Live Band
Live di questa band:
Nessun evento trovato in archivio
Testi in archivio:
-
14/12/2005 13:23 - PARADISE LOST
"Qualcuno mi chiese di definire la nostra musica", dice ...
PARADISE LOST "Qualcuno mi chiese di definire la nostra musica", dice Nick Holmes, cantante dei Paradise Lost, "e io risposi dark rock. Mi dissero che non avevano mai sentito parlare di dark rock. E io allora dissi: "Bene, adesso ne avete sentito parlare!". ne avete sentito parlare!". Non è facile definire un sound in continua evoluzione come quello [Image] dei Paradise Lost, ma dark rock riflette certamente l'atmosfera e la profondità emotiva dell'ultimo album della band, "Host", uscito per la EMI Electrola. Pur senza avere alle spalle un pomposo battage pubblicitario, i Paradise Lost sono riusciti a vendere oltre un milione di copie in tutto il mondo. Nella loro patria erano ancora poco più di una cult band quando hanno preso parte al Dynamo Festival in Olanda di fronte ad una straripante folla di 135.000 spettatori. Le loro influenze vanno da The Smiths ai Black Sabbath fino ai New Order. I Paradise Lost non hanno mai seguito le mode: il chitarrista Greg Mackintosh afferma: "Siamo sempre stati degli outsiders". E' sempre stato così da quando la band si è formata nel 1988 a Halifax, nel West Yorkshire. "La maggior parte delle band con cui suonavamo agli inizi erano gruppi hardcore punk", ricorda Greg. "Extreme Noise Terror e gruppi del genere. Tutti suonavano veloce e noi suonavamo più lentamente possibile". "Quando cominci a suonare la prima volta", ci spiega Nick, "ti piace fare rumore. All'inizio era eccitante suonare musica heavy, ma poi ha cessato di esserlo quando tutti cominciarono a farlo. Volevamo fare qualcosa che nessun altro stesse facendo. E noi quando abbiamo fatto una cosa, cerchiamo di non rifarla una seconda volta". "Host", il settimo album del gruppo, contiene tutta l'elettronica presente sul precedente "One Second", entrato nella top ten di molti paesi europei. "Certo, con "One Second", almeno per metà, siamo andati sul sicuro", ammette Greg, "ma per l'altra metà si è trattato di qualcosa di nuovo ed eccitante. Questa volta abbiamo fatto esattamente ciò che volevamo". "Cerchiamo di essere originali", sottolinea Nick. "Ovviamente dobbiamo stare al passo con quella che è l'evoluzione della musica, abbiamo influenze come chiunque altro, ma l'elemento portante di quest'album proviene prevalentemente dagli anni Ottanta, da gruppi come Duran Duran e New Order. Questo non significa che la nostra musica sia uguale alla loro: è inserita in un contesto moderno, ma gli anni Ottanta sono stati un grande periodo per la musica e finora eravamo troppo giovani e di ristrette vedute per saperla apprezzare". Ad onta delle loro influenze pop, le nuove canzoni dei Paradise Lost sono tutto fuorché buttate lì e l'atmosfera predominante è malinconica. C'è una reale tristezza al fondo di queste canzoni, spiega Nick: "La musica per me è feeling e atmosfera. Le canzoni rock a tempo veloce non ci interessano. Possono essere buone quando sei scazzato, ma il genere che facciamo noi è quello che a ognuno piace ascoltare da solo a casa. Chiunque è in grado di scrivere canzoni per piacere alle folle". "Dietro questa musica c'è un lungo lavoro" aggiunge Greg. "C'è abbastanza energia per far ballare la gente, ma puoi anche metterti le cuffie ed ascoltare tutti i suoni che si sviluppano". "Per scrivere i testi", ci rivela invece Nick, "la mia fonte di ispirazione è l'angoscia. L'angoscia è l'opposto della rabbia. Anni fa gridavo: "Perché la vita è così orribile?" Adesso ho accettato tutto questo e le canzoni riflettono questo stato d'animo. Quanto più cresci, tanto più diventi consapevole di essere mortale. Da giovano credevo di essere invincibile: ora lo penso solo quando solo ubriaco. "So Much Is Lost" è una delle canzoni che parlano di perdita nelle sue varie manifestazioni, come quando qualcuno muore o si perde un amore. Ho avuto molta ispirazione negli anni passati, dalla nascita del mio primo figlio fino alla morte di mio padre. Chi viene e chi va!". Secondo Nick Holmes il miglior scrittore di canzoni degli ultimi anni è Morrissey (l'ammirazione dei Paradise Lost per The Smiths si è rivelata in occasione della cover del singolo del 1984, "How Soon Is Now"). "Di Morrissey amo l'ironia", continua Holmes. "Personalmente mi