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14/12/2005 13:23 - AL CASTELLANA Niente di nuovo
L'esordio di Al Castellana è un ...
AL CASTELLANA Niente di nuovo L'esordio di Al Castellana è un lavoro di puro r'n'b, finemente levigato e ispessito da una densità emotiva che fuga la stucchevolezza. Dopo aver coltivato per anni la passione per il canto e per l'r'n'b mentre lavorava come operaio nei Cantieri Navali di Trieste, Castellana svolta con un paio di fugaci ma importanti collaborazioni con Afrika Bambaataa e Maceo Parker e soprattuto con l'incontro di Neffa, che lo ospita nel suo secondo disco e qui coproduce parte del disco. Niente di nuovo si modella tra gli stilemi r'n'b d'oltreoceano e la tradizione melodica italiana. Esemplifica l'approccio una cover di "Quanno chiove" di Pino Daniele che centra il lavoro, bilanciato tra languide arie da sogno in dissolvenza come la splendida "Ritorno a casa" e accesi sogni pop come la raggiante "Non lasciarmi solo", capace di incredibili, struggenti elevazioni slow-motion. Tra l'armonica austerità di "Mama Don't Cry" e le mosse sexy di "Tutta la notte davanti", solo a un passo da una imbattibilità a cui può mirare in futuro.
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14/12/2005 13:23 - CANE CAPOVOLTO / METAXU Film Acustici #0: 4 Dramas for ...
CANE CAPOVOLTO / METAXU Film Acustici #0: 4 Dramas for the Radio CANE CAPOVOLTO Film Acustici #1: Fotografia a Colori Film Acustci #2: Havelock Random Ellis Se la collana "Cinéma pour l'oreille" dell'etichetta francese Metamkine concepisce musica concreta ed acusmatica, o elettroacustica che dir si voglia, quali veicoli di materializzazione filmica-visuale dell'evento suono, la collezione "Film Acustici", pensata e organizzata da Cane CapoVolto, si spinge ancora più in là, recuperando e riportando in auge con grande rigore e forza teorica una disciplina antica e quasi dimenticata come il radiodramma. Nei tre volumi finora pubblicati pullulano tutti quei riferimenti ideologici, culturali, letterari, cinematografici etc. che già si erano apprezzati nei cortometraggi in super-8 girati dal collettivo di cinema sperimentale catanese. Una sorta d'incubo ai confini della realtà come meglio non avrebbero potuto immaginare Burroughs e Dick, un inferno rudimentale, sarcastico ed enigmaticamente onirico dove convivono tutte le monomanie degli autori: Bob Dobbs e il détournment surrealista, Ron Hubbard (ribattezzato Run) e le istanze post-situazioniste, Franz Joseph Gall e le teorie di Proudhon, Julius Evola (che diventa un narratore di barzellette sconce...!) e la distribuzione del sistema dell'arte... Notevolissima la capacità evocativa delle sceneggiature, davvero capaci di far scorrere immagini davanti agli occhi, abilmente affiancata dall'opera dei sound designers chiamati a sonorizzare, produrre e montare i vari lavori, rispettivamente Metaxu (si veda anche il brillante album d'esordio su Plate Lunch), Aldo Kappadona e Massimo.
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14/12/2005 13:23 - MARIO CASTELNUOVO-VINCENZO ZITELLO ENSEMBLE (Italia) - Canzoni preraffaellite. Progetto musicale ...
MARIO CASTELNUOVO-VINCENZO ZITELLO ENSEMBLE (Italia) - Canzoni preraffaellite. Progetto musicale ed estetico dedicato a Dante Gabriel Rossetti. La collaborazione fra Mario Castelnuovo e Vincenzo Zitello dura da molto tempo, ma questa è la prima volta che collaborano, l' uno poeta e artigiano della parola, l' altro musicista e virtuoso del suono antico dell' arpa, ad un progetto musicale comune, dedicato a Dante Gabriel Rossetti, il principale esponente del movimento pittorico dei "Preraffaelliti". Forse per omonimia di vocazioni, anche le canzoni di Castelnuovo e le arie per arpa di Zitello conducono un percorso estetico, oggi a fine secolo, come ieri, di rinnovamento. Ultimo CD Mario Castelnuovo: 1995 - Signorine Adorate - Giungla Records 74321335162. Ultimo CD Vincenzo Zitello: 1995 - La via - BMG Ariola. Formazione: 4/5 musicisti. Disponibilità: calendario aperto
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14/12/2005 13:23 - Denovo
Un grande e graditissimo ritorno per la band di Venuti, ...
Denovo Un grande e graditissimo ritorno per la band di Venuti, Carbone e Madonia. Dopo i concerti siciliani della scorsa estate, si attende con impazienza un'antologia dal vivo dei brani più significativi della Pop Band catanese. Suoni più aggressivi e compatti. Il vulcano è sempre attivo.
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14/12/2005 13:23 - FIORELLA MANNOIA
in concerto - tour di presentazione del nuovo album
Come ...
FIORELLA MANNOIA in concerto - tour di presentazione del nuovo album Come nasce Fiorella Mannoia, interprete che si muove con autorità e intelligenza in un mondo di musicisti e poeti uomini, che ha cantato con Fossati, Bertoli, Barbarossa e Bindi, che ha diviso il palcoscenico con Ruggeri, Dalla e Ron, che abbiamo applaudito nei capolavori di Chico Buarque De Hollanda o di Caetano Veloso? Chi è questa primadonna dai capelli rossi che riempie i teatri italiani più importanti e occupa con disinvoltura i primi posti della hit parade? Un carattere ribelle e avventuroso, che esordisce come cantante a Castrocaro nel '67 e al Disco per l'estate nel '69. Nel '72 con il cantautore Memmo Foresi registra due 45 giri e un album. Si rituffa definitivamente nella musica un paio d'anni dopo, quando attorno a lei si forma un team di lavoro (Antonio Coggio, Roberto Davini e Mimmo Cavallo), da cui nasce la canzone Caffè nero bollente. Con questo brano rock da "maschiaccio", Fiorella partecipa al Festival di Sanremo '81. E' il suo primo successo di vendita. Così nell'estate ci riprova con E muoviti un po' (Festivalbar). Nel 1982 si interessa a lei Mario Lavezzi, che produce il suo primo album omonimo. La cantante romana compie qui la sua prima vera mutazione, mettendo in mostra una notevole varietà di sfumature espressive. Adesso il suo stile passa dalla rabbia alla dolcezza, adattandosi a canzoni molto diverse, come Il posto delle viole, Non si possono correre rischi e Torneranno gli angeli. Al Festival di Sanremo '84 propone Come si cambia, bella canzone che gli conquista la simpatia del pubblico, conferma il suo momento di popolarità a St. Vincent con Ogni volta che vedo il mare. Il 1985 è l'anno della svolta: incide Momento delicato, che mette in risalto soprattutto la sua duttilità espressiva. Canzoni come Quand'eri tu la musica, Canto e vivo e L'aiuola (finale del Festivalbar) le assegnano un posto nel panorama degli interpreti più originali della nuova canzone italiana. Intanto si è trasferita a Milano, affronta la sua prima tournée, e in tv partecipa a Premiatissima, che vince interpretando Margherita, la bella canzone di Cocciante. Incide subito dopo un album, dove questo brano si accompagna alle cover delle più belle canzoni di De Gregori, Baglioni, Lauzi, Dalla e De André. E' un successo. Nell'86 pubblica un nuovo LP (Basta innamorarsi), con testi di Mogol e la collaborazione del chitarrista Piero Fabrizi, ma l'anno dopo al Festival di Sanremo '87 Fiorella Mannoia appare trasformata ancora una volta. Canta Quello che le donne non dicono (scritta da Ruggeri e Schiavone) che le procura il Premio della critica, l'ottavo posto in classifica, e l'ingresso in hit parade. Nell'88 l'incantesimo si ripete: l'interpretazione dell'elegantissima Le notti di maggio, scritta da Fossati, colpisce al cuore pubblico e critica. Ne nasce un album per molti versi esemplare (Canzoni per parlare), di cui Piero Fabrizi cura gli arrangiamenti. Qui, le canzoni di Ruggeri, Cocciante e Ron, permettono a Fiorella di raccontarsi nelle più sottili sfumature, e di cancellare ogni traccia della "maschiaccia" dei vecchi tempi. Dopo il singolo I dubbi dell'amore, con un altro brano estratto del disco (Il tempo non torna più) si afferma a St. Vincent. Comincia l'epoca dei grandi riconoscimenti, primo fra tanti il Premio Tenco, che le viene assegnato nell' 88 come migliore interprete, e nel '90, per l'album Diterra di vento. Le canzoni del disco (terzo in hit parade) sono di autori come Fossati, Ruggeri, Schiavone, Cocciante, e Chico Buarque de Hollanda, ma Fiorella ne è un'interprete ideale, in grado di dosare con maestria i chiaroscuri, di modularne il fraseggio, e sottolineare le pause del racconto cantato. La sua tournée 1989-90, che la porta con successo anche in Germania, la impone come una delle migliori interpreti europee. Negli anni 90, poi, il suo "giro" di amici cantautori si dilata ancora, aprendosi alla collaborazione delle nuovissime generazioni cantautorali (da Daniele Silvestri a Gianmaria Testa e al gruppo degli Avion Travel). Ne nascono altri cinque album, tutti di successo: I treni a vapore ('92), un album antologico intitolato Le Canzoni ('93), Gente Comune ('94), Belle Speranze ('96) e il recentissimo Certe piccole voci, primo album live della sua carriera.
