Live Band
Live di questa band:
Sab 14 Lug COLLISIONI - Barolo (CN) - Italia
COLLISIONI BAROLO CN INFO: 800/978253 338/3865001 organizzazione@collisioni.it www.collisioni.it
Sab 04 Ago - San benedetto del tronto (AP) - Italia
PORTO SAN BENEDETTO DEL TRONTO AP
Presentato da:
PICENOEVENTI - PICENOEVENTI - via SIENA 12, 63100 Ascoli Piceno tel 347/3909806 TEL & fax 0736/46496 info@picenoeventi.it - www.picenoeventi.it
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14/12/2005 13:23 - Vinicio Capossela "Liveinvolvo"
"That's intratteinment!" strilla Capossela introducendo Notte Newyorkese. In ...
Vinicio Capossela "Liveinvolvo" "That's intratteinment!" strilla Capossela introducendo Notte Newyorkese. In concerto. Mai visto Capossela dal vivo, in Volvo? Peccato veniale, a cui comunque rimedia lo scrittore di ballads originario di Hannover, che dopo quattro dischi in studio si concede uno strambo live. Bofonchia, sbuffa, sbaglia, deraglia Capossela: con lui la solita accolita di musicisti rancorosi e l'insolita Kochani Orchestra, responsabile della colonna sonora di Underground di Kusturica, a suggello del temporaneo matrimonio avvenuto l'autunno passato. Manca al disco e lo sa bene chi ha già ammirato dal vivo il suo autore la carica narrativa e l'aneddotica di Capossela. Le canzoni, quelle no. Pescate un po' ovunque dai quattro album: i temi classici di Una Giornata Senza Pretese, Stanco E Perduto, Scivola Vai Via, Ultimo Amore e quelli rintronanti a cui provvedono i fiati della Kochani Orchestra: Contrada Chiavicone, Zampanò, Al veglione. Rassicurati i seguaci del piccolo schermo ultimo brano in scaletta è l'inedito Scatà, Scata, Scatafascio, sigla dello show condotto da Paolo Rossi è comunque dal vivo che meglio si esprime il talento proteiforme di Capossela: come definire altrimenti l'ipotesi per un tango formulata in Cristal, o la struggente versione dell'Estate di Bruno Martino? Apllausi. Sipario. Si parte. La notte se n'è andata.
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14/12/2005 13:23 - VINICIO CAPOSSELA
Vinicio Capossela matura le prime esperienze artistiche in vari ...
VINICIO CAPOSSELA Vinicio Capossela matura le prime esperienze artistiche in vari locali emiliani. Nel 1990 il primo disco d'esordio e il primo riconoscimento ufficiale " all'una e trentacinque circa " gli vale la targa Tenco per la migliore "opera prima", disco notturno di ballate malinconiche e slanci rabbiosi di euforia. Nel 1991 esce il secondo lavoro "Modì" e nel '95 "Camera a Sud" dove l'universo di Vinicio prende forma definitiva. I suoi spettacoli sono caratterizzati da una sempre più crescente partecipazione emotiva, da una grande capacità di improvvisazione. Dopo apparizioni cinematografiche, collaborazioni teatrali arriva il quarto lavoro "Il Ballo di San Vito" per un personaggio che ha sempre voluto poco apparire e ha fatto dei taccuini e delle scene di club e teatri, il suo luogo d'espressione preferito. ORE 23.00 JAZZ CLUB APERTURA DELLA 5° EDIZIONE FANO JAZZ CLUB ROUTE EXPLORER con STEFANO BEDETTI, sax tenore; ALFONSO SANTIMONE, piano; ALESSANDRO FEDRIGO, basso; STEFANO PAOLINI, batteria.
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14/12/2005 13:23 - VINICIO CAPOSSELA Canzoni a manovella
Strano posto per presentare un disco, ...
