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14/12/2005 13:23 - Peter Green è nato da genitori ebrei a Bethnal Green, ...
Peter Green è nato da genitori ebrei a Bethnal Green, uno squallido quartiere dell'east end di Londra. Il suo primo lavoro professionale fù come bassista con Peter Bees, una formazione guidata da Peter Bardens, ora con i Camel. Green lavorò con Bardens, passando alla chitarra con l'ultima formazione degli Shotgun Express Rhythm and Blues, che includeva anche Mick Fleetwood (batteria) e, per un certo periodo, Rod Stewart (voce). Comunque il forte di Green era la chitarra blues, ed egli ebbe il primo grosso-colpo della sua carriera nel 1966 allorché John Mayall gli chiese di entrare nei Bluesbreakers, quando Eric Clapton partì per formare i Cream. Green rapidamente divenne uno dei musicisti di punta del gruppo (nel 1966 partecipò a A Hard Road) prima di formare, insieme con il bassista di Mayall, John McVie, il suo gruppo, Fleetwood Mac nel 1967. Con il canto, la chitarra e le composizioni di Green come punto focale, i Mac si trovarono ben presto ad essere il più importante gruppo di blues inglese. Quando entrarono nelle classifiche dei 45 giri, fu ancora grazie alle multiformi capacità di Green: i 45 giri Albatross, Man Of The World, Oh Well e The Green Manalishi, tutti i pezzi fuori del comune, erano composizioni di Peter Green, così come lo era lo "standard" dei Mac, Black Magic Woman. Poi, nel 1970, dopo una crisi religiosa e crescenti dubbi sulla sua vita, Green lasciò i Fleetwood Mac e il mondo del rock. Nello stesso momento annunciò che avrebbe devoluto in beneficenza tutti i suoi diritti provenienti dalle vendite dei dischi. Dopo questo momento, l'attività di Green diventa oscura; andò a vivere in una comune in Germania, diede alcuni concerti da solo a Londra, senza alcuna pubblicità, e infine sparì completamente per un certo periodo. Alla fine del 1970 apparvero un 45 giri e un album solo, non molto convincenti, The End Of The Game, una raccolta di pezzi jam, privi di brio, malprodotti, che catturavano molto poco della sua antica magia, e poi, nel 1971, Green fece un temporaneo ritorno sulle scene, aiutando i Fleetwood Mac a completare una tournée americana, quando Jeremy Spencer abbandonò il rock, anche lui per una crisi religiosa. Da allora Green non si è fatto affatto notare, fino al punto che i suoi fans, che aspettano il suo ritorno (e sono ancora molti), hanno dovuto basarsi solo su mezze voci e su qualche sua confidenza. Lo hanno di volta in volta dato come becchino (vero), come barman in Cornovaglia (non verificato) membro di un kibbutz in Israele (vero), collaboratore all'album dei Mac, Penguin come chitarrista del pezzo Night Watch (non verificato) e, più recentemente, come lavorante in un ospedale a Southend (vero). Da allora non si è praticamente più sentito nulla di lui: aver perso un musicista di grande talento come Peter Green è una delle più grosse tragedie del mondo del rock. Adesso è di nuovo tra noi.
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14/12/2005 13:23 - Con Peter Green (chitarrista, cantante ed armonicista) ci troviamo di ...
Con Peter Green (chitarrista, cantante ed armonicista) ci troviamo di fronte ad un gigante. E’ sicuramente una delle colonne portanti del British Blues insieme ad altri fuoriclasse quali John Mayall ed Eric Clapton. Dopo l’esperienza al fianco dello stesso Mayall, fonda i Fleetwood Mac sul finire dei ’60 e scrive alcune delle pagine più illuminate ed apprezzate della storia del blues, garantendosi schiere di fan per tutto il pianeta. Alla sua corte arrivano bluesman del calibro di Willie Dixon, Otis Spann e Eddie Boyd e ben presto giunge anche il successo discografico. Dopo aver abbandonato i Fleetwood Mac, la sua carriera vive di dischi solisti e partecipazioni a dischi altrui (Memphis Slim e B.B.King tra gli altri) fino alla seconda metà dei ’70, da quando la sua presenza dalle scene si fa alquanto altanelante per via di problemi personali e di salute. L’attenzione per il personaggio Green però non si stempera: viene pubblicata una biografia e Gary Moore gli dedica un album-tributo La sua rinascita artistica arriva nel 1996, quando sulla spinta del vecchio amico e chitarrista Nigel Watson nasce lo Splinter Group: Green ritorna agli splendori musicali del periodo Fleetwood Mac ed insieme registrano ben sei album, tra cui l’ultimo lavoro “Time Traders” (2001).
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14/12/2005 13:23 - Con Peter Green (chitarrista, cantante ed armonicista) ci troviamo di ...
Con Peter Green (chitarrista, cantante ed armonicista) ci troviamo di fronte ad un gigante. E’ sicuramente una delle colonne portanti del British Blues insieme ad altri fuoriclasse quali John Mayall ed Eric Clapton. Dopo l’esperienza al fianco dello stesso Mayall, fonda i Fleetwood Mac sul finire dei ’60 e scrive alcune delle pagine più illuminate ed apprezzate della storia del blues, garantendosi schiere di fan per tutto il pianeta. Alla sua corte arrivano bluesman del calibro di Willie Dixon, Otis Spann e Eddie Boyd e ben presto giunge anche il successo discografico. Dopo aver abbandonato i Fleetwood Mac, la sua carriera vive di dischi solisti e partecipazioni a dischi altrui (Memphis Slim e B.B.King tra gli altri) fino alla seconda metà dei ’70, da quando la sua presenza dalle scene si fa alquanto altanelante per via di problemi personali e di salute. L’attenzione per il personaggio Green però non si stempera: viene pubblicata una biografia e Gary Moore gli dedica un album-tributo La sua rinascita artistica arriva nel 1996, quando sulla spinta del vecchio amico e chitarrista Nigel Watson nasce lo Splinter Group: Green ritorna agli splendori musicali del periodo Fleetwood Mac ed insieme registrano ben sei album, tra cui l’ultimo lavoro “Time Traders” (2001).















































































































































































































