compagna di sempre, lo guarda con dolcezza e gli stringe forte il braccio per fargli coraggio. Tutt'intorno, nella sala da pranzo di Sanct Gerold, antico monastero benedettino in mezzo alle montagne del Tirolo, trasformato in ostello per amanti della quiete, si affaccendano giovani cameriere. Proprio qui, nella chiesa del monastero (dove nacque anche Officium, il disco da un milione di copie di Ian Garbarek e l'Hillard Ensemble, e il loro secondo in uscita in aprile) Saluzzi l'argentino e il Rosamunde Quartett da Monaco hanno registrato Kultrum, audace esperimento di tango e musica colta, di bandoneon e quartetto d'archi. La lista delle diversità apparenti potrebbe essere infinita: la disciplina della musica classica e la libertà del tango, la capacità tedesca di dominare le emozioni e il sentimento tragico argentino espresso senza riserve, l'esecuzione pura e la pura creazione. Ma soprattutto grazie alla volontà della violoncellista Anja Lechner, appassionata di tango, l'incontro tra i due mondi è avvenuto senza grandi difficoltà: anche se poi la musicista rivela che il quartetto ha faticato un po' nello staccarsi dalla guida del primo violino e adeguarsi a uno strumento non classico, incontenibile come il bandoneon. L'esperienza (alla quale seguiranno molti concerti primaverili) ha però arricchito un quartetto già abituato a confrontarsi con le musiche del nostro secolo. Le musiche di Kultrum, i nteramente composte e orchestrate da Saluzzi, sono indefinibili. Non sono tango, non sono classiche, ma allo stesso tempo sono tutte e due le cose. Non male per chi per quindici amni ha fatto a pezzi il tango tradizionale e lo ha rimontato in una forma nuova.
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14/12/2005 13:23 - Dino Saluzzi & Rosamunde Quartett: Kultrum - Dino Saluzzi (bandoneon); ...
Dino Saluzzi & Rosamunde Quartett: Kultrum - Dino Saluzzi (bandoneon); Rosamunde Quartett (archi). - Kultrum: non la semplice sovrapposizione tra il magico suono del bandoneon e le accademiche tessiture di un quartetto d’archi, ma un progetto unitario e trasversale nel medesimo tempo, fortemente voluto da ambedue le parti in campo. Il risultato esalta sia lo strumento dell’argentino Dino Saluzzi, collaboratore negli anni Settanta del sassofonista connazionale Gato Barbieri e quindi protagonista di una carriera solista che lo ha fatto assurgere a legittimo erede di Astor Piazzolla, sia quelli del Rosamunde Quartett, attivo dal 1991 grazie al prezioso incoraggiamento di Sergiu Celibidache e ben presto affermatosi come una delle più accreditate formazioni cameristiche europee specializzate nel repertorio contemporaneo. L’idea embrionale di Kultrum nasce proprio all’interno del Rosamunde: è il vivo interesse della violoncellista Anja Lechner per il Nuevo Tango a sospingere inevitabilmente lei e gli altri componenti del quartetto a ricercare con Saluzzi un comune terreno d’intesa. La musica di Kultrum vive quindi sul dialogo, sincero e per nulla forzato, tra due diverse culture musicali che non possono che trovare giovamento da un incontro così ravvicinato e stimolante.
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14/12/2005 13:23 - DINO SALUZZI FAMILY
"Tango Candombe"
(Dino Saluzzi - bandoneon, Celso Saluzzi - ...