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14/12/2005 13:23 - La Pina "Piovono Angeli"
Ritorna l'hip hop con le tette, definizione ...
La Pina "Piovono Angeli" Ritorna l'hip hop con le tette, definizione che la protagonista coniò per stare in rima con 1997. E ora che siamo nel 1998 suggerisce l'autrice "fa il botto". Benvenuti nel mondo della Pina, "fly qirl" per antonomasia dell'hip hop nazionale. Tre anni e molte apparizioni radiotelevisive dopo il suo disco d'esordio, eccola destreggiar di nuovo fra ritmi e rime. Immutato il talento di scrittura: brava era e tale si conferma. Quanto alle musiche che animano e colorano i versi, lo staff impiegato per confezionarla è di prim'ordine: batte il tempo gente come Esa degli Otierre (Posse di appartenenza della Pina), Ice One e Skizo, ossia il fior fiore dell'hip hop nazionale, e produce una testa fina come Roberto Vernetti. Eccellente perciò il risultato: sentire come funzionano Mezzaluna, Rocco e la canzone - splendida! - che intitola l'intero album per capacitarsene. E c'è dell'altro: l'orgoglio di "contarsela tra donne" (Niente x Niente), la volontà di conciliare romani e milanesi (A Testa Alta) e una schietta vocazione europea (la multinazionale dei rappers schierata in Stessa Gente senza trascurare le preziose decorazioni vocali gentilmente offerte da due Casino Royale in libera uscita: il King Giuliano Palma e Patrick, e Tosca.
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14/12/2005 13:23 - MARIO CASTELNUOVO Buongiorno
Dopo essere stato al centro dell'attenzione come cantautore ...
MARIO CASTELNUOVO Buongiorno Dopo essere stato al centro dell'attenzione come cantautore della scuola romana negli Anni 80, Castelnuovo ha trascorso un lungo periodo in ombra (il suo precedente album, Signorine adorate, risale a 4 anni fa). Ma rieccolo con quel suo modo raffinato di raccontare in musica storie quotidiane. In questo cd, si serve di un apporto sonoro composto da archi, fisarmonica e chitarra acustica. Risonanze jazz caratterizzano Il mio gatto non parla mai e La bambolina, in cui emergono i ricordi della sua infanzia.
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14/12/2005 13:23 - MONOVOX "Bianco Shock"
Una volta si chiamavano Hogan, come un noto ...
MONOVOX "Bianco Shock" Una volta si chiamavano Hogan, come un noto marchio di scarpe per il tempo libero, poi hanno deciso di cambiar nome, quando in qualche modo è cambiata la musica. Ora come Monovox licenziano l'album "Bianco Shock" che è stato anticipato di qualche settimana dal singolo "Vibrafoniche". Il gruppo in questione è nato a Londra circa tre anni fa, durante una vacanza studio. Il cantante Andre, grande appassionato di musica inglese, si occupa delle melodie e dei testi, Mastro, tastierista e programmatore, porta con sé un buon bagaglio da esperto deejay. Cristiano suona la chitarra e dà un carattere peculiare al suono della band, Ivee e Mattia si occupano della ritmica. Tutti insieme mettono in movimento la musica e mandano all'indirizzo del pop qualche interferenza sonora. Per essere un gruppo che alle spalle ha pochi anni di attività, i Monovox hanno una coesione sonora e una lucidità davvero sorprendenti. Le canzoni di "Bianco Shock" arrivano sempre al punto. Viaggiano sulla lunghezza d'onda del pop a viraggio elettronico, ma stanno in buon equilibrio tra suono e tecnologia, melodia e ruvidezza. In questo "Peter Pop" e "Supercoma" sono emblematici degli estremi toccati: il primo brano è una cantilena pop stralunata, il secondo un vero e proprio incubo sonoro. "Luna cool" racconta di un astronauta ostaggio del suo computer, "Stazioni digitali" entra nel cuore di un videogioco sino a confondere realtà e virtualità, "Interferenze" denuncia la spersonalizzazione prodotta da Internet e dalla presunta vicinanza virtuale che in fondo impedisce una vera comunicazione. I temi sono tutti incentrati sul tempo d'oggi, quasi a individuare in questo e nelle sue contraddizioni una sorta di filo conduttore. La musica mette Monovox sulla strada pop-rock battuta (nella diversità d'idee e d'intenti) da gruppi come Bluvertigo o La Sintesi.
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14/12/2005 13:23 - N.P.A. (Nuovo Processo Armonico)
"FUORI FUOCO"
"Come se la pioggia mi bagnasse/come ...
