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14/12/2005 13:23 - ANEKDOTEN
From Within
Certamente una delle più avanzate formazioni del movimento neo-progressive, ...
ANEKDOTEN From Within Certamente una delle più avanzate formazioni del movimento neo-progressive, gli svedesi Anekdoten proseguono un percorso artisticamente intricato, ben distante dai più popolari Marillion, Pendragon o Arena, giungendo al terzo album di studio, "From Within", dopo una lunga pausa di riflessione rispetto a "Vemod" ('93) e "Nucleus", del '95. In questo lasso temporale, Anekdoten hanno realizzato un EP ed un CD live, inoltre il bravissimo Nicklas Berg (chitarra e mellotron) con il drummer Peter Nordins, ha varato la side-band Morte Macabre, ispirata ai films horror. La Musea, irriducibile label francese di prog-rock, illustra i suoi protetti come un incrocio fra i King Crimson di "Red" ed i Radiohead con un'appendice gotica (ingigantita nel progetto parallelo Morte Macabre) ma gli Anekdoten sono soprattutto loro stessi, un gruppo che esula facili paragoni e rifugge qualsiasi semplicismo; nel nuovo disco c'è comunque un lodevole sforzo nel rendersi più accessibili, subito evidente nelle parti cantate, melodicamente suggestive ma per niente edulcorate, di "Kiss Of Life" e della title-track. La maggior forza del quartetto scandinavo risiede comunque nella potenza espressiva dei due mellotron (di Berg e di Anna Sofi Dahlberg) sostenuti dalla corposa sezione ritmica e dalla chitarra che opera sapientemente in funzione ritmica, da autentica regista occulta del movimento musicale, in omaggio alla scuola di Robert Fripp. In questo senso, "Hole" è una perfetta rappresentazione della grande classe esecutiva di Anekdoten, capaci di instaurare vibranti contrasti fra parti strumentali più appariscenti e sommessi fraseggi esibiti a margine di atmosfere rarefatte e sofisticate. Certo gli Anekdoten dimostrano un controllo dei propri mezzi straordinario, sia ricreando un'ambientazione thriller con la chitarra lancinante di "Groundbound", sia nel superbo saggio di psychedelia progressiva intitolato "Firefly". Stupiamoci una volta di più di fronte a tali risorse, e considerando che "From Within" è il miglior album degli Anekdoten, è davvero necessario che vi decidiate a scoprirli.
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14/12/2005 13:23 - DOUBLE NEK
Il duo nasce dall'incontro di due chitarristi lancianesi, Stefano ...
DOUBLE NEK Il duo nasce dall'incontro di due chitarristi lancianesi, Stefano Barbati e Luigi Feliziani, uniti dalla passione per la chitarra acustica. I loro diversi stili di esecuzione fanno del duo un'entusiasmante miscela di ritmi e melodie che vanno dalle calde sonorità latinoamericane alle trascinanti atmosfere spagnole per approdare a irruenti blues di matrice anglo-americana, il tutto filtrato da un forte senso melodico mediterraneo. Il loro concerto è un viaggio chitarristico interpretato da musicisti evidentemente lontani dal punto di vista stilistico ma molto vicini sul piano del feeling, due artisti capaci di integrare magicamente le loro differenti tecniche esecutive in un'originale ed affascinante sintesi sonora. Una musica coinvolgente, quella dei Double Nek, ma al tempo stesso ricca di atmosfere e di suggestioni.
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14/12/2005 13:23 - JAN JELINEK/Loop-Finding-Jazz-Records
Con campioni jazz armeggia anche il berlinese Jan Jelinek, ...
JAN JELINEK/Loop-Finding-Jazz-Records Con campioni jazz armeggia anche il berlinese Jan Jelinek, già noto per un ottimo e recente disco di techno minimale a nome Gramm, nonché con il nickname Farben. Qui si riprende l'identità, abbassa i ritmi e si lascia condurre da Pole (sua l'etichetta Scape) in un dedalo di scricchiolii, ondate di drones, ritmi che friggono e teneri cigolii già sondati qualche settimana fa da un altro connazionale, quel Burnt Friedman che ultimamente "suona canzoni d'amore".
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14/12/2005 13:23 - JANEK SCHAEFER Above Buildings
Janek Schaefer è un altro di ...
