Live Band
Live di questa band:
Nessun evento trovato in archivio
Testi in archivio:
-
16/05/2007 12:05 - Bright Eyes - Cassadaga
Una volta Conor Oberst girava per le ...
Bright Eyes - Cassadaga Una volta Conor Oberst girava per le strade di New York unendosi a marce di protesta, felice per non essere morto prima di averla incontrata e rammaricandosi di non avere una macchina fotografica per immortalare quei momenti. Eppure, se l’occhio meccanico non è riuscito a stampare su carta 90X130 quei giorni, l’orecchio di Conor è stato intento ad incanalare quei suoni e a trasporli nel capolavoro I’m Wide Awake, It’s Morning (2005). Sono passati solo due anni dalle vette di Billboard, ma nel frattempo Bright Eyes ha girato il mondo con la sua band (il cui riassunto si può sentire nel live Motion Sickness, 2005) e si è permesso pure una raccolta di rarities (Noise Floor, 2006). Cassadaga, preceduto in dall’EP Four Winds, è il frutto del cambiamento avvenuto in questi anni, quello che segna la fine della “rivoluzione a poco prezzo” degli esordi e ci consegna un “Uomo Medio” travestito da cantastorie. Nelle 13 tracce dell’album questo mutamento si avverte nella scelta di non precludersi nessuna via di fuga: l’improvvisazione (e l’ispirazione) degli esordi ha lasciato il posto ad arrangiamenti complessi ed eleganti, in cui piano, violino e batteria si dividono equamente l’accompagnamento della chitarra di Conor, arrivando persino ad evocare la forma-concerto della classica (”Make A Plan To Love Me”); le liriche del vissuto - intimo e privato - che si faceva universale hanno lasciato il posto a storie di prostitute (”Hot Knives”) e cantanti country (”Classic Cars”). Se dunque nel disco del 2005 i punti di riferimenti erano Dylan ed il blues, adesso il cantautore di casa Saddle Creek si divide tra il country-folk dell’ultimo Springsteen delle Seeger Sessions (”Four Winds” e “Middleman”) ed il pop classico di scuola americana (”If The Breakman Turns My Way”), in cui abbonda il sostegno di cori e seconde voci. Un lavoro senza sbavature, che non perde un colpo. Eppure, un po’ci manca quel ragazzo del Nebraska che andava in giro d’inverno con le maniche corte, che faceva pupazzi di neve in pieno giugno e lamentava il fatto che Dio non prendesse mai appunti: di questo - nel presente lavoro - non rimane che qualche debole traccia.
-
14/12/2005 13:23 - Bright Eyes, personaggio controverso della scena folk-rock dell’underground americano. La ...
Bright Eyes, personaggio controverso della scena folk-rock dell’underground americano. La voce malinconica di Conor Oberst, proprietario del progetto Bright Eyes narra storie intime come quelle scritte sulle pagine di un diario, dove l'apporto della sola chitarra acustica rende efficace la ricercata atmosfera lo-fi che sembra nascere in un pomeriggio piovoso particolarmente triste.
-
14/12/2005 13:23 - BRIGHT EYES Fevers And Mirrors
A vent'anni appena compiuti Conner Oberst ...
