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14/12/2005 13:23 - NELS CLINE/THURSTON MOORE
Pillow Wand (Little Brother Records)Più accessibile, ma ...
NELS CLINE/THURSTON MOORE Pillow Wand (Little Brother Records)Più accessibile, ma non troppo, è il risultato del suo duetto con Nels Cline (uno dei due: un altro, registrato lo stesso giorno, è il cd Store, su Father Yod): nei primi due pezzi (di 9 e 15 minuti), spigolosi e astratti, sembra che tutti e due suonino le chitarre con delle forchette (con ottimi risultati: peccato appunto che un Frith, che ha praticamente iniziato questo tipo di tecniche “estese” alla chitarra almeno dal 1973, non abbia mai goduto di possibilità di attenzione simili; ma alla fine il merito di Moore nel far uscire cose di questo genere rimane). In Tommy Hall Dragnet, su un ostinato di base (di Cline?) si dipana una serie di suoni staccati metallici, che poi si evolve in un grattante crescendo rumoristico. We Love Our Blood è invece il più tradizionale, con un quieto arpeggio melodico su cui si stacca un assolo spazial-psichedelico. (Little Brother Records, P.O.Box 3224, Eugene, OR 97403 Usa).
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14/12/2005 13:23 - THURSTON MOORE
ROOT
Non trascorre mese che non si debba segnalare qualche ...
THURSTON MOORE ROOT Non trascorre mese che non si debba segnalare qualche progetto proveniente dalle fertili menti dei Sonic Youth. Dopo le Silver Sessions ed il recente Not Me, tocca ancora al'affusolato chitarrista farsi portatore dell'ennesimo scombuglio sonico. L' idea è semplice: comporre e registrare trenta diversi frammenti chitarristici da un minuto l'uno ed inviarli a cento musicisti, tra amici e colleghi, ritenuti in grado di modellarli a modo loro. Dell'aspetto figurativo si occuperò gente come David Bowie e Yoko Ono, in un' omonima mostra. Allestita in concomitanza con l'uscita del disco, in cui Thurston Moore ho selezionato e raccolto venticinque interventi di durata variabile: dallo stentato minuto noise del maest ro Derek Bailey agli oltre 6 degli estimatori Blur. Variano stile ed approcci, naturalmente:in un'opera di continua rielaborazione che scavalcando i postulati della post-modernità si candida a acampionario ideale di rumori conteporanei.
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14/12/2005 13:23 - THURSTON MOORE+ WALTER PRATI+ GIANCARLO SCHIAFFINI Serata completamente ...
THURSTON MOORE+ WALTER PRATI+ GIANCARLO SCHIAFFINI Serata completamente gratuita allíinterno della rassegna milanese To Sting 2000. Scrittura, improvvisazione, tradizione, sperimentalismo ed elettronica sono gli elementi che hanno animato líincontro musicale tra Moore, Prati e Schaffini, divenuto un progetto diverso dalla realtà attuale di proposizione e ascolto della musica. Una ricerca di contatto, di comunicazione, pur rimanendo fermi e saldi sullo studio delle nuove sonorità, della "post-produzione", della "ricomposizione della forma" a partire dalla scrittura e dalla rielaborazione di sequenze di improvvisazione. Thurstone Moore è chitarrista dei seminali Sonic Youth, gruppo fondamentale degll'ultimo decennio rock. Walter Prati, bassista, compositore e informatico, da anni si interessa di interazione tra strumenti musicali tradizionali e nuove tecnologie. Giancarlo Schiaffini , compositore, trombonista e tubista, è autodidatta in musica e ha partecipato alle prime esperienze di free-jazz in Italia negli Anni Sessanta, ha studiato con Stockhausen, Ligeti e Globokar nel 1970, si è dedicato alla musica elettronica collaborando tra gli altri con John Cage e Karole Armitage. Apre la serata "Audiomacchine del desiderio", performance del chitarrista e compositore díavanguardia Elio Martuscello, già Ossatura e Schismophonia. Il concerto verrà trasmesso in diretta online dal sito web www.zivago.com
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14/12/2005 13:23 - THURSTON MOORE+EVAN PARKER+WALTER PRATI
THE PROMISE
Thurston Moore, chitarrista della rock band ...
