Live Band
Live di questa band:
Dom 10 Giu PALABRESCIA - Brescia (BS) - Italia
PALABRESCIA via San Zeno, 168 Brescia INFO:030/348888 www.palabrescia.it www.myspace.com/palabrescia
Testi in archivio:
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16/05/2007 12:05 - HYPERLINK "http://www.rockit.it/pub/band.php?x=00471"Marlene Kuntz
S-low (live acoustic)
HYPERLINK "http://www.rockit.it/etichette/scheda.php?id=0069"Virgin - HYPERLINK "http://www.rockit.it/distributori/scheda.php?id=011"EMI (2006)
A ...
HYPERLINK "http://www.rockit.it/pub/band.php?x=00471"Marlene Kuntz S-low (live acoustic) HYPERLINK "http://www.rockit.it/etichette/scheda.php?id=0069"Virgin - HYPERLINK "http://www.rockit.it/distributori/scheda.php?id=011"EMI (2006) A priori si pensa sempre che operazioni commerciali come questa di cui vi andremo a raccontare siano da catalogare sotto la voce "riempitivi". Ma è anche vero che a pensar male si fa presto e quindi liquidare "S-low" in questo modo sarebbe anche relativamente facile.?Perché in realtà i Marlene Kuntz vengono da due dischi in studio che quasi tutta la critica ha idolatrato, mentre il giudizio del sottoscritto è stato altalenante, convinto che il quartetto di Cuneo abbia in qualche modo esaurito la spinta creativa dei primi 3 lavori, avviandosi verso una metamorfosi tuttora in coso. E forse questo esperimento, grazie alla serie "Storytellers" di Mtv, servirà loro per riflettere e ricercare nuovi equilibri dopo la dipartita di Dan Solo. Nel contempo trovano in Gianni Maroccolo un complice di prim'ordine, che li accompagna al basso aggiungendo nuova linfa a canzoni che Godano & co. ripescano dal repertorio e rileggono in chiave acustica. Operazione che negli anni hanno compiuto quasi tutti i nomi con una carriera consolidata alle spalle e una produzione cospicua, esattamente come per i cuneesi. Per cui i 12 "ripescaggi" qui contenuti non sono nient'altro che un lancio spericolato con un atterraggio mordibissimo, potendo infatti scegliere su diversi brani ormai entrati nella storia della canzone italiana. Anzi, a pensarci bene, se ci fossero stati i giusti presupposti, una di queste tracce avrebbe potuto figurare tranquillamente fra le proposte di un Sanremo aperto a soluzioni melodiche inedite con pochi agganci alla tradizione.?Detto - e fantasticato su - ciò, basta scorrere la tracklist per farsi travolgere da ricordi e nostalgia; per di più, nel mixaggio spesso viene lasciato spazio alla voce del pubblico (vedere e sentire "La canzone che scrivo per te"), scelta emblematica nel significare un atteggiamento meno ortodosso rispetto alle posizioni a cui i quattro ci avevano abituato.?Per cui volume basso e ritmi a rallentatore, proprio come da titolo, per dare spazio alla dimensione più intima e strettamente "cantautorale" delle canzoni, sempre nel limite di quanto un gruppo come i Marlene Kuntz possa permettersi. Di conseguenza fornire un giudizio diventa complicato, perché si passa in rassegna parte della storia, anche personale, di cosa sia stata la musica rock in Italia negli ultimi 10 anni e passa. L'unica nota negativa è l'effetto "collage" che si genera all'ascolto, trattandosi di 12 pezzi assortiti da diversi concerti; trattasi di difetto su cui si potrebbe soprassedere, ma sarebbe bastato qualche accorgimento in più nella fase di assemblaggio per ingannarci sull'esito finale.?Poi spetterà a voi scegliere quale ricordo preferiate fra questa dozzina, perché ognuno ha le sue preferenze e stavolta il critico rischierebbe di toccare corde che per ogni singolo suonano in maniera diversa
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14/12/2005 13:23 - MARLENE KUNTZ
I Marlene Kuntz sono Cristiano Godano (voce, chitarra), Riccardo ...
