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14/12/2005 13:23 - IDAHO
"Alas"
Gli Idaho sono molto cambiati dai tempi dell'EP "The Palms" ...
IDAHO "Alas" Gli Idaho sono molto cambiati dai tempi dell'EP "The Palms" (Caroline) e dell'album "Year After Year" con cui si rivelarono anni fa. Nell'arco di quattro album e qualche EP, il loro svenevole "slo-core" non è riuscito a scrivere molte buone canzoni, più asservito alle turbe psicanalitiche di Jeff Martin che alla storia della musica. L'EP "The Forbidden" (1997) aveva cambiato drasticamente corso, puntando sulla melodia e sul ritmo come mai prima. Il nuovo album, "Alas" riparte da lì, semplicemente curando in maniera più professionale l'arrangiamento, fino a lambire una sorta di musica da camera psichedelica (persino il fagotto su "Only In The Desert" e il violino in "Jump Up"). La sostanza è che il gruppo cerca il successo commerciale con ballad emotive come "Yesterday's Unwinding". Il problema cronico degli Idaho è che i loro brani tendono ad essere monocordi e non si fanno ricordare. La soluzione che Martin ha trovato è quella di abbellirli in maniera tale che gli arrangiamenti creino il contenuto "narrativo" che i testi non sono mai riusciti a creare. Il disco precedente, "Three Sheets To The Wind" (Caroline, 1996), aveva messo in mostra tutti i limiti (come cantante, come chitarrista, come compositore e come arrangiatore) del personaggio. "Alas" ne riabilita perlomeno la statura come arrangiatore.
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14/12/2005 13:23 - IDAHO/Hearts Of Palm
Il nuovo anno s'inaugura con "il nuovo anno". ...
IDAHO/Hearts Of Palm Il nuovo anno s'inaugura con "il nuovo anno". Cioè vecchie conoscenze dell'indie americano, ossia i fratelli Matt e Bubba Kadane, che qualcuno ricorderà alla guida dei Bedhead. Non molto è cambiato da quei tempi, se non la ragione sociale e il fatto che dietro i tamburi si accomoda un altro piccolo grande nome del giro, il "codeinomane" Chris Brokaw. Chi ha lasciato un trancio di cuore su dischi come Transaction De Novo, temendo che sarebbe rimasto privo di successori, è servito: pastorali sorvegliate (Simple Life, Great Expectations) e ravviate con colpi di spazzola (Alter Ego), ma anche solitudini fragorose (Carne Lavere, That Block Doesn't). Un inizio eccellente che fa ambo con dei maestri della longevità. Invisibile. Amputati i rapporti con la discografia, gli Idaho hanno creato un'etichetta tutta loro, che ora ne diffonde l'ennesimo disco. Fatto di folk imploso (To Be the One) e bislacco (Alta Dena): perciò ben fatto.
















































































































































































































