JANEK SCHAEFER Above Buildings Janek Schaefer è un altro di quegli artisti del suono o meglio sarebbe dire "architetti del suono" (ha alle spalle infatti studi di architettura), estremamente attenti al potere evocativo-suggestivo-perturbante della materia sonora. Ed è pure inventore del "Tri-Phonic" turntable, ovvero un giradischi con 3 braccetti in grado di permettere agili manipolazioni con dischi che possono essere facilmente suonati a qualsiasi velocità tra 0 e 78 rpm, in avanti, all'indietro ecc...Questo colloca il musicista tra gli sperimentatori del genere (Marclay, Otomo, sono i primi a venire in mente) e con alcuni di loro come Philip Jeck, sta pure lavorando. La pregevole materia sonica di "Above Buildings" è però frutto di altre esplorazioni e la principale sorgente sonora è fatta di "field recordinga" abilmente processati in studio con l'aggiunta di altre manipolazioni di vinili ed effetti. Il risultato e un insieme di paesaggi sonori oscuri e dilatati, notturni "dronescapes" che culminano nella bellissima nebulosa elettronica di Light Over Las Vegas, da solo forse tra i pezzi più belli di elettronica ascoltati quest'anno. In progetto ora c'è un disco con Robert Hampson (non è un caso...) e molte altre cose a quanto pare verranno.. Il personaggio è di quelli da tener d'occhio.
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14/12/2005 13:23 - Kenze Neke
SARDEGNA, AMATA MIA
Vengono dalla Sardegna e il loro nuovo ...
Kenze Neke SARDEGNA, AMATA MIA Vengono dalla Sardegna e il loro nuovo lavoro, Boghes De Pedra, dovrebbe essere uno di quelli che lasciano il segno se non fosse difficile, per chi ha pochi mezzi, riuscire a far sentire la propria voce. I Kenze Neke mescolano melodie della tradizione sarda come A Nanni Suilis e Una Cuppa De Cannonau a potentissime schegge punk come Brinca, Prusu A Fundu e Su Balente. Ma non è finita: il brano Boghes De Pedra che apre l'album è una ballata intensa e fiera che racconta la storia tormentata del popolo sardo, Inintro è uno strumentale venato di tristezza, Kurtura Proibida è un viaggio tra le voci e i suoni di una cultura che sta scomparendo, Su Patriottu Sardu A Sos Feudatarios è uno dei momenti più interessanti dove musica punk e tradizione vanno a braccetto, Chin Sas Armas O Chin Sas Rosas è un reggae-rock tutto da ballare. Chiudono il disco la ritmatissima ballata etnica Eia e il mix etno-punk Tribulios. Il tutto naturalmente in rigoroso dialetto sardo. Un lavoro affascinante con tanto di libretto con testi in sardo, italiano e inglese per 75 minuti di musica, il massimo che può stare dentro un cd! Per procurarvi il disco, per concerti e informazioni chiamate Massi Circelli (tel. 0784/877727) o Bastiano Dettori (tel. 0784/875522).
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14/12/2005 13:23 - Intransigenza militante, senso viscerale e sanguigno della terra, dell'appartenenza alI'isola, ...
Intransigenza militante, senso viscerale e sanguigno della terra, dell'appartenenza alI'isola, i Kenze Neke producono nove brani dalla grande intensità, correndo a volte il rischio di parere retorici, ma con una determinazione concettuale da far tremare le collaudate logiche del perverso disimpegno del rock odierno. Da sempre strumentalmentze validi, cadono ogni tanto nella trappola di vecchi ascolti eccessivamente metallici, e danno il meglio di loro stessi quando recuperano suoni apparte nenti al gusto della loro terra e con discrezione quasi con umiltà, li vio!entano per farli parlare la lingua del lòro sdegno, del loro orgoglio della loro rabbia. Uascolto del disco risulta più interessante proprio quando si astengono dai chitarroni metal e lasciano spazio ad unà fanta:sia di cui sono pure dotati e che sanno rentelli:nare con modo sapiente. Non è un disco che diverte, ma non per questo non è un disco che vale la pena ignorare, e non solo perché il loro nome viene da lontano. : Fabío Carta, via Mantanaru 1, 08020 Là Calel- Intransigenza militante, senso viscerale e sanguigno della terra, dell'appartenenza alI'isola, i Kenze Neke producono nove brani dalla grande intensità, correndo a volte il rischio di parere retorici, ma con una determinazione concettuale da far tremare le collaudate logiche del perverso disimpegno del rock odierno. Da sempre strumentalmentze validi, cadono ogni tanto nella trappola di vecchi ascolti eccessivamente metallici, e danno il meglio di loro stessi quando recuperano suoni apparte nenti al gusto della loro terra e con discrezione quasi con umiltà, li vio!entano per farli parlare la lingua del lòro sdegno, del loro orgoglio della loro rabbia. Uascolto del disco risulta più interessante proprio quando si astengono dai chitarroni metal e lasciano spazio ad unà fanta:sia di cui sono pure dotati e che sanno rentelli:nare con modo sapiente. Non è un disco che diverte, ma non per questo non è un disco che vale la pena ignorare, e non solo perché il loro nome viene da lontano. 