MARLENE KUNTZ I Marlene Kuntz sono Cristiano Godano (voce, chitarra), Riccardo Tesio (chitarra), Luca Bergia (batteria) e Dan Solo (basso). Il gruppo piemontese si forma nel 1994 ed esordisce nel '94 con il primo album CATARTICA. Ad esso fanno seguito IL VILE (1996), il minialbum COME DI SDEGNO (1998) e HO UCCISO PARANOIA (1999), pubblicato in versione singola o con un cd aggiuntivo intitolato SPORE. Tutti gli album sono stati pubblicati da CPI/Mercury. Terzo capitolo della discografia del gruppo piemontese (se si eccettua il minialbum "Come Di Sdegno", nato piuttosto come la colonna sonora di un homevideo), "Ho Ucciso Paranoia" è un titolo affaticato prima ancora che trionfante. Un raggio di sole illumina la scena in cui la vittima giace a terra e il carnefice in piedi, finalmente libero, ma stanco, esausto. I Marlene si confrontano per l'ennesima volta con la Bestia, ormai circoscritta, la uccidono anche, ma le canzoni suonano come un soundtrack post mortem piuttosto che come una celebrazione: «Come girano i colori ed i sapori nella vita vera? Qui per ora è nero come Angoscia e amaro come Fiele. E lì?», cantano Cristiano Godano e i Marlene in "Ineluttabile", tra i momenti migliori del disco insieme a "L'odio Migliore", "L'Abitudine", "Infinità" e "Questo E Altro". All'interno del CD, i dipinti di Daniele Galliano inquadrano tramonti, crocefissi, corpi raggomitolati su un letto, i colori raccontano i paesaggi del disco. Non è un album facile, "Ho Ucciso Paranoia", faticoso, anzi. C'è una richiesta d'attenzione che non può essere elusa e che porta dritti nel mondo tutto mentale del gruppo, dove è difficile dissociare prodotto e processo creativo. I Marlene hanno una loro coerenza e una loro estetica, che è qualcosa di più di un semplice disagio: anche se Godano parla nelle interviste di ironia in diversi pezzi, lo slancio interpretativo regala un altro pathos, autenticamente sofferto. Un album che sarà amato dai fans del gruppo e che sulla carta dovrebbe ampliarne il potenziale, ma capirlo, per chi non è addentro a questo mondo, potrebbe risultare proibitivo.
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14/12/2005 13:23 - MARLENE KUNTZ I Marlene Kuntz sono Cristiano Godano (voce, ...
MARLENE KUNTZ I Marlene Kuntz sono Cristiano Godano (voce, chitarra), Riccardo Tesio (chitarra), Luca Bergia (batteria) e Dan Solo (basso). Il gruppo piemontese si forma nel 1994 ed esordisce nel ‚94 con il primo album CATARTICA. Ad esso fanno seguito IL VILE (1996), il minialbum COME DI SDEGNO (1998) e HO UCCISO PARANOIA (1999), pubblicato in versione singola o con un cd aggiuntivo intitolato SPORE. Tutti gli album sono stati pubblicati da CPI/Mercury. Terzo capitolo della discografia del gruppo piemontese (se si eccettua il minialbum "Come di sdegno", nato piuttosto come la colonna sonora di un homevideo), "Ho ucciso paranoia" è un titolo affaticato prima ancora che trionfante. Un raggio di sole illumina la scena in cui la vittima giace a terra e il carnefice in piedi, finalmente libero, ma stanco, esausto. I Marlene si confrontano per l‚ennesima volta con la Bestia, ormai circoscritta, la uccidono anche, ma le canzoni suonano come un soundtrack post mortem piuttosto che come una celebrazione: “Come girano i colori ed i sapori nella vita vera? Qui per ora è nero come Angoscia e amaro come Fiele. E lì?”, cantano Cristiano Godano e i Marlene in "Ineluttabile", tra i momenti migliori del disco insieme a "L‚odio migliore", "L‚abitudine", "Infinità" e "Questo e altro". All‚interno del CD, i dipinti di Daniele Galliano inquadrano tramonti, crocefissi, corpi raggomitolati su un letto, i colori raccontano i paesaggi del disco. Non è un album facile, "Ho ucciso paranoia", faticoso, anzi. C‚è una richiesta d‚attenzione che non può essere elusa e che porta dritti nel mondo tutto mentale del gruppo, dove è difficile dissociare prodotto e processo creativo. I Marlene hanno una loro coerenza e una loro estetica, che è qualcosa di più di un semplice disagio: anche se Godano parla nelle interviste di ironia in diversi pezzi, lo slancio interpretativo regala un altro pathos, autenticamente sofferto. Un album che sarà amato dai fans del gruppo e che sulla carta dovrebbe ampliarne il potenziale, ma capirlo, per chi non è addentro a questo mondo, potrebbe risultare proibitivo.
