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14/12/2005 13:23 - Sono fantasmi, ectoplasmi pallidi e spenti, sapori di provincia americana ...
Sono fantasmi, ectoplasmi pallidi e spenti, sapori di provincia americana malata (quella raccontata da film come Un Tranquillo Weekend Di Paura e oggi soprattutto da Gummo di Harmony Corine) quelli evocati dagli Sparklehorse dell'eccentrico Mark Linkous, una passione per i cani e un'altra per i fruscii e la bassa tecnologia. Si passa così in Good Morning Spider da sfrizzolii da theremin (bizzarro strumento a sfioramento riportato in auge dall'ondata di Incredibly Strange Music) ai cambiamenti di frequenza della radio (in Chaos Of The Galaxy), dal rock viscerale di Pig alle atmosfere dimesse di Painbirds e Sunshine. Insomma siamo tra John Spencer e Palace Brothers, tra Mazzy Star e Radiohead (con cui Mark e compagni sono stati in tour).
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14/12/2005 13:23 - SPARKLEHORSE - Vivadixiesubmarinetransmissionplot [Parlophone/Capitol]
Ho scoperto con ritardo questo disco davvero ...
SPARKLEHORSE - Vivadixiesubmarinetransmissionplot [Parlophone/Capitol] Ho scoperto con ritardo questo disco davvero prezioso, intrigante e unico, come unico è Mark Linkous il personaggio attorno a cui ruota il progetto Sparklehorse. Nato e cresciuto in Virginia in una famiglia di minatori Mark vive ora insieme alla moglie in una casa isolata a Bremo Bluff, una vecchia fattoria degli anni '20 dove si essicava tabacco. Lì ha costruito il suo studio di registrazione, un sedici piste digitale dove ha registrato le canzoni di Viva. Gran collezionista di dischi - i suoi gruppi preferiti del momento sono Guided By Voices e Pavement -, Linkous è cresciuto ascoltando Neil Young, Johnny Cash e il bluegrass, ma anche Sex Pistols e Damned, tanto che egli stesso ammette di essere stato influenzato da diversi generi musicali, ma di non aver mai rinnegato alcun vinile della sua collezione. E le composizioni di Linkous sono figlie di tanti stili che l'autore ha sapientemente distillato nelle 16 tracce di Viva. L'album, infatti, contiene intricate ballate come Homecoming Queen e canzoni rock come Hammerring The Cramps e Someday I Will Treat You Good ed ancora bizzarri brani noisy come Tears On Fresh Fruit. David Lowery, ex Camper Van Beethoven e attuale leader dei Cracker, ha curato la produzione dell' album promuovendo gli Sparklehorse negli ambienti discografici della Capitol. Ma Linkous ha dichiarato che preferisce restare a casa, scrivere le sue canzoni e coltivare la passione per le moto italiane degli anni '70 piuttosto che far parte del grande circo del rock, azzeccando una definizione quanto mai calzante per la sua musica: un sottile confine tra la genialità e la noia. [Francesco Battisti]
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14/12/2005 13:23 - SPARKLEHORSE Distorted Ghost
Mini CD di passaggio per Mark Linkous. Sei ...
SPARKLEHORSE Distorted Ghost Mini CD di passaggio per Mark Linkous. Sei brani, delimitati da due nuove versioni di "Happy Man" (una live, tratta dalle evening session di Radio 1) disperate e sature, traboccanti di feedback e dominante dal ritornello implorante «all I want is to be a happy man». In mezzo, l'ennesimo omaggio del nuovo rock americano al genio instabile di Daniel Johnston (ricordate le t-shirt di Cobain?), reso nella cover 'stordita' di "My Yoke is Heavy" e una versione live di "Gasoline Horseys, posta originariamente al termine di "Vivadixiesubmarine...". "Waiting for Nothing" e "Happy Place" sono i due inediti, al solito sofferti e malinconici, tenui melodie tra i sedativi dell'anima, in attesa del nuovo album in compagnia di Tom Waits e PJ Harvey.
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14/12/2005 13:23 - Sparklehorse "Good Morning Spider"
Dicono le biografie che Mark Linkous, a ...
Sparklehorse "Good Morning Spider" Dicono le biografie che Mark Linkous, a tutti gli effetti dittatore illuminato in casa Sparklehorse, sia in grado di smontare e rimontare con disinvoltura la meccanica di qualunque motocicletta italiana, quasi praticasse lo zen alla maniera di Robert Pirsig. E altrettanto si può dire faccia con le intime strutture della canzone rock: tra i pochi disposti oggigiorno a osare tanto (ecco perché il rock ha ultimamente un'aria un po' spenta). Per intendersi: il prototipo originario (Lou Reed, Neil Young o Kurt Cobain: fate un po' voi...) non come fine da perseguire, bensì strumento da utilizzare per la conoscenza di sé e del mondo. E' ciò a rendere le canzoni degli Sparklehorse insieme familiari e aliene, consuete eppure sorprendenti. Fanno fede quelle incluse in Good Morning Spider, secondo impegno discografico per Linkous e i suoi. Alcune hanno evidentemente la statura del classico: Sick Of Goodbyes, anzitutto, e poi anche Cruel Sun, Sunshine e Come On In. Queste ultime due: appartengono al genere di esercizio che in assoluto riesce meglio al protagonista: confezionare ballate sotto tono, intimiste e struggenti. Eppure c'è sempre qualcosa che turba la quiete formale: un'interferenza indecifrabile, qualche distorsione di troppo, uno strumento fuori luogo... Valgano come esempi paradigmatici il rumoroso infantilismo di Ghost Of His Smile, con tanto di organetto giocattolo in azione, e la bassissima fedeltà a cui è condannata Chaos Of The Galaxy. Elettricità rock e accenti cameristici (pianoforte, violoncello, tromba...), umore decadente e senso dell'autoironia: gli Sparklehorse - degli Smashing Pumpkins con un ego a misura d'uomo - si reggono sull'equilibrio dialettico fra gli opposti. Da ciò deriva l'arcano fascino della loro musica: chi ascolta, non può che soccombere.