7 V : i ANDREA DANI : Fabío Carta, via Mantanaru 1, 08020 Là Calel- ta (NU). f 0 0 sua. FULL MOON SCIENTIST We D.Ash Rubbery (Botchit & Scarper) Libero tributo all'eccletismo con questo prodotto di classe, un brano che copre da solo tutto lo spettro sonoro del drum'n'bass asrriv enze Neke producono nove brani dalla grande intensità, correndo a volte il rischio di parere retorici, ma con una determinazione concettuale da far tremare l LUCIANO MASSETTI LUCIANO Intransigenza militante, senso viscerale e sanguigno della terra, dell'appartenenza alI'isola, i Kenze Neke producono nove brani dalla grande intensità, correndo a volte il rischio di parere retorici, ma con una determinazione concettuale da far tremare le collaudate logiche del perverso disimpegno del rock odierno. Da sempre strumentalmentze validi, cadono ogni tanto nella trappola di vecchi ascolti eccessivamente metallici, e danno il meglio di loro stessi quando recuperano suoni apparte nenti al gusto della loro terra e con discrezione quasi con umiltà, li vio!entano per farli parlare la lingua del lòro sdegno, del loro orgoglio della loro rabbia. Uascolto del disco risulta più interessante proprio quando si astengono dai chitarroni metal e lasciano spazio ad unà fanta:sia di cui sono pure dotati e che sanno rentelli:nare con modo sapiente. Non è un disco che diverte, ma non per questo non è un disco che vale la pena ignorare, e non solo perché il loro nome viene da lontano. 7 V : i ANDREA DANI : Fabío Carta, via Mantanaru 1, 08020 Là Calel- ta (NU). f 0 0 sua.
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14/12/2005 13:23 - KENZE NEKE Kenze Neke
In direzione contraria sembrano agire questa volta ...
KENZE NEKE Kenze Neke In direzione contraria sembrano agire questa volta i Kenze Neke: non certo dal punto di vista dei contenuti, poiché la band sarda quanto a credibilità radicale ed orgoglio locale non ha nulla da invidiare a nessuno. E' che loro, questa volta sì, fanno un po' di festa, ospitando un mucchio di gente per celebrare dieci anni di attività ammirevole per coerenza ed intraprendenza. Ecco Lalli cimentarsi con "Barboni" e "Sa Oke Tua", inattesa cover de Le loro voci dei Franti, Francesco Di Giacomo cantare "Gridu de Vittoria", schegge di Banda Bassotti all'opera nell'inno "Kenze Neke". Tutte le info del caso al sito www.kenzeneke.com.
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14/12/2005 13:23 - KENZE NEKE
I sardi Kenze Neke stanno completando le registrazioni del ...
KENZE NEKE I sardi Kenze Neke stanno completando le registrazioni del nuovo album che sarà disponibile a maggio; la produzione è stata affidata al gruppo stesso con la collaborazione tecnica di Kaki Arkarazo (Negu Gorriak) e Gianni Menicucci (Calic). Il disco, intitolato semplicemente "Kenze Neke", allinea nuove versioni di dodici brani storici della band e due cover; tra gli originali, "Boghes de pedra", "Amerikanos", "Zente", "Entula", "Ammenta", "Gridu de vittoria", "Che a sos bascos e che a sos irlandesos", mentre le cover sono "Le loro voci" dei Franti (tradotta in sardo) e "Barboni" della Banda Bassotti con ospite alla voce Lalli (che canterà anche un altro pezzo, in sardo). La novità maggiore del CD starà proprio nelle collaborazioni: in "Gridu de vittoria" canterà in sardo e reciterà in italiano Francesco Di Giacomo del Banco, Fermin Muguruza (Negu Gorriak) canterà "Amerikanos" in basco mentre Sigaro e Picchio della Banda Bassotti canteranno tradotta in italiano "Kenze Neke". Spazio anche ad altri musicisti tra cui il Paolo Fresu Angel Quartet (con Nguyen Le, Roberto Gatto e Furio Di Castri) che suonerà "Ammenta", Gavino Murgia alle launeddas, sax e pippiolu, Dario Pinna al violino e alla Viola e in ultimo, ma non per questo meno importante, Max Furian (Franco Battiato) alla batteria. All'album, il sesto dell'ensemble, faranno seguito numerosi concerti promozionali.
