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14/12/2005 13:23 - THE 69 EYES Blessed Be
Ciò che mi coinvolse nello stile ...
THE 69 EYES Blessed Be Ciò che mi coinvolse nello stile dei primi 69 Eyes fu l'incrocio tra il rock pulsante di derivazione stoogesiana ed il gotico alla Sisters Of Mercy, quella combinazione infatti li rendeva al tempo stesso sinistri ed originali. Nel frattempo, le aspettative regalateci dalle morbose fascinazioni del singolo Gothic Girl anticipavano un prevedibile processo di eleganza e ricercatezza nelle composizioni... Bene, Blessed Be conferma queste ipotesi e procede in una definitiva sintesi melodica approntata nel riesumare il doom dei Type O Negative sotto le ali intransigenti ed irascibili del goth'n'roll alla Sisters e Fields Of The Nephilim. Questo mutamento logicamente non deve preoccupare i seguaci della prima ora, poiché l'indole garage rock originaria alla Stooges e gli acidi fraseggi alla Sabbath permangono sia nell'attitudine minacciosa di 30 e Stolen Season che nelle edulcorazioni elettroniche di Wages Of Sin. Jyrki 69 ed i suoi occhi felini sembrano ormai pronti al grande passo, quello di diventare una delle band più rappresentative della scena gothic.
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14/12/2005 13:23 - Balzati all’attenzione pubblica con l’ottimo “Wasting the Dawn”, i The ...
Balzati all’attenzione pubblica con l’ottimo “Wasting the Dawn”, i The 69 Eyes provano a bissare con questo “Blessed Be”. Il gruppo finlandese, che si era dichiarato una band ‘dark’, nel suo precedente lavoro non era riuscito a creare appieno una vera atmosfera decadente e romantica; la quasi totale assenza delle tastiere e l’uso troppo esasperato del distorsore avevano reso l’intero disco di difficile ascolto e collocazione. Se nell’aspetto i cinque ragazzi avevano tutto quello di cui hanno bisogno i gruppi gotici (capelli lunghi e neri, spolverini di pelle, visi tristi e sofferenti), nella musica lasciavano parecchio a desiderare. Non che “Wasting the Dawn” fosse un brutto disco, ma non aveva nulla a che vedere con un album ‘gotico’. “Blessed Be” è supportato da una produzione migliore e da idee più chiare. Finalmente i The 69 Eyes sono riusciti a dar vita ad una vera creatura dark, ad un disco godibile e oscuro al punto giusto. La caratura dell’album è abbastanza omogenea e tutti i pezzi si lasciano ascoltare senza stancare e soprattutto senza abbandonare mai quella vena malinconica e sulfurea propria del dark stesso. Tra le undici tracce spiccano l’ottima “Gothic Girl” (un vero inno a tutte le ragazzine ‘oscure’), “The Chair” e “Stolen Season” (forse il pezzo migliore del disco); “Blessed Be” non è un capolavoro, non ha niente a che vedere con i veri “must” del genere, ma è un lavoro piacevole e apprezzabile. E’ – forse - il vero trampolino di lancio per questa band che ha il dark nel cuore e che lotta per ritagliarsi un posto importante nella musica mondiale.
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14/12/2005 13:23 - Balzati all’attenzione pubblica con l’ottimo “Wasting the Dawn”, i The ...
Balzati all’attenzione pubblica con l’ottimo “Wasting the Dawn”, i The 69 Eyes provano a bissare con questo “Blessed Be”. Il gruppo finlandese, che si era dichiarato una band ‘dark’, nel suo precedente lavoro non era riuscito a creare appieno una vera atmosfera decadente e romantica; la quasi totale assenza delle tastiere e l’uso troppo esasperato del distorsore avevano reso l’intero disco di difficile ascolto e collocazione. Se nell’aspetto i cinque ragazzi avevano tutto quello di cui hanno bisogno i gruppi gotici (capelli lunghi e neri, spolverini di pelle, visi tristi e sofferenti), nella musica lasciavano parecchio a desiderare. Non che “Wasting the Dawn” fosse un brutto disco, ma non aveva nulla a che vedere con un album ‘gotico’. “Blessed Be” è supportato da una produzione migliore e da idee più chiare. Finalmente i The 69 Eyes sono riusciti a dar vita ad una vera creatura dark, ad un disco godibile e oscuro al punto giusto. La caratura dell’album è abbastanza omogenea e tutti i pezzi si lasciano ascoltare senza stancare e soprattutto senza abbandonare mai quella vena malinconica e sulfurea propria del dark stesso. Tra le undici tracce spiccano l’ottima “Gothic Girl” (un vero inno a tutte le ragazzine ‘oscure’), “The Chair” e “Stolen Season” (forse il pezzo migliore del disco); “Blessed Be” non è un capolavoro, non ha niente a che vedere con i veri “must” del genere, ma è un lavoro piacevole e apprezzabile. E’ – forse - il vero trampolino di lancio per questa band che ha il dark nel cuore e che lotta per ritagliarsi un posto importante nella musica mondiale.
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14/12/2005 13:23 - Balzati all’attenzione pubblica con l’ottimo “Wasting the Dawn”, i The ...
