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14/12/2005 13:23 - Per il quinto capitolo della serie “In The Fishtank” la ...
Per il quinto capitolo della serie “In The Fishtank” la Konkurrent (Wide) ha rinchiuso nello stesso studio di registrazione una coppia di band, che - data la natura, non antitetica, ma divergente dal punto di vista sonoro e non solo - avrebbe corso il rischio di non riuscire a integrarsi.La realtà è diversa e dall’ascolto si comprende come l’addizione Tortoise + The Ex, equivalente a post rock intellettuale (snob, se preferite) + post punk noise wave radicale, abbia dato per risultato un valore che si avvicina alla somma teorica delle due parti. Infatti non è un semplice accostamento di stili e idee, ma una vera e propria scrittura a più mani, che ha portato i due gruppi ad amalgamarsi in modo spontaneo, seppure non immediato e senza che si respiri aria di compromesso. Sicuramente positivo.
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14/12/2005 13:23 - Tortoise + The Ex In The Fishtank Konkurrent
La Konkurrent ...
Tortoise + The Ex In The Fishtank Konkurrent La Konkurrent da alle stampe il quinto capitolo di In The Fishtank. Fishtank non è altro che lo studio allestito dall'etichetta/distributore olandese nel quale vengono invitati a suonare gruppi vicini per stile e amicizia alla stessa.Dopo una partenza col botto (sentire i NoMeansNo dal vivo, anche se in uno studio, è come sempre esaltante),le uscite seguenti non avevano impressionato, era d'obbligo un rilancio del genere e a favorirlo sono stati gli stessi Tortoise che una volta invitati non si sonio limitati a presenziare ma hanno chiamato accanto a loro gli EX, miglior gruppo avant rock olandese,producendo con essi sei brani coinvolgenti e totalmente inediti (tranne un brano ispirato all'epilettico pianismo di Misha Mengelberg- altro olandese eccellente-).Ciò ch ecolpisce di più e che più mi lascia soddisfatto è che questo lavoro è di gran lunga più interessante dei precedenti albums usciti per entrambe le bands.Gli ormai laccatissimi Tortoise riprendono il gusto della naturale ruvidezza dei suoni e gli EX,d'altro canto, lasciano che nuove sorgenti alimentino un fiume ch erischiava di inaridirsi dopo l'ultimo, stanco, starters & alternators.Una fusione veramente riuscita quella tra Tortoise e EX ch eci gratifica anche per altre occasioni perse (vedi UI e Stereolab in UILAB). Ci troviamo di fronte a due gruppi che ci auguriamo abbiano ripreso coscienza dell'importanza che hanno nell'ambito del rock di ricerca e soprattutto che hanno saputo rimetterci sul chi vive riguardo le loro prossime produzioni.
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14/12/2005 13:23 - TORTOISE+EX
In The Fishtank
Uniscono le forze Tortoise ed Ex, per il ...
TORTOISE+EX In The Fishtank Uniscono le forze Tortoise ed Ex, per il consueto "spazio libero" concesso dalla Konkurrent alle band in tour in Olanda. Tra gli elementi sonoro coinvolti nella fusione prevalgono la tensione e l'urgenza degli Ex, ma non mancano i consueti "galleggiamenti chitarristici" tipici del suono di Chicago. Un vero supergruppo.
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14/12/2005 13:23 - TORTOISE/Standards
La prima notizia da dare è che le tensioni monetarie ...