N.P.A. (Nuovo Processo Armonico) "FUORI FUOCO" "Come se la pioggia mi bagnasse/come se fosse l'apocalisse/come se tutta la mia eclisse suscitasse fuori fuoco foto mosse/…" Estate 1999: non siamo andati soltanto a la playa, non abbiamo solo ballato il mambo con Erica e Jessica (o Monica), non abbiamo soltanto vissuto lampi di "vita folle". In un non meglio identificato momento della stagione, ha cominciato a correre sulle autostrade audio e video una frase battente di due parole che scandiva una lunga declinazione di luoghi poetici, di citazioni, di campionamenti onomatopeici, di immagini fulminee. La sensazione è stata come se…qualcosa di importante nella galassia hip hop italiana stessa accadendo, come se…ci venisse trasmessa l'idea di un salto di qualità, come se…un corpo solido, tangibile, il contenuto, fosse reso vivo e vitale dal soffio di un'anima musicale senza confini prestabiliti, la forma. "Come se", primo singolo di "FUORI FUOCO", cd di debutto di N.P.A., è stata l'anticipazione, niente affatto "stagionale" e quindi niente affatto depistante, di un lavoro che risponde al programma che lo stesso nome della band, acronimo di Nuovo Processo Armonico, suggerisce. Marco Severini, 27 anni, genovese, autore di tutti i testi, poeta recitante più che rapper: "Il punto di partenza è la ricerca di una armonia tra anima e corpo, tra testo e musica, in una parola di una compattezza musicale che cerchiamo di raggiungere attraverso una sperimentazione che va in una infinità di direzioni. Un processo in divenire continuo che intreccia linguaggi letterari, forme culturali e generi musicali anche molto distanti tra loro. Dal Dolce Stil Novo e James Brown (Papa'' Got Brand A New Bag) al reading di Charles Bukowski ne ""l bar dei poeti persi"" al comic-swing di Buscaglione, al linguaggio delle sceneggiature zavattiniane dei film neorealisti come in "Ladro di sogni": tutto è materia in trasformazione, materia che noi cerchiamo di organizzare in un flusso armonico. Naturalmente si tratta soltanto di un tentativo, e in fondo speriamo, da buoni utopisti, che rimanga sempre tale, cioè che la completezza delle parti, l'armonia appunto, non venga mai raggiunta. Sarebbe negativo, vorrebbe dire lo stop alla nostra stessa ragione di esistenza, avremmo finito di cercare. A quel punto non sarebbe più nemmeno un "processo" armonico, ma un "progetto" armonico, ovvero un qualcosa di finito e non più in evoluzione, e questo, oltre tutto, suonerebbe anche piuttosto pretenzioso". Perché questo titolo, "Fuori fuoco"? "Perché nella stragrande maggioranza delle canzoni che ascoltiamo c'è una grande presunzione di verità. Tutti vogliono dire il vero, dare il messaggio preciso. Secondo me il musicista non può presentarsi come un messia da palcoscenico, ha l'obbligo di essere umile, porsi nella zona del dubbio, appunto dare, onestamente, una visione "sfuocata" delle cose: averla perfetta, nitida, è una pretesa di sicurezza che non aiuta la vera conoscenza, il campo visivo è ristretto. Meglio un miope che intuisce a 180°, che uno che vede perfettamente solo davanti a sé". Nella musica di N.P.A., come accennavi prima, confluisce una grande varietà di generi. Ma forse sarebbe più giusto dire di suoni, non trovi? "Sono d'accordo. A volte è sufficiente quel certo suono a creare l'ambiente giusto per un testo, a definire la sua armonizzazione. La timbrica di un vecchio sintetizzatore analogico, una ritmica jungle, una chitarra trattata alla Robert fripp – sono pazzo dei King Crimson – un'eco arabeggiante. Personalmente mi ritengo un integralista della musica, nel senso che la vivo intensamente tutta, la amo da un estremo all'altro, da tutte le possibili latitudini. Da bambino andavo matto per Jerry Lee Lewis, poi per Little Richard, quindi mi sono innamorato del jazz di Charlie Parker, e ancora di Muddy Waters, di Tom Waits da adolescente…l'elenco potrebbe essere infinito. Vuoi sapere l'ultimo disco che ho comprato? Un bootleg degli U2 dove Bono canta "Satellite of Love" insieme a Lou Reed: mi vengono i brividi ogni volta che lo ascolto. Per non parlare poi della mia appartenenza ligure molto forte: ho sempre ascoltato Fabrizio De André e amo i cantautori della cosiddetta scuola genovese. Per me Umberto Bindi ha scritto canzoni che rimangono scolpite nella pietra". A proposito di "competenze territoriali", che senso ha l'uso del dialetto genovese antico e del siciliano in "Il volto della vita" ? "Nasce dall'esigenza di rendere il linguaggio più duro, più tangibile, più capace di esprimere rabbia, paura, senso del pericolo. "Il volto della vita" è una canzone sulla guerra nei Balcani e contiene anche un coro serbo campionato tre anni fa. Il dialetto ha la funzione di catturare onomatopeicamente brandelli di coscienza di un popolo come quello siciliano che vive a Comiso con i missili USA dentro casa, oppure di risvegliare un antico terrore attraverso l'uso di un termine ancestrale come "u repentin", molto più forte della sua moderna traduzione ‘rischio' ". Il tuo non è un rap di assalto, non gioca su registri estremi. Come lo definiresti? "Soprattutto" una ricerca in profondità del testo, e nella profondità della nostra cultura letteraria. Spesso si parla di stile dimenticando facilmente che si sta imitando lo stile di qualcun altro e si sta parlando di cose che non si vedranno mai. Così si rischia di creare generazioni di rappers che stanno all' Hip - Hop come Little Tony, con tutto il rispetto, sta ad Elvis Presley. Hip hop per me è rispetto delle culture, e lo scimmiottamento è tutt'altro che rispetto, tanto meno tributo, omaggio. Ma soprattutto hip hop è rispetto e conoscenza profonda della propria identità culturale: in questo senso "La costruzione di un amore" di Ivano Fossati è hip hop. E noi dovremmo venire da qui, dai nostri contenuti, e da tanti altri momenti della cultura italiana, esattamente come molti MC americani vengono dai padri del blues, della black music, della letteratura del loro Paese. Quanto al fatto di avere un livello di aggressività più o meno alto, dico che spesso gridando puoi suscitare solo rifiuto o noia. Più che nella militanza credo nel pensiero, e il pensiero lo puoi esprimere con un ghigno da far paura". Gli N.P.A. sono: MARCO SEVERINI: Voce e liriche; BRUNO VALERI: Canto, cori e tastiere; FABIO BARTOLI: Tastiere, Campionamenti e programmi; FRABRIZIO EMENDABILI: Chitarra Campionamenti e programmi; Sul palco: MATTEO: Percussioni; MAX: Mixer, basso.
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14/12/2005 13:23 - NOVO TONO: Panorama Paradise (Alida/Creativeman Disc)
Novo Tono è la nuova ...
NOVO TONO: Panorama Paradise (Alida/Creativeman Disc) Novo Tono è la nuova band di Phew, in cui ritroviamo Otomo (in tutti i brani), Uemura e il chitarrista dei Boredoms (e dei suoi Omoide Hatoba) Yamamoto Seiichi. Panorama Paradise è un ottimo e ancora una volta inclassificabile album, con brani che anche quando sembrerebbero avvicinarsi alla “normalità” non riescono mai ad esserlo per un accompagnamento strumentale spigoloso e turbolento, sempre tendente a deviazioni incontrollate. Il brano “4” aggiunge a un trascinante rock melodico con chitarra wah wah su ritmo tempestoso un grandioso coro, per poi finire con un solo di tabla; “5” è un languido slow; “6” ha un frenetico inizio con scratch di Otomo, un ritornello metal (accompagnato dal violino) alternato a una chitarra hawaiiana. Estremamente fratturato ma con ritornello speed-metal è anche il brano eponimo. Si trovano poi una recitazione su suoni fantascientifici, uno strumentale su ritmo funky, e un altro che è una sovrapposizione di pianoforte, tastiere, batteria e rumori pieni d’eco. Il brano 12 è una spigliata marcetta pop beatlesiana, con fisarmonica e chitarrina acustica, ma con finale solenne incongruento e allucinato; e il conclusivo è un “lento” d’atmosfera delicata, anche qui con vari “disturbi” strumentali. (Creativeman Disc: 2-6-25 Kami-Ohsaki, Shinagawa-ku, Tokyo 141, J; fax 0081-3-3442-3554) Walter Rovere
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14/12/2005 13:23 - Nuovo Duo Deno
Duo composto da Pasqualino Dall'Osto e Antonio Pegoraro ...
Nuovo Duo Deno Duo composto da Pasqualino Dall'Osto e Antonio Pegoraro Dovendo presentarci occorre subito dire che qualche animalista ha definito il nostro duo "bestiale". Francamente, definirlo bestiale ci appare riduttivo, definirlo riduttivo ci pare poco, definirlo poco ci pare niente, definirlo niente vuol dire non definirlo per cui siamo indefiniti. Per questo è tutt'ora aperto un concorso ad "ALTA DEFINIZIONE". Ammesso e non concesso ciò, o per non essere scurrili, ammesso e non con servizi ciò, dobbiamo dire che quando abbiamo saputo della nostra presenza qui a Grottammare siamo scoppiati dalla gioia (prima eravamo solo scoppiati) e ci siamo detti: "Oggi è dawero un bell'oggi". Dalla nostra stanza abbiamo subito indetto una conferenza stanza, invitato due noti matematici a parlare del più e del meno, toccato tutti i punti (facendo felici le ragazze presenti). Ci caratterizza un mare di impegno, un lago di Costanza (intesa come assiduità) che affonda le sue radici in Kunta Kinte. L'Africa poi non è così lontana come si crede visto che gli africani vengono a lavorare in biciletta o al massimo in motorino. Potremmo continuare l'analisi ma visti i valori alterati, il costo ricetta, la prenotazione obbligatoria del posto con supplemento per rapido e considerato che "Men tana in Arbore sano", vale il detto che comunque l'importante è partecipare e poi, come dicono i costruttori di Sacchi, tutt'aiuta. Te End (ns. sponsor ufficiale). P.S.: Vogliamo ricordare che teniamo famig/ia numerosa e precaria situazione economica (vedesi allegata ns. copia mod. 740). Nel ringraziare fin d bra quanti ci daranno il voto, informiamo che non possiamo assolutamente garantire posti di lavoro.
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14/12/2005 13:23 - NUOVO PROCESSO ARMONICO con l'album "Fuori Fuoco" (emissione 5 ottobre).
Già ...