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14/12/2005 13:23 - I Kenze Neke tirano le fila di un album roccioso ...
I Kenze Neke tirano le fila di un album roccioso energico a tratti inespugnabile. Lo fanno a Genova (come pure in buona parte d'Italia) nel Centro Sociale Occupato Zapata una suggestiva e spettrale fortezza di fronte a un pugno di persone che si infervorano immediatamente, ballano, pogano (un po) si uniscono al calore umano e rivoltoso che trasmette una linea sonora dalle molte voci (etniche, punk, hard rock...) sovrapposte inestricabilmente accomunate da un forte impegno militante dalla voglia di scuotere le coscienze fin troppo intorpidite. Liberos Rispettatos Uguales è il terzo disco del gruppo di Siniscola (Nuoro) quasi dieci anni di attività condotta sempre fuori dal circuito della grande distribuzione tentando di propagare valori di una cultura insulare accerchiata, lontano da qualsiasi tensione agiografica o separatista. Lo scambio di battute che segue è avvenuto tra due veterani della formazione che atlualmente conta sette elementi Enzo Saporito 'voce e chitarra) e Stefano Ferrando (percussioni e voce)... "Ancora una volta è Gridalo Forte a occuparsi di una diffusione parziale del disco...". Enzo: «Come il precedente l'album è autoprodotto e la Gridalo Forte ci dà una mano a diffonderlo, attraverso la vendita per corrispondenza e i negozi con cui è in contatto. Per ora in Italia non c'è una vera e propria distribuzione, ma stiamo vagliando un pò di situazioni. Questa serie di date fuori dall'isola non sono solo la promozione del disco ma un'esigenza che sentiamo dopo aver passato tanto tempo in studio di registrazione. Sono dieci anni che suoniamo dal vivo. E' chiaro che il centro sociale, la situazione in cui ci troviamo, quasi sempre a fare concerti non offre grandissime possibilità tecniche ma ci si adegua senza problemi...... Dopo "Boghes de Pedra" avrei pensato di trovarmi di tronte ad un album ancora 'di confine', magari più stumato mentre "Liberos..." appare un lavoro molto compatto, aggressivo..."; Enzo: "Quando incidiamo un disco non pianifichiamo a tavolino nulla. Esso nasce spontaneamente, e questa spontaneità di intenti e di realizzazione rende ogni nostro album diverso dall'altro. Se proprio vogliamo definirci la struttura rimane sempre rock ma le vie in cui si incanalano i riferimenti alla musica etnica variano di volta in volta. In Liberos gli esiti di questi incontri sono totalmente diversi da Boghes de Pedra. La formazione è nel frattempo cambiata anche se non credo che questo abbia evoluto i suoni in una direzione piuttosto che in un altra. Le uniche limitazioni che abbiamo subito sono le solite, quelle economiche". "Quanto vi sentite legati alle esperienze dei centri sociali?" Enzo: "Vi abbiamo sempre suonato e continueremo a farlo. E' giusto che un gruppo come il nostro si esprima in un contesto del genere con le tematiche che affrontiamo: sono gli unici luoghi in cui si possono fare certi discorsi. Daccordo non tutti rappresentano situazioni completamente positive...". "Per voi è comunque importante ribadire un preciso tipo di impegno, anche con i vostri testi. L'uso del sardo non ne danneggia la comprensibilità? Come mai avete visitato così poco, per qualche tempo, l'ltalia?" Enzo: "In passato abbiamo lavorato molto all'estero così ci è capitato di non frequentare più di tanto l'Italia. E' chiaro che i nostri testi sono calati nel sociale, affrontano tematiche di un certo tipo. Per quel che riguarda l'uso del sardo io (come i miei compagni) ho imparato l'italiano a scuola: la mia vera lingua rimane il sardo e mi pare naturale usarla per esprimermi al meglio. E' la lingua dei miei avi". Negli ultimi tempi la componente etnica di molti nuovi gruppi appare sempre più evidente... Enzo: "Non è da poco che esiste l'incontro tra musica etnica e rock. Più che altro sta cambiando l'atteggiamento dei mass-media nei confronti del rock italiano per cui alcune cose vengono sottolineate anche alimentate maggiormente". Obiettivi per il futuro? Enzo: "Ovviamente di continuare a suonare ad andare avanti. Sono le modalità, il come farlo, che stiamo considerando. Noi vorremmo fare a meno di una major perché le condizioni che si creerebbero non ci entusiasmano molto. Lavoriamo tutti, col nostro lavoro abbiamo anche finanziato la nostra musica. Questo significa che spesso abbiamo dovuto rinunciare a comporre con più calma, ad avere più mezzi per registrare: un contratto con una major migliorerebbe questo ma peggiorerebbe altro".
