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14/12/2005 13:23 - BOB TILTON
Crescent (Southern)
Non una vera e propria novità questo cd ...
BOB TILTON Crescent (Southern) Non una vera e propria novità questo cd per Southern. Uscito sul finire del 1996 per la Subjucation nella sola edizione in vinile e solo in Inghilterra, venne accolto molto bene dalla stampa inglese (strano per un prodotto come questo, dal forte sapore Washingtoniano) e dal pubblico, che lo rese un piccolo successo indi, con più di 5000 copie vendute in questi due anni. Alla luce dei suddetti numeri e del fatto che in questi giorni é in uscita il loro secondo cd su Southern, l'etichetta/distributore inglese ha deciso di ristampare il loro esordio nella versione digitale in modo da far risaltare la loro miscela di emo-core e tragic-wave nei cataloghi europei, propiziando un eventuale tour sul "continente" che ci permetterà di poter assistere alla forma di espressione più congeniale per questo tipo di bands: il live show. Proprio l'unico appunto che si può muovere al disco dei Bob Tilton é dato dalla mancanza di quell'elettricità che il live trasmette dal musicista all'ascoltatore. E' peraltro un peccato, perchè Crescent è, in termini di canzoni, uno dei migliori dischi del genere (assieme al debutto di Rye Coaliton) usciti da un po' di tempo a questa parte.Bob Tilton ci hanno messo in preallarme e col prossimo Leading Hotels Of The World speriamo sappiano confermare, e ancor di più convincere, con il loro rock giocato dalle tensioni emotive che ci ritroviamo davanti ogni qualvolta attraversiamo quei periodi di profondo cambiamento che segnano la nostra esistenza; quei giorni in cui si sviluppano quei rituali di passaggio chiamati dagli psicologi: rituali liminari. Bob Tilton possono essere proprio i sacerdoti per questi rituali se vorrete dargli una chance. Carlo Masu
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14/12/2005 13:23 - BOB TILTON The Leading Hotels Of... (CD Southern) Già tre ...
BOB TILTON The Leading Hotels Of... (CD Southern) Già tre mesi fa avemmo a che fare con i Bob Tilton a proposito della ristampa dell'album Crescent. Di loro è bene ripetere che sono la più longeva (in attivo dal '93) sennonché una delle rare realtà inglesi che si siano cimentate in campo post rock/emo, riallacciandosi al discorso dei Fugazi e degli Slint. Il nuovo lavoro su lunga distanza naturalmente continua nello sviluppo di quelle traiettorie dotandole di una discorsività quasi cinematografica (e gli agganci filmici non mancano certo nell'immaginario della band). Un procedimento narrativo che può ricordare - sugli stessi terreni - gli Hal Al Shedad o i Prohibibon. Dei primi possiamo notare le intricate strutture i cambi di direzione e i momenti più serrati, dei secondi la perizia tecnica, la pulizia formale delle partiture e l'uso del sax (presente nella title track). I loro pezzi scorrono quindi come se uno squarcio di vita venga sentimentalmente riletto attraverso una serie di fotogrammi, riuscendo però a catturare l'attenzione più per la fascinazione delle immagini che per la trama. La mancanza di un fuoco è dovuta più che altro alla concettualità del processo compositivo, caratteristica comune a più di una formazione impegnata in tali latitudini. I Bob Tilton avrebbero i mezzi per sopperire a certe disfunzioni. A qualcuno tuttavia può pure andar bene così.
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14/12/2005 13:23 - BOB TILTON THE LEADING HOTELS OF THE WORLD SOUTHERN
Strano destino ...
