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14/12/2005 13:23 - BLINK 182
Clistere dello stato. E' questo il titolo dell'album che ...
BLINK 182 Clistere dello stato. E' questo il titolo dell'album che ha proiettato il trio di San Diego, California, nei quartieri alti delle classifiche americane. D'altra parte, cosa ci si può aspettare da una band che l'anno scorso aveva intitolato il suo tour "Poo Pro Pee-pee Tour" (letteralmente, «Il Tour Della Cacca E Della Pipì")? I Blink 182 sono gli ultimi arrivati nel mondo del rock americano che piace alle radio, ai giovani skaters con i pantaloni larghi, alla generazione post-punk e post-grunge che si riconosce nell'ormai consolidato "Warped Tour" annuale, del quale naturalmente hanno fatto parte questa estate. Non è un caso che la produzione di Enema Of The State sia stata affidata a Jerry Finn, che ha avuto a che fare in passato con Green Day, Rancid e Pennywise, tutti campioni del punk melodico targato Novanta. I Blink 182 hanno esordito nel 1997 con l'album Dude Ranch, che conteneva l'hit radiofonico Dammit (growing up) e, come è nella norma, hanno passato finora la maggior parte del loro tempo sulla strada, battendo ogni club di ogni sperduta provincia degli Stati Uniti, e arrivando di recente anche in Italia per un paio di date promozionali. Tom Delonge (chitarrista, cantante); Mark Hoppus (bassista, cantante); e Travis Barker (batterista), stanno per esplodere anche dalle nostre parti, c'è da giurarci, attraverso il singolo What's My Age Main, uno di quei brani «radio-friendly" che rimangono in mente al primo ascolto e che hanno scritto "hit" in fronte, corroborato da un video in cui i tre componenti del gruppo girano per la città completamente nudi tra lo sconcerto dei passanti.
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14/12/2005 13:23 - Blink 182, The Mark, Tom and Travis Show (The Enema ...
Blink 182, The Mark, Tom and Travis Show (The Enema Strikes Back) (CD / MC, MCA) L’altra mattina stavo a caga’, quando il postino ha suonato, costringendomi a correre verso il citofono con i pantaloni ancora calati. Purtroppo non si trattava di nessun assegno, e per fortuna di nessuna multa e/o bolletta da pagare, ma solo dell’ennesimo pacco di roba da ascoltare e recensire (ma c’è ancora chi mi manda qualcosa, di quando in quando?). Apro il pacco e, sorpresa sorpresa, cosa ci trovo dentro? Il nuovo dei Blink 182, che poi proprio nuovo non è, visto che si tratta sostanzialmente di una sorta di best of dal vivo in cui il gruppo rifà tutti (credo) i pezzi del suo miliardario disco d’esordio Enema of the State (quello con Janine in copertina, per intenderci). Ormai sono pronto a tutto e non mi spaventa più niente, per cui, una volta terminate le operazioni di igiene personale e messo sul fuoco l’ennesimo caffè della giornata, ho deciso di affrontare subito questa nuova prova a cui l’industria discografica mi stava costringendo: l’ascolto di uno dei gruppi più insulsi, falsi e giovanilistici del pianeta (poco male, tanto dovevo fare le pulizie di casa). Bene, questo era il mio stato d’animo al momento di spingere il tasto “play.” Poi è successo qualcosa, non so bene cosa, ma qualcosa deve essere successo se mi sono bastati pochi minuti per cambiare idea. I Blink 182, infatti, sono un bersaglio facile, troppo facile. Certo, lo so anch’io che sono solo l’ennesimo gruppetto punk melodico californiano (e come se non bastasse quello di maggior successo), che sono tre cazzoni che al confronto Green Day, NOFX e Offspring ci fanno la figura dei Tortoise, Belle & Sebastian e Godspeed You Black Emperor di turno (ascoltare i minuti finali del disco per credere) – insomma, che sono quanto di peggio ci si possa aspettare da un gruppo. Eppure sono anche un’ottima band, sanno scrivere belle canzoni (perché “Don’t Leave Me,” “What’s My Name Again?” e “All the Small Things” sono belle canzoni, per non parlare dell’unico inedito registrato in studio presente sul disco, “Man Overboard,” un pezzo che se fosse finito sul disco di un gruppo indie e/o make-believe indie avrebbe fatto gridare al capolavoro) e soprattutto sanno eseguirle dal vivo con un tiro che neanche i primi Bad Religion (non sto scherzando). Qualche tempo fa una persona di cui mi fido ha scritto che i Blink 182 sono probabilmente il miglior gruppo emo del momento. Non so se sia vero oppure no, ma certo non meritano l’atteggiamento snobistico di gran parte della critica e dei cosiddetti “esperti di musica” (una categoria in cui se fossi uno sbirro andrei sempre a cercare maniaci, serial killer e strozzini). Per quanto mi riguarda, se devo scegliere fra un gruppo sopravvalutato come gli At the Drive-In (una versione annacquata e scadente dei Fugazi) e un gruppo vero (piaccia o no piaccia, questo è un altro discorso) come i Blink 182, scelgo i Blink tutta la vita. Con buona pace di chi mi toglierà il saluto e ripeterà “l’avevo detto io che non capiva un cazzo di musica.” If ignorance is bliss, I know too much…
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14/12/2005 13:23 - BLINK 182 The Mark, Tom, and Travis Show
Il trucco è ...
BLINK 182 The Mark, Tom, and Travis Show Il trucco è buttare in burla quel che invece dovrebbe dare scandalo. Funziona benissimo con i ragazzini dai tre agli undici anni. Volete fare la prova? Pronunciate ad alta voce il mantra "cacca, pipì, puzza, pisellino e passerina!" nel bel mezzo di un piccolo e beato consesso infantile e se non vedrete i pargoli rotolarsi per terra dalle risa, allora i casi non potranno che essere due: o avete un aspetto a dir poco spaventevole, oppure siete incappati proprio in un gruppo di sordi. I Blink 182 non sono precisamente dei mostri e il successo planetario che hanno avuto negli ultimi due anni esclude che il loro pubblico sia duro d'orecchi. La cosa che dà da pensare è che le platee di questi tre giovanotti californiani sono comunemente ben al di sopra i limiti d'età in cui l'uso indiscriminato di tale linguaggio sarebbe in grado di innescare quel genere di reazioni. Sarebbe, per l'appunto, dal momento che la realtà dice un'altra cosa, ossia che i creatori delle serie Beavis & Butthead e South Park avevano visto giusto infiorettando di scurrilita i discorsi dei loro personaggi. I tre lazzaroni in questione non hanno fatto che sostituirsi ai disegni animati e continuare le litanie di "shit, piss, fuck, cunt, cock, tits, fart" accompagnandole però ad un inesauribile e spesso irresistibile campionario di melodie popcore. Lo show del "clistere che colpisce ancora" aggiunge a quel che si sapeva abbondantemente sul loro conto il clamore delle folle che i Blink 182 hanno raccolto lo scorso anno lungo il loro tour americano, una canzone nuova di zecca, "Man Overboard", e una bella manciata di brani che fino ad ora i tre avevano suonato soltanto dal vivo. Quel che basta a celebrare il loro momento magico. O viceversa a detestarli ancora di più.




















