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14/12/2005 13:23 - KORN
"Life Is Peachy"
Bastano appena 48 secondi dell'iniziale "Twist" per capire ...
KORN "Life Is Peachy" Bastano appena 48 secondi dell'iniziale "Twist" per capire dove stiano andando i Korn. Nel corso di "Life Is Peachy" Jonathan Davis e i suoi vi accompagnano in un sofferto viaggio attraverso nuovi territori musicali, una potente e anche ironica avventura nel martirio dei (vostri) sensi. Nel suo ambito si trama probabilmente dell'unica proposta di assoluta integrità, a parte "Evil Empire" dei Rage Against The Machine. La differenza è che non si parla di vera e propria politica qui. Davis, cantante della formazione, conduce gli strumenti su un piano sonico che appare alieno, claustrofobia accidentato e lievemente spaventoso. E' tutto molto carico di cupa energia, ma si tratta di energia ben incanalata, che colpisce dove vuole colpire. La musica è un veicolo per far arrivare con più forza il messaggio all'ascoltatore e trascinario sulle montagne russe Korn. Canzoni come "Kunt", "Swallow", "Porno Creep" e "Ass Itch" sono pesanti come piombo. Solo i piccoli interludi nel mezzo recano un piccolo sollievo prima che i sensi vengano di nuovo maciullati. Quello di Jonathan non è solamente un canto ma anche un ululato, la sua è una voce graffiante, aggressiva, travolgente, provocante seducente e persino gradevole nelle sue truci e fosche performances. Anche quando l'andatura rallenta, come in "Good God", permane un senso di minaccia e la storia viene raccontata da una prospettiva insolita. Grazie a chitarre che sono l'equivalente sonoro di uno spettacolo pirotecnico, le soluzioni sono tante e tali, anche senza campionature, da far arrossire di vergogna molti gruppi di oggi. Fra i 14 pezzi ce ne sono due non originali, uno piuttosto breve, l'altro proposto in tutta la sua rinnovata gloria. "Low Rider" è un pezzo dei War, fondamentale gruppo nero di soul funk, per il quale Davis sfodera la sua adorata cornamusa; peccato che tutto finisca in 58 secondi. "Wicked" è firmata da Ice Cube e riceve il tipico trattamento Korn, ovvero il rap viene rivisto in chiave heavy per ritornare rap ma del tutto modificato. Altro pezzo destinato a suscitare interesse è "Adidas" che può essere visto come un ironico tentativo di trovare una sponsorinazione o, più probabilmente, come un revival dall'antica teoria, sempre negata dagli interessati, che il nome della famosa dita sia un acronimo per "Ali Day I Dream About Sex". L'album si chiude con una monumentale "Kill You" che contiene una ripresa della traccia d'apertura. E' passato meno di un anno da quando questa giovane formazione californiano ha fatto uscire il suo album d'esordio ma questa nuova raccolta possiede la maturità che ci si potrebbe attendere da un quarto o quinto album. Seguite i Korn, arriveranno sempre più in alto.
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14/12/2005 13:23 - KORN
Issues
Benvenuti nei labirinti del caos organizzato, tra le spirali dell'oltranzismo ...
KORN Issues Benvenuti nei labirinti del caos organizzato, tra le spirali dell'oltranzismo e dell'esasperazione. Sulla rotta tra metropoli e periferia (la Huntington Beach dei Korn) la serenità non è un bene diffuso. E ad allungare il collo verso l'America si può scorgere ben altro: sperequazione, falso benessere, ipocrisia. Nei Korn c'è il rifugio nell'esistenzialismo, soprattutto, e i possibili esorcismi per scacciare l'omologazione strisciante e l'omicidio di massa della fantasia. Se l'antidoto alla violenza è un'altra forma di violenza, i percorsi della rockband razionalizzano l'attitudine al trash concedendosi spiragli melodici di classe (4U) e sperimentazioni assortite. Il quarto disco dei Korn sentenzia che si tratta di uno dei gruppi più arditi fra i guerrieri di prima linea. Diffidate delle imitazioni.
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14/12/2005 13:23 - KORN
"Follow The Leader" (Epic-Immortal)
Qualche volta succede: da relazioni turbolente possono ...
