Live Band
Live di questa band:
Nessun evento trovato in archivio
Testi in archivio:
-
14/12/2005 13:23 - Attivi da oltre due lustri, i Chumbawamba hanno sempre rappresentato ...
Attivi da oltre due lustri, i Chumbawamba hanno sempre rappresentato un punto fermo nella storia del rock britannico indipendente. Cominciarono fustigando a dovere la politica thatcheriana e difendendo a denti stretti i propri ideali anarchici; debuttarono con il singolo "Revolution" e ricevettero la benedizione di John Peel prima di guadagnarsi il titolo di anarco-punks per antonomasia con una manciata di album bollenti licenziati in proprio con l'etichetta Agit-Prop, compreso quel "Pictures of Starving Children Sell Records" con cui, nell'86, attaccarono l'operazione "Live Aid". Sono stati fra i primi a restituire vigore al concetto di urban-folk, salvo poi promuovere la contaminazione dei generi e frequentare i territori più disparati della pop music, dal punk più sanguigno alla electro-dance. Hanno sventolato con fierezza la bandiera dell'anti-conformismo e subito la censura per un album mai uscito ("Jesus H Christ") e per certe copertine troppo 'scomode'. Si sono poi affrancati dalla One Little Indian e hanno regalato agli anni novanta l'inno antifascista di "Credit to the Nation" e un paio di album dagli accenti sempre sovversivi. Poi, imprevedibile, col 1997 è arrivato il contratto con una major e il successo su scala europea del singolo "Tubthumping" e dell'album "Tubthumper". Successo che li ha condotti fin qua, a Milano, in una calda giornata di fine settembre, tutti e otto, al gran completo: Lou, Danbert, Paul, Boff, Jude, Alice, Dunstan, Harry. Hanno tutti capelli cortissimi, decolorati, uniforme scura, anonimamente nera. Si dividono i sandwich, le sigarette e le interviste. Il chitarrista Boff e la trombettista Jude, subentrata a Mavis Dillon due anni fa citano fra le loro band preferite Levellers, Chemical Brothers, Bentley Rhythm Ace, Supernaturals, Dodgy.
-
14/12/2005 13:23 - CHUMBAWAMBA
Tubthumper
Ne ha fatta di strada il concetto di melting po(p)t ...
CHUMBAWAMBA Tubthumper Ne ha fatta di strada il concetto di melting po(p)t che i baldi giovani di Leeds intendevano, sotto le forme più o meno easy di una contaminazione-citazione sonora a 360 gradi, inserire all'interno del circuito mainstream per minare il sistema dall'interno. Chi ricorda l'ultima intervista che il gruppo ha rilasciato potrà vedere come i progetti della band si siano lentamente concretizzati. nonostante il non buon risultato di popolarità di "Swingin' With Raymond". "Tubthumping" ha martellato le indie radio per buona parte dell'estate, ed il vecchio amore per la musica ballabile, già peraltro emerso in passato almeno in un paio di eclatanti occasioni, è diventato asse portante del nuovo disco, tanto da credere a fatica che gli autori siano in parte gli stessi che abitavano la Comune di Leeds in tempi (duri) tatcheriani. Ed è proprio in trasformismo inteso come centrifugazione globale dell'immaginario collettivo, sfruttamento situazionista degli elementi spettacolari che fa dell'anomalo pop dei Chumbawamba una temibile arma di espressione non allineata. "Tubthilmping" apre le danze ed il singolo ronza nelle nostre orecchie già da tempo, "Amnesia" conduce su lidi da dancefloor etereo, guidato dalla stessa voce angelica che nell'ultimo disco intonava struggenti folk-songs da appartamento, "Drip Drip Drip" ammicca sui ritmi sincopati aprendosi a fiati ed arrangiamenti leggermente epici. Il marchio di fabbrica, le due voci inconfondibili, insieme con quella particolare modalità di assemblaggio dei suoni e degli arrangiamenti che sta a meta tra il kitsch ed un bricolage tecnologico che vive di stravolte citazioni. Se alcuni brani della "hate side" di "Swingin' with..." pescavano a piene mani nel groove Seventies, redivivo revival danzereccio nell'universo cool della dance, in "Tubthumper" troviamo amalgamate la jungle e la disco, eteree elucubrazioni quasi, Cocteautwinsiane, gli antichi vezzi di "English Rebel Songs" elettrificati a modo.
-
14/12/2005 13:23 - CHUMBAWAMBA
Tubthumper /Tubthumping - (Emi)
Gioia e rivoluzione, si potrebbe dire - ...
CHUMBAWAMBA Tubthumper /Tubthumping - (Emi) Gioia e rivoluzione, si potrebbe dire - citando gli Area - a proposito del nutrito combo di Leeds, da sempre attivo sul fronte anarco-situazionista. Da qualche anno, però, la loro attitudine pop-dance è venuta fuori tutta (ricordate il precedente singolo di successo ‘Timebomb’?). Così, oggi la band è dicotomizzata fra immagini e testi d’effetto (la testa del bambino ancora per metà nell’utero materno che campeggiava in copertina su ‘Anarchy’ del 1994) e musica superpop, resa inconfondibile dalla voce di Alice Nutter. Molto belle ‘The Good Ship Lifestyle’ e la parzialmente scatenata ‘Mary Mary’, le song più distanti dal new deal; non male ‘Outsider’, possibile prossimo successo, mentre è deboluccio il singolo e pezzo portante dell’album ‘Tubthumping’ (l’altro brano del mini-CD, ‘Farewell To The Crown’, inciso in compagnia della Oyster Band è, come prevedibile, una lezione di stile folk à la Pogues, che non giustifica la spesa suppletiva di 8.900 lire). Interessantissima la messe di citazioni presente nel - come consueto - prezioso booklet, da cui val la pena segnalare la sagace ‘Knock hard, life is deaf’, attribuita a Mimi Parent. Piacevole, ma con i Cd a quasi 40.000 non credo sia il caso; fatevelo registrare da qualche amico.