DINO SALUZZI FAMILY "Tango Candombe" (Dino Saluzzi - bandoneon, Celso Saluzzi - bandoneon, Cuchara Saluzzi - saxs, clarinetto, Quique Sinesi - chitarre, Matias Saluzzi - basso, Jose Savelon - batteria) Timoteo "Dino" Saluzzi nasce nel 1935 a Campo Santa, Argentina, da una famiglia di musicisti folk. Nonostante la successiva educazione classica, compie incursione nella composizione musicale d'avanguardia, e membro del gruppo di musica da camera "Musica Creativa", Dino ha sempre affermato che le sue radici folk sono l'elemento più cruciale della sua musica. In Mojotoro, il più estroverso tra i suoi dischi destinati all'ECM, Saluzzi riporta letteralmente a casa la sua musica. Infatti questo è il primo dei suoi lavori europei ad essere registrato in Argentina, e la sua band comprende famiglia e amici. I fratelli Celso e Felix suonano, rispettivamente, bandoneon e strumenti ad ancia ed il giovane figlio Josè Maria regala delle esibizioni particolarmente energiche, con chitarra e basso. Questo progetto è nostalgico ma guarda al futuro; "Tango a mi padre" riflette sui primi anni di Saluzzi: "Mio padre lavorava in una fabbrica di zucchero di canna ed era appena in grado di sostenerci," dice a Krystian Brodacki di Jazz Forum. "Non avevamo radio, dischi, elettricità; vivevamo solo a contatto con la natura, al folklore, alla musica primitiva degli Indiani, inviolata da ogni influenza bianca. Mio padre suonava la chitarra e il mandolino, e più tardi ha studiato il bandoneon. Suonava la musica folk attraverso spartiti che ci venivano spediti dalla capitale, lontano più di mille miglia. E' stato lui ad introdurre me ed i miei due fratelli alla musica folk. Io ho studiato il bandoneon a sette anni." "Così per il futuro io credo che saremo in grado di sviluppare una musica Latina propriamente Sudamericana… Sta già accadendo. Esiste un nuovo tipo di espressione Latino Americana e sta aprendo la via ad ulteriori nuove idee." "Mojotoro" attinge alla serie completa delle musiche sudamericane: tango, folk, musica andina, candombe, la milonga della Pampa …. Il candombe è un elemento particolarmente vitale in questa "simbiosi culturale". Il ritmo candombe è nato in Africa ed è stato portato in Sud America durante il periodo coloniale, continuando a prosperare in Uruguay. La sua riscoperta da parte dei musicisti del movimento "tango nuevo" ha incoraggiato una nuova libertà di espressione nella musica, i suoi ritmi "aperti" danno una straordinaria ulteriore spinta al titolo di questo progetto musicale. Del tango stesso, così spesso reso pomposo nelle mani degli interpreti europei, Saluzzi dice: "Il tango è molto più complesso del jazz. Nel vero tango artistico, una specie di forma d'espressione che consente un'interpretazione libera, non è sufficiente conoscere la parte tecnica, gli accordi, le scale, eccetera, perché esso richiede una espressione totalmente diversa, meno aggressiva, molto più artistica. Il tango è qualcosa di molto più puro e complicato." I primi albums ECM di Saluzzi in solo "Kultrum and Andina" e in quartetto "Once Upon A Time … Far Away In The South" sono stati tutti, in varia misura, pensose riflessioni sull'Argentina vista da lontano. "Mojotoro" l'album della famiglia di Dino, recente lavoro discografico, è solidamente radicato alla terra da cui nasce la sua ispirazione. E' un disco caldo, coinvolgente di grande spessore..
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14/12/2005 13:23 - DINO SALUZZI FAMILY
"Tango Candombe"
(Dino Saluzzi - bandoneon, Celso Saluzzi - ...
DINO SALUZZI FAMILY "Tango Candombe" (Dino Saluzzi - bandoneon, Celso Saluzzi - bandoneon, Cuchara Saluzzi - saxs, clarinetto, Quique Sinesi - chitarre, Matias Saluzzi - basso, Jose Savelon - batteria) Timoteo "Dino" Saluzzi nasce nel 1935 a Campo Santa, Argentina, da una famiglia di musicisti folk. Nonostante la successiva educazione classica, compie incursione nella composizione musicale d'avanguardia, e membro del gruppo di musica da camera "Musica Creativa", Dino ha sempre affermato che le sue radici folk sono l'elemento più cruciale della sua musica. In Mojotoro, il più estroverso tra i suoi dischi destinati all'ECM, Saluzzi riporta letteralmente a casa la sua musica. Infatti questo è il primo dei suoi lavori europei ad essere registrato in Argentina, e la sua band comprende famiglia e amici. I fratelli Celso e Felix suonano, rispettivamente, bandoneon e strumenti ad ancia ed il giovane figlio Josè Maria regala delle esibizioni particolarmente energiche, con chitarra e basso. Questo