THURSTON MOORE+EVAN PARKER+WALTER PRATI THE PROMISE Thurston Moore, chitarrista della rock band Sonic Youth; Evan Parker, uno dei nomi più prestigiosi della scena improvvisativa europea; Walter Prati, compositore italiano, contrabbassista, tra i più innovativi utilizzatori di strumentazione elettronica: sono i protagonisti di questo insolito progetto di libera collaborazione, realizzato in esclusiva per la Materiali Sonori nella collana Auditorium. "The Promise" è un incontro fra tre artisti di aree musicali differenti, ma tutti interessati all'esplorazione di una nuova prospettiva d'ascolto. Un incontro fra improvvisazione, musica strutturata e codici rock. Senza mediazioni. Radicale. Un lavoro dove le forme delle più interessanti avanguardie contemporanee si uniscono per un inedito percorso comune. Anime artistiche diverse che lasciano che la musica possa ancora sorprenderci e destare meraviglia. L'incontro è iniziato al festival di Victoriaville in Canada nel 1996, e la sua progettazione è continuata fino all'aprile 1998: un lavoro in progressione attraverso il quale una specie di marcocomposizione si è sviluppata con elementi musicali ideati, eseguiti e registrati in un primo tempo che sono stati poi organizzati e composti come un grande mosaico nella loro forma definitiva. L'ottava traccia dell'album è una traccia CD ROM, interattiva e con molti materiali musicali alternativi, curata da Walter Prati.
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14/12/2005 13:23 - THURSTON MOORE-EVAN PARKER-WALTER PRATI - "The Promise" (Materiali Sonori)
Musica colta ...
THURSTON MOORE-EVAN PARKER-WALTER PRATI - "The Promise" (Materiali Sonori) Musica colta e molto cerebrale quella che esce dalle sette tracce incluse in questo cd con l'aggiunta di un'ottava per lettore cd-rom. Se c'è una cosa che la musica d'avanguardia e di ricerca spesso non possiede è la passione, una specie di rinuncia a comunicare. Purtroppo "Promise", che mette insieme tre figure importanti della musica contemporanea, soffre ineluttabilmente di questo difetto e neppure l'innesto di Thurston Moore (Sonic Youth) riesce a liberare un'energia che rimane tutta compressa, come una sorta di implosione, tra le pieghe del sax di Prati e del basso elettrico di Parker. Tuttavia dischi come questo meritano un ascolto attento per fare uscire dalla pigrizia e dalla comodità ascoltatori sempre più assuefatti dalle rituali convenzioni del music-business. E' una sfida che pochi hanno il coraggio di intraprendere, e a tal proposito va un plauso alla Materiali Sonori, storica label italiana che ha sempre preferito munirsi di arnesi insoliti, che si è lasciata andare, preferendo la sorpresa alla zuppa del giorno che, sopra tutto, grazie ad un'acuta intelligenza, è riuscita a tramutare in effervescente ironia anche cupe meditazioni beckettiane. Moore, Parker & Prati spogliano la musica di ogni orpello, sottraggono al posto di aggiungere, e usano la ripetizione e il rumore come fatidica chiave per cifrare la vita di ogni giorno. Che emerge poi dalle note di copertina scritte dallo stesso Prati, il quale riporta la testimonianza di Suri,, dodicenne nepalese, costretta a lavorare sedici ore al giorno alla mercè degli schiavisti dei tappeti prodotti per i salotti buoni della borghesia occidentale. E allora ben vengano dischi come questi, anche se spiazzanti e difficili, vengano ad interrogarci maliziosamente sulla nostra vita, a dirci che la musica non è solo il concertino, ma che può entrare ed uscire dalle cadenze metriche, rendendole del tutto relative. [Francesco Battisti]
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14/12/2005 13:23 - THURSTON MOORE. EVAN PARKER. WALTER PRATI ThanitARTione HarmonyN MATERIALI
"The Promise" ...