BOB TILTON THE LEADING HOTELS OF THE WORLD SOUTHERN Strano destino quello dei Bob Tilton, band tra le più influenti nella scena del post rock/ emo inglese, una volta arrivati ad una discreta visibilità grazie alla ristampa Southern del loro disco precedente dal titolo Crescent, arrivano ad incidere questo The Leading Hotels Of The World e abbandonano la nave , ilgruppo si sciogle lasciando questo epitaffio e non so se bisogna rammaricarsene oppure rimanerne indifferenti, la band ha sempre vissuto di buoni spunti accostati ad alcunie soluzioni a volte troppo autoindulgenti; per intenderci, erano un po’ come un gruppo della Slowdime senza possedere la schiettezza che spesso contraddistingue le produzioni dell’etichetta di Washington. Ma non voglio essere troppo critico, visto che considero questo un buon disco da consigliare caldamente agli amanti del genere, ma la speranza di avere qualcosa in più è difficile da governare, chissà, forse Bob Tilton ci avrebbero potuto offrire ancora delle altre più calde emozioni, ma per ora accontentiamoci di questo The Leading Hotels Of The World.
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14/12/2005 13:23 - LIGHTNING SEEDS Tilt Epic
É un gioco pericoloso quello del cantate-produttore ...
LIGHTNING SEEDS Tilt Epic É un gioco pericoloso quello del cantate-produttore Ian Broudie: ridefinire alla perfezione il pop d'autore tra elettronica e melodia. Nei cinque tentativi in dieci anni si è avvicinato pericolosamente al bersaglio correggendo via via il tiro, tra accuse di opportunismo da classifica e il grande rischio di varcare la soglia del buon gusto (è sempre dietro l'angolo l'incubo del suo inno calcistico per i campionati europei del 1996, Three lions, intonato da stadi interi e citato da Blair in un suo discorso). Solo un uomo esperto come Broudie poteva attorniarsi di gente diversa come Babybird, Mike Pickering degli M People e Tim Simenon, prendere in prestito frammenti di Al Green e Fleetwood Mac e suonare ancora snobisticamente datato e vagamente artificiale, ma genuinamente e miracolosamente leggero. Ovvero un pò New Order, The The ed un pò Pet Shop Boys di classe (quelli di Behavior). Forse la difficoltà maggiore per Broudie è solo nascondere la malinconia dietro il pop solare. Ma quando ci riesce il risultato risplende.
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14/12/2005 13:23 - STILTSKIN
The Mind's Eye è l'album d'esordio degli Stiltskin, il gruppo ...
STILTSKIN The Mind's Eye è l'album d'esordio degli Stiltskin, il gruppo britannico che ha riscosso clamoroso successo internazionale con il suo primo singolo, Inside. Brano suggestivo, dal sound possente, con un testo intenso a proposito di come affrontare una situazione oppressiva per uscirne, Inside ha raggiunto il primo posto in classifica in Gran Bretagna restando nei Top 40 per tre mesl e vendendo oltre 300.000 copie; la sua affermazione si è poi estesa ad altri paesi; tra cui Francia e Italia. Gli Stiltskin sono nati nel 1989 quando il chitarrista-produttore Peter Lawlor e il bassista James Finnigan cominciarono a comporre insieme pezzi rock decisi a far fronte alla prepotente invasione della dance music. Ai due si univa successivamente il batterista Ross McFarlanel ma la formazione veniva completata soltanto nei novembre 1993 grazie al fortuito incontro con il cantante Ray Wilson. Viaggiando sull'autostrada M8 tra Edimburgo e Glasgow, Lawlor e Finnigan si fermavano ad aiutare un folle automobilista che stava rischiando la pelle per estrarre le sue chitarre da un furgone in fiamme; gli davano quindi un passaggio fino a Glasgow, dove era diretto per un concertol e decidevano di assistervi. Colpiti dalla sua voce da brividi reclutavano immediatamente Ray Wilson per il gruppo. L'appassionata interpretazione di Wilson, il torrido riff chitarristico di Lawlor e l'affascinante melodia sono risultati gli ingredienti vincenti di Inside che, scelto dalla Levi's per un suo spot televisivo, ha portato di colpo vasta notorietà agli Stiltskin. A preparare la strada all'album è il singolo Footsteps, che ripropone canto aggressivo, chitarra lancinante e basso tempestoso. Il quartetto, che sta per dare inizio a una tournée britannica subito seguita da una lunga serie di concerti sul continente europeo, è attualmente oggetto di allettanti offerte da parte delle case discografiche USA che vi scorgono uno straordinario potenziale commerciale. Dal punto di vista artistico, la band punta all'espansione dei confini musicali senza perdere in accessibilità, come viene confermato dal materiale proposto da The Mind's Eye. Molto critici nei confronti dei musicisti che si accontentano di sfruttare formule consolidate, gli Stiltskin credono nella disponibilità del pubblico internazionale a raccogliere una sfida in termini di innovazione della musica e dei testi e vogliono contribuire a una rinascita det rock di qualità.
