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14/12/2005 13:23 - NEFFA & i Messaggeri della Dopa
Un singolo splendido in classifica: ...
NEFFA & i Messaggeri della Dopa Un singolo splendido in classifica: "Aspettando il sole", con ospite la voce di Giuliano Palma dei Casino Royale. Un disco bello dall'inizio alla fine: una delle "meglio cose" hip hop. Finalmente è arrivato un giusto riconoscimento per Neffa, ex-Negazione e pioniere del rap insieme a DJ Gruff e Deda, prima con la mitica Isola Posse All Stars e poi con i Sangue Misto, autori del primo vero capolavoro dell'Hip Hop italiano "SXM", disco imitato da tutti gli aspiranti rap. Ma attenzione mentre i Sangue Misto descrivevano il disagio giovanile e criticavano i perbenisti, Neffa vuole la musica, concentrandosi sul lavoro "letterario", sullo stile e le immagini. Dopo la scelta del rap e del funk, il grande talento di Neffa rivela definitivamente la sua anima soul e un gusto melodico e armonico che fà la differenza all'interno dell'esplosione commerciale del falso hip hop italiano.
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14/12/2005 13:23 - Chi è Neffa, che cosa vuole? Semplice, tratttasi di guaglione ...
Chi è Neffa, che cosa vuole? Semplice, tratttasi di guaglione B-boy Rapper come pochissimi in Italia, Neffa non è l'ultimo ragazzetto con il cappellino; viene per così dire, da lontano. Comincia a suonare la batteria in vari gruppi Hardcore-Punk, periodo culminato con l'entrata nei Negazione, formazione storica della scena italiana che nella seconda metà degli anni '80 ha avuto molti riscontri sia in Italia che all'estero. Siamo alla fine degli anni '80 e "Snefs" a la definitiva rivelazione: il Funk. Finita l'esperienza con i Negazione entra contemporaneamente a DJ Gruff, come batterista nella seconda formazione dell'Isola Posse All Stars, gruppo cardine di quella stagione controversa, ma certamente rivoluzionaria per i canoni della musica popolare italiana, che ha dato vita al fenomeno delle Posse e del primo Rap italiano. Tutto questo accadeva tra il 1991 e il 1992 anni in cui Neffa oltre a suonare ogni tanto provava a rappare. Così nel 1993 Neffa decise che il Rap ed il Funk erano la sua unica via. Nel 1994 nasce il primo capolavoro dell'Hip-Hop italiano: "SXM" un disco che segna la definitiva metabolizzazione dell'Hip-Hop anche qui da noi. Autore delle basi del suo esordio, Neffa rivela la sua anima Soul ed un gusto melodico ed armonico che differenzia questo disco di 100% Hip-Hop da poco pubblicato dalla Polygram.
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14/12/2005 13:23 - NEFFA
107 Elementi
Quando ci si accosta all'hip hop in italiano non ...
NEFFA 107 Elementi Quando ci si accosta all'hip hop in italiano non si può non riconoscere in Neffa uno degli artisti di maggior spessore e livelli più elevato dell'intero panorama nazionale; era già riuscito a dimostrarlo con il suo primo lavoro, "Neffa E I Messaggeri Della Dopa", ed oggi torna a noi con un secondo album semi-solista che ridefinisce una volta per tutte l'antica questione del "rap da alto gradimento". Con il suo socio Deda, di fama Sangue Misto, che contribuisce in voce e produzione ad una buona parte delle tracce, il progetto dei "messaggeri" è ancora più responsabile e determinato del precedente, dando spazio ad atmosfere e sfumature che sull'album si susseguono in perfetta armonia e che si possono assaporare scorrendo fino in fondo i suoi "107 Elementi". L'album è infatti talmente vario e ben costruito che riesce a raccontare e descrivere ben oltre l'intrattenimento e la tecnica esecutiva - due linee di confine oltre le quali raramente l'hip-hop nostrano riesce ad andare - tenendo però bene a mente ciò che significa portare un suono nuovo in territori mai prima esplorati. Ecco dunque che, tra coloro che sostengono la scarsa varietà di nuances dell'hip hop in genere, ci si può trastullare fra i suoni caldi e coinvolgenti di brani come 'Freaky Funk Flow", "Suona Ancora" e "Mai Dire Mai" oppure ci si può imbarcare nei viaggi aspri e tortuosi di "Strategie Dell'Universo", "Guerra E Pace" o "Elementi". Comunque si scelga; l'acrobazia lirica di Neffa non conosce requie e mostra le sue evoluzioni lungo il percorso, fino all'apice stilistico e lirico di "Vento Freddo" in cui la voce di Al Castellana rafforza l'empatia verso la vicenda umana di cui Neffa è cronista partecipe e sensibile. Sicuramente da menzionare è anche "Nella Pioggia", onirico e soffuso, con Dre Love (che avevamo scoperto nell'album precedente con "Puoi Sentire Il Funk") e "Solo Fumo" con il prestigioso featuring di uno dei migliori rapper d'Europa, il britannico McMello, affiancato dai napoletani de "La Famiglia" e da DJ Gruff e Deda (si ricompone per la prima volta dopo quattro anni la sacra trinità dei Sangue Misto che ha fatto compiere il primo salto di qualità all'hip-hop italiano). L'album riceve poi ulteriore energia dagli altri potenti componenti della ballotta dei messaggeri, da Carrie D (storica esponente della old school al femminile), Soul Boy (bravissimo toaster caraibico, guru e animatore della scena bolognese), Kaos (lo stile più graffiante e genuino dell'underground), Alienarmy (straordinario e innovativo ensemble che schiera letteralmente il top del deejaying italiano), Sean (dai milanesi Radical Stuff, la prima band a suonare l'hip-hop), Phase II (un pezzo della storia mondiale dell'hip-hop), e ancora Inoki, Elise e l'incontenibile Qtip della Sila, Lugi che con il suo "Boogie Loogie" risplende da solo per inconfondibilità ed originalità del fluire in rima. Impressionante per equilibrio e per esplorazioni al limite "107 Elementi" rappresenta a oggi davvero uno dei migliori momenti del rap in italiano, dando con i suoi 65 minuti di suoni un quadro estremamente significatico delle crew italiane in effetto del noveotto. "107 Elementi" è un album ricco e al tempo stesso straordinariamente omogeneo. Ciò che lega e fonde in un tutto armonico il caotico campo di battaglia che è la scena italiana del momento (...."al centro dell'arena è la scena") è qui un fattore che spiega la forte differenza con ciò che altrove sentiamo, quando si tratta di rap italiano, e questo fattore è decisivo: la classe di Neffa.