VINICIO CAPOSSELA Canzoni a manovella Strano posto per presentare un disco, il padiglione aeronavale del Museo della Scienza e della Tecnica di Milano. Strano per tutti, non per Vinicio Capossela, che là esporrà per la prima volta in pubblico, mercoledì 4 ottobre, la sua nuova creatura: collezione di "Canzoni a manovella", com'è intitolato appunto l'album. In copertina: il suo volto incapsulato in uno scafandro. Immagine degna di un libro di Jules Verne... E infatti: «Per tutto il tempo delle registrazioni ho letto Ventimila leghe sotto i mari», dice l'interessato, tra il serio e il faceto. Niente laser da cd o computer attrezzati per l'MP3, bensì vestigia impolverate di un mondo che non c'è più: come vecchi pianoforti in disarmo a Lubecca. "Una notte sul canale di Lubecca/in una vecchia fabbrica di polvere da sparo/lì giacciono nella polvere accasciati/i vecchi pianoforti/dalla guerra abbandonati/cani senza più padroni/sull'attenti come vecchi maggiordomi/e in quelle casse sorde e impolverate/giace lì il silenzio/di milioni di canzonti", recita il testo. «E' un disco da anteguerra, d'ambientazione continentale», ammette l'autore, «non c'è niente di afroamericano, lo scenario va dal mar Baltico alle taverne di Salonicco...». Europa orientale. E sfigata. «Sono i posti dove mi piace andare con un vagone notturno: il fascino della divisa, della vecchia Europa... Luoghi per uomini forzuti, botti di cannone e fuochi d'artificio». Come un circo... «Un teatrino, messo però dove non dovrebbe essere: sott'acqua. Una specie di "Zigfield Folies sottomarina. Il mio teatro non è roba seria, fatto com'è di piani giocattolo e canguri pugilatori, sembra quello di padre Ubu». Al cui ideatore, il "patafisico" Alfred Jarry, è dichiaratamente ispirato Decervellarnento, uno degli episodi chiave, e difatti Capossela sostiene che "il disco gli è cresciuto intorno". E dopo Jarry, ecco farsi avanti lo scuro spettro di Ferdinand Celine. O per meglio dire, quello del suo alter ego Bardamù, protagonista di "Viaggio al termine della notte". La prima canzone a manovella è dedicata a lui. «Se si legge "Morte a credito", c'è già tutto: forzuti, botti & cannone, palloni che si sollevano. E' comè se il disco appartenesse a quel modo di raccontare, perciò Bardamù ne è la bandiera: vado fiero di quella canzone, non sono più lo stesso da quando l'ho scritta. Rappresenta una specie di rivincita: Celine è l'autore che mi ha fatto sempre più male e adesso spero a mia volta di fare male a qualcun'altro con quella canzone». L'arte come sofferenza: siamo a questo? «E' un'amante infedele: ti sorprende quando sei indifeso». Spostiamo l'attenzione verso la musica, in cerca di conforto: è il solito Capossela, mai prima capace di articolare linguaggi e stili difformi in modo così disinvolto. «Suono le musiche che amo: le arie, i tempi binari di marce e marcette, la polka, il rebetiko». Questa volta con maggiore attenzione ai particolari: la ricorrente presenza degli archi, per esempio. «Ma sono archi molto particolari, aerostatici: sembrano cariche di cavalleria, leggeri e d'attacco. Tommaso Vittorini, che abitualmente lavora soprattutto per il cinema, li ha arrangiati alludendo a quadri e altre suggestioni visive. In questo disco ho inventato un mondo che non avevo: diciamo che è il disco della maturità del mio spirito d'invenzione. Non credo che ne farò altri così: è uno spettacolo a sé stante». E' per questa ragione che ci sono voluti ben quattro anni prima che prendesse forma? «Magari vuol dire che sono diventato serio: non è possibile fare grandi dischi in un tempo minore. Molte canzoni hanno richiesto un lungo lavoro per l'elaborazione dell'idea, per la sua realizzazione e per l'organizzazione del tutto. Si è fatto attendere, tutto qui: speriamo che si faccia gradire. E comunque non avrei potuto fare mai un disco del genere se non avessi "perso tempo" ad accompagnare film muti, o non fossi andato in tournée con un'orchestra tzigana, o non mi fossi rinchiuso per un anno dentro una specie di officina di strumenti meccanici». Con quale unità di misura ne valuterà il successo? «...Diciamo che lo misurerà l'aumento delle vendite di un piccolo libello di Celine intitolato "Scandalo negli abissi". Ma forse è fuori catalogo».