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14/12/2005 13:23 - MARLENE KUNTZ
I Marlene Kuntz sono Cristiano Godano (voce, chitarra), Riccardo ...
MARLENE KUNTZ I Marlene Kuntz sono Cristiano Godano (voce, chitarra), Riccardo Tesio (chitarra), Luca Bergia (batteria) e Dan Solo (basso). Il gruppo piemontese si forma nel 1992 a Cuneo. Dopo diversi demo, esordisce nel ‘94 con il primo album CATARTICA. Ad esso fanno seguito IL VILE (1996), il minialbum COME DI SDEGNO (1998) e HO UCCISO PARANOIA (1999), pubblicato in versione singola e con un cd aggiuntivo intitolato SPORE. Nello stesso anno è uscito il live H.U.P. LIVE IN CATHARSIS, primo lavoro uscito su Sonica factory/Edel, mentre i precedenti sono stati pubblicati da CPI/Mercury. Nel 2000 il gruppo, pur lavorando sempre con la Sonica, viene distribuito dalla Virgin e pubblica CHE COSA VEDI, cui partecipa in un brano anche Skin degli Skunk Anansie. Marlene Kuntz, le canzoni del futuro? Con il prossimo album, "Che cosa vedi", la band si appresta alla sfida più rischiosa: coniugare forma-canzone e complessità sonora. Ne parliamo con il cantante e chitarrista Cristiano Godano. Il nuovo disco dei Marlene Kuntz Che Cosa Vedi è ormai da tempo nei negozi. Il gruppo di Cuneo sta giocando probabilmente la scommessa più rischiosa della sua esistenza: quella di accostare la forma-canzone ad un’espressione sonora che non è mai stata autoindulgente, che ha preferito le vie della complessità – in Ho ucciso Paranoia, c’era addirittura un intero CD di spore, composizioni libere da schemi, molto “psichedeliche” – al ritornello fine a se stesso. Un esempio di coerenza estetica, che già il singolo La canzone di oggi evolve verso soluzioni inattese e divertite. Proprio questa appare una delle chiavi di lettura di Che cosa vedi, che inaugura la collaborazione tra Virgin e Sonica e di cui qui scriviamo in anteprima. Mai i testi sono stati così ironici, (Quasi 2001, Chi mi credo d’essere), mai i tentativi di poetare con le parole tanto vicini all’essenziale (La Mia Promessa, Serrande Alzate). “L’ironia? Ti assicuro che ne abbiamo sempre avuto una certa quantità. Comunque ho lavorato duro sull’impatto 'verbale' – racconta Cristiano Godano, voce e chitarra – con una dedizione di cui sono molto contento. D’altro canto, il fatto che tutto si sia sviluppato in fretta, senza imposizioni o pressioni di nessun tipo, evidenzia l’urgenza di esprimere qualcosa che era dentro tutti noi”. Un’urgenza che genera alcune delle composizioni più trasognate e lineari del repertorio Marlene, come squarci che si rarefanno e occhieggiano la semplicità delle forme. “Non so cosa significhi essere semplici. Per me l’aggettivo semplice, quando non è pianificato a tavolino, si può legare soltanto ai grandi, che arrivano a una qualità del genere dopo un percorso "profondo", fatto anche di sofferenza. Sicuramente in Che cosa vedi abbiamo asciugato la struttura dei pezzi, evitato le divagazioni strumentali delle spore”. Nonostante la sua genesi veloce, l’album è molto concentrato sulle sfumature, sul dettaglio. Un’altra caratteristica che movimenta l’attenzione: talvolta le chitarre sono sommesse e la voce bisbiglia. “Tutto è stato registrato da Gianni Maroccolo e poi affidato, tra gli altri, all’impresa del missaggio di un grande come Gareth Jones: anche nella ricerca dei suoni volevamo allontanarci dalla nostra piccola classicità, metterci in discussione. Non c'è lamico Marco Lega che ci aveva aiutato in tutti gli altri nostri lavori precedenti”. Il risultato? Un'opera che procede dialettica tra la linearità delle soluzioni cantabili, la consueta abrasione elettrica ed un tocco più caldo ed