progetto è nostalgico ma guarda al futuro; "Tango a mi padre" riflette sui primi anni di Saluzzi: "Mio padre lavorava in una fabbrica di zucchero di canna ed era appena in grado di sostenerci," dice a Krystian Brodacki di Jazz Forum. "Non avevamo radio, dischi, elettricità; vivevamo solo a contatto con la natura, al folklore, alla musica primitiva degli Indiani, inviolata da ogni influenza bianca. Mio padre suonava la chitarra e il mandolino, e più tardi ha studiato il bandoneon. Suonava la musica folk attraverso spartiti che ci venivano spediti dalla capitale, lontano più di mille miglia. E' stato lui ad introdurre me ed i miei due fratelli alla musica folk. Io ho studiato il bandoneon a sette anni." "Così per il futuro io credo che saremo in grado di sviluppare una musica Latina propriamente Sudamericana… Sta già accadendo. Esiste un nuovo tipo di espressione Latino Americana e sta aprendo la via ad ulteriori nuove idee." "Mojotoro" attinge alla serie completa delle musiche sudamericane: tango, folk, musica andina, candombe, la milonga della Pampa …. Il candombe è un elemento particolarmente vitale in questa "simbiosi culturale". Il ritmo candombe è nato in Africa ed è stato portato in Sud America durante il periodo coloniale, continuando a prosperare in Uruguay. La sua riscoperta da parte dei musicisti del movimento "tango nuevo" ha incoraggiato una nuova libertà di espressione nella musica, i suoi ritmi "aperti" danno una straordinaria ulteriore spinta al titolo di questo progetto musicale. Del tango stesso, così spesso reso pomposo nelle mani degli interpreti europei, Saluzzi dice: "Il tango è molto più complesso del jazz. Nel vero tango artistico, una specie di forma d'espressione che consente un'interpretazione libera, non è sufficiente conoscere la parte tecnica, gli accordi, le scale, eccetera, perché esso richiede una espressione totalmente diversa, meno aggressiva, molto più artistica. Il tango è qualcosa di molto più puro e complicato." I primi albums ECM di Saluzzi in solo "Kultrum and Andina" e in quartetto "Once Upon A Time … Far Away In The South" sono stati tutti, in varia misura, pensose riflessioni sull'Argentina vista da lontano. "Mojotoro" l'album della famiglia di Dino, recente lavoro discografico, è solidamente radicato alla terra da cui nasce la sua ispirazione. E' un disco caldo, coinvolgente di grande spessore..
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14/12/2005 13:23 - Un musicista-poeta come il celebre bandoneonista Dino Saluzzi anciando uno ...
Un musicista-poeta come il celebre bandoneonista Dino Saluzzi anciando uno sguardo appassionatamente indagatore, ma alieno ad ogni retorica, alla complessità culturale del cosiddetto “Sud del mondo”: la violenta poeticità del tango, la dolente drammaticità della milonga, la cultura intricata e densa di pathos dei sobborghi di Buenos Aires, le incantatorie melodie andine, i solitari canti delle estesissime pianure argentine sono inscindibili dall’arte di questo artista, che oggi può ben dirsi il più importante e passionale cantore dell’America Latina, di cui sa evocare come forse nessun altro l’affascinante molteplicità delle tradizioni. Artista di lirica e intensa espressività, Saluzzi sarà accompagnato dal figlio, José M. Saluzzi, alla chitarra, e da un eccezionale quanto ben conosciuto contrabbassista, Palle Danielsson, grandissima figura dell’improvvisazione europea.
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14/12/2005 13:23 - Un musicista-poeta come il celebre bandoneonista Dino Saluzzi anciando uno ...
Un musicista-poeta come il celebre bandoneonista Dino Saluzzi anciando uno sguardo appassionatamente indagatore, ma alieno ad ogni retorica, alla complessità culturale del cosiddetto “Sud del mondo”: la violenta poeticità del tango, la dolente drammaticità della milonga, la cultura intricata e densa di pathos dei sobborghi di Buenos Aires, le incantatorie melodie andine, i solitari canti delle estesissime pianure argentine sono inscindibili dall’arte di questo artista, che oggi può ben dirsi il più importante e passionale cantore dell’America Latina, di cui sa evocare come forse nessun altro l’affascinante molteplicità delle tradizioni. Artista di lirica e intensa espressività, Saluzzi sarà accompagnato dal figlio, José M. Saluzzi, alla chitarra, e da un eccezionale quanto ben conosciuto contrabbassista, Palle Danielsson, grandissima figura dell’improvvisazione europea.




































































