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14/12/2005 13:23 - VINICIO CAPOSSELA Di Quà! Di Là! No.. di quà
Le canzoni ...
VINICIO CAPOSSELA Di Quà! Di Là! No.. di quà Le canzoni a manovella che noi abbiamo provveduto ad inventare sono canzoni immaginarie. Per rappresentarle occorre che, dietro al sipario a soffietto ascensionale si sia provveduta la strumemazione necessaria: grancasse sinfoniche, piani chiodati e a rullo, trombe a grammofono, chitarre, onde martinot, ululatori e stropiccistatori a valvola, orchestrioni, corni da caccia, violini a tromba, turbanti, cilindri, sollevatori bulgari e aerostatici. E' un disco questo, di cose che vengono dal profondo. Che affiorano a galla in scafandro e cilindre. E' fabbricato con mezzi espressivi più leggeri dell'aria, tecnica di cui siamo sostenitori. Per realizzarlo ci siamo andati a trapiantare in uno studio di registrazione, come pinguini allo zoo. Non senza portare con noi mappe dettagliate e diverse parure di divise, che sempre ne subiamo l'affascinazione, e completi da banda e da riposo. Ci si è ingozzati d'emozione, e di suggestione, e di musiche, in una specie d'abbuffata secolare e questo è in definitiva il risultato. Credo non possa lasciare in pace nessuno. Ci sono arie e canzoni degne dei vostri nonni, filastrocche per i vostri piccini, e nostalgie per tutti. Ci sono impeto e colpi di cannone, l'afflato d'un epopea tutt'intera, liquidata, sparata, sventragliata. Una biografia generale, che di "auto" non c'interessa altro che l'automazione meccanica, e insomma, ecco, dicevo che non c'è niente di personale da raccontare. Ad eccezione dell'ultima canzone, la conclusione, lì la faccenda lo ammetto, è solo mia. Per il resto è anzi la vostra. Per tutti! A ingresso libero! Ci sono marce, marcette, rebetici. E sono i tempi binari, quelli che hanno bisogno di due stampelle per avanzare, che sono sempre in viaggio, e poi quelli ternari, da brindisi, da giro di vals, un due e tre!! Quelli spezzati, gessati, sorpassati..e ancora treni e ferrovie, il vecchio west.. deragliato dietro le retrovie d'oriente, la rotta greca, e canzoni di guerra.. geografiche.. patafisiche e canti di mariachi tzigani.. serenate, tramvai, rose ed ombrelli. Tutto è perfettamente ballabile. Provate! Potete affittare il salone se volete, agghindato da parata, vestirvi da galà.. l'orchestra ce l'abbiamo già messa noi! A disposizione. Senza badare a spese. I migliori professori, e maestri e direttori e strumenti lucenti a volte, oppure polverosi e abbandonati. A fiato! A rullo! A pistoni! A molla! Auff! Si dirà di sicuro che ho esagerato e questo è certamente vero. Ma la vita non esagera forse? Quando ci si mette in mezzo ad una colica d'immaginazione che dilata date e latitudini allora vale tutto. C'è posto per tutti anche per quelli che se ne sono già andati, per i posti che hanno già chiuso. Una storia più grande si prende la storia d'ognuno e il sipario avvolge tutti come un mantello, e ci riporta a casa. Questo lavoro è una specie di regalo che abbiamo voluto fare, ai molti temerari che si sono succeduti e buttati, ai molti oggetti in via d'estinzione, ai molti saloni che patiscono il silenzio di milioni di canzoni. Ascoltatelo se volete. Perdonateci, se potete. Mit liebe. L'autore. MUSICISTI: