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14/12/2005 13:23 - DIRK HAMILTON
Non è facile confrontarsi con un songwriter così atipico. ...
DIRK HAMILTON Non è facile confrontarsi con un songwriter così atipico. Certo, se amate Van Morrison, John Prine, Dylan, Springsteen o Hiatt, potete amare anche lui, farne una sorta di cantautore culto. Non è facile, non è stato baciato dal successo, osannato dalla critica che conta, e, anche se non manca di carisma, comunicativa, presenza scenica, ha calcato per troppo tempo i palcoscenici di piccoli clubs anonimi per poter essere un personaggio. Questo post folk-rock singer, con una voce che sembra provenire dal profondo del pomo d'Adamo (di quelle che dalla gola arriva direttamente al cuore) dovrete amarlo per scelta vostra. Dirk ha il dono di creare immagini attraverso le sue canzoni. Un linguaggio figurato, delle metafore, che appaiono chiare all'istante, terse e trasparenti, legate a filo doppio alle atmosfere delle sue ballads. E' il cantore per eccellenza, amaro ma magnanimo, delle ambizioni frustrate, dei sogni non realizzati, delle illusioni perdute. Ma, credetemi, mai perdente è stato tanto grande dal sembrare sempre ad un passo dalla grande rivincita con il destino. Autore di capolavori immortali e misconosciuti, Dirk Hamilton ha visto crescere in sè il timore di non riuscire a comunicare, di non essere capito. Si è chiuso sempre più nel suo visionario mondo poetico-musicale, facendo sempre meno per rendere il suo messaggio accessibile. Cresciuta la frustrazione è aumentata una vena di follia creativa; nessuno mi capisce, bene, tanto vale che io canti e scriva per me stesso, senza compromessi di sorta. Alla luce di queste considerazioni, ed interpretata la sua frase: “Io cantavo per cambiare il mondo, adesso canto per impedire al mondo di cambiare me”. Alla fine degli anni '70 era, con John Hiatt, la grande speranza del cantautorato californiano. Le due stelle emergenti dell'allora spumeggiante scena di L.A. Uno è arrivato lontano; l'altro, pur gratificato da enormi consensi di critica, non ce l'ha ancora fatta. Uscito indenne dagli anni bui, gli '80, si è trovato con una carica interiore, una straripante creatività. Grazie anche al supporto del pubblico italiano, gli anni '90 ci hanno restituito questo grande songwriter nella sua integrità di autore e di interprete. Too Tired To Sleep, Go Down Swingin e Yep, in pratica la produzione italiana che lo ha rilanciato, contengono grande musica e superbe performances. Ma il suo capolavoro ha un nome impronunciabile, Sufferupachuckle. Il suo primo album americano in quindici anni, prodotto da Dusty Wakeman per la Core, è uno dei migliori lavori cantautorali di fine anni '90, forse uno dei più grandi in assoluto. Logico che creasse una notevole attesa attorno al suo nuovo lavoro prodotto ad Austin con il popolare chitarrista locale Bradley Kopp che gli assembla un cast di notevole levatura: Paul Pearcy, batteria, l'ex Spirit Mark Andes, basso, e Michael Ramos, tastiere. Il titolo è un altro scioglilingua, un po' meno ermetico del precedente: SexstringEverything. Il folkrocker atipico apre e chiude con il rock & roll (She Can't Go e Wanna Make God Laugh?. Lo sa fare, ha il senso del ritmo, è brillante e la sua inconfondibile voce si adatta con facilità a ritmi facili e giocosi, vi conferisce toni seri, come i testi delle sue canzoni. You Taught Me How To Love è una sua tipica ariosa ballata acustica che, rivestita con gli arrangiamenti di una band rock, fa risaltare il suo accorato canto come mai. Hold Me Now è la quintessenza delle sue ballate rock, del modo di esprimersi di Dirk nell'affrontarle. Chitarre scintillanti su un pastoso organo in sottofondo fanno risaltare la sua esuberante voce. Lo stesso si può dire di Better Of Live, dal peculiare riff Hamiltoniano che cattura subito. Dirk è costantemente di primo piano, con il grande lavoro all'acustica ed all'armonica, sembra essere una band nella band. Un veterano come Bradley Kopp ed il suo gruppo vengono trascinati più che trascinare uno scatenato Dirk. Cover Me è un brano triste ed introspettivo, il suo canto, intenso e drammatico, percorre una straziante e singolare love-song. La sua straripante personalità sembra debordare da brani come Nothin' To Lose e My Dead Doby il gruppo cerca di riempire i pochi vuoti lasciati dalla sua immane presenza sonora. Songs come Brown Eyed Blonde, So Soulfull You, Myth And Disguise (con Cover Me il momento più profondo ed ispirato per quanto riguarda l'intero album) ci proiettano nell'universo musicale e poetico di Dirk, ci dicono una volta di più di come si simbolizzi la passione, l'amore, il sesso, il ritmo, la rinascita e, naturalmente, la voce, costante termine di paragone delle sue allegorie.
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14/12/2005 13:23 - DIRK HAMILTON - Non è facile confrontarsi con un songwriter ...
DIRK HAMILTON - Non è facile confrontarsi con un songwriter così atipico. Certo, se amate Van Morrison, John Prine, Dylan, Springsteen o Hiatt, potete amare anche lui, farne una sorta di cantautore culto. Logico che creasse una notevole attesa attorno al suo nuovo lavoro prodotto ad Austin con il popolare chitarrista locale Bradley Kopp che gli assembla un cast di notevole levatura: Paul Pearcy, batteria, l'ex Spirit Mark Andes, basso, e Michael Ramos, tastiere. Il titolo è un altro scioglilingua, un po' meno ermetico del precedente: SexstringEverything. www.dirkhamilton.com. SUONA: 20 Aprile ALCAMO (TP) Chiaro di Luna 21 Aprile ANZIO (RM) Teatro Cinema Fiamma 22 Aprile EBOLI (SA) Teatro Comunale Salita Ripa 23 Aprile NAPOLI Teatro Acacia 30 Aprile CASTELNUOVO R.NE (MO) Sala Ex Stazione 1 Maggio FERRARA Teatro sala Estense 6 Maggio FORLI' Naima Club 7 Maggio RIMINI La ChiaccheraINFO Roots Music Club tel. 0335/384556 - 051/562152 - mailto:rootsmusic@iol.it rootsmusic@katamail.com - CARLO CARLINI / ONLY A HOBO - Via Fondo Toce 16 - 28053 Castelletto Sopra Ticino (NO) - Tel & Fax (+39) 0331.96.21.89 - 348/2691241 www.onlyahobo.it







































