tengo alla larga deall'ironia quando scrivo canzoni, però adoro canzoni come "Girlfriend In A Coma". Comunque ho odiato The Smiths quando sono diventati commerciali alla fine degli anni '80". Parlando del sound della band Greg puntualizza: "L'unica cosa che conta è se i pezzi sono buoni oppure no. Eravamo consapevoli del tipo di album che non volevamo fare. La prima cosa che abbiamo detto al produttore Steve Lyon (The Creatures, The Cure) è stato di evitare tutti i clichées e questo valeva per tutto: dal suono della chitarra a quello della batteria. Abbiamo scelto Steve perché avevamo ascoltato un disco che aveva prodotto per Recoil: non è un album molto conosciuto, non è neanche musica commerciale, però ci sono un sacco di bei suoni. Abbiamo usato per la tastiera gli stessi effetti che usiamo per le chitarre. Non ci sono molte bands che usano le tastiere in modo così dark, distorcendole e tirando fuori suoni così bizzarri". Un primo assaggio del nuovo album dei Paradise Lost è rappresentato dal singolo "So Much Is Lost". Il video, diretto da Marcus Nispel (Bush, Fugees, No Doubt) e filmato agli Universal Studios in California, vede la presenza del solo Nick insieme ad un ballerino. "Ho ascoltato quest'album un migliaio di volte, o forse più", conclude Nick, "e ancora mi piace ascoltarlo. E' strano che la gente mi chieda qual è secondo me il lavoro migliore che abbiamo prodotto. Devi pensare che la musica migliore che tu abbia mai fatto è quella che stai facendo". LINE UP: Nick Holmes (voce); Greg Mackintosh (chitarra, tastiere); Aaron Aedy (chitarra); Lee Morris (batteria); Steve Edmondson (basso).
-
14/12/2005 13:23 - PARADISE LOST
"Qualcuno mi chiese di definire la nostra musica", dice ...
PARADISE LOST "Qualcuno mi chiese di definire la nostra musica", dice Nick Holmes, cantante dei Paradise Lost, "e io risposi dark rock. Mi dissero che non avevano mai sentito parlare di dark rock. E io allora dissi: "Bene, adesso ne avete sentito parlare!". ne avete sentito parlare!". Non è facile definire un sound in continua evoluzione come quello [Image] dei Paradise Lost, ma dark rock riflette certamente l'atmosfera e la profondità emotiva dell'ultimo album della band, "Host", uscito per la EMI Electrola. Pur senza avere alle spalle un pomposo battage pubblicitario, i Paradise Lost sono riusciti a vendere oltre un milione di copie in tutto il mondo. Nella loro patria erano ancora poco più di una cult band quando hanno preso parte al Dynamo Festival in Olanda di fronte ad una straripante folla di 135.000 spettatori. Le loro influenze vanno da The Smiths ai Black Sabbath fino ai New Order. I Paradise Lost non hanno mai seguito le mode: il chitarrista Greg Mackintosh afferma: "Siamo sempre stati degli outsiders". E' sempre stato così da quando la band si è formata nel 1988 a Halifax, nel West Yorkshire. "La maggior parte delle band con cui suonavamo agli inizi erano gruppi hardcore punk", ricorda Greg. "Extreme Noise Terror e gruppi del genere. Tutti suonavano veloce e noi suonavamo più lentamente possibile". "Quando cominci a suonare la prima volta", ci spiega Nick, "ti piace fare rumore. All'inizio era eccitante suonare musica heavy, ma poi ha cessato di esserlo quando tutti cominciarono a farlo. Volevamo fare qualcosa che nessun altro stesse facendo. E noi quando abbiamo fatto una cosa, cerchiamo di non rifarla una seconda volta". "Host", il settimo album del gruppo, contiene tutta l'elettronica presente sul precedente "One Second", entrato nella top ten di molti paesi europei. "Certo, con "One Second", almeno per metà, siamo andati sul sicuro", ammette Greg, "ma per l'altra metà si è trattato di qualcosa di nuovo ed eccitante. Questa volta abbiamo fatto esattamente ciò che volevamo". "Cerchiamo di essere originali", sottolinea Nick. "Ovviamente dobbiamo stare al passo con quella che è l'evoluzione della musica, abbiamo influenze come chiunque altro, ma l'elemento portante di quest'album proviene prevalentemente dagli anni Ottanta, da gruppi come Duran Duran e New Order. Questo non significa che la nostra musica sia uguale alla loro: è inserita in un contesto moderno, ma gli anni Ottanta sono stati un grande periodo per la musica e finora eravamo troppo giovani e di ristrette vedute per saperla apprezzare". Ad onta delle loro influenze pop, le nuove canzoni dei Paradise Lost sono tutto fuorché