Balzati all’attenzione pubblica con l’ottimo “Wasting the Dawn”, i The 69 Eyes provano a bissare con questo “Blessed Be”. Il gruppo finlandese, che si era dichiarato una band ‘dark’, nel suo precedente lavoro non era riuscito a creare appieno una vera atmosfera decadente e romantica; la quasi totale assenza delle tastiere e l’uso troppo esasperato del distorsore avevano reso l’intero disco di difficile ascolto e collocazione. Se nell’aspetto i cinque ragazzi avevano tutto quello di cui hanno bisogno i gruppi gotici (capelli lunghi e neri, spolverini di pelle, visi tristi e sofferenti), nella musica lasciavano parecchio a desiderare. Non che “Wasting the Dawn” fosse un brutto disco, ma non aveva nulla a che vedere con un album ‘gotico’. “Blessed Be” è supportato da una produzione migliore e da idee più chiare. Finalmente i The 69 Eyes sono riusciti a dar vita ad una vera creatura dark, ad un disco godibile e oscuro al punto giusto. La caratura dell’album è abbastanza omogenea e tutti i pezzi si lasciano ascoltare senza stancare e soprattutto senza abbandonare mai quella vena malinconica e sulfurea propria del dark stesso. Tra le undici tracce spiccano l’ottima “Gothic Girl” (un vero inno a tutte le ragazzine ‘oscure’), “The Chair” e “Stolen Season” (forse il pezzo migliore del disco); “Blessed Be” non è un capolavoro, non ha niente a che vedere con i veri “must” del genere, ma è un lavoro piacevole e apprezzabile. E’ – forse - il vero trampolino di lancio per questa band che ha il dark nel cuore e che lotta per ritagliarsi un posto importante nella musica mondiale.
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14/12/2005 13:23 - THE 69 EYES Paris Kills
Già con il precedente Blessed Be ...
THE 69 EYES Paris Kills Già con il precedente Blessed Be avevamo percepito le intenzioni stilistiche nei riguardi di un mutamento armonico in seno al gothic metal e all'elettronica (anche se quest'ultimi erano timidi accenni), ma attento a non scalfire l'originaria ascendenza glam rock alla Stooges (inclinazioni che permangono soprattutto a livello vocale, e nella ballad post Gimme Danger Forever More). In Paris Kills la procedura in questione assume delle sfumature ben più aggraziate e definite, dove l'arrangiamento sofisticato e l'eleganza sono imperativi che sintetizzano il meglio dell'ombrosa trasposizione di scuola 69 Eyes. Betty Blue, Grey, la verve elettro gotica e tribale di Stigmata (tra Garden Of Delight e Sisters), Dawn's Highway, sono fresche intuizioni che rinnovano il vocabolo gotico alla Love Like Blood, Fields Of The Nephilim (non manca il calco della deriva psichedelica), e Babylon Whores (le infiltrazioni neo death rock) proprio perché sanno tradurre i classici stilemi in un linguaggio moderno, contaminato, e vivacemente dinamico.
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14/12/2005 13:23 - Balzati all’attenzione pubblica con l’ottimo “Wasting the Dawn”, i The ...
Balzati all’attenzione pubblica con l’ottimo “Wasting the Dawn”, i The 69 Eyes provano a bissare con questo “Blessed Be”. Il gruppo finlandese, che si era dichiarato una band ‘dark’, nel suo precedente lavoro non era riuscito a creare appieno una vera atmosfera decadente e romantica; la quasi totale assenza delle tastiere e l’uso troppo esasperato del distorsore avevano reso l’intero disco di difficile ascolto e collocazione. Se nell’aspetto i cinque ragazzi avevano tutto quello di cui hanno bisogno i gruppi gotici (capelli lunghi e neri, spolverini di pelle, visi tristi e sofferenti), nella musica lasciavano parecchio a desiderare. Non che “Wasting the Dawn” fosse un brutto disco, ma non aveva nulla a che vedere con un album ‘gotico’. “Blessed Be” è supportato da una produzione migliore e da idee più chiare. Finalmente i The 69 Eyes sono riusciti a dar vita ad una vera creatura dark, ad un disco godibile e oscuro al punto giusto. La caratura dell’album è abbastanza omogenea e tutti i pezzi si lasciano ascoltare senza stancare e soprattutto senza abbandonare mai quella vena malinconica e sulfurea propria del dark stesso. Tra le undici tracce spiccano l’ottima “Gothic Girl” (un vero inno a tutte le ragazzine ‘oscure’), “The Chair” e “Stolen Season” (forse il pezzo migliore del disco); “Blessed Be” non è un capolavoro, non ha niente a che vedere con i veri “must” del genere, ma è un lavoro piacevole e apprezzabile. E’ – forse - il vero trampolino di lancio per questa band che ha il dark nel cuore e che lotta per ritagliarsi un posto importante nella musica mondiale.
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14/12/2005 13:23 - Balzati all’attenzione pubblica con l’ottimo “Wasting the Dawn”, i The ...