avvolgente, sottolineato per la prima volta dall’uso molto discreto delle tastiere. “Una curiosità verso qualcosa che non abbiamo mai utilizzato, come le aperture immaginifiche che qua e là suggeriamo nei vari brani”. Uno spunto interessante, perché, al di là del cantato e della stilizzazione globale, della partecipazione vocale di Skin degli Skunk Anansie in Canzone che scrivo per te, della 'confezione', l’ascolto del CD, per esempio, suggerisce diversi incontri tra suoni e colori. “Si tratta soprattutto di un aspetto emozionale, il tentativo di trasmettere ciò che proviamo suonando, che possono anche immaginarsi come colori più o meno precisi. Noi non forniamo mai interpretazioni univoche dei nostri pezzi, ma su questo tipo di sinestesia, si potrebbe discutere a lungo. C’è una tecnica yoga che fa lo stesso tipo di associazioni, partendo da ogni nota fondamentale”. Nessuna stanchezza, a quanto pare, ma una ricerca che ha asciugato le forme ed arricchito, probabilmente, i contenuti. Che cosa vedi è una domanda sensata per spiegare bene qual è l’approccio dei Marlene di oggi: ricerca e coerenza. “Non ci sentiamo 'rocker', almeno non nel senso classico del termine. Viviamo quello che è il nostro lavoro con il giusto impegno: per noi è una cosa seria”. La prova della maturità, quindi, una finestra spalancata su quelle che potrebbero essere le canzoni di domani: mai accomodanti, ma neppure monolitiche. Aspettiamo fiduciosi il responso del pubblico. Marlene Kuntz – Che Cosa Vedi? Capita raramente che un disco di rock italiano venga atteso come questo lavoro dei Marlene Kuntz. Un’attesa giustificata, perché nessun altro gruppo nazionale è riuscito a costruirsi una credibilità e un seguito fedele come quelli dei quattro cuneesi. Un’attesa che si è trasformata, negli ultimi giorni, anche in paura. Come ogni cosa amata, si teme di perderla. Così alcuni, sentendo parlare di “canzoni” e di “melodia”, hanno pensato che i Marlene Kuntz si fossero svenduti. Chiariamo subito una cosa. “Che cosa vedi” è un disco dei Marlene in tutto e per tutto. Basta sentire i trenta secondi iniziali di “Cara è la fine” per rendersene conto: ritmo incalzante, chitarre graffianti, voce sofferta. Come tutti i grandi gruppi, però, i Marlene sono cresciuti. Questo disco fa un passo avanti rispetto al precedente “Ho ucciso paranoia”: l’approccio compositivo è cambiato, non ha paura di scoprirsi alla melodia, da sempre presente nelle canzoni del gruppo, ma spesso celata sotto l’aggressività delle chitarre. I Marlene non hanno perso la cura maniacale dei dettagli (sentite le poche ma perfette tastiere presenti nel disco, suonate da Gianfranco Fornaciari), né il loro stile unico. Semplicemente l’hanno portato dove non era mai stato. Nelle 13 canzoni del disco non c’è un attimo di calo della tensione, sia che si passi da atmosfere più sature ad altre più rarefatte (da questo punto di vista, la sussurrata “La canzone che scrivo per te”, in duetto con Skin, è un gioiello di minimalismo). Poi ci sono i testi che, come direbbe un filosofo, hanno tutto della letterarietà senza essere letteratura: in murder ballad come “Cara è la fine” o canzoni d’amore come “Malinconica”, Cristiano Godano dà il meglio di sé. Interpreta con una delle voce più espressive del panorama italiano testi semplici ma mai banali. Rimane lontano dalla pretenziosità poetica di altri cantanti, con un vocabolario personale e visionario, ma che permette all’ascoltatore di ritrovarsi. Le canzoni non sono poesie né letteratura, sono canzoni e basta. Il rock è rock e niente altro. Questo disco dei Marlene Kuntz è, semplicemente, un grande disco di canzoni rock. Vi sembra poco?
