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14/12/2005 13:23 - COLDCUT
Trip hop. Breakbeat. Hip hop "astratto". Ognuno la chiami come ...
COLDCUT Trip hop. Breakbeat. Hip hop "astratto". Ognuno la chiami come meglio crede. «Per noi è musica fuori dalla norma, roba che la maggioranza delle altre case discografiche ci penserebbe almeno due volte prima di pubblicare». Parola di Jonathan More, che insieme a Matt Black (suo partner in Coldcut, laboratorio pioniere nella pratica della musica confezionata con i campionatori alla fine degli anni Ottanta) e depositario del marchio Ninja Tune. «L'idea originaria nacque durante una trasferta giapponese di Coldcut, nel febbraio 1990», racconta. «Allora c'erano un sacco di problerni con Polygram e Big Life, che rifiutavano sistematicamente le cose che proponevamo: avevamo bisogno di un guscio di protezione e così pensammo: quando torniamo a Londra, fondiamo un'etichetta nostra». Detto fatto. Ed eccoci così, 64 album e 136 singoli dopo, al decennale, che viene festeggiato con eventi speciali in Europa e Stati Uniti, nonché dall'uscita di una tripla collezione antologica intitolata "Xen cuts". Nel repertorio Ninja, tra gli altri, dischi di Funki Porcini, Dj Food, Herbaliser, Dj Vadim, Kid Koala, Amon Tobin, Clifford Gilberto, Cinematic Orchestra e - ovviamente - Coldcut. Ma soprattutto un comune tratto dustintivo: «L'idea di un marchio discografico di cui la gente si possa fidare risale agli anni Sessanta, ai tempi di Stax e Motown», dice More. E ne coglie d'altra parte l'importanza oggigiorno moltiplicata dall'ampiezza dell'offerta, capace di confondere anche il più smaliziato tra gli ascoltatori. «C'è in giro una quantità fenomenale di musica di tutti i generi, e credo che la gente cominci a sentirsene travolta, ecco perché è fondamentale seguire un percorso preciso, segnalandone il tracciato in modo visibile». Simili a Pollicino in viaggio nella Babele sonora contemporanea, More e Black seminano dischi lungo il cammino come molliche di pane: chi li ama, li segua. E non sono in pochi, considerando la salute finanziaria della NinjaTune e il ruolo ormai universalmente riconosciutole nella definizione di quello stile dai molti nomi - che poi è come averne nessuno - insediato nella zona di confine fra consumi da nightclubbing e ascolti domestici. Proprio i primi titoli in catalogo, "Zen brakes" e "Jazz brakes", attribuiti a Dj Food (gli stessi Black e More, in realtà), ne furono pietre miliari: «Quei dischi sono stati le fondamenta della scena attuale», conferma More. Che ora va fiero dell'accordo di collaborazione stipulato recentemente con Quannum Projects, roccaforte discografica edificata a San Francisco dal geniale Dj Shadow. Affinità elettive, evidentemente.
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14/12/2005 13:23 - Coldcut: re del cut-up, pioneri dell'acid house, papà del trip-hop, ...
Coldcut: re del cut-up, pioneri dell'acid house, papà del trip-hop, fondatori della Ninja Tune, inventori di nuovi music software e, finalmente, autori di un nuovo album: "Let Us Play". Non potevamo resistere ad una presentazione in stile Mixer per Jonathan More e Matt Black, due persone che verranno ricordate nella storia della musica per aver dato più di un contributo al cambiamento degli scenari. Con dieci anni d'attività nel campo della sperimentazione dance (sviluppando le tecniche di sovrapposizione di campioni e breakbeat, spopolando durante il primo periodo di house-mania, scrivendo i pezzi che hanno lanciato le carriere di Lisa Stansfield e Yazz, per poi ritornare all'underground fondando la Ninja Tune), i Coldcut pubblicano uno dei dischi più attesi dell'anno. Ma "Let Us Play" stupirà più di una persona. Non c'è traccia di quella megalomania e pretenziosità che spesso segna i grandi ritorni, non è un disco pieno di ospiti famosi (ok, ok, c'è Jello Biafra e Steinski) o di orchestre. E' un bellissimo disco dei Coldcut, pieno del cut'n'scratch'n'etc... che hanno perfezionato e di ambiziose novità tecnologiche sul fronte della multimedialità. E' Jonathon More che parla: "Dovremmo iniziare a Settembre un tour molto particolare. Stiamo perfezionando dei nuovi software utili per il live, dove ci sarà una grossa interazione musica-proiezioni. La parte video è curata dagli Hex, che già lavoravano con la Ninja. Dovremmo