NUOVO PROCESSO ARMONICO con l'album "Fuori Fuoco" (emissione 5 ottobre). Già dal nome di questo gruppo si intuisce la direzione artistica ed armonica perseguita, una ricerca continua di nuove forme musicali, incroci tra culture artistiche differenti e geograficamente lontane, il tutto attraverso testi aventi un linguaggio poetico e ricercato.
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14/12/2005 13:23 - NUOVO PROCESSO ARMONICO “FUORI FUOCO”
Già dal nome di questo gruppo ...
NUOVO PROCESSO ARMONICO “FUORI FUOCO” Già dal nome di questo gruppo si intuisce la direzione artistica ed armonica perseguita, una ricerca continua di nuove forme musicali, incroci tra culture artistiche differenti e geograficamente lontane, il tutto attraverso testi aventi un linguaggio poetico e ricercato, di impegno filosofico e sociale. Il gruppo è costituito da un trio, Marco, Fabrizio e Fabio, accompagnati in questo progetto da Bruno e Matteo. Ciascuno di loro ha una passione ed un background musicale diversi, insieme ricamano una musicalità completa cercando e trovando una perfetta compatibilità ed armonia.
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14/12/2005 13:23 - OVO "Assassine"
Gli avventori abituali del Bar La Muerte sono avvisati: ...
OVO "Assassine" Gli avventori abituali del Bar La Muerte sono avvisati: il fortissimo cocktail di veleni servito sotto il nome OVO è di efficacia devastante, anche se di formato piuttosto contenuto, e sarà un'ottima idea non lasciarselo scappare. Protagonisti del progetto sono Bruno Dorella in persona, capo barman e qui presente più che altro in veste di batterista, e Stefania Pedretti delle Allun, coscienza maligna del profondo underground lombardo. Ma non è finita qui, perché sono stati coinvolti nell'iniziativa una serie di complici ed amici, da Claudio Parodi con i suoi aggeggi elettronici low-budget, al bravissimo sassofonista Jacopo Andreini (Bz Bz Ueu, Nando Meet Corrosion...) passando per Hermit e Capoccia. Il tutto per una decina di brani che partono dall'ambito di una no-wave in senso lato, autoironica e nichilista, con Stefania in grande evidenza sia come tormentatrice di violini e chitarre (talora con singolari effetti di destrutturazione alla Derek Bailey), sia con le malizie di una voce capricciosa ed allusiva, che si concede esplorazioni spiritualmente affini a un Demetrio Stratos o a una Sainkho Namtchylak, senza preoccuparsi di possederne la tecnica. Questo avviene ad esempio in "Mezzanotte", o in"Crash", pezzo freeform cui la bassa tecnologia di Parodi contribuisce a fornire un'atmosfera cosmica, vagamente alla Sun Ra. Andreini ha una stupenda espressività jazzistica, garrula, stridente e sempre free, nella duplice "Ari Up", forse la cosa più bella in assoluto; la pesante vena hardcore di Capoccia dona a "Hell Yeah" una potenza... assassina, "Il Velo Strappato" è un jazz dell'assurdo, dal ritmo leggero ma sempre perturbato, dove il violino di Stefania trova una sintonia sensazionale con l'elettronica di Hermit, e l'agghiacciante "610 Ragazze Nella Vasca Rossa" recupera la più lucida efferatezza Allun.
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14/12/2005 13:23 - OVO "ASSASSINE" (BAR LA MUERTE)
Ovo è il nuovo progetto di ...
OVO "ASSASSINE" (BAR LA MUERTE) Ovo è il nuovo progetto di Bruno Dorella e Stefania Pedretti, improntato verso l'improvvisazione radicale con l'aiuto di una nutrita compagine di ospiti. Free jazz, industrial, power electronics e altre cose non ben definibili sono le pietanze di cui si nutrono i nostri, in un disco piuttosto eterogeneo che, a dispetto delle premesse, risulta molto più ascoltabile del previsto. Il "genere" di ogni singolo brano sembra dettato dall'attitudine dei singoli ospiti: quando c'è Jacopo Andreini ai fiati ci si dirige verso il free, Claudio Parodi conduce il gruppo verso l'elettronica lo-fi (e quelli con lui mi sembrano i momenti più ispirati), Capoccia e Hermit vogliono la violenza pura. Sorprendente la voce di Stefania, che a tratti assume tinte "alla Diamanda Galas", belli gli stacchi ipercinetici alla Melt Banana. Freschi reduci di un tour epico che li ha portati in Macedonia, Grecia, Bulgaria e Turchia (!!!), faranno da spalla al prossimo tour dei Rollerball. In "Assassine" ci sono alcune asperità e indecisioni da limare, ma nel complesso il risultato è più che buono, migliore di prodotti molto più celebrati (a me piacciono molto più loro dei Rollerball). Un'altra dimostrazione che l'underground italiano sta crescendo bene. Se non lo trovate: bdorell@tin.it.
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14/12/2005 13:23 - "Ovosodo"
Il cinema italiano è privo d'identità? Questa è ...
"Ovosodo" Il cinema italiano è privo d'identità? Questa è la tesi di un critico cinematografico belga. L'ultimo film di PaoloVirzì ne testimonia l'erratezza. Già conosciuto per il suo"Ferie d'Agosto" con la bellissima Sabrina Ferrilli ed il suo primo film "La bella vita", "Ovosodo"ne consacra l'abiltà registica e la freschezza della narrazione cinematografica. Con inserti girati in elettronico e su supporti amatoriali il fim constata la evidente ed irrevocabile contaminazione linguistica che il cinema sta vivendo da diversi anni. Con una lodevole interpretazione attoriale della sempre verde Nicoletta Braschi il film racconta le vicissitudini di un giovane alle prese con il suo pesante quotidiano. Tra roccambolesche vicissitudini metropolitane e spericolate vite notturne il film diverte ed appassiona.UnVirzì da non perdere.
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14/12/2005 13:23 - PETER GABRIEL Ovo
«L'ANTEFATTO: Alla fine del '97 fui invitato da ...
PETER GABRIEL Ovo «L'ANTEFATTO: Alla fine del '97 fui invitato da Mark Fisher a collaborare alla creazione di un progetto visivo e musicale per il Millennium Dome (installazione multimediale costruita a Londra per le celebrazioni legate al nuovo millennio. Passammo il primo anno a scambiarci idee sul concetto narrativo e visivo. Ci era stato chiesto di pensare a un progetto che riflettesse qualcosa del passato, del presente e del futuro e io suggerii di sviluppare la trama intorno all'avvicendarsi di tre generazioni di una famiglia. Pensammo di articolare la storia in tre atti. Nel 1° Atto, al centro della vicenda troviamo la natura e la scena si svolge in una società agricola, in era preistorica. Nel 2° atto, ci si trova in una società industrializzata e, per finire, nel 3° Atto si viene proiettati nel futuro, in un'ambientazione che integra natura e tecnologia. OVO narra la storia di tre stadi dell'evoluzione umana attraverso le vite di tre generazioni. É il racconto di una famiglia in transizione, divisa da conflitti interni e dai grandi cambiamenti che avvengono intorno ad essa. É anche una storia di amore proibito. LA STORIA: Un padre che ama la terra e tutto ciò che cresce, trova il modo di lavorare con la natura, sebbene egli conosca solo un modo per farlo - il suo. La madre, che siede al suo telaio e vede il futuro svelarsi nelle trame che tesse, non riesce a riconciliare le liti in famiglia e finisce per rivoltarsi contro il proprio figlio. Il figlio, appassionato di macchine, dà inizio a una rivoluzione, con l'intento di liberare la propria gente, ma finendo per renderla schiava. E la figlia, la cui infanzia serena e incantata termina quando s'innamora di uno dei misteriosi uomini del cielo, sfida sia il padre che il fratello per amor del suo Skyboy. Skyboy si trasforma da Romeo in ribelle quando vede che il suo popolo viene continuamente escluso e oppresso. Il loro figlioletto, OVO, nato nel periodo dell'alluvione, viene mandato alla deriva in un cesto che naviga nel cielo - verso un incerto futuro. LA MUSICA: L'anno scorso mi sono concentrato sulla musica, facendo qualcosa che non avevo mai fatto prima - guardando sia al passato, riferendomi a una serie di fonti di area folk, sia al futuro, introducendo degli elementi delle cultura industriale. Oltre a trarre molti spunti dalla tradizione folk britannica, la musica attinge anche alle culture originarie delle numerose etnie che compongono la società contemporanea, in Gran Bretagna come in molte altre nazioni. Vi si alternano elementi di tradizione dell'Asia, Africa, Medio Oriente, Australia ed Europa, su uno sfondo di tipo prevalentemente inglese e contemporaneo. Dall'organetto del 12° secolo al didgerido australiano, dai ritmi pulsanti della Dhol Foundation al suono nostalgico degli ottoni della Black Dyke Band,dai lamenti arabi uniti al drum and bass alle sezioni d'archi nei momenti più meditativi - la colonna sonora propone un mix davvero eclettico. É stato un grande piacere lavorare insieme ai cantanti, ognuno dei quali ha portato un grande contributo alla musica. Elizabeth Fraser, Paul Buchnan, Alison Goldfrapp, Iarla O'Lionaird e Richie Havens sono da molto tempo tra i miei vocalist preferiti e sono stato felice che abbiano voluto partecipare al progetto. Nella loro performance hanno saputo esprimere un'ampia gamma di emozioni, tali da rendere vivi e reali i personaggi della famiglia OVO» Peter Gabriel 14/4/00
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14/12/2005 13:23 - PHISH - BILLY BREATHES; Elektra
La musica dei Phish va ben ...
