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14/12/2005 13:23 - GARDEN OF DELIGHT Radiant Sons
Nuctemeron, la raccolta uscita nel '97 ...
GARDEN OF DELIGHT Radiant Sons Nuctemeron, la raccolta uscita nel '97 aveva idealmente posto fine ad uno dei gruppi più importanti della scena gotica degli ultimi dieci anni, giunge quindi inaspettata questa nuova stesura artistica dei Garden Of Delight... inaspettata ma anche estremamente gradita a dire il vero, poiché supera di gran lunga il precedente Paradise. Innanzitutto Radiant Sons recupera le metronomie elettronico-strutturali che caratterizzarono Necromanteion IV, le glaciali virate espressioniste di Agony o Astral Traveller infatti sono cesellate a dovere nelle medesime visioni notturne ed apocalittiche, ma rispetto al passato godono di una investitura industriale più moderna e mantrica che esplicano perfettamente le tematiche esoteriche di Artaud Seth. Punti cardine del loro manifesto estetico esistenziale restano comunque Joy Division, Sisters Of Mercy e Fields Of The Nephilim, di cui del resto ne hanno raccolto il verbo intimista traducendolo in un contesto più graffiante e contemporaneo. Non bastasse, anche le parti vocali si prestano ad interpretazioni più incisive mentre il viaggio arcano dato dalle composizioni ci portano nelle spirali acustiche di una Obsessed, capace di evocare fantasmi dei primi Cure, o nelle tiepide e sognanti investiture psichedeliche alla Pink Floyd di Last Day On Heart. E' fantastico sapere che ancora per molti anni i Garden Of Delight ci accompagneranno nei meandri più scoscesi dell'emotività.
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14/12/2005 13:23 - LAST DAYS OF MAY Radiant Black Mind
Al talento di Karl ...
LAST DAYS OF MAY Radiant Black Mind Al talento di Karl Precoda - e a quello di un altro geniale musicista che risponde al nome di Steve Wynn - è legata una delle migliori pagine del rock chitarristico americano, ovverosia The Days Of Wine And Roses, fulminante esordio dei Dream Syndicate. A distanza di tredici anni dall'ultima apparizione in pubblico (circostanza che non può che far sperare tutti gli "orfani" dei My Bloody Valentine...), Precoda torna sulle scene con un gruppo ed un suono tutto nuovo. I Last Days Of May, di cui Radiant Black Mind è seconda prova sulla lunga durata, amano comporre lunghi strumentali, ipnotici e circolari, di disarmante vivacità e monolitico equilibrio; a definirli come un perfetto gruppo di stoner rock consigliatissimo a chi non ama lo stoner rock non ci si discosta troppo dalla realtà. Il più delle volte le note sono sgraziate, se non proprio sporche di certo assai poco curate; ma proprio da questa (apparente?) assenza di eleganza vengono fuori un paio di composizioni che dovrebbero essere fatte ascoltare nei conservatori della penisola tutta: Apollo Cabinfire, devastante, e The West, sette minuti di sontuosa magia per strumento a sei corde come solo può eseguire chi conosce a memoria anche i bootleg di Mr. Hendrix. Per il resto, qualche buona improvvisazione molto free e reminiscenze di un glorioso passato che per fortuna non è solo un ricordo ( Up From The Equator).
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14/12/2005 13:23 - RADIAN Tg 11
Quando si dice l'uomo giusto al momento giusto; ...