TORTOISE/Standards La prima notizia da dare è che le tensioni monetarie tra euro e dollaro hanno spinto la scena di Chicago a cercare accordi di licenza con l'Europa: poche settimane fa proprio la Warp ha pubblicato il bell'album di Scott Herren aka Savath+Savalas, Folk Songs For Trains, Trees And Honey, presentato in Sonic Bang! ed ora è la volta del nuovo, impegnativo disco dei Tortoise. Titolo appropriato "Standards": ricco di promesse sonore, ambizioso quanto basta per una band che ha già segnato la storia del rock americano, opportunamente sintetico in accordo alla durata del programma, quarantaquattro minuti invece dei sessantacinque del precedente "TNT". A prima vista è proprio la 'brevità' del disco a colpire, e più che una maggiore prolificità, c'era da aspettarsi una maggiore fluidità da John McEntire e compagnia: in questi anni ai Tortoise è stato riconosciuto un crescente credito di stima, e le loro esperienze parallele hanno portato altrettanti contributi alla nuova musica americana. Le dieci tracce di "Standards" paiono invece molto sorvegliate: il risultato finale può apparire in qualche modo frenato da un lungo lavoro di rimaneggiamento, come se la band avesse intrapreso nuove strade e poi avesse deciso di trattenersi, rimanere ancorata all'immagine consueta, leggibile che ci eravamo fatti di lei. L'iniziale "Seneca" e la seguente "Eros" prefigurano scenari inediti, prese come sono da intrichi ritmici post-canterburiani e bracciate di chitarra distorta, pulsioni elettroniche ed echi della giungla exotica: bellissime, straordinarie entrambe. Ma più avanti "Benway", "Six Pack" e "Speakeasy" rinnovano "TNT" con splendida routine, anche se "Monica" azzarda una rilucente ipotesi di jazz-funk elettronico e "Blackjack" trasuda di orgogliosi umori zappiani; forse avremmo avuto voglia di sentire voci e canzoni, forse ci aspettavamo un manifesto programmatico per il nuovo millennio. Invece "Standards" è solo un disco: che raccoglie stimoli diversi, fatto di episodi, un disco che dura esattamente il tempo di due facciate su vinile. Un disco dall'intimo profondamente psichedelico, eterogeneo come si usava negli anni Sessanta: un disco di transizione si sarebbe detto una volta, con alcuni brani che si riveleranno tesori inestimabili. Più lo si ascolta infatti, e più "Standards" si rivela una sorta di work in progress: la struttura aperta delle tracce, l'abilità ormai eccellente dei musicisti, lasciano intendere sviluppi imprevedibili, come se i Tortoise fossero sul trampolino in procinto di lanciarsi. Prevedo che in occasione della tournée prevista per fine marzo - finalmente - ascolteremo Standards in versione, come dire, improved.
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14/12/2005 13:23 - TORTOISE
STANDARDS
WARP
Premo play sul lettore e mi convinco di aver sbagliato ...
TORTOISE STANDARDS WARP Premo play sul lettore e mi convinco di aver sbagliato ad inserire il cd. Un'introduzione come quella di "Seneca" é, per i Tortoise, a dir poco inconsueta. Uno scatenarsi di riverberi chitarristici (elettrici!) con grandi rullate di batteria sullo sfondo, come fossero il preludio a chissà quale roboante rock opera. Poi una breve pausa, e partono le note del brano vero e proprio, ritmiche filtrate, un quasi-drum'n'bass, i loro soliti accordi in tono minore, poco appariscenti, un sintetizzatore. Ma dove sono finite le atmosfere latine di TNT (il loro album precedente), dov'é il jazz, dove sono i fiati? Cancellati, dimenticati. Standards é disco breve, ed é il parto più "tecnologico" del gruppo-simbolo del post rock di Chicago. Se i dischi precedenti erano improntati su atmosfere decisamente sonnolente, qui si può osservare ed ascoltare un'urgenza espressiva che prima non c'era. Come se le idee contenute in tutta la loro discografia fossero concentrate e compresse in tre quarti d'ora scarsi. A questo punto chi non conosce i Tortoise può tranquillamente smettere di leggere e uscire a comprare questo disco: non resterà deluso. I fans devono invece sapere che in "Standards" il suono é curatissimo ma di idee nuove ce ne sono pochine (le migliori in "Seneca" e "Blackjack"), ci sono un sacco di intermezzi trascurabili e un sacco di strutture melodiche fra prog e fusion che mi procurano una fastidiosa orticaria... come se i membri del gruppo, impegnati in innumerevoli altri progetti, utilizzassero il marchio di fabbrica "Tortoise" per spacciare sonorità ben collaudate (soprattutto sul piano delle vendite), senza osare. I Tortoise credo abbiano definitivamente perso la leadership della scena di Chicago: in quanto a creatività, altri (e penso a Him, The For Carnation...) li hanno superati. Questo disco, più che al post rock, assomiglia nei momenti migliori a certo drum'n'bass di ricerca. I Tortoise suonano tutto e sembrano spesso più "elettronici" di chi usa solo l'elettronica. Non indispensabile, a dimostrazione che almeno certi aspetti della musica di Chicago sono arrivati ad un inevitabile capolinea.
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14/12/2005 13:23 - TORTOISE, TNT (City Slang)
Come per l'ottimo Four Great Points dei ...