PHISH - BILLY BREATHES; Elektra La musica dei Phish va ben oltre ogni definizione, più o meno azzeccata che sia. Ormai evidenti sono le doti e le qualità della band del Vermont che con Billy Breathes arriva al settimo album (più un'antologia); una produzione non sterminata, ma ragguardevole. Dall'ultimo album in studio (Hoist) sono passati due anni ma l'essenza della loro musica non è sostanzialmente cambiata, semmai si è arricchita di sfumature e lievi variazioni che l'hanno fatta maturare. Non intendo stilare una classifica relativa alla bellezza dei loro album, sono tutti ottimi lavori, è più importante cogliere quelle piccole novità contenute in questo cd. Occorre premettere che Steve Lillywhite non ha pesato più di tanto in fase di produzione, le idee sono tutte in mano a Tray Anastasio e soci. Il gruppo ha lavorato sulla lunghezza dei brani, contenendo il minutaggio a tutto vantaggio di una maggior freschezza e varietà. Niente poi impedirà di dilatare i tempi nei concerti, dove i Phish sono famosi per le loro lunghe performance. In Billy Breathes vi è anche una maggior presenza di brani acustici o di introduzioni acustiche a pezzi che poi prendono strade completamente differenti. Altro aspetto che i Phish hanno voluto curare è quello delle armonie in generale, con particolare riguardo a quelle vocali, certi impasti, certi cori, l'intrecciarsi delle voci ricorda C.S.N.&Y., soprattutto se la base musicale è acustica. Queste le sostanziali differenze, per il resto la solita musica che caratterizza la band. Influenze varie amalgamate tra di loro con mano da perfetto alchimista. Apertura musicale che spazia dalle sonorità jazzy a quelle più rock, non disdegnando i soliti tuffi nel progressive e nella psichedelia. Billy Breathes rappresenta la conferma della creatività del gruppo.
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14/12/2005 13:23 - SERGIO FLAMIGNI Il covo di stato (Kaos, £.28.000)
Flamigni, ex partigiano ...
SERGIO FLAMIGNI Il covo di stato (Kaos, £.28.000) Flamigni, ex partigiano e parlamentare PCI fino al 1987, ha fatto parte delle commissioni d'inchiesta sul caso Moro, sulla loggia P2 e sull'Antimafia, scrivendo diversi libri su tali argomenti. Come coda e focalizzazione del recente 'Convergenze parallele' (1998, Kaos), ha pubblicato ora un volume sul covo BR di via Gradoli 96, l'appartamento usato come base logistica dai brigatisti durante il rapimento di Aldo Moro. E se fosse vera la metà di quanto c'è scritto dentro (ogni singolo dato, peraltro, viene abbondantemente documentato) ci sarebbe da aver paura perfino di Babbo Natale. In pratica, secondo i dati raccolti, le BR hanno messo in atto il loro piano con la copertura dei servizi segreti nostrani, facendo un piacere al Mossad, il servizio segreto israeliano, che si è visto togliere di mezzo un pericoloso 'amico degli arabi', quale Moro era. Tutto intorno, una girandola di trame in cui compaiono con ruoli più o meno da protagonisti, i servizi segreti americani, famiglie nobili, lo IOR (la banca vaticana), alcuni DC che hanno dato la spintarella a Moro verso il grande salto, forze dell'ordine 'disattente' durante le perquisizioni, strani brigatisti che non dicono la verità neanche a 20 anni di distanza, malavitosi vari, la banda della Magliana, camorristi in contatto con deputati DC, Prodi e la famosa stupidata della seduta spiritica, direttori d'orchestra, la rivista per soli uomini 'Penthouse' e parecchio altro. Ma non è tutto: leggendo 'Il covo di stato', si viene a conoscenza di altri particolari che nessun TG ha mai raccontato, come ad es. il fatto che "l'ingegner Giancarlo Ferrero (colui che affittò 'in nero' l'appartamento di via Gradoli 96 al brigatista Moretti, ndr) siede oggi nel consiglio di amministrazione della Omnitel Pronto Italia, a fianco del presidente della Telecom Roberto Colaninno". Da cinebrivido.
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14/12/2005 13:23 - Sestetto Nuovo
Massimo Colella, organo & rhodes; Michele Di Donna, basso; ...
Sestetto Nuovo Massimo Colella, organo & rhodes; Michele Di Donna, basso; Roberto D'Addabbo, sassofono; Massimo Torsello, sassofono; Valentina Magaletti, batteria; Leonardo, tromba. Il suono giovane del Sestetto Nuovo, si pone nel solco del più fervido soul jazz europeo. Una sorprendente commissione nella quale la terra, la gente, il mare del sud sono narrati da una complessa costruzione armonica, presenziata dalla segace intuizione dell'hammond di Massimo Colella, compositore e arrangiatore di tutti i brani.
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14/12/2005 13:23 - Un uomo nuovo: Noè
Perché, se in Germania Derrick non viene ...
Un uomo nuovo: Noè Perché, se in Germania Derrick non viene più programmato da eoni e ci ripropongono gli stessi episodi da settant’anni (nemmeno i sordomuti mettono più il 777, tanto conoscono le battute a memoria!), al TG2 continuano a dire “Ed ora i nuovi episodi di Derrick”. Ci pigliano per scemi? Ah, già, pensano “Se ci hanno guardato finora..”.
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14/12/2005 13:23 - UOVO DJ - Team Pasta Boys
In attività da oltre dieci ...
UOVO DJ - Team Pasta Boys In attività da oltre dieci anni e ultimamente impegnato dietro la consolle in serate quali Club 69 (Roma), Titilla (Riccione), Pop Planet (Torino) e Alter Ego (Venezia), Uovo DJ produce e remixa house per conto del team Pasta Boys
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14/12/2005 13:23 - Il gruppo è nato nel 1989 come Fusion Band, e ...
Il gruppo è nato nel 1989 come Fusion Band, e dopo un periodo di intenso lavoro durato circa quattro anni tenendo concerti nei migliori Jazz Club d'Italia nel 1992 ha vinto la rassegna Suoni in Libertà, organizzata dall'Associazione Anagrumba, avendo così la possibilità di incidere un cd compilation con un brano che porta il titolo di Evitare Rumori Molesti. Da qualche anno, la band ha stabilito un rapporto di collaborazione con il percussionista del New Jersey KARL POTTER, iniziando una ricerca di nuove sonorità con l'intento di fondere la cultura italiana con quella afro-americana. Nel concerto di oggi, Uscita Nord presenterà all'Oxy Drive alcuni brani inediti insieme a Cover di alcuni artisti internazionali come Stevie Wonder, Peter Gabriel, Police, etc. Il Gruppo Uscita Nord è composto da: MARCO BELLISARIO (voce e percussioni), MICHELE SCURTI (piano e tastiere), ROCCO BOMPENSA (chitarra), ANGELO ALBANO (basso), ALDO LEANDRO (batteria).
