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14/12/2005 13:23 - PETER HAMMILL None Of The Above
Le rughe dei suoi 52 ...
PETER HAMMILL None Of The Above Le rughe dei suoi 52 anni Ppeter Hammill le espone senza problemi in copertina. Fa bene ad essere orgoglioso: in trentadue anni di carriera questo artista non ha ancora fatto un disco veramente brutto (tranne forse proprio il recentissimo pastrocchio "The Appointed Hour" realizzato in coppia con Roger Eno), dagli esordi con i Van Der Graaf Generator alla sua carriera solista, che conta, con questo qualcosa come trentaquattro dischi! E se è vero che i suoi lavori si somigliano un po' tutti, neanche si può negare che ciascuno di essi possiede un'ammirevole integrità artistica che fa passare in secondo piano anche il voluto minimalismo delle musiche e degli arrangiamenti, parto esclusivo di Peter tranne la batteria in un brano, i violini di Stuart Gordon in tre e un paio di voci soprano in altri due...
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14/12/2005 13:23 - PETER HAMMILL
"This"
Meno male che ci sono ancora artisti come Peter ...
PETER HAMMILL "This" Meno male che ci sono ancora artisti come Peter Hammill che difendono il rock da ogni omologazione e lo consegnano ai piani alti di una comunicazione altra, strettamente connessa alla poesia del suono e della voce. In tanti anni questo cantore di sommerse lacerazioni non si è lasciato traviare un solo istante dalla voglia di concedere qualcosa alla banalità della musica che gira intorno; e attraverso le diverse stagioni ha saputo affinare la sua arte rock sino alle conseguenze più estreme. Oggi Hammill non è certo in vista come molti altri, anche se il suo talento ha saputo conquistare i favori di un pubblico fedele e appassionato che lo ascolta da sempre con inflessibile dedizione. Un pubblico che anche questa volta lo seguirà nel tormentato percorso di "This", ennesimo album di un poeta rock che ha sperimentato la più audace e dolente combinazione tra suono e parola, poesia e musica, ragione e sentimento. Le canzoni di "This" affondano nell'assillo di una sperimentazione feroce e personalissima Hammill certamente non ha dimenticato i suoi trascorsi progressive e si porta addosso l'esperienza Van Der Graaf Generator come una seconda pelle. Lui non si limita a confezionare n disco dopo l'altro ma alimenta un vero e proprio work in progress che va sempre un po' più avanti e non accenna minimamente ad esaurirsi. E "This" non è che l'estrema propaggine di un asperimentazione condotta sulla linea d'ombra del rock.









































































































































































