THURSTON MOORE. EVAN PARKER. WALTER PRATI ThanitARTione HarmonyN MATERIALI "The Promise" (cd, Materiali Sonori / Auditorium Collection) Thurston Moore, chitarrista della rock band Sonic Youth; Evan Parker, uno dei nomi più prestigiosi della scena improvvisativa europea; Walter Prati, compositore italiano, contrabbassista, tra i più innovativi utilizzatori di strumentazione elettronica: sono i protagonisti di questo insolito progetto di libera collaborazione, realizzato in esclusiva per la Materiali Sonori nella collana Auditorium. "The Promise" è un incontro fra tre artisti di aree musicali differenti, ma tutti interessati all'esplorazione di una nuova prospettiva d'ascolto. Un incontro fra improvvisazione, musica strutturata e codici rock. Senza mediazioni. Radicale. Un lavoro dove le forme delle più interessanti avanguardie contemporanee si uniscono per un inedito percorso comune. Anime artistiche diverse che lasciano che la musica possa ancora sorprenderci e destare meraviglia. L'incontro è iniziato al festival di Victoriaville in Canada nel 1996, e la sua progettazione è continuata fino all'aprile 1998: un lavoro in progressione attraverso il quale una specie di marcocomposizione si è sviluppata con elementi musicali ideati, eseguiti e registrati in un primo tempo che sono stati poi organizzati e composti - come un grande mosaico - nella loro forma definitiva. L'ottava traccia dell'album è una traccia CD ROM, interattiva e con molti materiali musicali alternativi, curata da Walter Prati. Registrazione e mix di Steve Lowe, Massimo Mariani e Walter Prati. Registrato nei Gateway Studios di Surrey. Art direction: Ernest Thorntorn. Foto di Massimo Mariani, Walter Prati, Stefano Giovannini, Roberto Masotti. Prodotto da Walter Prati e Massimo Mariani. La collana Auditorium è diretta da Claudio Chianura.
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14/12/2005 13:23 - THURSTON MOORE
Piece for Jetsun Dolma (Victo)
Please Just Leave Me ...
THURSTON MOORE Piece for Jetsun Dolma (Victo) Please Just Leave Me (My Paul Desmond) (RRR)Venendo ai progetti solisti dei due, da qualche anno Moore suona spesso in duo con il batterista Tom Surgal (che proveniva dal trio di Rudolph Grey, The Blue Humans; il loro cd Clear to Higher Time, New Alliance ’91, era prodotto proprio da Moore), col quale ha inciso il notevole Klangfarbenmelodie su Corpus Hermeticum e un 10” su Fourth Dimension. Invitato al prestigiosissimo festival di Victoriaville (un festival incentrato prevalentemente sulla musica improvvisata proveniente da vari contesti, rock, jazz e contemporaneo; in quell’edizione suonavano ad esempio il pianista inglese Chris Burn e un progetto di Mario Schiano con Paul Lovens, Barry Guy e Evan Parker), Moore ha ideato il progetto Piece for Jetsun Dolma, invitando oltre a Surgal il grandissimo percussionista William Winant (per molti anni collaboratore di James Tenney, John Cage e Lou Harrison, e ultimamente nei Mr.Bungle) col quale, pur conoscendolo da anni (essendo un amico d’infanzia di Kim Gordon), non aveva mai suonato (e deliberatamente, pur discutendo con lui le sue intenzioni per il pezzo, non ha fatto neanche una prova e ci ha suonato per la prima volta sul palco). Per il pezzo, Moore aveva definito solo alcune idee tematiche alla chitarra e sulle tessiture e densità da ottenere, e l’idea di tener presente la “personalità luminosa” della dea del buddhismo citata dal titolo, “per dare allo spettacolo un aspetto positivo”. Tutto bene, se non per un imprevisto: i fan del rock. Attirati da Moore, è arrivato al festival uno dei più vasti pubblici che avesse mai avuto in 13 anni (750 persone: il record, 