buttate lì e l'atmosfera predominante è malinconica. C'è una reale tristezza al fondo di queste canzoni, spiega Nick: "La musica per me è feeling e atmosfera. Le canzoni rock a tempo veloce non ci interessano. Possono essere buone quando sei scazzato, ma il genere che facciamo noi è quello che a ognuno piace ascoltare da solo a casa. Chiunque è in grado di scrivere canzoni per piacere alle folle". "Dietro questa musica c'è un lungo lavoro" aggiunge Greg. "C'è abbastanza energia per far ballare la gente, ma puoi anche metterti le cuffie ed ascoltare tutti i suoni che si sviluppano". "Per scrivere i testi", ci rivela invece Nick, "la mia fonte di ispirazione è l'angoscia. L'angoscia è l'opposto della rabbia. Anni fa gridavo: "Perché la vita è così orribile?" Adesso ho accettato tutto questo e le canzoni riflettono questo stato d'animo. Quanto più cresci, tanto più diventi consapevole di essere mortale. Da giovano credevo di essere invincibile: ora lo penso solo quando solo ubriaco. "So Much Is Lost" è una delle canzoni che parlano di perdita nelle sue varie manifestazioni, come quando qualcuno muore o si perde un amore. Ho avuto molta ispirazione negli anni passati, dalla nascita del mio primo figlio fino alla morte di mio padre. Chi viene e chi va!". Secondo Nick Holmes il miglior scrittore di canzoni degli ultimi anni è Morrissey (l'ammirazione dei Paradise Lost per The Smiths si è rivelata in occasione della cover del singolo del 1984, "How Soon Is Now"). "Di Morrissey amo l'ironia", continua Holmes. "Personalmente mi tengo alla larga deall'ironia quando scrivo canzoni, però adoro canzoni come "Girlfriend In A Coma". Comunque ho odiato The Smiths quando sono diventati commerciali alla fine degli anni '80". Parlando del sound della band Greg puntualizza: "L'unica cosa che conta è se i pezzi sono buoni oppure no. Eravamo consapevoli del tipo di album che non volevamo fare. La prima cosa che abbiamo detto al produttore Steve Lyon (The Creatures, The Cure) è stato di evitare tutti i clichées e questo valeva per tutto: dal suono della chitarra a quello della batteria. Abbiamo scelto Steve perché avevamo ascoltato un disco che aveva prodotto per Recoil: non è un album molto conosciuto, non è neanche musica commerciale, però ci sono un sacco di bei suoni. Abbiamo usato per la tastiera gli stessi effetti che usiamo per le chitarre. Non ci sono molte bands che usano le tastiere in modo così dark, distorcendole e tirando fuori suoni così bizzarri". Un primo assaggio del nuovo album dei Paradise Lost è rappresentato dal singolo "So Much Is Lost". Il video, diretto da Marcus Nispel (Bush, Fugees, No Doubt) e filmato agli Universal Studios in California, vede la presenza del solo Nick insieme ad un ballerino. "Ho ascoltato quest'album un migliaio di volte, o forse più", conclude Nick, "e ancora mi piace ascoltarlo. E' strano che la gente mi chieda qual è secondo me il lavoro migliore che abbiamo prodotto. Devi pensare che la musica migliore che tu abbia mai fatto è quella che stai facendo". LINE UP: Nick Holmes (voce); Greg Mackintosh (chitarra, tastiere); Aaron Aedy (chitarra); Lee Morris (batteria); Steve Edmondson (basso).
-
14/12/2005 13:23 - PARADISE LOST
Host
I Paradise Lost sono stati promossi in premier league, ...
PARADISE LOST Host I Paradise Lost sono stati promossi in premier league, firmando per la EMI, ma dopo il radicale cambiamento di rotta di "One Second", il sesto album che chiudeva il ciclo M.F.N., non è previsto nessun altro shock per il loro pubblico. Infatti, il nuovo "Host" è semplicemente "One Second Atto II", ed è abbastanza contraddittorio che mi occupi ancora del gruppo di Halifax, stanti i loro trascorsi metal. Effettivamente il profetico singolo "So Much Is Lost" non è più duro di "Shout", l'inno dei Tears For Fears, e sicuramente molto è andato perduto, almeno per chi ama il rock chitarristico. Oggi i Paradise Lost si dilettano con l'elettronica, ed il loro techno-pop dall'umore dark non ha perso il tono mesto e melanconico di sempre, acquisendo però un appeal più commerciale. "Harbour", "Ordinary Days" e altre, sono in ogni caso buone ma non memorabili canzoni. Comunque, se siete nostalgici della new wave anni '80, non vedo come potreste rifiutare i Depeche Lost.
-
14/12/2005 13:23 - PARADISE LOST
"One Second" (Music For Nations)
Con un'irresistibile ascesa iniziata dal ...
