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14/12/2005 13:23 -
L’album Telepathic Surgery dei Flaming Lips finisce con un applauso ...
L’album Telepathic Surgery dei Flaming Lips finisce con un applauso che e stato inciso anche nel normalmente vuoto spazio finale, cosicchè il disco non finisce mai e neanche gli applausi, però è un trucco: un po’ come il Rossini Opera Festival, dove tutti buttano monetine sperando (davvero?) che si realizzi il loro desiderio. Peccato che da tanto tanto tempo non se lo ricordino più. Sui suddetti vuoti che separano i solchi incisi dalla carta e dal buchino centrale dei dischi in vinile, spesso ci sono scritte delle cose: provate a controllare, così, per passare un po? di tempo. I più bravi lo sanno fare mentre il disco gira. Il buchino centrale dei dischi in vinile è l’ombelico della musica, la certezza ultima. Per ascoltare riproduzioni incise, bisogna fare girare i supporti: avete presente a che velocita girà un cd dentro il suo nascondiglio? Se fate girare alla rovescio un vinile sentite la voce del demonio. Un cd non si riesce a farlo girare alla rovescio: maledetti satanisti, è lì che avete nascosto i vostri messaggi contro la pace e la bontà nel mondo! Allora. Prendete un punteruolo e fate tanti buchini sul supporto di plastica, attenti a non esagerare sennò il lettore si arrabbia e finge di ignorare quello che voi gli avete infilato dentro (metafora culinaria più che sessuale). Moltiplicando i buchini, il diavolo non riuscirà rapidamente a trovare l’ombelico della musica. I canali sono interrotti. Il messaggio è confuso, avete vinto voi e la pace nel mondo. Mi ricordo che bisognava pregare sempre per la pace nel mondo: è ora di passare all’azione. Buca! Attraverso un lavoro di sottrazione, che progressivamente sostituisca ai significati esistenti il niente, rispetto al quale è necessario individuare ed attualizzare nuove risorse operative, soprattutto indirizzate alla comprensione di quello che sta accadendo: ecco per cosa è passato “Sì...qui...adesso..”, fenomeno fisico materializzatosi giovedì 22 maggio presso il suddetto LA FUENTE - Discobar (Fano), in cui si sta segretamente portando avanti un progetto di redifinizione della fruizione consumistico-sonora, attraverso la microamplificazione delle giunture ossee dei baristi/bariste, che, nel momento di servire birra coctails panini patatine, offrono al clienti opportune vibrazioni stimolanti subsoniche (da più parti si sta spingendo per la realizzazione di un cd o cassetta in cui raccogliere tutto il materiale prodotto in questi anni). Sei chitarristi, intervenuti a produrre tanti suoni senza precedenti accordi e non confidando che nelle proprie incrollabili credenze per riuscire a districarsi dalla situazione: 45 minuti, flussi di suoni più o meno articolati, citazioni, conflitti di potere, egemonie temporanee, fratture, lavoro da formiche incessante e produttivo, sacrificio, coraggio, assenza di progetto, parziale disorientamento della forma spettacolare, della quale restava lo scheletro dell’esibizione in pubblico ma priva del carattere conservatore, limitante e limitato, che solitamente contraddistingue un’esibizione artistica (urgh).
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14/12/2005 13:23 - Flaming Lips
"1984-90"
Ferve il dibattito sugli anni ottanta. Un periodo di ...
Flaming Lips "1984-90" Ferve il dibattito sugli anni ottanta. Un periodo di incredibili slanci nel futuro e vertiginose fughe criptiche nel passato. Gli estremi che si toccavano. Il rumore e la melodia più struggente che si compenetravano. Di quel periodo, uno dei gruppi simbolo sono stati i Flaming Lips. Innamorati della psichedelia e del garage punk americano DOC, ma ben decisi a sotterrarli sotto una coltre insostenibile di feedback, quando volevano, i Flaming Lips sapevano come fare rumore. In questa stupenda raccolta che mette in fila materiale raro e flexidisc pubblicati per i magazine punk dell'epoca - tra i tanti "The Bob" - Wayne Coyne disegna trasversalmente la storia del proprio gruppo. Che parte dal timido tentativo di fuzzfolk di Bag Full Of Toughts e arriva al delirio di Death Valley '69, cover dei Sonic Youth, passando per gli omaggi rumorosi ai Led Zeppelin di Tank You o al Neil Young di After The Gold Rush, la cui innocente nudità scava ancora oggi solchi profondi nell'anima. In attesa di una loro prossima mossa, scegliete da questa raccolta la migliore musica degli anni ottanta. Indispensabile per tutti i fans di vecchia data dei Flaming Lips. Ma ancora di più per tutti i giovanissimi che presumibilmente non li hanno neanche mai sentiti nominare.