Vinicio Capossela: piano, rotopiano, frusta, piano a muro, pianofoni, rullo di Edison, chitarra ritmica; Mirco Mariani: piatti, grancassa, batteria, woodblock, sonar, fischio, cassa a pedale, tamburi, coperchio, maracas, conga, cineserie, piano giocattolo. Luciano Titi: fisarmonica, glockenspiel, bottiglie, armonio, bottigliofono, organo; Enrico Lazzarini: contrabbasso; Achille Succi: clarino, clarone, clarino basso; Roy Paci: ottoni, tromba; Gigi De Gasperi: ottoni, trombone; Giulio Rosa: ottoni, tuba; Marco Brioschi: tromba; Giancarlo Bianchetti: chitarra elettrica, banjolino, mandolino, bass stick; Fabrice Martinez: cymbalon, violino solista, violomba; Edoardo De Angelis: violino; Davide Graziano: batteria; Ares Tavolazzi: contrabbasso. EdodeArchiEnsamble: archi diretti da Edoardo De Angelis. OSPITI Marc Ribot: banjo, chitarra solista, chitarra sirena, chitarra rumorista, chitarra ritmica, chitarra elettrica; Pasquale Minieri: granchivella; Pascal Comelade: fisarmonica giocattolo, piano giocattolo; Tommaso Vittorini: bottiglie; Mayumi Torikoshi: soprano. ORCHESTRAZIONI: Tommaso Vittorini. ARRANGIAMENTI: Tommaso Vittorini, Vinicio Capossela. PRODUZIONE ARTISTICA: Pasquale Minieri, Vinicio Capossela.
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14/12/2005 13:23 - Vinicio Capossela
READING
"Rassegna Sconcerti"
Le poesie, i rancori, i frammenti e i ...
Vinicio Capossela READING "Rassegna Sconcerti" Le poesie, i rancori, i frammenti e i deragliamenti di Vinicio Capossela, uno dei cantautori più cult del panorama nazionale. Le atmosfere da chanzonnier, i tanghi, la voce rauca, si mescolano ora all'amore per la musica balcanica, ora alla poesia che ricorda la canzone d'autore francese. In questa esibizione sarà ospite anche Vincenzo Costantino in una versione straordinariamente acustica.
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14/12/2005 13:23 - COME UNA PARATA, COME IN UN ADDIO - Il nuovo ...
COME UNA PARATA, COME IN UN ADDIO - Il nuovo tour di Vinicio Capossela Voglio esserci anch'io, come in una parata, come in un addio. Tra il tamburo maggiore e i palotini. Cantare tristi ballate mentre la notte gonfia le nuvole che migrano a folate. Prenderò questa discesa senza più fermarmi, caracollante tra i reggimenti dispersi. Sciolti, smazzati, come ulani in rotta, fino alle Taberne impilate di vuoti dove tutto è orzata. Nel girone del 'rebetico'. Un lamento che si canta in coro, ma si balla da soli. Bene, da sotto il soffitto a cassettoni, sento salirmi addosso un'Epopea. Sento fanfare soffiare dentro grossi tromboni che puliscono dal sonno, sento tanghi di gioventù come peccati. Sento clarini e bottoni luccicanti, sento vetri infranti. Cos'è un uomo di fronte a una stagione? Fatevi stretti attorno, ne ho ancora abbastanza per inseguire volpi nella luna dietro le ultime retrovie. L'urlo della zurla lacera il mattino. Il piantone di corvetta fa a pezzi l'alba con l'accetta. Questo non è un concerto. E' una capitolazione a parte. www.viniciocapossela.it - INFO: DUENDE (r) M.C.C.S. - Ettore Caretta/François Saubadu - Via Bonafous 6 - 10123 Torino 011/8127525 www.duendebooking.com


































































































