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14/12/2005 13:23 - Il gruppo è nato nel 1989 come Fusion Band, e ...
Il gruppo è nato nel 1989 come Fusion Band, e dopo un periodo di intenso lavoro durato circa quattro anni tenendo concerti nei migliori Jazz Club d'Italia nel 1992 ha vinto la rassegna Suoni in Libertà, organizzata dall'Associazione Anagrumba, avendo così la possibilità di incidere un cd compilation con un brano che porta il titolo di Evitare Rumori Molesti. Da qualche anno, la band ha stabilito un rapporto di collaborazione con il percussionista del New Jersey KARL POTTER, iniziando una ricerca di nuove sonorità con l'intento di fondere la cultura italiana con quella afro-americana. Nel concerto di oggi, Uscita Nord presenterà all'Oxy Drive alcuni brani inediti insieme a Cover di alcuni artisti internazionali come Stevie Wonder, Peter Gabriel, Police, etc. Il Gruppo Uscita Nord è composto da: MARCO BELLISARIO (voce e percussioni), MICHELE SCURTI (piano e tastiere), ROCCO BOMPENSA (chitarra), ANGELO ALBANO (basso), ALDO LEANDRO (batteria).
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14/12/2005 13:23 - Nuovo disco dei Verdena: uscita posticipata
Si voleva farlo uscire ...
Nuovo disco dei Verdena: uscita posticipata Si voleva farlo uscire a Maggio e poi partire subito per il tour, per portare in giro per l’Italia i nuovi pezzi. Le registrazioni al Next di Milano (lo studio di registrazione di Mauro Pagani) però sono finite soltanto da pochi giorni. Molti sono ancora i dettagli da decidere. Il titolo dell’album. La copertina. Il video. Il luogo predestinato per lo studio dove realizzare la masterizzazione (in ballottaggio uno studio di Londra dove sono stati completati molti dei dischi degli Afterhours e il Masterdisk di New York, dove Howie Weinberg, famosissimo “sound engineer” ha lavorato dischi come Mellon Collie degli Smashing Pumpkins, BloodSugarSexMagik dei Red Hot Chilli Peppers, Dirty dei Sonic Youth, il live dei Ramones, Aenima dei Tool, Badmotorfinger dei Soundgarden e molti altri ancora). Si è quindi deciso di posticipare l’uscita tra la fine di Agosto e i primi di Settembre. Nel frattempo uscirà, verso la prima settimana di Giugno, un EP con un’anticipazione dell’album (due brani tratti dal nuovo disco) e altri brani inediti. Già noti sono alcuni dei titoli dei brani del nuovo album: “Nova”, “Cara prudenza”, “Onan”, “Miami safari”, “Centrifuga”, “Meduse e tappeti”. Non ancora deciso invece il titolo dell’album. Comunicato a cura di LUNATIK MNGMNT di Gian Paolo Giabini - www.lunatik.it
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14/12/2005 13:23 - OVO Vae Victis
Il troppo breve "Vae Victis" è il risultato ...
OVO Vae Victis Il troppo breve "Vae Victis" è il risultato del girovagare del gruppo di Bruno Dorella (headmaster di Bar la Muerte) e Stefania Pedretti (Allun) tra Italia, Balcani e Bosforo; Jacopo e Capoccia, già presenti in "Assassine", completano un determinato quartetto che sciorina free anarcoide, cloorn nichilista e no-jazz insolente per un totale di dieci brani efficaci e succinti. Il vagabondo sax solitario di "Mare Nero", che introduce ad una immaginaria jam tra Wire e Lounge Lizards, per subito dopo liquefarsi negli space whispers agonici di una Gilli Smyth da neurodeliri, rappresenta solo l'istantanea più ghiotta di un programma vario e irriverente come pochi.
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14/12/2005 13:23 - ROLLERBALL/OVO My First Cowboy"Bor la Mu rte/TNIR
"My First Cowboy" è ...
ROLLERBALL/OVO My First Cowboy"Bor la Mu rte/TNIR "My First Cowboy" è invece un progetto nato con i Rollerball, conosciuti durante il successivo tour negli USA e coinvolti in una frenetica scaletta con le due bands che si alternano ogni 1-2 pezzi. Grevi e allu(ci)nati come non mai, gli Ovo sono in formato allargato, sette menti creative/distruttive per una colata di free-rock cigolante e iconoclasta. I Rollerball rispondono da par loro, con accenni post-rock di scuola Kranky/Ochre sorretti da un backbeat concreto e mai invadente, capaci di flirtare col rumore ma anche di eufonie alla Land of Nod in "Until Yesterday" ed in liriche effusioni alla Jon Hassell nella rapinosa "White Elefant". Mondi poetici in collisione perenne per sferzate d'idee in rapida successione. Bar la Muerte Via Gioia 82 - 20125 Milano
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14/12/2005 13:23 - ROVO Tonic 2001
Il termine supergruppo non vi intimorisca più ...
ROVO Tonic 2001 Il termine supergruppo non vi intimorisca più di tanto, i giapponesi Rovo ben lungi dal ricordare le spasmodiche gesta di qualche sepolta accolita hard-rock o progressive, fondono la loro unione trasversale su di un'orgasmica ricerca dei goove e della chiave per l'iperspazio. Chiari gli intenti - uditi già nelle prouzioni indipendenti diffuse prevalentemente nel paese d'origine - dell'ensemble:coniugare la forza d'urto di un drum'n'bass acustico con le spirali anguste di uno space-rock ante-litteram. La regia Bill Laswell che filma (meglio, registra) il gruppo in due infuocate session al Tonic i New York - i Rovo sono stati in scena nelle serate del 20 e 21 luglio 2001 - è impeccabile, una materia corposa ed allo stesso tempo 'cristallina' sgorga implacabile da entrambi i dischetti digitali. Composti da membri assortiti di Boredoms (le devianze 'kraute' delle recenti fatiche in studio conoscono una naturale estensione nel lavoro di Rovo) Bondage Fruits, Bazooka Joe, Dub Sub, Demi Semi Quaver ed Omoide Hatoba i nostri oltre a vantare un invidiabile pedigree, costituiscono espressione ancora mutante nei giri avant del sol levante. Una psichedelia portata al parossismo, infarcita di ritmi ossessivi e superbi bassi dub, un'esperienza che destina oltre frontiera l'operato di gruppi più o meno recenti. Il violino imperterrito di Katsui Yuji rimembra in 'Sukhora' la stuzzicante collaborazione di Billy Bang coi Material di Memory Serves; l'apparato tribale di 'Na-x?' è gioco etnico infranto da geometriche linee di basso e da synth sferzanti. A questo punto non potremmo nemmeno escludere parentele con i momenti più lisergici del jazz elettrico d'antan. E se proprio dal Tonic di New York (il luogo che sulla mappa ha sostituito il Knitting Factory) in quei due appuntamenti estivi fosse passato il treno che da Hancock porto al basso/batteria via Grateful Dead ed African Head Charge?
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14/12/2005 13:23 - OVO Vae Victis
Il troppo breve "Vae Victis" è il risultato ...
OVO Vae Victis Il troppo breve "Vae Victis" è il risultato del girovagare del gruppo di Bruno Dorella (headmaster di Bar la Muerte) e Stefania Pedretti (Allun) tra Italia, Balcani e Bosforo; Jacopo e Capoccia, già presenti in "Assassine", completano un determinato quartetto che sciorina free anarcoide, cloorn nichilista e no-jazz insolente per un totale di dieci brani efficaci e succinti. Il vagabondo sax solitario di "Mare Nero", che introduce ad una immaginaria jam tra Wire e Lounge Lizards, per subito dopo liquefarsi negli space whispers agonici di una Gilli Smyth da neurodeliri, rappresenta solo l'istantanea più ghiotta di un programma vario e irriverente come pochi.
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14/12/2005 13:23 - ROLLERBALL/OVO My First Cowboy"Bor la Mu rte/TNIR
"My First Cowboy" è ...