KORN "Follow The Leader" (Epic-Immortal) Qualche volta succede: da relazioni turbolente possono nascere le opere più riuscite e nonostante il litigioso rapporto fra la star del gruppo (Jonathan Davis) ed il blasonato produttore Steve Thompson che sospingeva il disco verso le secche della procrastinazione continua, "Follow The Leader" è certamente il miglior album dei Korn. La soluzione finale è stata l'allontanamento del producer che vantava uno 'strano' quanto aureo passato, diviso fra campioni del metal (Guns N'Roses e Metallica su tutti) e dive del pop hollywoodiano (Madonna e Whitney Houston); insomma come nella miglior tradizione 'sportiva' la celebrità della squadra ha fatto fuori il coach che non gradiva, ma sarà vera vittoria? Nonostante la dichiarata nostalgia per il responsabile dei primi due albums, Ross Robinson, lo stesso Davis ha ammesso che il contributo di Thompson è stato 'efficace in fase compositiva'... Si potrebbe dunque supporre che la maggior elasticità e valenza melodica di varie outtakes di "Follow The Leader" laddove il repertorio precedente dei Korn difettava sotto questo profilo siano anche merito del produttore defenestrato. Ma a questo interrogativo potrà forse rispondere il prossimo disco mentre l'attuale include senz'altro alcune highlights dell'anno in tema di 'metal moderno'. Alla loro maniera Korn fanno parte dello stesso scenario apocalittico che contempla Machine Head, Tool, Fear Factory; gruppi che hanno rinnegato il tono celebrativo dell'heavy anni '80 a favore di un approccio contaminato con le tendenze moderne (noise, techno, hip-hop). Il taglio rock pur innovativo resta preminente e comunque non tale da scoraggiare chi la pensa come Robbie Krieger dei Doors, che ha recentemente dichiarato "la techno è già vecchia ed il rap si e rattrappito". C'è dunque modo e modo nell'interpretare le formule crossover, e quello del quintetto californiano è senz'altro intelligente e disinvolto anche quando J. Davis si cimenta con il rapper Ice Cube in "Children Of The Korn" senza che la musica rinunci a qualche tratto eccentrico. Il meglio comunque i Korn lo offrono in apertura, in una sequenza di grande effetto "It's On" e "Freak On A Leash" con le chitarre dotate dello stile più iconoclasta e sperimentale del metal futuribile pur senza perdere il caratteristico pathos che incombe sulla musica 'dura' di fine secolo. La voce di Davis ne riflette gli umori, ma le melodie risultano più attraenti sconfinando persino in piacevoli refrains. Il crossover regna sovrano nell'altrettanto riuscita "Got The Life", una bizzarra, effervescente alchimia di stili, che designa i Korn come i più plausibili eredi dei Faith No More (ascoltate anche "B.B.K." e "Pretty"). Poi il tono diventa cupo, persino sinistro in "Dead Bodies Everywhere", ovvero il lato 'indesiderabile' della band, che nel clima sofferto di "My Gift To You" regala un altro vertice dell'album: "La mia versione malata di una canzone d'amore"... l'ha definita J. Davis. E se proprio non mi piace lo stile danceteria del suo duetto con Fred Durst (Limp Bizkit) in 'All In The Family", possiamo concedere al vocalist questo divertimento personale perchè il livello complessivo dell'album giustifica definitivamente la popolarità dei Korn.
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14/12/2005 13:23 - KORNOG "Korong"
I Kornog sono un gruppo bretone formatosi all'inizio degli ...