riuscire a presentare il video-scratch, che sarebbe una novità interessante. L'idea è quella di partire dalla tradizione del dj per arrivare a un modo di comunicazione completamente nuovo per uno show". Ci spieghi cos'è esattamente il Playtime (un software di cui Jon continua a parlare)? "E' un programma musicale che abbiamo creato noi e che stiamo continuando a sviluppare. E' basato su un sistema random (casuale, n.d.l.): ci sono tre banche di suoni una per le batterie, una per i bassi ed una per i rumori che sequenziano a caso. Tu puoi controllare il volume di ogni canale e decidere il fattore di casualità con cui cambiano le sequenze. E' basato su un sistema algoritmico, perciò ogni movimento ne provoca un altro a seguito di un'equazione. Ci abbiamo lavorato parecchio, si può dire che è otto anni che lo stiamo sviluppando, partendo dall'iniziale idea nata come progetto per un'installazione artistica. Sul disco trovi molti pezzi creati anche con Playtime. Dal vivo avra un ruolo fonda menta le." E tutto quindi ritorna alla radice: il dj creato dalla cultura hip hop ha rivoluzionato il metodo di approccio alla musica. La ricerca del campione per ottenere il breakbeat perfetto è una vera e propria arte ed ha cambiato il modo in cui vediamo la musica oggi." Hai trovato il breakbeat perfetto? "Non ancora, però sono fiero di poter dire che più di una volta ci sono andato vicino." I Coldcut senza l'hip hop non sarebbero mai esistiti; ti consideri un b-boy? "Un po', più che altro per l'attitudine originale. Non sto agli angoli delle strade con dell'altra gente a dondolarmi, diciamo che sono più un b-child che un b-boy. In passato ho avuto l'occasione di incontrare Baambaata, Grandmaster Flash, Steinski (che compare in una traccia di "Let Us Play") e mi sono ritrovato ad avere un'attitudine molto simile. Old school? In questo caso è addirittura 'primary school'!" Due anni fa mi dicesti che eravate ritornati all'underground quando la house era diventata un fenomeno di business e che se fosse successa la stessa cosa anche a questa scena avreste preso un'altra nuova direzione. Cosa ne pensi ora? "Sotto certi aspetti sta succedendo la stessa cosa di allora, gente come Chemical Bros. o la Wall Of Sound sta diventando molto grande, sta sostituendo la house a livello di successo. Noi, però, ci riteniamo diversi, siamo concentrati su un'idea molto pù complessa che comprende anche i visuals e il CD-Rom. Il lato commerciale lo lasciamo agli altri". Come va il lavoro della Ninja Tune? Sei soddisfatto? "Moltissimo. E' difficile poter nominare un artista preferito, perchè ognuno ha caratteristiche molto individuali ed è questo il bello. Funki Porcini è sempre il più simile a noi ed infatti ora sta girando un film. Amon Tobin è grande e sono contento di averlo sull'etichetta. Il live di Herbaliser è ottimo. Ora continueremo a pubblicare dei 12" molto diversi, che poi raccoglieremo in un Cd quando avremo abbastanza materiale, poi ci sarà l'album di Mixmaster Morris. Abbiamo messo sotto contratto anche una star della jungle. Chi? Non posso dirlo. Ti do un indizio: inizia con la T e ti dà potere - risate - (T. Power, n.d.l.)." Un saluto? "Let us play, fateci giocare."
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14/12/2005 13:23 - Più easv ma non per questo meno stimolante il nuovo ...
Più easv ma non per questo meno stimolante il nuovo mix di COLDCUT, ormai giovinetto affermato, "Autunn leaves" è poppizzante alquanto e dalla fattura pregevolissima. Le punte di ilamante -sono rappresentate dai remixes di Irreslsteble For ce e Nellee Hopper, quest'ultimo vero Mida degli studi di registrazione inglesi (completamente suo il merito di "Debut" di Bjork)- che male c'è nel fare dell'ottima pop music? Meglio ad esempio - di "Matine Boy Fluid?' una compilation su dopsio 12" anonimissirna piuttosto ed anzichenò! La dichiarazione d'intenti della ÓM Records mira molto alto recitando vanitosamente "OM rec. the label of the absolate" non fateci caso, sui quattro brani contenuti strappa Qualche emozione solo lo oxydub mix, un po' pochino per 28.0b0 lire don't you? Ve la rivendo per 20.000. Buona per aualche serata di poche pretese. e
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14/12/2005 13:23 - COLDCUT
Japan Remixes (Ninja Tune) 7" & 10"/UK
Arrivati fuori tempo massimo ...