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14/12/2005 13:23 - MANEKI NEKO
Gruppo Rock-Fusion di Parma propongono una musica solo strumentale, ...
MANEKI NEKO Gruppo Rock-Fusion di Parma propongono una musica solo strumentale, la definiscono musica Fusion, anche se forse pende un poco dalla parte del rock anni '70. I componenti sono: LEONARDO AZZALI: batteria; suona attualmente anche con un gruppo di dark metal (Black Twilight) con i quali ha inciso il primo CD. Di estrazione funky non disdegna frequenti incursioni nel rock più classico e battente. Frequenta attualmente l'Accademia Musicale di Piacenza. EMILIANO VERNIZZI: Sax; giovanissimo, di grandissima preparazione musicale (studia alla Statale di Milano con Franco Cerri con il quale collabora attivamente) ha suonato ad Umbria Jazz nel 1999 ed è attualmente impegnato con più formazioni parmigiane in progetti che spaziano dal latin jazz al funky ai più conosciuti standard jazz. ENRICO FAVA: tastiere; Proviene dallo studio classico del pianoforte anche se in tempi recenti ha indirizzato i propri studi su sonorità più moderne (Dave Grusin, Chick Corea ecc.). Attualmente suona anche in una cover band di rithm'n blues (Enterprise Soul Band). FRANCESCO VASTARELLA: Basso; anima napoletana per un basso di classe. I suoi riferimenti sono i mostri sacri del basso, Pastorius in prima fila. Ha militato in passato con diverse formazioni rock prima di approdare ai Maneki Neko. SAVERIO CRISTIANI: chitarra; autodidatta e compositore del gruppo vanta una lunga esperienza in gruppi di matrice rock-jazz anni '70; i suoi punti di riferimento sono rappresentati dalla fusion più classica, pur non mancando nelle sue composizioni gli spunti di novità che caratterizzano la musica del gruppo. Info: Saverio Cristiani - Tel. 0521/200147 - Via Paciaudi n° 2/e - 43100 PARMA - e-mail pakman@netsis.it Enrico Fava Tel. 0521/818510
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14/12/2005 13:23 - Nek
In Te, la canzone che lo ha portato alla ribalta ...
Nek In Te, la canzone che lo ha portato alla ribalta parla di un bambino che dovrà nascere, della sua vita dentro la madre e si scaglia chiaramente contro l'aborto. "Lui vive in te, si muove in te e in te respira, in te gioca e non sa che tu vuoi buttarlo via..." "...per lui lavorerò, la moto venderò e lo proteggerò..." "...il figlio che non vuoi è già con noi, lui vive in te, si culla in te, lui nuota in te, gioca, è lui il figlio che non vuoi..." Grande interprete della nuova canzone d'autore italiana, amatissimo dalle nuove Generazioni, è l'anti Masini per eccellenza.
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14/12/2005 13:23 - NEK La vita è
Due grandi problemi della musica di Nek ...
NEK La vita è Due grandi problemi della musica di Nek sono la metrica e le rime. Basta ascoltare anche una sola volta Miami, un brano del sesto album "La vita è", per accorgersi dell'irresistibile tentazione di terminare i "versi" con i monosillabi cui il cantante di Sassuolo ci ha abituato negli anni: i vari "tu, te, va, fa, e, ha, sta" al massimo si azzarda qualche "libertà" ed altre tronche (un marchio di fabbrica quanto le vocali ripetute dei Prozac+). Questa la maniera pigra dei testi di Antonello De Sanctis di risolvere i problemi metrici della lingua italiana. La musica, di cui Nek è autore, ricalca con cura diabolica lo stampo risultato vincente in Italia e in Europa: sui brano che dà il titolo all'album si potrebbe canticchiare tranquillamente ii motivetto di "Laura non c'è", il ritorneilo di "Sei grande" vorrebbe spuntare fuori in almeno dieci delle quattordici tracce. Unica novità il pallido numero in stile Ricky Martin "Sana gelosia" con cui si tenta il colpo definitivo al mercato latino.
