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14/12/2005 13:23 - Get Up Kids da Kansas City Missouri, giovanissimi (et` media ...
Get Up Kids da Kansas City Missouri, giovanissimi (et` media 18 anni) sono una delle migliori new band americane. Il loro ultimo singolo suona energico, divertente, melodico e vagamente pop. Il nome Get Up kids viene dal titolo di una canzone che Matt (chitarra e voce) suonava con il suo precedente gruppo. Della loro musica dicono : "Sono swinganti numeri di danza sul pianto". Il loro film preferito h la trilogia di Guerre Stellari. In cantiere un CD per la Atlantic. Sono in tournhe europea con Braid (in Italia anche Eversor).
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14/12/2005 13:23 - THE GET UP KIDS
E' il piccolo grande evento dell'emo-core mondiale. ...
THE GET UP KIDS E' il piccolo grande evento dell'emo-core mondiale. Per certi versi è il gruppO che permetterà all'emo-core di arrivare a un pubblico più ampio. I Get Up Kids arrivano da una lunga gavetta indipendente, pronti finalmente al grande salto; e in loro vive la forza di un gruppo di ragazzi che, nel tempo, ha saputo costruire le basi per una musica forte. "Arriviamo tutti da un 'esperienza underground, che in quest'ottica ci ha formati moltissimo. Alcuni di noi provengono dal post-core, dalle scene minori, e questo ci ha permesso comunque di sviluppare la nostra musica senza le pressioni del mercato ufficiale". I Get Up Kids in effetti hanno alle spalle una nutrita schiera di uscite, alcune addirittura in compartecipazione con insospettabili gruppi come i Coalesce. Ma la loro vera importanza è di aver saputo coniugare, con straordinaria efficacia, la potenza del suono core, con le melodie intense e gratificanti della musica indie, riuscendo a bilanciare entrambi i fattori con rara efficacia. Un po' come fu per i Sensefield e i Texas Is The Reason: "Il paragone con questi gruppi è forse il più centrato, perché le basi e lo sviluppo della musica sono i medesimi. Forse noi siamo più concentrati verso l'indie-pop, senza per questo aver ceduto alle tentazioni del mercato. Il senso di equilibrio che si respira nel disco, è effettivamente frutto di un continuo bilanciamento di suoni e idee che, alla fine ci hanno soddisfatti totalmente. Non sappiamo quale satà il riscontro di Something to Write Home About, ma è uno sforzo che ci ha appagati completamente". Qualcosa per cui scrivere a casa, va da sé.
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14/12/2005 13:23 - THE GET UP KIDS Something To Write Home About (Vagrant/Self)
Come ...
THE GET UP KIDS Something To Write Home About (Vagrant/Self) Come ce li ricordavamo al primo album: un generoso complesso di punkrock, sparato e adolescenziale. Non si sono mai sdraiati, i Get Up Kids, sulle spiagge dell'ovvietà dove arrostiscono i vari Offspring o Blink 182. Eppure spiegare la mutazione avvenuta nel tenero - per età e argomenti - quintetto gestito dai fratelli Pope è faccenda complicata. Un po' perché quando chiami un disco in questo modo tutto ti è concesso, o quasi. Un po' perché nei dodici hit potenziali - su dodici brani spaccati! - qui avvolti si accarezza quell'educazione sentimentale che soffoca i pensieri in gola: anniversari dimenticati e di cui ricordarsi, saluti sul portone di casa e poi l'ultimo bus, la distanza dell'estate - che si fa, si resta insieme o ci si piglia una pausa? - corrispondenze nascoste, baci rubati, istantanee nei cassetti, orgoglio e gomme in tasca, brufoli in faccia e amici nel cuore. E' una cosa così, Something to Write Home About la dolce e meditata irruenza dei Sunny Day Real Estate (The Company Dime) e i Rubber Rings degli Smiths (I'll Catch You). La perfetta banda sonora per le pagine di E se c'ero dormivo di Francesco Piccolo. E se ci siete, non dormite: The Kids are alright!
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14/12/2005 13:23 - THE GET UP KIDS
Nei 3 anni che sono intercorsi tra ...
THE GET UP KIDS Nei 3 anni che sono intercorsi tra l'uscita del loro ultimo album Something to write home about, i Get up kids sono stati in tour con band come Green day e Weezer, tornando a casa in Kansas per scrivere nuove canzoni e avere bambini. For on a wire, questi rockers del midwestern caricati emotivamente, hanno unito le loro forze con il produttore Scott Litt (REM, Incubus, Nirvana) per confezionare un album che focalizza più le canzoni nell'insieme che sulle singole parti. Fuori dalle 25 canzoni scritte per il disco, le 12 finali includono qualche traccia acustica e qualche accattivante melodia.












































































































































































































