COLDCUT Japan Remixes (Ninja Tune) 7" & 10"/UK Arrivati fuori tempo massimo per l'inclusione su "Let Us Replay", la fortunata raccolta di "alternated vertions" della scorsa primavera, escono solo ora ed in formati diversi. Nobukazu Takemura s'occupa di "Noha's Toilet" ed il "parlato" di Selena Saliva (!) è inglobato in uno spartito schematico e frenetico, con improvvise esplosioni di ritmiche drum'n'bass alternati a esercizi minimalistici che alla lunga disorientano l'ascolto. Nel retro l'interpretazione di Sakamoto di "Rubaiyat" è rigorosamente da passare sotto silenzio. Nel 10' Yukhiro Takahashi (era il batterista della Yellow Magic Orchestra) e Rey Harakami, avanguardisti della scena elettronica di laggiù, rimissano "Cloned Again" virandola cartoonisticamente.
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14/12/2005 13:23 - COLDCUT
Japan Remixes (Ninja Tune) 7" & 10"/UK
Arrivati fuori tempo massimo ...
COLDCUT Japan Remixes (Ninja Tune) 7" & 10"/UK Arrivati fuori tempo massimo per l'inclusione su "Let Us Replay", la fortunata raccolta di "alternated vertions" della scorsa primavera, escono solo ora ed in formati diversi. Nobukazu Takemura s'occupa di "Noha's Toilet" ed il "parlato" di Selena Saliva (!) è inglobato in uno spartito schematico e frenetico, con improvvise esplosioni di ritmiche drum'n'bass alternati a esercizi minimalistici che alla lunga disorientano l'ascolto. Nel retro l'interpretazione di Ryuichi Sakamoto di "Rubaiyat" è rigorosamente da passare sotto silenzio. Nel 10' Yukhiro Takahashi (era il batterista della Yellow Magic Orchestra) e Rey Harakami, avanguardisti della scena elettronica di laggiù, rimissano "Cloned Again" virandola cartoonisticamente.
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14/12/2005 13:23 - COLDCUT
Let Us Play (Ninja Tune)
Anticipato dai singoli Atomic Moog 2000 ...
COLDCUT Let Us Play (Ninja Tune) Anticipato dai singoli Atomic Moog 2000 e More Beats + Pieces, esce finalmente Let Us Play, nuovo album per John Moore e Matt Black, alias Coldcut. Pionieri della sperimentazione dance e fondatori dell'etichetta Ninja Tune, i Coldcut dopo ben dieci anni di attività riescono ancora oggi a produrre dell'ottima musica, e questo quarto album è qui per dimostrarcelo. Costruito attraverso ispirati samplers e cut'n'scratch, il disco si dipana tra sonorità jazz, techno, hip hop e funky, concedendosi divagazioni melodico/ambientali come in Music For No Musicians. Diversi sono gli ospiti presenti in questo lavoro; si va dalle spoken song di Salena Saliva e Jello Biafra fino al celebre Steinski. Allegato al supporto sonoro Let Us Play ci regala anche un grazioso Cd-rom di cui non vi anticipo nulla lasciando la sorpresa nelle vostre mani. L'album, risulta infine una perfetta sintesi di stili, abbinati con felici soluzioni tecnologiche. Insomma la consueta formula vincente che caratterizza tutte le produzioni Ninja Tune. Da avere. Mirco Uguccioni
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14/12/2005 13:23 - Cold Cut:
Dieci anni di carriera per il duo di pionieri ...
Cold Cut: Dieci anni di carriera per il duo di pionieri dell'arte del taglia-e-cuci. Dallo storico remix di Paid in Full di Eric B & Rakim, alla costituzione della Ninja Tune, etichetta di punta della scena. "Navigatori funknautici", come loro stessi si definiscono, Matt Black e Jonathan More sono da considerarsi i padri diretti del trip-hop. Impossibile non faare menzione del loro eclettismo e della loro grande capacità di stratificare ritmi e suoni di prevenienza diversa (anche molto diversa): hanno reso straordinario il loro set con quattro piatti denominato "Stealth". Journeys by d.j. (Music Unites, 1995) o, più reperibile, ColdKrush Cuts (Ninja Tune, 1997).












































































