-
14/12/2005 13:23 - CHUMBAWAMBA Wysiwyg (EMI)
Vita e opere dei Chumbawamba in due parole: ...
CHUMBAWAMBA Wysiwyg (EMI) Vita e opere dei Chumbawamba in due parole: debuttano come punk anarco-pacifisti nei thatcheriani anni Ottanta, nel 1986 hanno un microsecondo di notorietà indiretta grazie ad un album dal titolo "le foto di bambini che muoiono di fame fanno vendere dischi" (dedicato al Live Aid ed a Phil Collins), dodici anni dopo diventano delle star vendendo qualcosa come cinque milioni di copie dell'album 'Tubthum' per in giro per il mondo. In pratica il sogno di ogni anarchico divenuto realtà: avere l'occasione di sovvertire l'ordine dal suo interno. Il problema casomai è che ben poco c'è da sovvertire dentro il music-business che il music-business non abbia già provveduto a sovvertire da sé per farne spettacolo. Che la hit-parade sia una Zona Temporaneamente Autonoma fa ormai parte del bagaglio acquisito di qualunque studente di 'media-terrorism'. Bene lo sanno i Chumba, che secondo la fortunata formula che li accompagna da ormai diversi anni e che casualmente - in un momento di magico incastro astrale - li ha portati in cima alle classifiche, continuano con consumato mestiere a fare slalom tra techno-pop, canti operai, vaudeville e canzone da pub. Il ritomello mezzo glam-rock e mezzo doo-wop del singolo "She's Got All The Friends" tenta di essere la nuova "Tubthumping": che ci riesca o meno, dentro WYSIWYG (What You See Is What You Get) c'è comunque abbastanza ironia per farsi, almeno, quattro anarchiche risate.
-
14/12/2005 13:23 - NEGATIVLAND/CHUMBAWAMBA
The ABC's Of Anarchism
Avendo dovuto rinunciare ai diritti su parte ...
NEGATIVLAND/CHUMBAWAMBA The ABC's Of Anarchism Avendo dovuto rinunciare ai diritti su parte del loro catalogo a seguito della ben nota vicenda legale contro U2 e SST, per mantenersi a galla i Negativland si son visti costretti a incrementare le uscite della loro Seeland Records, stampando in CD varie puntate a tema della trasmissione radio Over The Edge, accogliendo artisti amici e simpatizzanti (Silica-Gel, Antediluvian Rocking Horse, perfino l'eccentrico Tiny Tim), producendo video, singoli e vario merchandising. Tale iperattività fortunatamente non è andata a discapito della qualità e lucidità concettuale del lavoro, come conferma l'EP di 21 minuti in improbabile collaborazione coi rivoluzionari "agitpop" Chumbawamba. L'approccio, nonostante l'apporto strumentale e vocale dei britannici, resta quello tipico della "blob music" di Hosler e soci, applicata nella lunga title-track a un infiammato e (fin troppo) caotico detournaggio "politico" di icone dell'industria musicale, dai Pistols ai Beastie Boys, con aggiunta di stralci di letteratura anarchica. Più "musicale" l'ossatura delle altre due tracce, fra cui la spassosa filastrocca Is For Stupid, ennesimo manifesto anticopyright. E a proposito di copyright infringement, se anche i 20 brani che compongono Extracted Celluloid sono attribuiti a quasi altrettanti gruppi e musicisti dai nomi strampalati (Rudjak Manigz, Huk Don Phun, Alien Heat, ecc.), è lecito supporre che dietro il secondo album co-prodotto dall'associazione di "guerriglia culturale" Illegal Art si celi un unico nucleo pensante, in incognito per ovvi motivi, con tutta probabilità gli stessi Negativland. Dopo un CD creato solo con campioni da dischi di Beck, è stavolta l'universo della musica per film, dal best seller Titanic al kung fu di Hong Kong, da Disney a Morricone, ad essere saccheggiato in un album "dimostrativo" delle multiformi potenzialità del plagiarismo radicale (le fonti d'origine, seppur più riconoscibili rispetto alla prima compilation, sono pesantemente manipolate). L'estetica del riciclaggio viene qui ulteriormente raffinata, in forma di cut-up ultrasonici, iper-trip-hop, heavy dub o astrazioni elettro-ritmiche che si mantengono sul versante più caustico e sperimentale della sampling music, aggiungendo una carica ironico-demistificatoria che spesso difetta a quanti operano nell'area.











































































































































