ROLLERBALL/OVO My First Cowboy"Bor la Mu rte/TNIR "My First Cowboy" è invece un progetto nato con i Rollerball, conosciuti durante il successivo tour negli USA e coinvolti in una frenetica scaletta con le due bands che si alternano ogni 1-2 pezzi. Grevi e allu(ci)nati come non mai, gli Ovo sono in formato allargato, sette menti creative/distruttive per una colata di free-rock cigolante e iconoclasta. I Rollerball rispondono da par loro, con accenni post-rock di scuola Kranky/Ochre sorretti da un backbeat concreto e mai invadente, capaci di flirtare col rumore ma anche di eufonie alla Land of Nod in "Until Yesterday" ed in liriche effusioni alla Jon Hassell nella rapinosa "White Elefant". Mondi poetici in collisione perenne per sferzate d'idee in rapida successione. Bar la Muerte Via Gioia 82 - 20125 Milano
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14/12/2005 13:23 - ROVO Tonic 2001
Il termine supergruppo non vi intimorisca più ...
ROVO Tonic 2001 Il termine supergruppo non vi intimorisca più di tanto, i giapponesi Rovo ben lungi dal ricordare le spasmodiche gesta di qualche sepolta accolita hard-rock o progressive, fondono la loro unione trasversale su di un'orgasmica ricerca dei goove e della chiave per l'iperspazio. Chiari gli intenti - uditi già nelle prouzioni indipendenti diffuse prevalentemente nel paese d'origine - dell'ensemble:coniugare la forza d'urto di un drum'n'bass acustico con le spirali anguste di uno space-rock ante-litteram. La regia Bill Laswell che filma (meglio, registra) il gruppo in due infuocate session al Tonic i New York - i Rovo sono stati in scena nelle serate del 20 e 21 luglio 2001 - è impeccabile, una materia corposa ed allo stesso tempo 'cristallina' sgorga implacabile da entrambi i dischetti digitali. Composti da membri assortiti di Boredoms (le devianze 'kraute' delle recenti fatiche in studio conoscono una naturale estensione nel lavoro di Rovo) Bondage Fruits, Bazooka Joe, Dub Sub, Demi Semi Quaver ed Omoide Hatoba i nostri oltre a vantare un invidiabile pedigree, costituiscono espressione ancora mutante nei giri avant del sol levante. Una psichedelia portata al parossismo, infarcita di ritmi ossessivi e superbi bassi dub, un'esperienza che destina oltre frontiera l'operato di gruppi più o meno recenti. Il violino imperterrito di Katsui Yuji rimembra in 'Sukhora' la stuzzicante collaborazione di Billy Bang coi Material di Memory Serves; l'apparato tribale di 'Na-x?' è gioco etnico infranto da geometriche linee di basso e da synth sferzanti. A questo punto non potremmo nemmeno escludere parentele con i momenti più lisergici del jazz elettrico d'antan. E se proprio dal Tonic di New York (il luogo che sulla mappa ha sostituito il Knitting Factory) in quei due appuntamenti estivi fosse passato il treno che da Hancock porto al basso/batteria via Grateful Dead ed African Head Charge?
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14/12/2005 13:23 - ZEROVOLUME
Gli Zerovolume si sono formati nel Maggio del 1996 dopo ...
ZEROVOLUME Gli Zerovolume si sono formati nel Maggio del 1996 dopo varie esperienze musicali in altre bands. Il background musicale del gruppo é molto vario, pop '80/musica italiana/ elettronica/alternative date le varie culture musicali dei quattro componenti. Da subito la band comincia a scrivere brani inediti, e nell'estate presentano al pubblico le produzioni esibendosi in un numero consistente di shows nei locali del territorio e presso le numerose manifestazioni della Toscana. Nel' 97 gli Zerovolume s'aggiudicano il "Trofeo Rock" indetto nella loro città e aperto alle bands locali emergenti, partecipano alla Festa della Musica presentata da Red Ronnie svoltasi a Cecina. L'approccio artistico e l'estrema sensibilità musicale porta la band ad un'evoluzione stilistica e nel Gennaio '98, presso gli studi Strana Officina [della band hard rock omonima] di Livorno con l'ausilio alla consolle di Dario Cappanera [componente e fondatore dei Kappanera, band hardcore italiana], realizzano "Oasi di Metallo", una produzione leggermente più aggressiva rispetto alle precedenti, con inserimenti elettronici e jungle uscendosene con un lavoro decisamente più maturo e moderno. Il demo viene divulgato nel territorio italiano e locale nonché presso le radio locali. Tra il '98 e l'inizio del '99 la band partecipa con esiti positivi a numerosissimi festivals locali e non, riscuotendo un ottimo consenso dagli addetti ai lavori e dal pubblico. Dopo un'intensa attività live, nel Maggio '99 la band entra negli studi Spazi Sonori dove registrano il loro nuovo lavoro prodotto da Alessio Barbieri e Michele Lippi. "Boutique" comprende 3 brani, caratterizzati da uno stile più personale, in bilico tra gli '80 e l'elettronica più evoluta. La I.R.A. di Anne-Marie Parrocel e Alberto Pirelli nota il preciso ed espressivo lavoro e vuole 2 componenti della band, Gio' & Andrea, per il provino frutto di una selezione tra 5 bands emergenti in tutta Italia per il nuovo nucleo dei Litfiba. Nonostante la grinta, le parti andranno agli ex Malfunk. La band riprende l'attività live proponendo i nuovi brani, e nel frattempo forte dei preziosi suggerimenti di Parrocel e Pirelli, compone nuovi brani. Nel Novembre 2000 gli Zerovolume tornano da Alessio Barbieri per registrare le nuovi produzioni, che daranno vita al recente "Acquamilk". Il cd presenta 3 brani "B-SIDE" / "DISCO2000" / "C.T.V.B. (chi ti vuole bene)" espressione di un sound pop-rock elettronico, con un occhio di riguardo alla new wave degli 80, con quei refrain facili e diretti che da sempre caratterizzano le produzioni della band. Dopo "Acquamilk" gli Zerovolume stanno preparando il nuovo materiale che s'annuncia essere molto più disinibito e seducente, coraggioso e più sperimentale desiderosi di regalare un gran scossone allo stagnante mercato italiano. Tra nuovi lavori troviamo "Wishes", brano presentato al recente [8/12/01] New Generation Festival 2001 a Castelfidardo[AN] indetto dalla Mescal e per la quale la band é stata ammessa alla semifinale svoltasi nel suddetto giorno. Gli Zerovolume poi hanno superato la prima prova per il Festival di Napoli 2001 nel mese di novembre a La Spezia, dove la band ha preso contatti diretti con Ermanno Croce, il direttore artistico del Festival e "dirigente" delle audizioni, La band é stata ammessa alle selezioni per Altri Suoni2002 presso Pescara [31/01/02] ed é in attesa del verdetto per le selezioni provinciali di Arezzo Wave2002. Line-up: Gio': vox, bass loops; Lore: all double guitars fx cori; Juza: sintetizzatori campionatori cori; Andre: batteria.
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14/12/2005 13:23 - IL NUOVO VIDEO DI SHADOW
Il singolo tratto da Drum’n’voice di ...
IL NUOVO VIDEO DI SHADOW Il singolo tratto da Drum’n’voice di Billy Cobham Sulle prime note di Shadow figure lente e bianche, senza ombre e senza futuro compaiono in un mondo disegnato con poche linee essenziali, fredde e surreali. La musica, con le immagini di Cobham, ed in questo particolare caso, della band dei Novecento e della voce leader degli Osibisa, arriva da televisori animati che piovono dal cielo. Avviene il contatto. Le immagini e la musica portano calore e movimento, prima solo un cenno del capo poi sempre più evidente e coinvolgente. Mentre tutto il video prende forma e colore, i corpi acquistano chiaroscuri marcati e passione nella danza ed anche l’orizzonte cambia e si riempie di anfratti e abissi infiniti. Poi la figura di Cobham, simbolo del ritmo, emerge dalla terra. Il video realizzato, per la Nicolosi Productions, da Franco Tassi che ha al suo attivo una notevole esperienza in ambito pubblicitario e la famosa campagna della Swatch “How long is a Swacth minute?”, prende ispirazione dai paesaggi di Moebius, con il suo mondo così terreno ed alieno al contempo, e da Robert Mapplethorpe con i suoi corpi perfetti che si muovono in una dimensione fatta di colori piatti e mostra un concetto di spazialità che va oltre lo schermo, una dimensione da cui giungono gli oggetti “televisori” di chiara fattezza anni 70, con la loro musica che come loro viene da lontano ma che pur sa restare eterna. Questa produzione si inserisce nella campagna promozionale di Shadow, che ha già ottenuto interessanti recensioni e, dal giorno della sua uscita nei negozi, viene programmato dai più importanti network italiani e sarà distribuito in tutto il mondo. Video: Produzione: Nicolosi Produtions; Realizzazione: Franco Tassi; Fotografie: Umberto Germinali, Wolfgang Gonau, C.F. Wesenterg. Featuring: Billy Cobham: batteria; Gregg Brown: voce; Fabrizio Bosso: tromba; Marco Fadda: percussioni; Emanuele Cisi: sax; Pino Nicolosi: tastiere; Lino Nicolosi: chitarra; Rossana Nicolosi: basso; Dora Nicolosi: cori. Ufficio Stampa Billy Cobham Clara Salina: 0331-258694 - 348-4419929 - clarasalina@libero.it
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14/12/2005 13:23 - DJ UOVO (Pasta Boys)
E' uno degli esponenti più rappresentativi della ...