KORNOG "Korong" I Kornog sono un gruppo bretone formatosi all'inizio degli anni ottanta dall'incontro tra il cantante scozzese Jamie McMenemy, il chitarrista Soig Siberil ed il violinista Christian Lemaitre. Il trio così composto ha iniziato la sua attività musicale esibendosi in vari festival locali, conquistandosi ben presto l'apprezzamento degli amanti della musica tradizionale. Nel corso degli anni ottanta il gruppo ha inciso quattro dischi ed al terzetto di cui sopra si è aggiunto il flautista Jean-Michel Veilon. La fama della band varca l'oceano e la loro musica semplice e calorosa ottiene un buon successo anche in terra statunitense. Ma nel 1987, dopo tutti i progetti condivisi insieme, i Kornog si sciolgono ed ognuno dei suoi componenti decide di continuare la carriera artistica abbracciando progetti solistici. Questa in sintesi la storia di questo quartetto, che all'inizio del nuovo secolo ha deciso di ricominciare l'avventura di gruppo chiusa tredici anni fa, dando alle stampe un nuovo album che rinverdirà sicuramente gli 'antichi' splendori. Per la cronaca in questa reunion il chitarrista Soig Siberil è stato degnamente rimpiazzato da Nicolas Quemener. La metafora scelta dalla band per questa nuova prova è quella del fiume Korong, un corso d'acqua impetuoso e nervoso che scorre nel cuore della Bretagna, che come la musica dei Kornog, che sgorga direttamente dalla passione dei musicisti, è fresco e limpido, oltre che effervescente ed agitato. Il disco riprende il discorso musicale interrotto volutamente anni fa e ci restituisce un gruppo in buona forma, fonte delle esperienze maturate da ognuno dei suoi componenti ed ancora proteso a far rivivere le musiche tradizionali di una terra incantata, ma anche aspra e selvaggia, che conserva un fascino fuori dal comune. I suoni ed i colori di Korong sono quelli della Bretagna e il gruppo ne scolpisce l'essenza eseguendo le composizioni dell'album con uno spirito profondo ed animati da una passione sincera perpetuandone le leggende ed i miti. Dalle dolcezze di La-Bas Dans La Prairie/Ronds The Saint Vincent, al nervosismo sonoro di Child Noryce, al ritmo saltellante di The Braes O'Killiecranckie abbiamo la possibilità di ascoltare uno spaccato autentico della tradizione bretone suonato ed interpretato con maestria e devozione. Bentornati!
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14/12/2005 13:23 - KORN - CHI SONO...?
I Korn sono: Jonathan Davis - voce, ...
KORN - CHI SONO...? I Korn sono: Jonathan Davis - voce, cornamusa. David Silveria - batteria, percussioni. Fieldy Snuts - basso. Brian "Head" Welch - chitarra. James " Munky" Shaffer - chitarra. I Korn nascono dalla scena post- metal della prima metà degli anni '90, riuscendo ad interpretare perfettamente le nuove esigenze musicali dei giovani di mezzo mondo, divenendo loro malgrado anche un fenomeno di tendenza. Nel 1993 esce il primo demo dei Korn, che comprende "Blind", "Predictable", una versione di 17minuti di "Daddy"e "Alive". Nel 1994 esce il disco "Omonimo" dei Korn che conteneva dodici canzoni incluse le tre del demo uscito l'anno prima. Quest'album è un vero e proprio capolavoro, ma la band non è ancora conosciutissima. Il successo arriva con il secondo album del 1996 "Life Is Peachy", che catapulta la band californiana sulle copertine di molti magazine americani e europei. Piacciono i testi delle canzoni, criticati ed etichettati dal "Parent Advisory Explicit Lyrics", piace la musica molto compatta, piena di energia e fuori dai canoni del metal comune, ma soprattutto piace la voce di Jonathan Davis con la quale riesce a fare di tutto. Nel 1996 scrivono una canzone per la colonna sonora del film "The Crow 2" e nel 1997 per il film "Spawn" insieme ai Dust Brothers. Sono le prime di una lunga serie. Nel 1998 matura ufficialmente l desiderio del gruppo di realizzare una propria casa discografica; si chiama Elementree Records e il primo gruppo che incide per loro sono gli Orgy. Nell'estate del 1998 esce il nuovo disco, "Follow The Leader". Il disco è nuovo in tutti i sensi, forse anche perchè a produrlo non è più Ross Robinson, affezionato ai vecchi suoni dei Korn, ma Steve Thompson. questa nuova formula sonora della band californiana fa volare il disco al primo posto nel Billboard's "top 200 album" la classifica americana dei 200 dischi più venduti. Nonostante il cambio, i fan del vecchio stile non devono disperare, poiché anche il contenuto del terzo disco è altamente distruttivo. Nel 1998 i Korn hanno aperto il Family Values Tour, con Limp Bizkit, Incubus, Orgy, il rapper Ice Cube, e i Rammstein e in più un gran numero di breakdancer, mangiatoridifuoco e tanti altri saltimbanco. Nonostante i Rammstein il tour ha avuto un grandissimo successo ed è stato uno dei migliori del '98, tant'è che nei primi mesi del '99 è uscito un live con alcuni brani di questi gruppi. Alla fine di agosto del '99 vennero annunciate le prime date del Family Values Tour '99 che probabilmente bissa il successo del precedente. Vi dovevano prendere parte per lo più nuovi protagonisti (Limp Bizkit, Filter, The Crystal Method), ma l'importante è che c'erano loro, i Korn. Da settembre del '99 parte il Family Values Tour. Ai primi di novembre '99 esce il quarto capolavoro della nostra band preferita, e come l'album precedente vola immediatamente al primo posto di Billboard's con 576.785 copie vendute in una settimana. Il 18 novembre non verrà ricordato dai loro fan solo per l'uscita di Issues, ma anche perchè i Korn sono entrati nella storia come il primo gruppo rock che ha fatto registrare un sold-out all'Apollo Theatre di Harlem, meglio noto come il tempio della musica nera.