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14/12/2005 13:23 -
FLAMING LIPS - Transmissions From l:he Satellite lSeart.
Apparentemente un beat ...
FLAMING LIPS - Transmissions From l:he Satellite lSeart. Apparentemente un beat innocente, all'acqua di rose ma quelle chitarrine, le voci che alla fine di Pilot se ne vengon fuori dall'ampli i sibili ed i ronzii di sottofondo, i coretti imbutati, stanno lì a dimostrare che ie Labbra Focose non son mica così lineari... Indubbiamente bitelsiani.
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14/12/2005 13:23 - Flaming Lips
The Soft Bulletin
Warner Bros
Ogni passo un ...
Flaming Lips The Soft Bulletin Warner Bros Ogni passo un piolo. Ogni canzone una salita su una scala a chiocciola. Una scala che porta alle stelle. Un viaggio ai confini del neobarocco con in mano armi come archi sinfonici, cori e dolci pianoforti e la chitarra quasi dimenticata sul pianeta terra. Un'esperienza cosmica. Strabordio di idee nel connubio sperimentazione/forma pop che quasi le canzoni non riescono a contenere. Miele e zucchero tagliati fini serviti come piatto forte. Strabilia come senza accorgersene ci si trovi in volo nuotando nell'aria con "Waiting for Superman" e con la botta emozionale di "Feeling yourself disintegrated". Alla fine aprite gli occhi. Siete sulla terra, ma forse la stanza sta girando in tondo.
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14/12/2005 13:23 - THE FLAMING LIPS/The Soft Bulletin
Un gruppo storico i Flaming Lips ...
THE FLAMING LIPS/The Soft Bulletin Un gruppo storico i Flaming Lips nel panorama musicale americano delle sperimentazioni. L'unica data in Italia;, quella di Milano al Binario Zero, li vedrá protagonosti di un concerto che promette di essere un momento di scoperta di suoni mescolati con abilità e perizia tecnica. The Soft Bulletin, l'ultimo album, si presenta come un'espolrazione di sonorità prodotte da strumenti di alta tecnologia elettronica. Da non perdere per gli appassionati di dub elettronico e non solo... "Qualche volta penso, quando dovesse essere tranquillo il mondo, magari un centinaio di anni fa. E dico questo essendo rientrato da una asseggiata fuori dallo studio di registrazione a Cassadaga., un paese di campagna a ovest di New York. Era così buio che nemmeno riuscivo a vedere i miei piedi. Ma la cosa più sorprendente era ciò che potevo sentire. Sentivo ogni cosa, rumori talmente lontani da far sembrare quello del mio respiro quasi assordante. Mi spaventa l'idea che il suono cessi (non l'udito, ma il suono) anche solo per ventiquatto ore, ci sarebbero milioni di suicidi, forse anche il mio. E' che per anni la mia mente è stata occupata dalla ricerca di suoni. Alcuni provengono da fuori, altri da dentro Ed io ho lottato per riconciliare la differenza fra i due, ciò che è immaginato contro ciò che è realmente udito. Ecco perché mi auguro di non provare più quella sensazione spaventosa. Nel dire questo potrei sembrare un pazzo impaurito e paranoico, ma non è follia, credo sia esattamente l'opposto. Così quando iniziammo a lavorare a "The Soft Bulletin", decidemmo di dar spazio ad alcuni nuovi panorami, già incontrati nel percorso che ci aveva poi portato a "Zaireeka" (i 1 set di quattro CD studiati per essere ascoltati contemporaneamente). Ciò che incominciò fu come un'esplorazione che lentamente andava traformandosi in una realizzazione. Presto scoprimmo un mucchio di suoni musicaili non sincronizzati, ma non era questo ciò che volevamo. Noi volevamo una serie di stati d'animo. Volevamo sperimentare suoni inaspettati, ma non sacrficare l'impatto emozionale di una canzone. Così in passato volevamo semplicemente registrare più tracce possibili, sperare in felici disgrazie e provare a dare un senso al tutto alla fine del mix. Ora, il lusso di perseguire una "felice disgrazia" verso un suono più unico divenne velocemente una routine frustrante, senza possibilità di fine. Perchè le canzoni stanno all'uomo come il pianto sta al bambino: comunicano l'indicibile col suono. Le canzoni sono il veicolo delle idee dei suoni, e la canzone stessa è solo suono. Così, mentre la registrazione andava avanti, alcuni pezzi, nonostante il lavoro e gli sforzi, fallivano e non si adattavano a ciò che "Zaireeka" voleva. Questi erano i pezzi che iniziarono a costruire The Soft Bulletin, nel marzo del '97. Questo non è ciò che noi facciamo, e che per la verità non abbiamo mai fatto: la registrazione convenzionale. La nostra esplorazione e sperimentazione non è ricerca temporane. La ricerca.. questa è la gioia e la benedizione degli esploratori curiosi. Ed ora che The Soft Bulletin è cormpletato lo sento non come un disco sperimentale, la sua identità e la sua ricchezza sono il diretto prodotto di una sperimentazione. Incidentalmente abbiamo fatto un album che non è la risposta alla musica che amiamo, né la reazione alla musica che odiamo.