DJ UOVO (Pasta Boys) E' uno degli esponenti più rappresentativi della fertile e creativa scena bolognese, DJ Uovo, ovvero Cristiano Rinaldi, attualmente impegnato sia come DJ che come produttore all'interno del team dei Pasta Boys. Senza però dimenticare le attività da solista. Cultore del versante maggiormente sofisticato della house music, capace di spaziare con disinvoltura dai suoni maggiorente soul a quelli più elettronici, é il protagonista (con gli altri Pasta Boys) degli imperdibili eventi Istinct, ogni sabato notte al Kinki Club di Bologna. Un punto di arrivo di una carriera iniziata molti anni fa, e che lo ha visto mettere i dischi nei più celebri club bolognesi (da citare almeno la serata Open House), poi al Peter Pan di Riccione come DJ resident ed infine ovunque in Italia, con qualche significativa incursione all'estero. La lista di collaborazioni scandisce il meglio dei clubs della penisola. Basti citare l'Ethos Mama Club, il Cocoricò, il Link, il Martis, le leggendarie One Night Star Cake e Doc Show, il Red Zone di Perugia, il Tenax di Firenze. Come se non bastasse, le performances di DJ Uovo sono rimaste impresse nella memoria del pubblico ultra elitario del Blue Note Club di Londra, il vero laboratorio della 'Club Culture' contemporanea. Non é da meno l'attività di produttore, iniziata insieme a Rame e a Dino Angioletti (gli altri Pasta Boys) nel 1994, grazie ad una fattiva collaborazione con Irma Records che porta alla nascita della loro etichetta, la Istinctual Records. Tra latin jazz ed house minimale, tra citazioni disco e riletture newyorchesi, progetti come Black Spin Project ed LTJ Experience entrano regolarmente nelle più ambite charts internazionali. Il passo successivo (de il più recente) é la costituzione della propria etichetta, la 'Pasta Boys Records (insieme agli atri dj del team omonimo), cui si affianca la più sperimentale Manocalda Records. Una attività frenetica dunque, sia nei club che in studio, che porta Uovo a collaborare, tra produzioni e remix, con artisti superstar come Masters at Work, Celeda, Jocelyn Brown, Dum Um Romao e Bini&Martini (il progetto con loro, grande successo in Inghilterra, si chiama Good Fellas). Un cammino, umano,o e professionale, che fa di Uovo una delle realtà più accreditate sulla scena house internazionale
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UOVO
E 'uno degli esponenti più rappresentativi della fertile e creativa ...
UOVO E 'uno degli esponenti più rappresentativi della fertile e creativa scena bolognese, DJ Uovo, ovvero Cristiano Rinaldi, attualmente impegnato sia come DJ che come produttore all'interno del team dei Pasta Boys. Senza però dimenticare le attività da solista. Cultore del versante maggiormente sofisticato della house music, capace di spaziare con disinvoltura dai suoni maggiorente soul a quelli più elettronici, é il protagonista (con gli altri Pasta Boys) degli imperdibili eventi Istinct, ogni sabato notte al Kinki Club di Bologna. Un punto di arrivo di una carriera iniziata molti anni fa, e che lo ha visto mettere i dischi nei più celebri club bolognesi (da citare almeno la serata Open House), poi al Peter Pan di Riccione come DJ resident ed infine ovunque in Italia, con qualche significativa incursione all'estero. La lista di collaborazioni scandisce il meglio dei clubs della penisola. Basti citare l'Ethos Mama Club, il Cocoricò, il Link, il Martis, le leggendarie One Night Star Cake e Doc Show, il Red Zone di Perugia, il Tenax di Firenze. Come se non bastasse, le performances di DJ Uovo sono rimaste impresse nella memoria del pubblico ultra elitario del Blue Note Club di Londra, il vero laboratorio della 'Club Culture' contemporanea. Non é da meno l'attività di produttore, iniziata insieme a Rame e a Dino Angioletti (gli altri Pasta Boys) nel 1994, grazie ad una fattiva collaborazione con Irma Records che porta alla nascita della loro etichetta, la Istinctual Records. Tra latin jazz ed house minimale, tra citazioni disco e riletture newyorchesi, progetti come Black Spin Project ed LTJ Experience entrano regolarmente nelle più ambite charts internazionali. Il passo successivo (de il più recente) é la costituzione della propria etichetta, la 'Pasta Boys Records (insieme agli atri dj del team omonimo), cui si affianca la più sperimentale Manocalda Records. Una attività frenetica dunque, sia nei club che in studio, che porta Uovo a collaborare, tra produzioni e remix, con artisti superstar come Masters at Work, Celeda, Jocelyn Brown, Dum Um Romao e Bini&Martini (il progetto con loro, grande successo in Inghilterra, si chiama Good Fellas). Un cammino, umano,o e professionale, che fa di Uovo una delle realtà più accreditate sulla scena house internazionale.
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14/12/2005 13:23 - OVO - Cicatrici (Bar La Muerte) Gli OVO sono il ...
OVO - Cicatrici (Bar La Muerte) Gli OVO sono il progetto in cui s'incrociano la multiforme attività di Bruno Dorella (già coinvolto con Wolfango, Ronin, Bugo nonché boss e mentore di Bar La Muerte) e Stefania Pedretti delle Allun. Cicatrici è il loro secondo album (non contando lo splendido split con i Rollerball e un paio di ep), quello in cui il progetto sembra assestarsi su visioni più definite, anche se in tal caso definirsi significa mettersi in pericolo, minarsi le fondamenta, un eccedersi sonico. Una proposta più ostile che ostica, e anche in questo più colposa che preterintenzionale. Con L'Anno Del Cane prima (ritmica dance allestita da un robivecchi e canto improbabile da muezzin abbarbicato sulla Grande Muraglia) e Phiphenomena poi (nient'altro che la voce ed effetti di violino, ma è come tentare di sintonizzarsi su una stazione a onde corte in mezzo ad una tempesta atomica) il disco raggiunge e ribadisce una specie di incandescenza, il tremore d'un trapano nel cervello, luce bianca che cancella le zone di grigio e appiattisce lo scenario, decretando una intimità irrimediabile al cuore stesso del delirio. Chiude una brevissima (un minuto) pastorale folk, solo chitarra e... Un violino? Una diamonica? Il titolo, Signora Bella Con Cane Gentile, è il modo in cui una bambina ha battezzato Stefania la prima volta che l'ha vista, e fa venire in mente quella speranza-sguardo che illumina le cose. La credevamo morta, e invece, forse, no - SUONANO: 17/9 Annecy (F) @ tba 18/9 Clermond Ferrand (F) @ Raymond's Bar (w/Neptune) 19/9 Paris (F) @ Les Instants Chavires (w/Neptune) 21/9 Lille (F) @ La Malterie 14/10 Reggio Emilia (I) @ Aquarius (w/ZurichAgainstZurich) 26/10 Cagliari (I) @ Fabrik Info: BAR LA MUERTE c/o Bruno Dorella - Via M.Gioia 82 - 20125 Milano - 347/5936576 - www.barlamuerte.com















































































