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14/12/2005 13:23 - KORN
Davis ha dichiarato che la realizzazione del nuovo album ha ...
KORN Davis ha dichiarato che la realizzazione del nuovo album ha richiesto meno di un anno, ma hanno dovuto aspettare a farlo uscire perché avrebbero voluto partecipare tutti e il problema con il polso di Silveria non lo ha reso possibile prima del 2002. Del nuovo album Joanthan dice che è molto heavy, anche se chi ha già ascoltato qualcosa non si dichiara d'accordo con lui. Ci sono stati alcuni cambiamenti nella musica dei Korn, ma a quanto dichiara Davis "Untouchables" è molto heavy. E' musica molto pesante, ma in una maniera diversa rispetto a quanto siamo abituati a pensare quando parliamo di musica pesante (si pensa alla musica dei Morbid Angel o al death metal in genere). "Untouchables makes you think and takes you somewhere..." cioè, ti fa pensare e ti porta da qualche parte. Jon dice che è un album con anima e sostanza, mentre molta musica che c'è in giro non ha sostanza. La critica sembra rivolta alla marea di band "nu-metal" che affollano la scena musicale. Riguardo al titolo, "Untouchables" non vuole richiamare in alcun modo il noto film del 1987 di Brian De Palma, carico della stessa violenza e intensità che pervade la musica dei Korn. Davis dice che "gli intoccabili" ("the untouchables") sono parte del sistema delle caste vigenti in India. In India ci sono tre differenti generi di persone: i ricchi, la classe media e la classe più bassa che sono detti appunto "gli intoccabili". Davis sostiene che anche l'America ha i suoi "intoccabili" e sono i ragazzi tatuati e con i piercing. Sono ragazzi che vogliono esprimersi in una maniera differente rispetto al resto della società. Da sempre i Korn si identificano con i fans, sottolineando il fatto che se non fossero famosi su un palco a suonare, sarebbero esattamente come tutti i ragazzi del pubblico. I Korn stessi si ritengono degli "intoccabili": Jonathan dice che alcune chiese li dichiarano satanisti e conclude dicendo che chiunque si comporti in maniera non conforme alle regole della società potrà cadere nella categoria degli intoccabili. Jonathan parla anche dell'uscita di "Untouchables" su Internet mesi prima dell'uscita ufficiale dell'album e dice che l'unica cosa che davvero lo fa arrabbiare è che quelle canzoni non sono quelle definitive e quindi non rappresentano fino in fondo la musica dei Korn di "Untouchables". Davis dichiara di non avere problemi con Internet e le sue implicazioni con il mondo della musica. Il desiderio dei Korn è quello di far ascoltare la propria musica alla gente e se Internet è un mezzo per farlo, loro non hanno problemi a riguardo. Davis è convinto che tutti coloro che hanno scaricato le 14 canzoni da Internet, sicuramente l'11 giugno 2002 andranno in un negozio di dischi e compreranno "Untouchables".



















































































































































































































































































































































































































































