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14/12/2005 13:23 - NEK
Filippo voleva intitolare "Vivo" il nuovo cd appena uscito. Nei ...
NEK Filippo voleva intitolare "Vivo" il nuovo cd appena uscito. Nei Paesi di lingua spagnola, però, «vivo» indica anche i dischi live, così l'ha chiamato "La vita è", come la canzone che sarà il secondo singolo dopo a sei tu. Pippo naturalmente è Filippo Neviani, cioè Nek. E tutta questa attenzione sulla scelta del titolo dimostra che la sua dimensione artistica è internazionale. L'album è stato pubblicato in quasi tutto il mondo (compresi gli Stati Uniti e prossimamente l'Inghilterra) fino a settembre, per trorvargli un giorno libero da esibizioni o interviste, bisognerebbe inventarne uno nuovo nel calendario. Oggi affermi con orgoglio che questo è il tuo album meglio riuscito, però è nato fra qualche incertezza... «Più che incertezze, sono state batoste pesanti i miei discografici hanno bocciato i primi provini (realizzati con arrangiatori importanti, anche un big inglese del quale non sarebbe signorile fare il nome), avvertendomi che un disco di quel genere avrebbe venduto una sola copia, e io ho rimediato disfancendo e ricomponendo le canzoni con il mio chitarrista Massimo Varini: abbiamo prodotto insieme l'intero cd. Sono contento di aver rinnovato lo stile con l'elettronica, che è solo di supporto agli strumenti reali, non come molti colleghi che fanno roba finta. Non fraintendetemi: io suono un paio di notine sul basso, poi mi circondo di musicisti con le palle. in Italia siamo abituati ad allineare il batterista alle programmazioni, però in questo modo perde personalità. Noi abbiamo fatto il contrario: i computer sono impostati sulla batteria manuale, perché è bello sentire l'imprecisione del batterista. Mi inorgoglisce anche avere la London Session Orchestra che suona agli archi, perchè sono violinisti di grande prestigio, e molto costosi. Il testo "Ci sei Tu" è il seguito di "Laura non c'è", e ribalta lo stato d'animo masochista di quel singolo. Se un rapporto è finito senza speranzza, è inutile autoflagellarsi: si accetta la situazione e si guarda al futuro con ottimismo.»
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14/12/2005 13:23 - TAKAKO MINEKAWA Maxi On
Takako si è impegnato in una ...
TAKAKO MINEKAWA Maxi On Takako si è impegnato in una collaborazione con una delle più importanti realtà newyorchesi, Dymaxion, di cui a breve la deflagrazione sarà universale. "Maxi On" s'origina da questo incontro prodigioso, bizzarro solo per chi, sprovveduto in materia japanese, ha confuso la Minekawa come una delle tante, pur adorabili, campionesse del lolita pop. Solo un mini, in cui per la precisione sono quattro i brani in cui si verifica l'evento (ma Takako la lezione l'ha appresa a puntino, Picnic At Loose Rock e un bislacco ma ottimo strumentale di sua scrittura che la frequentazione di Dymaxion ha sicuramente in parte stimolato), canzoni formidabili in cui si integrano a perfezione le personalità coinvolte, con Maxi On!, in cui oltre alla presenza di Dymaxion s'avverte la memoria di Young Marble Giants, e Lullaby Of Gray, ad indicarsi come le più 'condivise', anche se è A Report Of An Investigation a sublimarsi dal lotto, romantica pop song siderale. Non è sconvolgente che, con essa, siano le altre due tracce autografe della ragazza le più abbacinanti del programma, due superbe meraviglie sussurrate, Sleeping Bag, una nuvola solitaria nel cielo, e Follow My Dreams, che si interroga indifesa 'perché i sogni non possono essere ricordati?... sono come minuscole bolle di sapone...perché i sogni si dimenbcano così in fretta?....
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14/12/2005 13:23 - NEKROMANTIX Return Of The Loving Dead
I Nekromantix vengono da Copenhagen, ...