Balzati all’attenzione pubblica con l’ottimo “Wasting the Dawn”, i The 69 Eyes provano a bissare con questo “Blessed Be”. Il gruppo finlandese, che si era dichiarato una band ‘dark’, nel suo precedente lavoro non era riuscito a creare appieno una vera atmosfera decadente e romantica; la quasi totale assenza delle tastiere e l’uso troppo esasperato del distorsore avevano reso l’intero disco di difficile ascolto e collocazione. Se nell’aspetto i cinque ragazzi avevano tutto quello di cui hanno bisogno i gruppi gotici (capelli lunghi e neri, spolverini di pelle, visi tristi e sofferenti), nella musica lasciavano parecchio a desiderare. Non che “Wasting the Dawn” fosse un brutto disco, ma non aveva nulla a che vedere con un album ‘gotico’. “Blessed Be” è supportato da una produzione migliore e da idee più chiare. Finalmente i The 69 Eyes sono riusciti a dar vita ad una vera creatura dark, ad un disco godibile e oscuro al punto giusto. La caratura dell’album è abbastanza omogenea e tutti i pezzi si lasciano ascoltare senza stancare e soprattutto senza abbandonare mai quella vena malinconica e sulfurea propria del dark stesso. Tra le undici tracce spiccano l’ottima “Gothic Girl” (un vero inno a tutte le ragazzine ‘oscure’), “The Chair” e “Stolen Season” (forse il pezzo migliore del disco); “Blessed Be” non è un capolavoro, non ha niente a che vedere con i veri “must” del genere, ma è un lavoro piacevole e apprezzabile. E’ – forse - il vero trampolino di lancio per questa band che ha il dark nel cuore e che lotta per ritagliarsi un posto importante nella musica mondiale.
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14/12/2005 13:23 - THE 69 EYES Paris Kills
Già con il precedente Blessed Be ...
THE 69 EYES Paris Kills Già con il precedente Blessed Be avevamo percepito le intenzioni stilistiche nei riguardi di un mutamento armonico in seno al gothic metal e all'elettronica (anche se quest'ultimi erano timidi accenni), ma attento a non scalfire l'originaria ascendenza glam rock alla Stooges (inclinazioni che permangono soprattutto a livello vocale, e nella ballad post Gimme Danger Forever More). In Paris Kills la procedura in questione assume delle sfumature ben più aggraziate e definite, dove l'arrangiamento sofisticato e l'eleganza sono imperativi che sintetizzano il meglio dell'ombrosa trasposizione di scuola 69 Eyes. Betty Blue, Grey, la verve elettro gotica e tribale di Stigmata (tra Garden Of Delight e Sisters), Dawn's Highway, sono fresche intuizioni che rinnovano il vocabolo gotico alla Love Like Blood, Fields Of The Nephilim (non manca il calco della deriva psichedelica), e Babylon Whores (le infiltrazioni neo death rock) proprio perché sanno tradurre i classici stilemi in un linguaggio moderno, contaminato, e vivacemente dinamico.
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14/12/2005 13:23 - THE 69 EYES Lost Boys (EMI/Virgin) Gothic Girls di tutto ...
THE 69 EYES Lost Boys (EMI/Virgin) Gothic Girls di tutto il mondo unitevi, i The 69 Eyes stanno per tornare con il loro nuovo disco "Devils", anticipato di qualche mese dal DVD finalmente disponibile in tutta Europa (era già uscito nel 2003 per il solo mercato finalndese) e il nuovissimo singolo "Lost Boys", già in cima alle classifiche finlandesi riservate ai singoli dopo 2 settimane dalla sua uscita. Addirittura, per celebrarne la release ad Hellsinki hanno riproiettato l'originale film sui vampiri "The Lost Boys" del 1987. Ok, tante belle presentazioni, ma questo singolo com'è? Bello, e ve lo dice uno che i The 69 Eyes era da un po' di tempo che non li seguiva, causa la loro vena sempre più "vampira" e sempre meno rock. Bene questo singolo rockeggia, e ci regala di nuovo una band in forma, melodica, ma con il giusto ritmo per far ballare tutti quanti. Certo, manca quel mood un po' depresso che aveva caratterizzato, ad esempio, "Wasting The Dawn", ma devo dire che, anche lanciata in loop per parecchio tempo, questa song si lascia ascoltare per ore e si fa canticchiare praticamente dal secondo ascolto. Peccato solo che il singolo non contenga b-sides, ne cover ne brani inediti, nulla di nulla. Un po' poco forse, ma si sa, questa è la legge delle major... speriamo che il nuovo "Devil" sappia regalarci un'ottima band per tutta la sua durata, e non solo per il singolo. Website: 69eyes.poko.fi. Suonano: 24/2/05 BASSANOD.G. (VI) LA GABBIA; 25/02/05 MILANO RAINBOW; 26/02/05 FIRENZE AUD. FLOG. INFO AF CONCERTI c/o ALEX FABBRO - TIBERIO DECIAN 89 - 33100 Udine - 199740726 - Tel. 0432/508323 - 348/5844800 www.afconcerti.com















































































































































































