800, era stato per Robert Fripp). Il che ci riporta all’argomento con cui abbiamo iniziato: quando sono passati in Italia i Mr.Bungle, i loro concerti affollatissimi di fans dei Faith No More e di ragazzine innamorate di Patton si sono rivelati un massacro, con musica geniale e il pubblico che fischiava e sceglieva i momenti più quieti per lamentarsi ad alta voce di che roba pallosa fosse e perché non c’erano pezzi ritmati (stessa scena per il successivo trio a Bologna di Patton con Otomo e Ostertag. Intendiamoci, è anche un fatto puramente anagrafico: un diciottenne, se non è precocissimo, molto difficilmente apprezzerà Derek Bailey o John Cage o Burt Bacharach; ma è così insopportabile ascoltare anche musiche che non piacciono per un’ora, la durata di un concerto?). Chiunque sia stato a concerti di musica improvvisata sa quanto attento e silenzioso sia il pubblico, anche perché, trattandosi di musica creata sul momento, la concentrazione dei musicisti pare un fatto importante; la cosa strana della registrazione di Piece for Jetsun Dolma è che è piena di fischi e urla, naturalmente appena si abbassa il volume della musica, ma che sembrano fischi e urla di incitamento (c’è anche una che urla “I love you Thurston!”), anziché di protesta come per i Mr.Bungle (a parte l’episodio raccontato poi da Winant, di tipi che facevano rumori di scorreggie tutte le volte che si voltava - fortunatamente non catturate dai microfoni); il che forse è sintomatico, come gli sputi lanciati in segno di apprezzamento a Iggy Pop. Quello che abbiamo comunque è un cd stupendo, con un lavoro incredibile dei due percussionisti (magistrale Winant ai timpani), e una grande inventiva di Moore per tutti i 65 minuti del pezzo, ma il tutto disturbato da fischi nei momenti (per fortuna non molti) più rarefatti. (Victo, C.P. 460, Victoriaville, Québec, GP6 6T3 Canada). Se Piece for Jetsun Dolma è comunque molto “rock”, per la massa rumoristica generata dalla chitarra, Please Just Leave Me (My Paul Desmond), uscito per la serie economica della RRR (8 dollari più 3.50 di spedizione: anche qui, le 30-36mila viste in certi negozi non sono un pò troppe?) è rarefatto sul serio: 29 minuti di sottili fischi-larsen e sibili alla chitarra, vibrazioni e sfregamenti di corde, il tutto spostato sul canale destro, mentre sul sinistro si sente come del fruscìo, dei disturbi, qualcosa di molto lontano; al ventinovesimo minuto, quando Moore smette di suonare, viene fuori che è una radio o un registratore, che suona un pezzo cocktail-lounge; per due minuti, e il cd è finito. (RRR, 23 Central St., Lowell MA 01857 Usa).
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14/12/2005 13:23 - THURSTON MOORE
Root (Lo Recordings) CD USA
Anche il leader dei Sonic ...
THURSTON MOORE Root (Lo Recordings) CD USA Anche il leader dei Sonic Youth si dà al remix album, ma lo fa a modo suo, con frammenti ed intuizioni per ben trenta brani affidati alle manine abili di altrettanti irregolari o, addirittura dei "fuori corso" storici come il chitarrista folk Richard Thomas oppure quell'avant-jazzista di Derek Bailey. Tra gli anarcosonici si annoverano poi i bei nomi di Alec Empire da Berlinoi e degli ADD N TO X direttamente da Londra. Per il settore junglista troviamo gli SPRING Hell Jack ed i Twisted Science mentre quel bel tomo di Luke Vibert, come al solito, corre da solo come pure gli Stereolab ed i Blur. Che dire, non manca nessuno, c'è persino il contributo di Bruce Gilbert storica chitarra negli Wire. Alla fine dell'ascolto si prova quello straneamento tipico di un'intensa visita ad un grande museo. Un risultato plausibile seppur non classificabile.
