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14/12/2005 13:23 - Sui KMFDM credo ci sia poco da dire; ormai hanno ...
Sui KMFDM credo ci sia poco da dire; ormai hanno raggiunto uno standard qualitativo più che buono e “Xtort” (Wax Trax!-TVT) ne è la conferma, quindi sapete cosa vi attende: backing vocals femminili, ritmi movimentati, chitarre (anche più pesanti del solito), sampler, atmosfere intriganti e i brani risultano, come sempre, piacevolissimi!
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14/12/2005 13:23 - KMFDM
‘Boots’ (Metropolis/Audioglobe)
‘Attak’ (Metropolis/Audioglobe)
Il ritorno dei KMFDM, dopo uno split temporaneo ...
KMFDM ‘Boots’ (Metropolis/Audioglobe) ‘Attak’ (Metropolis/Audioglobe) Il ritorno dei KMFDM, dopo uno split temporaneo di un paio di anni, si concretizza con ‘Boots’, EP che ci riconsegna la storica band americana in buona forma. La main track è una cover di Lee Hazlewood riletta in chiave electro rock’n’roll, quindi basi che spingono, riff e ottimo parallelismo vocale tra Sascha Konietzko e Dorona Alberti; il primo remix è nulla più che una extended version, mentre il ‘Candy Remix’ di Paul Decarli è orientato al dancefloor. ‘Back In The U.S.S.A.’ infine si segnala e per un’andatura reggae/techno metal. Se nell’EP ci si confrontava con un sound più classicamente KMFDM, il lavoro esteso è invece foriero di novità. Perché se è vero che ‘Attak’ vive di suoni sintetici, chitarre campionate e non, ritmiche programmate o suonate (dall’ex Ministry Bill Rieflin), voci femminili e quant’altro ben conosciamo (d’altronde sono in attività da quasi un ventennio), è altrettanto vero che i brani (esclusi ‘Sturm & Drang’ e ‘Preach/Pervert’) sono diversi rispetto a quanto si era soliti ascoltare. Infatti le ritmiche sono molto meno techno/dance preferendo i battiti spezzati o tempi rock, chitarra e basso sono sempre parte integrante del tessuto strumentale e synth e campionatori vengono adoperati con maggiore parsimonia e varietà. In quest’ottica il disco non può essere inserito tra i top album di KMFDM, non perché sia deficitario, quanto per il fatto che permette alla band di imboccare una strada differente, ma che dovrà essere ulteriormente consolidata con le future incisioni. Mi auspico solo che il tutto non li porti a diventare una brutta copia dei Filter (che già di per sé...), dal momento che questo è l’unico pericolo che traspare da ‘Attak’.
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14/12/2005 13:23 - KMFDM
‘Boots’ (Metropolis/Audioglobe)
‘Attak’ (Metropolis/Audioglobe)
Il ritorno dei KMFDM, dopo uno split temporaneo ...
KMFDM ‘Boots’ (Metropolis/Audioglobe) ‘Attak’ (Metropolis/Audioglobe) Il ritorno dei KMFDM, dopo uno split temporaneo di un paio di anni, si concretizza con ‘Boots’, EP che ci riconsegna la storica band americana in buona forma. La main track è una cover di Lee Hazlewood riletta in chiave electro rock’n’roll, quindi basi che spingono, riff e ottimo parallelismo vocale tra Sascha Konietzko e Dorona Alberti; il primo remix è nulla più che una extended version, mentre il ‘Candy Remix’ di Paul Decarli è orientato al dancefloor. ‘Back In The U.S.S.A.’ infine si segnala e per un’andatura reggae/techno metal. Se nell’EP ci si confrontava con un sound più classicamente KMFDM, il lavoro esteso è invece foriero di novità. Perché se è vero che ‘Attak’ vive di suoni sintetici, chitarre campionate e non, ritmiche programmate o suonate (dall’ex Ministry Bill Rieflin), voci femminili e quant’altro ben conosciamo (d’altronde sono in attività da quasi un ventennio), è altrettanto vero che i brani (esclusi ‘Sturm & Drang’ e ‘Preach/Pervert’) sono diversi rispetto a quanto si era soliti ascoltare. Infatti le ritmiche sono molto meno techno/dance preferendo i battiti spezzati o tempi rock, chitarra e basso sono sempre parte integrante del tessuto strumentale e synth e campionatori vengono adoperati con maggiore parsimonia e varietà. In quest’ottica il disco non può essere inserito tra i top album di KMFDM, non perché sia deficitario, quanto per il fatto che permette alla band di imboccare una strada differente, ma che dovrà essere ulteriormente consolidata con le future incisioni. Mi auspico solo che il tutto non li porti a diventare una brutta copia dei Filter (che già di per sé...), dal momento che questo è l’unico pericolo che traspare da ‘Attak’.
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14/12/2005 13:23 - KMFDM Attak
Torna in attività dopo il lascito del '98 intitolato ...
KMFDM Attak Torna in attività dopo il lascito del '98 intitolato Adios, con alle spalle molteplici attività soliste o collaborative sia sul versante Sascha Konietzko (con gli MDFMK) che su quello En Esch (l'esordio degli Slick Idiot), uno dei fondamentali pilastri della scena industriale europea e mondiale, quello che pur nei suoi natali teutonici ebbe un immediato successo in terra americana mutuando la già folgorante tradizione Wax Trax di fine anni '80, che annoverava tra le sue fila prodigi quali Ministry (determinante il rapporto con quest'ultimi), My Life With The Thrill Kill Kult e Front 242. Purtroppo oggi En Esch non è della partita, ma a quanto pare la cosa sembra non scalfire minimamente l'estro e l'esperienza di Sascha che, attorniato da collaboratori del calibro di Raymond Watts (Pig), Lucia Cifarelli e Tim Skold, fa di Attak uno dei capitoli (per la cronaca l'undicesimo) più suggestivi della tradizione KMFDM. L'album infatti mantiene fede all'originaria poliedricità stilistica del gruppo (la stessa che rese seminali lavori come UAIOE, Naive e Nihil) ed enfatizza le contaminazioni con la techno jungle, l'hip hop, il dub, l'ambient e l'elettro dark industriale (Urban Monkey Warfare, Superhero, Sturm & Drang, Risen, Yohoho ne sono validissimi esempi) senza concedersi dogmaticamente alla tradizionale quadratura del metal americano, ma lasciando, come nel caso degli Skinny Puppy, ampio respiro alle varianti elettronico sperimentali del suo percorso. Un linguaggio intrinsecamente dinamico quello di Sascha e dei suoi Kmfdm, che ancora oggi offre stimoli d'indagine all'intera scuola industriale.














































































































































































