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14/12/2005 13:23 - PAOLO ROSSI
"Lenny Bruce dei Navigli" è l'appellativo, il nome di ...
PAOLO ROSSI "Lenny Bruce dei Navigli" è l'appellativo, il nome di battaglia dato una volta a Paolo Rossi, Story-teller naturale classe young, taglia Peso piuma. Uno cui la statura da fantino non impedisce di picchiare duro, al cuore e allo stomaco, recitando. Un irregolare, un fuori-del-mucchio. Uno che se l'è presa coi cinghiali e con gli eiaculatori precoci, che ha lanciato anatemi di siderale nefandezza, che ha reclamato con cinismo, grazia e surrealtà per conto di studenti veri uccisi da poliziotti veri. Uno, infine, che ha avuto l'immenso merito di accostare i pubblici del teatro e dei tendoni rock; e tanti dei suoi monologhi volano infatti come canzoni, hanno una presa mass-mediologica che non conosce l'accademismo dei sipari, gli steccati delle poltronissime, il coma profondo e saporifero degli abbonati. PAOLO ROSSI, nato a Monfalcone di Gorizia, milanese d'adozione. Apprendista comico sulle pedane dei club, scritturato da Dario Fo ne "L'Histoire du Soldat", in forze nel Teatro dell'Elfo per "Nemico di classe" di Williams nell'83 fino a "Comedians" di Griffiths nell'85, dopo il ruolo di Ariele ne "La Tempesta" di Shakespeare con Cecchi (84). Specializzato nel soul intrattenitore con "Reccital" poi con "Settespettacoli" (86) e con "Chiamatemi Kowalski" (87). Successivamente propenso all'antimusical sociale con "Le Visioni di Mortimer" (88/89), approda alla significativa esperienza della rilettura di un classico come "L'opera del Mendicante" di John Gay con lo spettacolo "La Commedia da due lire", ma contemporaneamente con il monologo "operaccia Romantica" solleva entusiasmi e consensi unanimi da parte di pubblico e critici. La sua prima "avventura" in televisione "SU LA TESTA" immediatamente diventa la trasmissione televisiva dell'anno (92). Dopo "SU LA TESTA" ritornerà in televisione soltanto due anni dopo con il "LAUREATO" in coppia con Piero Chiambretti. Nella stagione 94/95 insieme a Lucia Vasini e Giampiero Solari, Paolo Rossi ha fondato la compagnia teatrale Lesitaliens che in pochi mesi di vita ha allestito tre spettacoli: "JUBILAUM" di George Tabori coprodotto con ASTITEATRO 15, "MILANON MILANIN" e "IL CIRCO DI PAOLO ROSSI" un evento-spettacolo che ha raggruppato 18 artisti in una tournée con un teatro tenda che ha girato tutta l'Italia. La stagione teatrale lo ha visto protagonista di un nuovo spettacolo intitolato "RABELAIS" liberamente ispirato al "GARGANTUA E PANTAGRUEL" di Rabelais.
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14/12/2005 13:23 - Storie tutte italiane quelle di Paolo Rossi, con Storie per ...
Storie tutte italiane quelle di Paolo Rossi, con Storie per un delirio organizzato prende spunto dai fatti di cronaca e torna ai suoi inizi, a quella sgangherata narrazione comico-musicale che ne ha fatto uno dei più grandi comici del teatro italiano. E’ un ritorno al passato, quello di Paolo Rossi, al one man show, al recital, con le musiche eseguite dal vivo. In pratica una performance che ogni sera trasforma la replica in uno spettacolo unico, un evento. Paolo Rossi, con tre musicisti sul palco, torna al racconto diretto. Una manciata di storie, esilaranti, tese, impegnate, spietate e allo stesso tempo tenere e poetiche. Difficile resistere alla comicità tagliente di questi monologhi, ancora più difficile fare finta di nulla di fronte alle verità semplici, ma scomode, che Rossi snocciola sul palco aiutato da una vèrve comica inossidabile, da straordinaria energia e da una grande precisione mimica. Paolo Rossi propone uno spettacolo fatto col pubblico e non per il pubblico, e una volta tanto, vedendo lo spettacolo, ci si rende conto che questo non è soltanto uno slogan. Anche perché gli argomenti, i racconti, gli spunti partono proprio da noi, che non siamo solo spettatori perché: lavorando, amando, vivendo, facendo la spesa, produciamo un incredibile serbatoio di storie che qualche volta finiscono sui giornali, altre volte diventano leggende metropolitane, altre ancora pettegolezzi o barzellette. Paolo le ha raccolte e ce le racconta a suo modo, con ironia e coraggio, senza falsi pudori anche se la tv continua ininterrottamente a trasmettere la pubblicità della Terza Guerra mondiale.





































