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14/12/2005 13:23 - Root di Thurston Moore è un progetto di “remix”: Moore ...
Root di Thurston Moore è un progetto di “remix”: Moore aveva preparato un nastro con 30 improvvisazioni di chitarra (piuttosto variate, da quanto si può sentire in sottofondo ai trattamenti altrui) della durata di un minuto, spedendolo (confezionato in sacchetti da aspirapolvere) a cento persone (musicisti e artisti visivi), con l’invito di creare dei lavori originali usando il pezzo come punto di partenza. Raccolta da Jon Tye della Lo Recordings, l’idea è stata sviluppata fino a questo cd (e a una mostra concomitante dei lavori visivi, comprendente artisti come Yoko Ono e David Bowie). Varia e in taluni casi sorprendente la lista dei 25 partecipanti al cd: apre Derek Bailey, che sovrappone una voce fastidiosamente distorta, subito seguito da Alec Empire, che sommerge la chitarra di Moore, disposta in loop sui due canali, con i suoi tipici beats ultradistorti; il bravo Luke Vibert usa gli “scampanii” della chitarra come accompagnamento per un elementare ritmo hip hop e melodie di archi in stile “Philly Sound” anni 70. Poco dopo ci sono addirittura i Blur, che su un loop rumorista tratto da Moore aggiungono una batteria un pò grezza ma anche una bella frase di synth e concludono il tutto con (quello che sembra) un vecchio disco lounge-jazz, seguito da Mark Webber dei Pulp che (non sorprendentemente, visto il suo interesse per La Monte Young, vedi la sua bellissima intervista al Grande Vecchio pubblicata su Wire del dicembre scorso) aggiunge un ulteriore strato ipnotico ad una fascia rumoristica di Moore. Percussioni e synth ballonzolanti per gli Stereolab, e generatori di power electronics meccanicistica stile primo-industriale per gli Add N To X; tra gli altri partecipanti, si segnalano il nebbioso trip-hop (con sovrapposizioni di vari nastri al contrario) dei Third Eye Foundation, l’interessante timbro delle tastiere di David Cunningham, e naturalmente l’impagabile Merzbow, con un alternarsi di svolazzanti interventi di Moog anni 60 e altri più materici e crepitanti su un veloce loop di chitarra. Walter Rovere
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14/12/2005 13:23 - THURSTON MOORE/WILLIAM WINANT/TOM SURGAL Lost To The City/... (
Si saprà ...
THURSTON MOORE/WILLIAM WINANT/TOM SURGAL Lost To The City/... ( Si saprà in quale misura i side project della band di New York staranno o meno assumendo importanza nell'economia del gruppo. Moore dal canto suo non ha mai abbandonato l'improvvisazione radicale, impegno testimoniato dalle sue frequentazioni: recentemente i nostri Prati e Schiaffini, con Broetzmann, Bailey, e con il grande e misconosciuto Rudolph Grey. Il lavoro in questione (registrato dal vivo a Zurigo nel '97) vede il chitarrista dei Sonic Youth con i due drummer extraordinaire William Winant e Tom Surgal (questi già con lui in alcuni lavori su Ecstatic Peace) in un tributo in due parti all'architetto Aldo Rossi e al musicista rumjeno Iancu Dimitrescu, dove il guitar work si spartisce tra ricerca e accanimento sul corpo dello strumento, e sull'effettistica. Droni e armonici in un vento elettrico senza fine.






































































































































































































