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14/12/2005 13:23 - TILT - ROCK
Questa band esegue brani che spaziano dal rock ...
TILT - ROCK Questa band esegue brani che spaziano dal rock più orecchiabile fino all’hard rock, dimostrando notevole grinta ed altrettanta esperienza.
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14/12/2005 13:23 - TILT
"Viewers Like You"
Il combo guidato da Cinder Block è attivo ...
TILT "Viewers Like You" Il combo guidato da Cinder Block è attivo dal 1992 nell'ambito della scena East Bay, ed ha all'attivo, oltre ad un debutto per Lookout, ben altri tre dischi per la label di Fat Mike, di cui "Till It Kills" è il primo. Energico hardcore punk dalla forte componente melodica ma privo di quelle caratteristiche che ne farebbero un prodotto-tipo della scena hardcore melodica. E' troppo il sudore punk'n'roll perché l'opera possa essere classificata nei prodotti di genere dell'odierno appiattimento West Coast. Semplice ma efficace l'impatto strumentale, davvero ricca di verve la voce della bionda Cinder, ed i quattordici brani del disco sanno fornire momenti di buon coinvolgimento mostrando una disinvolta varietà d'ispirazioni musicali, dalla ballad alla cavalcata hardcore, dalle urgenze melodiche al rock quasi di Provincia, sia nella rabbia amara di "War Room", sia nella falsa malinconia di "Fine Ride". Un disco di punk e rock americano.
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14/12/2005 13:23 - TILTMASTER "Swan Girth"
Non c'è che dire: in America si sta ...
TILTMASTER "Swan Girth" Non c'è che dire: in America si sta assistendo da qualche mese ad un'autentica fioritura di nuovi talenti determinati a riportare in auge il formato canzone nel senso più classico e - ci verrebbe da dire - "sincero". Dopo la North Carolina dei Kingsbury Manx, questa volta puntiamo la nostra attenzione sulla fredda Boston, da dove provengono due nomi da tenere senz'altro sott'occhio. Splendida sintesi di delicate armonie folk e tonalità indie appena accennate, "Swan Girth" segna l'esordio di Tiltmaster (al secolo Darryl Leigh Blood) e prenota un posto di prima fila tra le rivelazioni del nuovo anno. Ugualmente infatuato delle atmosfere malinconiche di Nick Drake e John Martyn e dal lirismo un po' stralunato di Stephen Malkmus, questo giovanissimo cantautore bostoniano dà vita a dodici canzoni intimiste ed essenziali realmente capaci di dialogare con il lato più profondo della nostra anima. Suddiviso in una prima parte lievemente più elettrica e in una seconda più acustica, "Swan Girth" raggiunge lo status di capolavoro in corrispondenza della traccia 7, "Safe", combinazione perfetta di voce, pianoforte e quartetto d'archi, senza tema di smentita uno dei brani più struggenti ed emozionanti ascoltati di recente. E se questa maestosa ballata vale da sola l'acquisto, anche il resto dell'album si mantiene su toni altissimi. "Moral Lies", accesa e spenta da accordi pianistici debussyani, si muta in canto accorato e melanconico. "Respite", marcia notturna e solenne, riecheggia fantasmi epici morriconiani. E la bellezza acustica di "Sore" e "Dead Conscience", infine, candida Tiltmaster (insieme all'altrettanto sorprendente e semisconosciuto Tom Lo Macchio) come uno degli eredi più credibili del poeta solitario di Tanworth-in-Arden.




























