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14/12/2005 13:23 - THE FLAMING LIPS
Waitin' For A Superman (Warner) CDS 1+2 - ...
THE FLAMING LIPS Waitin' For A Superman (Warner) CDS 1+2 - USA Più passa il tempo e più passano per tendenziosi, ma più per le trovate che per la musica. Così che, se seguite i loro consigli, dovete comprare tutte e due i CD per ascoltarvi contemporaneamente (il come è un problerna che risolverete da soli) la traccia 2 del primo e la traccia 3 del secondo. Roba da chiodi.
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14/12/2005 13:23 - FLAMING LIPS Yoshimi Vs.The Pink Robots
Lo diciamo subito: se nel ...
FLAMING LIPS Yoshimi Vs.The Pink Robots Lo diciamo subito: se nel nuovo album dei Fiaming Lips cercate la continuazione di 'The Soft Bulletin" rimarrete delusi. Via le orchestrazioni d'ampio respiro, via quasi tutte le melodie ammiccanti che avevano fatto di quell'album il blockbuster e la fortuna critica dei Flaming Lips, via il senso di malinconia dolciastra che sprizzava da singoli spaccacuore come "Race For The Prize": "Yoshimi Vs. The Pink Robots" nasce sotto il segno di un'elettronica giocosa e stralunata, ripiena di beat grassi che strizzano l'occhio al funky ipertecnologico di Beck e persino a certa disco-music evoluta, in una commistione post-moderna che - esattamente come scritto nella presentazione - lascia la stessa sensazione delle caramelle mangiate subito dopo le patatine. E delle patatine mangiate subito dopo le caramelle. Insomma non proprio il massimo della vita. Certo, la stralunatezza e l'estetica kitsch sono sempre andate di pari passo con il percorso artistico di Wayne Coyne e compagni ma se in passato la bizzarria si era sempre sposata con l'ispirazione delle melodie, questa volta siamo costretti a notare un'involuzione a tratti imbarazzante, con gli episodi migliori a fare niente più che la figura di discrete outtakes dell'album precedente. Frutto di una complessa elaborazione concept che mette in scena nella prima parte una sorta di lotta live (!) tra i robot degli anime nipponici e nella seconda una serie di riflessioni filosofiche sulla morte e sul destino umano, "Yoshimi Vs.The Pink Robots" - secondo gli stessi Fiaming Lips - ha seguito un iter realizzativo imprevisto e travagliato, costretto a numerose mutazioni sulla scorta di un episodio realmente accaduto: la notizia della morte di una giovane amica e fari giapponese, appresa tramite una serie di e-mail inviate dalle sorelle della ragazza alla band. Una cronaca romanzata che - pur con tutto il rispetto per chi non c'è più - non sembra altro che un'elaborata messinscena per giustificare una vena compositiva decisamente al di sotto delle possibilità, quando non apertamente in crisi. Basti prendere come esempio l'apertura epica di "Fight Test": un brano sicuramente azzeccato e memorabile, se non fosse che il ritornello ricorda in modo imbarazzante quello di "Father And Son" di Cat Stevens. Oppure la decantata "It's Summertime", brano dedicato alla ragazza scomparsa e quindi teorica vetta dell'album, che si risolve in un electro-pop scipito e banale, ben lontano dalle precedenti highlights flaminglipsiane. Per non dire degli inserti elettronici che spesso appesantiscono le stanche melodie, e di una produzione che questa volta appare davvero poco centrata. Per fortuna non tutto è da buttare: "Yoshimi Battles The Pink Robots Pt. I" è un piacevole divertissement di pop tecnologico, "In The Morning Of The Magicians" riesce a sedurre con le sue delicate atmosfere acustico-psichedeliche, e la struggente "Do You Realize??" appare il brano più ispirato con un fluire space rock che in confronto ad altri momenti dell'album sembra pura manna dal cielo. Ma da una delle band più acclamate degli anni '90 ci saremmo aspettati ben più di un disco appena sufficiente come questo.