TORTOISE, TNT (City Slang) Come per l'ottimo Four Great Points dei cugini "rock" June Of '44, grande era l'attesa per il nuovo lavoro di Tortoise, il gruppo che rappresenta l'aspetto più intellettuale mai raggiunto dal rock americano "post Spiderland," e che oggi sembra essere stato scoperto (insieme alla scena ad esso legata) dalla grande stampa musicale del nostro paese. La cosa non può che farci piacere visto che sta apportando un po' più di notorietà ad alcuni degli artisti preferiti da chi redige queste pagine, ma fa comunque sorridere vedere copertine e paginoni centrali dedicate ai suddetti artisti da giornali che fino a ieri relegavano nei trafiletti finali dischi quali Shapes dei Polvo. Così va il mondo… Torniamo a noi e a TNT dei Tortoise, disco monumentale (65 minuti ) e sicuramente in grado di soddisfare le attese dei palati più fini tra coloro che ricercano il connubio tra rock e sperimentazione. Il gruppo di Joe Mc Entire, Doug Mc Combs e David Pajo (sbaglio o sta tornando l'era dei supergruppi?) sembra indulgere di meno che in passato nel tentativo di edificare algide architetture sonore per dare maggior spazio alla comunicazione (ascoltate la morriconiana "The Equator"). È come se il connubio tra jazz e rock, invece di aver dato luce alle più fiacche merdate che la storia ricordi, grazie ai Tortoise funzionasse a meraviglia. La freddezza che in passato aveva un po' attanagliato alcune composizioni dell'ensemble qui si stempera notevolmente. È sicuramente il disco più "groovy" dei Tortoise, le ritmiche sono infatti mediamente più accese che in passato, ma è difficile ingabbiare in una definizione un lavoro così vario e cangiante come TNT. Speriamo solo non si facciano tentare dall'intellettualismo omogeneizzato alla Eno o dalle pastoie sempre in agguato del jazz moderno più becero. Qualche caduta in questo senso qua e là si intravede (specie dal vivo, assicurano alcuni testimoni), ma per un gruppo che sta cercando di salvare la musica "sperimentale" (che brutta parola) da se stessa vale la pena correre qualche rischio.
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14/12/2005 13:23 - Tortoise - TNT (City Slang/Wide)
Mi permettete una piccola autogratificazione? Quando ...
Tortoise - TNT (City Slang/Wide) Mi permettete una piccola autogratificazione? Quando uscì 'Funny Farm' dei King Kong (una delle tante ex-band del fondatore dei Tortoise, John McEntire) 'Vinile' fu non solo l'unico a parlarne (scartabellate pure qua e là) ma ne fece uno dei dischi del mese (MC n°30, marzo '84). E la stessa attestazione mi sento di dare a questo 'TNT', parto n°4 (contando l'album di remix 'alieni''Rhythms, Resolutions And Clusters') del combo di Chicago. Il disco stupisce per la contemporanea pienezza ed etereità mischiate in un sol unico bolo musicale. Le canzoni sono come tanti disegni di Escher, un misto di tondi e spigoli che non si capisce da dove nascano e dove vadano a parare, una spirale che torna a se stessa dopo aver seguito traiettorie anarcoidi e mai uguali. Se avessero inciso le proprie tracce sulla neve, a seguirle vi sareste trovati spersi ed in preda a capogiri e conàti di vomito, tanto zigzagano e girano in tondo e spariscono per poi riprendere più a monte... Se non è post-rock, come i critici lo chiamano ed il gruppo sconfessa, di certo non è rock. E la segmentazione sonora che investe ogni singola canzone, unita ad un preciso modo di usare il drumming, fanno guardare più al jazz che ad altro, così i Tortoise sembrano essere una specie di band jazz-rock con l'anima (e quei rari fiati davisiani, pure, son lì a confermare), una formazione di new age agnostica e provvista di coglioni, un gruppo indie che sta bene attenti a che tutte le lancette non vadano mai sul rosso, un ensemble specializzato in colonne sonore per film generati dentro una testa in acido, una line-up muta che guarda ad astra dopo aver strangolato il cantante per aspera. Ieratico ed antisociale, solitario ed imprevedibile come lo può essere Unabomber. Ma vincente, visto il clamore suscitato fra gli addetti ai lavori. Formidabile, 'The Suspension Bridge At Iguazù Falls' così impalpabile e gonfia come una nuvola di marzo e l'incredibilmente azzeccata (a partire dal titolo che ingloba in uno status scomodo ma privilegiato un personaggio biblico, un fustigatore della corruttela politica, un rivoluzionario crocifisso dai futuri eredi ed un genio della musica sordo)'In Sarah, Mencken, Christ And Beethoven There Were Women And Men', per ballare la quale i fanatici della vogue-dance avrebbero inventato la macchina del tempo. I Tortoise non saranno rock, ma nemmeno Schiele lo era. Non per questo non è uno dei più grandi uomini che abbiano mai preso una tavolozza in mano. Stra/ordinaria/mente coinvolgente.
















































































































