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14/12/2005 13:23 - MARLENE KUNTZ Che cosa vedi
Wysiwyg. What you see is what ...
MARLENE KUNTZ Che cosa vedi Wysiwyg. What you see is what you get. Quello che vedi è quello che hai. Canzoni da vedere, allora. Non video, ma parole e note che vogliono essere condivise fra vista e udito. Non sarà che questo disco chieda di esere ascoltato ad occhi chiusi? Più facile a dirsi che a farsi, perché il momento di strabuzzare gli occhi arriva subito: "Cara e la fine" è infatti un bolero danzato/suonato qualche istante prima di un addio, la cosa più vicina all'idea di melodramma che i Marlene Kuntz abbiano mai concepito, un "Casablanca" che consuma il proprio epilogo sulla piazzola deserta di un autogrill alle quattro del mattino. La solita vecchia storia, tanto per cantarla con il buon Sam: puoi trafficare finché vuoi intorno ad accordi e rumori, ma alla fine, se è una canzone che cerchi, allora non puoi proprio fare a meno di Madama Melodia. C'è chi ci arriva molto presto e chi meno sollecitamente, chi per caso e chi invece per deliberata e ben ponderata scelta. I Marlene Kuntz dicono di essere fra questi ultimi e non c'è ragione di mettere in dubbio la loro parola. Nè di deprecarne gli effetti, se questi si chiamano "Serrande alzate", "La canzone che scrivo per te" (con il vistoso cammeo di Skin degli Skunk Anansie), "La mia promessa", "Malinconica", "E poi il buio", perché il loro amplesso con la melodia è infatti più tenero che soffocante, composto più che smanceroso. Non si tratta ovviamente di una svolta clamorosa, non è certo ds oggi che il gruppo conosce il significato letterale dells parola canzone e che ne padroneggia la matematica, ossia i rapporti fra le sue strutture fondamentali, ma è pur sempre di tutta evidenza che questo nuovo disco si regge su un diverso e più avanzato equilibrio tra energia bruta e sentimento, un particolare che l'introduzione (al momento ancora parca e discreta) di qualche parte di tastiere sembra voler sottolineare se non proprio enfatizzare. Occhio (già, tiriamo di nuovo in ballo l'organo della vista...) in ogni caso anche al resto del programma, al rock brusco e franco della "Canzone di oggi" e poi ancora alle varie "Chi mi credo d'essere", "Primo maggio" e "Quasi 2001", ossia ai titoli che ribadiscono senza possibilità di equivoci il lato più umbratile, ritroso e introverso del carattere dei Marlene Kuntz, la sua innata attitudine a servirsi dei suoni più taglienti, massicci e infiammabili che il rock indipendente ha selezionato lungo la sua ormai lunga parabola evolutiva. Si troveranno a fare ancora parecchio i conti con questa loro incoercibile natura i Marlene Kuntz prima d'inoltrarsi ancora più a fondo lungo i sentieri della canzone classicamente intesa ed è giusto questa considerazione che ci autorizza a nutrire sempre grandi aspettative per quelle che saranno le loro mosse future.
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14/12/2005 13:23 - MARLENE KUNTZ
Live In Catharsis, H.U.P.
Uccidere Paranoia, ovvero: come raggiungere la ...