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14/12/2005 13:23 - FLAMING LIPS Yoshimi Vs.The Pink Robots
Lo diciamo subito: se nel ...
FLAMING LIPS Yoshimi Vs.The Pink Robots Lo diciamo subito: se nel nuovo album dei Fiaming Lips cercate la continuazione di 'The Soft Bulletin" rimarrete delusi. Via le orchestrazioni d'ampio respiro, via quasi tutte le melodie ammiccanti che avevano fatto di quell'album il blockbuster e la fortuna critica dei Flaming Lips, via il senso di malinconia dolciastra che sprizzava da singoli spaccacuore come "Race For The Prize": "Yoshimi Vs. The Pink Robots" nasce sotto il segno di un'elettronica giocosa e stralunata, ripiena di beat grassi che strizzano l'occhio al funky ipertecnologico di Beck e persino a certa disco-music evoluta, in una commistione post-moderna che - esattamente come scritto nella presentazione - lascia la stessa sensazione delle caramelle mangiate subito dopo le patatine. E delle patatine mangiate subito dopo le caramelle. Insomma non proprio il massimo della vita. Certo, la stralunatezza e l'estetica kitsch sono sempre andate di pari passo con il percorso artistico di Wayne Coyne e compagni ma se in passato la bizzarria si era sempre sposata con l'ispirazione delle melodie, questa volta siamo costretti a notare un'involuzione a tratti imbarazzante, con gli episodi migliori a fare niente più che la figura di discrete outtakes dell'album precedente. Frutto di una complessa elaborazione concept che mette in scena nella prima parte una sorta di lotta live (!) tra i robot degli anime nipponici e nella seconda una serie di riflessioni filosofiche sulla morte e sul destino umano, "Yoshimi Vs.The Pink Robots" - secondo gli stessi Fiaming Lips - ha seguito un iter realizzativo imprevisto e travagliato, costretto a numerose mutazioni sulla scorta di un episodio realmente accaduto: la notizia della morte di una giovane amica e fari giapponese, appresa tramite una serie di e-mail inviate dalle sorelle della ragazza alla band. Una cronaca romanzata che - pur con tutto il rispetto per chi non c'è più - non sembra altro che un'elaborata messinscena per giustificare una vena compositiva decisamente al di sotto delle possibilità, quando non apertamente in crisi. Basti prendere come esempio l'apertura epica di "Fight Test": un brano sicuramente azzeccato e memorabile, se non fosse che il ritornello ricorda in modo imbarazzante quello di "Father And Son" di Cat Stevens. Oppure la decantata "It's Summertime", brano dedicato alla ragazza scomparsa e quindi teorica vetta dell'album, che si risolve in un electro-pop scipito e banale, ben lontano dalle precedenti highlights flaminglipsiane. Per non dire degli inserti elettronici che spesso appesantiscono le stanche melodie, e di una produzione che questa volta appare davvero poco centrata. Per fortuna non tutto è da buttare: "Yoshimi Battles The Pink Robots Pt. I" è un piacevole divertissement di pop tecnologico, "In The Morning Of The Magicians" riesce a sedurre con le sue delicate atmosfere acustico-psichedeliche, e la struggente "Do You Realize??" appare il brano più ispirato con un fluire space rock che in confronto ad altri momenti dell'album sembra pura manna dal cielo. Ma da una delle band più acclamate degli anni '90 ci saremmo aspettati ben più di un disco appena sufficiente come questo.
































































































































































































