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14/12/2005 13:23 - Sparklehorse è in pratica Mark Linkous e amici. Per essere ...
Sparklehorse è in pratica Mark Linkous e amici. Per essere più specifici i suoi amici sono Bob Rupe, Johnny Hott e David Lowery dei Cracker. La tour-band Sparklehorse comprende Scott Fitzsimmons, Scott Minor e Paul Watson. La performance di Sparklehorse è perfettamente eccentrica con canzoni sudiste che vanno dal sussurrato all’acustico, toccando il fondo del lo-fi e risalendo verso chitarre penetranti e numeri di rock elettrico. E’ roba complicata da tradurre in parole. Mark vive in una fattoria a Bremo Bluff in Virginia con la moglie Teresa. Hanno tanti animali, i cani Hank, Barko e Otis;;; tre nomi tre omaggi. La sua musica Mark la registra in uno studio di Richmond ma anche nella fattoria dove spesso il rumore delle vacche è un problema. Mark è influenzato da vari artisti. Musicalmente il suo primo momento di chiarezza è stato quando un amico gli suonò “House of the rising sun” degli Animals. Da giovane ascoltava soprattutto bluegrass e country e artisti quali Johnny Cash, George Jones, The Stanley Brothers. Poi passò al punk rock, ai Sex Pistols, ai Led Zeppelin e ai Damned. Ma quando fondò Sparklehorse nel 1995 la sua intenzione era di fare un pop equivalente all’album ‘Swordfishtrombone” di Tom Waits. Sparklehorse è stato in tour con Cracker, Garbage, Tindersticks, Son Volt, Mazzy Star, Radiohead. Il suo secondo album si intitola'Good Morning ed è uscito per Capitol.
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14/12/2005 13:23 - SPARKLEHORSE
Gli Sparklehorse, il gruppo americano (di Richmond, Virginia) capitanato da ...
SPARKLEHORSE Gli Sparklehorse, il gruppo americano (di Richmond, Virginia) capitanato da Mark Linkous. I fans dei Radiohead presenti al Forum nell'ottobre 1997 li ricorderanno per l'apertura del concerto della band di Oxford, quando incantarono tutti con atmosfere sognanti, e contemporaneamente acide e sofferenti. All'epoca gli Sparklehorse, che in quell'occasione sfoggiarono sul palco anche un contrabbasso distorto!, avevano alle spalle solo un album, "vivadixiesubmarinetrasmissionplot" (1995), un debutto complicato ma decisamente piacevole, con arrangiamenti minimali, suoni folk e testi southern gothic. Nel 1998 Linkous, il cui stile può tranquillamente collocarsi a metà strada fra Neil Young e Tom Petty, realizza il secondo album, "Good Morning Spider", nato da un'esperienza tanto personale quanto shockante, una crisi di nervi che lo porta al tentato suicidio, e da lì al coma e alla perdita (per fortuna temporanea) dell'uso delle gambe. Ancora una volta il Leitmotiv è costituito da melodie deliziosamente inquietanti: carillon cacofonici, ninnananne, psichedelie alla Sonic Youth, orchestre da requiem, e ancora decise influenze punk alla Pixies, ma anche del buon easy listening preso a prestito dai migliori Beatles. La sublime beauty tipica della Decadenza, e trasformata in musica, è il marchio di fabbrica degli Sparklehorse, che si stanno imponendo come fenomeno lo-fi della nuova scena musicale internazionale. E questa bellezza sofferta è più che mai presente nell'ultimo capolavoro, "It's A Wonderful Life", uscito quest'anno. Il titolo è probabilmente un modo per esorcizzare l'esperienza traumatica di Linkous, quasi un modo per chiedere scusa di aver pensato e tentato, un tempo, di fare a meno di questa "vita meravigliosa". È la rinascita di un artista. Anche qui le melodie più semplici vanno a braccetto con le distorsioni e i riverberi, in un'ambientazione quasi country. Il disco diventa una vera e propria chicca grazie anche a delle features celebri come PJ Harvey, Adrian Hutley dei Portishead, Nina Persson dei Cardigans (il cui progetto parallelo del gruppo A-Camp vede lo stesso Linkous alla produzione dell'album di debutto) e nientemeno che il re del noir Tom Waits. Il tutto arricchito dalla collaborazione di Dave Fridmann già produttore di Flaming Lips e Mercury Rev. Ora lui e i suoi compagni di viaggio sono pronti a farci condividere un pezzo della loro vita meravigliosa, in uno spettacolo che preannuncia un' atmosfera, sognante, riflessiva, cupa, magica.












































































