MARLENE KUNTZ Live In Catharsis, H.U.P. Uccidere Paranoia, ovvero: come raggiungere la Catarsi. Dal vivo, ovviamente, giacchè è proprio quella la dimensione che meglio si confà al gruppo indipendente forse più popolare d'Italia. Il programma di un concerto dei Marlene Kuntz è assai più generoso della pur estesa collezione di 'greatest hits' che, arrivato a questo punto della sua carriera, il gruppo cuneese potrebbe sciorinare in qualsiasi momento di fronte ad una platea e la documentazione discografica della loro solenne e potente liturgia non poteva che adeguarsi a tale abitudine e dunque ad impegnarsi a sommare quasi un'ottantina di minuti di suoni forti, intensi e tormentati suddivisi in diciassette episodi selezionati fra i tre album e mezzo - il mini "Come Di Sdegno" - di studio fin qui messi insieme, diverse di quelle soniche 'spore' malignamente disseminate all'inizio di quest'anno nel CD a corredo dell'edizione speciale di "Ho Ucciso Paranoia" e sulle decine di palchi calcati in cinque anni di febbrile attività live. Si è soliti dire che quasi sempre lo scopo di un album dal vivo è quello di cristallizzare un momento particolarmente importante e significativo di una storia artistica e non c'è ragione di credere che l'operazione "Live In Catharsis, H.U.P." non obbedisca anch'essa a tali finalità, consentendo nello stesso tempo ai Marlene Kuntz di prendersi più tempo per studiare con attenzione le direzioni da seguire in futuro. Forse qualche indicazione al riguardo è già contenuta qui, nella sempre più franca e sicura attitudine ad improvvisare intorno ad un tema appena imbastito - le 'spore', per l'appunto - e poi ancora nella graduale riconquista della forma canzone alla quale i loro suoni lividi, protervi, veementi e - perché no? - paranoici tendono con sempre maggiore convinzione. "Sonica", "Festa Mesta", "Nuotando Nell'Aria", "Il Vile", "Lieve", "Le Putte", "Ineluttabile", "Come Stavamo Ieri", "Ape Regina": sono tutti ben schierati in fila i cavalli di battaglia che questi 4 cavalieri dell'apocalisse cuneesi hanno spavaldamente montato in questi 5 anni di irresistibile carica ai vertici del rock nazionale e l'effetto d'insieme di questo galoppo impetuoso è a dir poco travolgente.
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14/12/2005 13:23 - Marlene Kuntz Bianco Sporco: i Marlene tornano a Marzo I ...
Marlene Kuntz Bianco Sporco: i Marlene tornano a Marzo I Marlene Kuntz annunciano l'uscita del loro sesto album di studio, intitolato "Bianco sporco", che sarà pubblicato dalla Virgin l'11 marzo 2005. Registrato tra Cuneo e Roma, il nuovo lavoro si avvale ancora del contributo di Rob Ellis, già produttore artistico di Senza Peso, e presenta l'inedita collaborazione tra i Marlene Kuntz e Gianni Maroccolo. Cristiano Godano introduce al clima e alle suggestioni di Bianco Sporco con queste parole: "Questo disco è bianco perché bianchi come fantasmi sono i personaggi dei testi. Questo disco è bianco sporco perché il loro lenzuolo non è immacolato. E questo disco è bianco perché è assenza di colori e sua somma, nascita, rinascita, morte, purezza, silenzio, rivelazione, illuminazioni. Ed è bianco sporco perché tutto ciò è vero sino a un certo punto. In fine questo disco è bianco perché celebra il pudore. E quando lo fa spudoratamente ... si sporca". L'album sarà preceduto dal singolo Bellezza, in radio dal 18 febbraio, e i Marlene Kuntz lo presenteranno dal vivo nella tournée che inizierà il 15 aprile 2005. - www.insidemarlene.com - SUONANO: 25/9 FRASCATI(RM) ALL'INCONTRARIO VA' - INFO: TOUR DE FORCE - Tel. 06/37518551-37518615 - 335/386786 - Via Costantino Morin 27 - 00195 Roma - www.tourdeforce.it


























































