PARADISE LOST "One Second" (Music For Nations) Con un'irresistibile ascesa iniziata dal classico secondo album "Gothic" e culminata con il maggior successo commerciale del quinto "Draconian Times" (oltre mezzo milione di copie vendute), i Paradise Lost sono diventati la più acclamata metal band britannica dei mid'9Os senza tradire la loro identità di perfetta incarnazione gothdoom. Ma forse tutto ciò non bastava al gruppo conscio del limitato interesse in patria nei confronti della musica heavy; così i Paradise Lost si rendono controversi protagonisti di una metamorfosi che certamente sconcerterà gran parte della loro audience attuale nel tentativo a mio avviso insidioso di catturare un pubblico più vasto. Sia ben chiaro, le basi degli attuali cambiamenti erano già presenti nello stile del quintetto inglese, ma quando intervistai il vocalist Nick Holmes all'epoca di "Draconian Times", reagì stizzito alla mia interpretazione dei Paradise Lost come gruppo a metà strada tra Black Sabbath e Sisters Of Mercy. Orbene alla luce del sesto album "One Second" si può dire che Holmes ed i suoi abbiano quasi rinnegato i Sabs a favore dei Sisters Of Mercy; la cosa farà senz'altro piacere a Andrew Eldritch che sta rilanciando i leaders dell'onda goth (o se preferite dark) degli '80s, accorgendosi di come abbiano fatto scuola albums dei Sisters Of Mercy quali "First And Last And Always" e "Floodland". Verosimilmente i Paradise Lost puntano ad incrementare le loro quotazioni sul mercato tedesco ed in Germania pullulano le nuove leve del 'gotico oscuro' mentre vanno per la maggiore Tiamat e Sundown (questi ultimi si chiamavano Cemetary ed hanno addirittura preceduto gli inglesi della MFN nella stessa svolta stilistica). "One Second" è stato annunciato da un singolo rivelatore, "Say Just Words", che include anche una cover degli Smiths, "How Soon Is Now". Con la titletrack dell'album, le ormai ex-metalheads insistono nel manipolare atmosfere da new wave anni '80; infatti "One Second" (il brano) suona come una canzone dei Depeche Mode con un vocalist dotato di attributi virili e senza inflessioni disco. Coerentemente (si fa per dire...) 3/5 dei Paradise Lost hanno adottato un look differente, sacrificando in parte le chiome fluenti. In "The Sufferer", Nick Holmes insiste sulla frase "All my pride is gone..." (tutto il mio orgoglio se n'è andato...) e si potrebbe insinuare che è un adeguato commento all'evoluzione del gruppo. In realtà "One Second" non è un brutto disco: "Blood Of Another", "Sane" e la stessa "Sufferer" sono provviste di un'espressiva carica drammatica, ma il suono ha senz'altro perso in profondità ed in carisma rispetto alla precedente produzione. Quindi, nonostante il buon lavoro compositivo con "One Second" i Paradise Lost giocano d'azzardo. Attendo con curiosità le reazioni del pubblico.
-
14/12/2005 13:23 - PARADISE LOST
The Last Time (MFN)
Onore e gloria ai Paradise Lost ...
PARADISE LOST The Last Time (MFN) Onore e gloria ai Paradise Lost ed al loro nuovo mini cd, ormai le loro canzoni le potete ascoltare anche su Canale 5 nella pubblicità di un'autoradio; anni di durissimo lavoro vengono finalmente ripagati. Per quanto mi riguarda ritengo Ghe con 10TO si potrebbe fare un'eccezione e non recensire più i loro dischi (mai una nota fuori posto! la perfezione in musica!), dovrebbe bastare dire che sono lì nei negozi ad aspettare solamente che voi li acquistiate per sconvolgervi di emozioni, di brividi, di vertigini.













































































































































































































































































































































































































































