RADIAN Tg 11 Quando si dice l'uomo giusto al momento giusto; ecco il gruppo che necessitava alla Mego per uscire da un impasse fatta di suoni stagnanti e stereotipati, nulla di indecente, sia chiaro, ma ben al di sotto di quella qualità a cui l'etichetta viennese ci aveva abituato con le sue prime uscite. Non sappiamo molto dei Radian se non che questo e il loro secondo CD (a seguire l'esordio su Rhiz), che sono tre - basso, synth, programmi batteria vibrafono - e che riescono a inglobare nella loro musica il gusto pop dei To Rococo Rot, la spinta moderatamente sperimentale dei Tone Rec e la grazia femminea di Susanne Brokesch. Se non vi basta aggiungiamo che i tre pilotano con maestria concetti come senso del vuoto, dello spazio e dell'ironia; ma è soprattutto nel trattamento dei suoni che il trio si distingue da alcune proposte analoghe dato che nella loro musica ogni piccolo particolare sgattaiola abilmente da tentazioni seventies abbracciando la causa di una modernità, una volta tanto, non solo apparente. Nelle loro piccole costruzioni la libertà dalla forma non incide nella godibilità e, in brani come Ucotherm, Tornio, R4, Sinus 440 e, soprattutto, lo splendido Okazaki Fragment, i Radian scoprono la pietra filosofale e rendono il rumore commerciabile né più né meno di una canzone degli Stereolab. Nell'impossibilità di stabilire una classificazione più rigorosa prendete per buona quella di post (c)rock.
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14/12/2005 13:23 - RADIAN TG11
Si sono solo scordati di aggiungere una fondamentale avvertenza ...
RADIAN TG11 Si sono solo scordati di aggiungere una fondamentale avvertenza sulla copertina di questo prezioso CD: “Play It Loud”. Pare quasi di ridursi a fare i metallari allo stato brado, però vi assicuro che se alzerete la manopola del volume avrete modo di scoprire un album (il secondo per i viennesi Radian) che vive nel sottosuolo, popolato di microrganismi sonori alimentati da basso, synth, batteria, vibrafono e programming, dove il pop va a braccetto con forme anche estreme di rumore, dove l’elettronica ridotta ai minimi termini incontra un certo post rock (quello che può fare capo agli UI) e dove i suoni manipolati in bassa frequenza disturbata alla Tone Rec si prostituiscono con la melodia alla Mouse On Mars. Gran bel disco; omogeneo, senza cadute di tono ed estremamente interessante nel suo saper conciliare due universi musicali distinti, ma non sempre distanti.
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14/12/2005 13:23 - Radian Juxtaposition Trilljockey/Wide Sempre fertile fra le scene europee quella ...
Radian Juxtaposition Trilljockey/Wide Sempre fertile fra le scene europee quella viennese, qui particolarmente attenta alle ultime evoluzioni degli stili nel modulare un acuta ma delicata elettronica intrisa da temi melodici ed influssi post-rock. Stefan Nemeth, John Norman, Martin Brandlmayr, si dividono equamente i compiti, fra chitarra, basso e batteria, come in una tradizionale band, operando però su scansioni digitali dense, elaborate grazie anche a computer e synth, dei quali si fa un uso fluente ma mai invasivo. Aleggiano i suoni di John McEntire (Stereolab, Tortoise, Teenage Fanclub), a calibrare le registrazioni, suddivise in nove tracce distinte. E' un respiro continuo, ambientale, fra atmosfere dilatate, profonde e sinuose, dalle poche inquietudini e nessuna rilassatezza. Uno stato d'attenzione vigile pervade questa produzione, sommessa ma vibrante d'umori, di contrasti suscitati ad arte, con pattern minimali, sequenze armoniche che si giustappongono, in un alternanza vivida, ispirata da un approccio eclettico e da pulsioni non lontane dalla musica d'origine improvvisativa. Un album maturo (il terzo) per i Radian, curatissimo ed immediato nella sua semplicità: esce per la Thrilljockey, distribuita in Italia da Wide www.radian.at- SUONANO: 24.09 @ croma festival, tenerife (E) 28.09 @ transart festival, bolzano (I) - INFO: SHAKTI MUSIC Danilo Pellegrinelli ch-6994 aranno switzerland +4179/699 64 83 tel: +4191/600 30 70 fax: +4191/600 30 72 http://homepage.mac.com/dpellegrinelli/shaktimusic/Menu5.html














































