BRIGHT EYES Fevers And Mirrors A vent'anni appena compiuti Conner Oberst da Omaha, Nebraska scrive e canta come se ne avesse già vissuti almeno il triplo. Questa almeno è la sensazione che si ricava quasi subito dalle canzoni di "Fevers And Mirrors", il primo album che egli firma a nome dei Bright Eyes dopo averne registrati due tra il '94 e il '98 quale effettivo degli ormai disciolti Commander Venus. Per la verità è un tantino improprio parlare di gruppo a proposito della sigla che figura sulla copertina di questo disco, essendo di fatto un progetto che spesso e volentieri (soprattutto dal vivo) non conta su altro apporto che quello di Oberst, ma la stessa cosa vale per altri artisti soliti a farsi scudo di insegne più o meno fittizie, gente come Will Oldham, e degli Eels e Mark Linkous degli Sparklehorse, tanto per intenderci, personaggi alla stregua dei quali può per l'appunto essere messo anche il tormentato e ombroso autore che si ascolta in queste tracce. Un altro profondo e acuto indagatore del malessere esistenziale, insomma, un poeta dell'angoscia e del dramma che prova a sublimare cupezze e ubbie attraverso canzoni che viceversa gli rimandano l'immagine speculare delle sue ambasce e dei suoi ineluttabili stati depressivi. Proprio come lo specchio della copertina può facilmente riflettere le espressioni di meraviglia che il suo lavoro è in grado di suscitare. "Fregato dalla mia educazione cattolica", così egli sintetizza le ragioni più profonde della sua condizione emotiva, concludendo non meno sconsolatamente che è quella una strada senza ritorno. Ulteriori dettagli sull'argomento sono forniti dall'interessato nello stralcio d'intervista che si ascolta sul finale del disco, ma più di quelle risposte sono canzoni come l'oldham-esca "A Scale, A Mirror And Those Indifferent Clocks", la disperata ballata country folk che egli intona in "Something Vague" tra bordoni di mellotron e arpeggi di dulcimer, la commozione che tracima impetuosa dalle varie "Arienette", "When The Curious Girl Realizes She Is Under Glass", "Haligh, Haligh, A Lie, Haligh" a meritargli tutta l'attenzione, il rispetto e l'ammirazione che si devono, a chiunque abbia il coraggio di scavare tanto a fondo tra i propri affanni. Non lasciatevi scappare queste canzoni: poche altre quest'anno sono state capaci di dispensare tante e così sincere emozioni tutte in una volta.
-
14/12/2005 13:23 - BRIGHT EYES In "I'm Wide Awake, It's Morning" e "Digital ...
BRIGHT EYES In "I'm Wide Awake, It's Morning" e "Digital Ash In a Digital Urn", i due nuovi album dei Bright Eyes che verranno pubblicati in contemporanea il 24 gennaio (su Saddle-Creek), Conor riesce a mantenere tutte le qualità che hanno garantito il successo dei suoi lavori precedenti, riuscendo però anche a raggiungere un nuovo e più maturo livello di espressione, nonché una meritata e ormai inconfutabile appartenenza alla categoria dei grandi autori americani. Negli anni che hanno preceduto l'uscita del loro quarto album, "Lifted or The Story Is In The Soil, Keep Your Hear To The Ground", i Bright Eyes sono spesso stati oggetto di cambiamenti inaspettati e di grandi riconoscimenti. "I'm Wide Awake, It's Morning" è un mélange delle più belle canzoni acustiche di Conor, qui coadiuvato da nomi del calibro di Emmylou Harris e di Jim James (My Morning Jacket), mentre "Digital Ash In A Digital Urn" è un album strumentalmente più sofisticato che vede la partecipazione di Nick Zinner degli Yeah Yeah Yeahs. Gran parte dei due nuovi lavori è nata a Manhattan nel 2003; di ritorno a Lincoln l'anno successivo, Conor entra nei Presto Studios per terminare le registrazioni con il suo collaboratore e produttore Mike Mogis e con l'aiuto di una sterminata schiera di collaboratori tra cui Jase Harris, Jason Boesel (Rilo Kilei), Nick White (Tilly and The Wall), Matt Maginn (Cursive), Clave Leverett e Andy LeMasters (Now It's Overhead), Jiha Lee (The Good Life), Maria Taylor (Arure Ray), Clark Beachle (The Faint), Alex Mc Manus (The Bruces), Jake Bellows (Neva Dinova) e Jimmy Tamborello (The Postal Service).I due album sono preceduti da due singoli, rispettivamente "Take It Easy" e "Lua", che hanno già registrato un record piazzandosi, primo caso in sette anni, nelle prime due posizioni della single chart di Billboard. SUONANO: 29.06 FERRARA @ PIAZZA CASTELLO - ingresso gratuito ore 19.30 30.06 TORINO @ TRAFFIC FESTIVAL - ingresso gratuito ore 19.30 - INFO: INDIPENDENTE EVENTI E PRODUZIONI SRL 0434/208631 - 524657 - Ufficio Stampa: Roberto Marziali 335/8125679 - Via del Maglio, 6/b - 33170 Pordenone - www.indipendente.com















































































































