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14/12/2005 13:23 - NEFFA
Chico Pisco
L'hip hop come invenzione e rielaborazione continua. Per Neffa ...
NEFFA Chico Pisco L'hip hop come invenzione e rielaborazione continua. Per Neffa la prima si attaglia espressamente ad una creatività linguistica che mai come in queste cinque nuove tracce s'era rivelata più feconda e faconda, la seconda si appunta viceversa ad una smisurata e viscerale passione per il funk, un gusto ed una attitudine che qui si sono tradotti nell'allestimento di una serie di basi di straordinaria presa e agilità. Quello che Neffa offre è così uno spettacolo nello spettacolo, un'esibizione di acrobazie lessicali su un tappeto di suoni solidi e nitidi, un gergo vivace, duttile e immaginifico applicato a temi musicali di immediato impatto. "Gran Finesse" e "Funk-A-Un": ecco i titoli che sintetizzano meglio il concetto, mentre "Stare Al Mondo" è la cosa più vicina ad una canzone d'amore che il rapper bolognese ci abbia mai fatto ascoltare. Yo, la classe non è acqua. Tutt'al più frizzante e sincero lambrusco...
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14/12/2005 13:23 - Il giorno in cui Giovanni Pellino entrò nella pelle di ...
Il giorno in cui Giovanni Pellino entrò nella pelle di Neffa la nazione hip hop italiana era un puntino piccolo e trascurabile sull'atlante della musica rappata, campionata, miscelata e riassortita. La "nuova cosa" era soltanto un'idea, i navigatori del suono osservavano la tavola dell'orizzonte con l'euforia degli incoscienti. La bussola dei loro sogni non offriva alcuna garanzia per un approdo, se non solido, almeno rassicurante. Occorreva un'accelerazione bruciante, e la traccia per una rotta che rendesse meno dispersivo il mare immenso delle semplici intuizioni. Serviva anche qualcuno che avesse il cervello, la faccia e il fegato di prendersi sul serio. Uno come Neffa. Un musicista che ha inseguito il suo istinto con sfrontatezza, senza complessi di inferiorità verso una cultura e un'arte del suono che venivano da molto lontano. Uno che oggi alla vigilia della pubblicazione del suo secondo disco con i Messaggeri della Dopa che si intitola 107 elementi, non ha pudori nel presentarsi come il Mosè dell'hip hop nazionale: «Ho aperto la strada per quelli che verrano dopo di me». Meglio passare per un presuntuoso che vestirsi di falsa modestia. D'altronde, sin dal primo ascolto il suo nuovo disco rivela una raffinatezza, una maturità stilistica, una compattezza e una visionarietà decisamente poco comuni all'arcipelago del rap nazionale. Sarà il pubblico a stabilire se è questo il varco nel mar Rosso nostrano. Intanto, ascoltiamo le confessioni dell'autore. «Ho abolito il concetto di territorio-patria-appartenenza. Forse perché nella mia vita ho sempre girato come una trottola. Sono nato a Scafati, Salerno, nel napoletano, ma in realtà ho abitato a Milano sino a due anni. Poi a Roma fino a otto, dopo a Bologna, facendo però pendolarismo con Torino, Ferrara e ancora Milano. Sono stato per qualche mese anche in Olanda, tentando di studiare batteria, invece l'unico posto che mi offrivano era quello di pizzaiolo. Lì ho deciso il mio destino. Volevo fare il musicista, mi sono dato qualche anno di tempo per raggiungere una solidità artistica ed economica. Perché non volevo arrivare a trent'anni con il rimpianto di non averci provato. Ma il traguardo del successo, aspettando il sole, l'ho tagliato in zona Cesarini». Adesso Neffa fa base a Bologna (Mi piace perché ha il respiro della grande città con i tempi della piccola) ma non ha smesso di zigzagare lungo la penisola, in cerca di ispirazione e di amici. Come Al Castellana, la formidabile voce soul di Non tradire mai, coraggiosa (e felicissima) versione italiana di un classico degli Eagles, I can't tell you why, inserita nel nuovo disco. Così ho scoperto che era Al, uno che ha fatto il corista per Afrika Bambaataa e altri grandi, ma nella vita di tutti i giorni fa il muratore: ha 18 anni di cantiere sulle spalle. Aveva già inciso quel brano, insieme lo abbiamo rifatto e rifinito meglio. E sono francamente orgoglioso del risultato che abbiamo ottenuto. Un'altro brano di 107 elementi si intitola Carcere A Vita ed è un'autentica invettiva sostenuta da un'impasto di suoni mediterranei caldissimi e melodici, contro i professionisti della retorica e della finzione. In fondo, dice Neffa, vorrei essere come Lucio Battisti, Mina, Pino Daniele o Franco Battiato coloro i quali sanno suonare la musica che hanno dentro ma allo stesso tempo sono inseriti nel grande Music Businness.




