NEKROMANTIX Return Of The Loving Dead I Nekromantix vengono da Copenhagen, sono assieme da tredici anni e questo è il loro quinto album in studio. Kim Nekroman suona il coffin bass, contrabbasso a forma di bara. Tre zombie in brillantina che fanno punk'n'roll. Ricordate i Cramps? Circa la stessa ricetta, ma questi sono meno malati. Chiedono solo di divertirci con buon mestiere e mantengono quanto promesso. Soprattutto quando accelerano, come in Who Killed The Cheerleade r o Murder For Breakfast Piacciono anche Subcultural Girl, quasi una serenata, e il vaudeville di Haunted Cathouse, mentre altrove si riconosce la lezione dei Damned.
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14/12/2005 13:23 - THE NO-NEK BLUES BAND Sticks And Stones May Break My ...
THE NO-NEK BLUES BAND Sticks And Stones May Break My Bones But Names Will Never Hurt Me John Fahey aveva una predilezione per le sgangherate ricerche acustiche della No-Nek BB, congrega di freaks attivi da un decennio nel più profondo underground newyorkese (questo su Ravenant è il loro primo album un tantino "visibile"), e non è difficile comprenderne il motivo. Pur nella sua disordinata articolazione freeform, oscillante tra (avant)blues, country e jazz, la musica "frattale" dell'ensemble evoca difatti, proprio come tanti progetti dello scomparso chitarrista, i sapori di rurali lande mitologiche, confinanti su un lato coi Delta del Mississippi e sull'altro con gli spazi siderali della Sun Ra Arkestra (vedi l'unisono di cori grotteschi e fiati starnazzanti). Sperimentazione primitivistica, dunque, con un suo beefheartiano fascino d'altri tempi, sfilacciata e sfinente come un interminabile rito sciamanico, ma pure capace di trasportarci in dimensioni "altre", come sempre più le musiche contemporanee stanno disimparando a fare. Saggiamente Jerry Yester (produttore di album memorabili, da Tim Buckley a Tom Waits) non ha voluto compattare troppo il minimalismo visionario del combo: avvicinatevi come si trattasse di un leggendario "album perduto" della ESP e non resterete delusi.
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14/12/2005 13:23 - Lascia che io sia Nek Warner Videoclip: Nek - Lascia ...
Lascia che io sia Nek Warner Videoclip: Nek - Lascia che io sia Nel nuovo album Una parte di me un vestito inconfondibilmente rock irrobustisce la scrittura inconfondibilmente pop di Nek. Pop nella cantabilità dei ritornelli, pop nell'immediatezza della melodia, pop nel piacere dell'ascolto, pop nella sua capacità di convogliare sentimenti universali nell'individualità delle storie narrate. Un album che potrebbe persino essere letto come un film, le canzoni i capitoli di una storia fatta di affetti da ritrovare e distanze da accorciare. Nek "guarda in camera" ripetutamente, dando del tu all'immaginario interlocutore e, subliminalmente, a chi lo ascolta. Avviene ad esempio in Lascia che io sia, primo singolo tratto dall'album di cui vi offriamo in visione il videoclip: una ballata giocata su una serrata ritmica di chitarre e batteria: "Lascia che io sia il tuo brivido più grande...non andare via, non sei più così distante...". - www.nekweb.com - Suona: 15/10 Filaforum - MI Info: Clear Channel Entertainment - Via Capecelatro 10 - 20100 Milano - 02/530061 - 02/53006401 - 348/0191235 www.clearchannel.it













































































































































































































































































































































































































































































