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14/12/2005 13:23 - VALENTINA DORME
Si affaccia da poco (2001) sul mondo del rock ...
VALENTINA DORME Si affaccia da poco (2001) sul mondo del rock alternativo italiano l'etichetta Fosbury Records. Prende il nome dall'atleta vincitore delle olimpiadi di Messico '68, che trovò un nuovo metodo per riuscire meglio nel salto in alto. Il loro motto è "Non giriamo intorno agli ostacoli: li saltiamo". I primi "protetti" di questa label sono i Valentina Dorme; vengono da Treviso e hanno alle loro spalle due demo CD e un EP autoprodotti, oltre a vari riconoscimenti a livello nazionale (hanno percorso, insomma, tutto il cursus honorum della classica band dell'underground italico). Per introdurli si è parlato addirittura di Fabrizio De Andrè e più in generale di un cantautorato d'autore rivisto in chiave alternative-rock. "Capelli Rame", primo loro album prodotto da un'etichetta, è composto da dodici brani (il primo singolo, distribuito da tempo su Vitaminic, e a lungo primo nella classifica alternative, è "Claudia Cardinale da giovane") che riescono solo in parte a mantenere le promesse fatte al momento del lancio pubblicitario. Se il gruppo riesce quasi sempre a reggere il confronto con i numerosissimi "colleghi" connazionali che suonano rock alternativo, diversamente ciò non accade quando si ha la pretesa, magari facendosi aiutare da testi che ostentano vacuo intellettualismo, di comporre ballate vagamente ispirate al maestro De Andrè ("Nove nuovi amanti"). In questo senso, quando si percorrono strade già di recente battute da gruppi sicuramente più famosi, si hanno brani senz'altro riusciti e validi ("Rosso" e "Guardare i corvi" sembrano scritte da dei Marlene Kuntz che strizzano l'occhio alla canzone d'autore). Quando invece si vuole osare troppo, sconfinare in un campo, che, sinceramente, non sembra competere loro, si ha solo la sensazione che scomodare il cantautore genovese da poco scomparso sia stato quanto meno inopportuno. Questa sensazione si rafforza ancora di più se penso che si è osato paragonare testi del genere ("Io che ti amo più del mio cazzo rigido sul punto di esplodere") a quelli meravigliosi e densi di significato del poeta De Andrè.
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14/12/2005 13:23 - VALENTINA DORME
Si può ben dire che i Valentina Dorme siano ...
VALENTINA DORME Si può ben dire che i Valentina Dorme siano uno di quei gruppi che merita il titolo "di culto". Sconosciuti ai più, fino a questo momento senza un'etichetta alle loro spalle, hanno però saputo incidere in maniera evidente su un'intera giovane schiera di musicisti rock "indie": in punta di piedi, con leggerezza com'è nel loro stile. Per fortuna ci hanno pensato i ragazzi della Fosbury Recods a valorizzare un potenziale di scrittura che, nel nostro paese, fatica ad avere uguali. A tre anni da quel "Nuotare A Delfino" che era rimasto, ingiustamente, materiale per pochi palati raffinati i Valentina Dorme segnano un altro centro nel loro "score" personale avvicinandosi, per la solidità delle canzoni, al meglio del loro repertorio. C'è chi ascoltandoli li ha bollati come "post Marlene" cadendo senza dubbio in errore: siamo davanti a chi ,come il combo di cuneo, è cresciuto filtrando il noise oltreoceano in una prospettiva personalissima e intrisa di quel cantautorato crepuscolare che ha fatto la fortuna di quanto di buono e originale l'Italia abbia mai partorito. Se fossimo in vena di neologismi da discarica giornalistica potremmo sfoggiarne uno come "cantautorato rock": una pastura deliziosa, mai edulcorata a tratti addirittura livida. Solitudini che stridono come le chitarre di "Nove Nuovi Amanti", pistole e parole sputate in faccia per regolare i propri conti. Tutto questo senza mai alzare la voce e come musa ispiratrice il ritratto di "Claudia Cardinale Da Giovane": una bellezza grande eppure popolare, nei suoi caldi capelli rame.
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14/12/2005 13:23 - VALENTINA DORME Capelli Rame
Esordio sulla neonata Fosbury Records (etichetta che ...
VALENTINA DORME Capelli Rame Esordio sulla neonata Fosbury Records (etichetta che fa capo ai promettenti es) per i trevigiani Valentina Dorme, nome ricorrente da quasi dieci anni sulla scena indie rock italiana. Un disco di chiaroscuri, per certi versi amblematico sullo stato di certo pop alternativo che da la chiave di volta fra sonorità moderne e cantato in lingua madre, di stampo sottilmente retrò, quasi cantautorale. Se musicalmente la band ha ormai maturato una propria formula, sospesa fra trame vagamente new wave, solo a sprazzi disturbate da distorsioni ed elettricità di sorta, è nelle scelte vocali che denuncia i limiti più evidenti, nel tentativo -comunque lodevole- di non adeguare il contenuto e i testi alla struttura caratteristica dei brani. Gli esempi lampanti risiedono in episodi come 'Guardare i Corvi', 'Nove Nuovi Amanti' o 'Rosso', in cui è la monotematicità dell'approccio vocale a limitare il potenziale di composizioni decisamente più mature della media di questo genere, almeno in Italia. Un disco che piacerà tanto agli amanti di una stagione del rock italiano-Marlene Kuntz, CSI, Il Grande Omi...- sicuramente poca attuale, se non superata, mai che rappresenta l'istantanea credibile di un'idea di rock che non sacrifica nulla, nel bene e nel male, alla propria urgenza espressiva.





















































































