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Live di questa band:
Ven 10 Ago YPSIGROCK - Castelbuono (PA) - Italia
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14/12/2005 13:23 - IL RITORNO DEL CANTANTE DEI PAVEMENT
Il palco è pronto ad ...
IL RITORNO DEL CANTANTE DEI PAVEMENT Il palco è pronto ad ospitare uno di quegli artisti “mito” della musica americana, Stephen Malkmus. A due anni dallo scioglimento dei Pavement, assistiamo al ritorno sulle scene del personaggio che di quel gruppo di culto era voce, chitarra e soprattutto anima. Presenta i brani del suo primo omonimo lavoro da solista. Ad accompagnare la performance di Malkmus ci sarà la sua nuova band i The Jicks, John Moen, batterista (ex Maroon), Joanne Bolme, bassista (ex Minders) ed infine Mike Clarke alla chitarra, amici di vecchia data che con lui hanno cominciato a lavorare appena avvenuto lo scioglimento della vecchia band. I Pavement si sono sciolti circa due anni fa per un motivo decisamente originale, i componenti della formazione abitando in città sparse per tutti gli Stati Uniti si vedevano di rado, quasi esclusivamente durante i tour, impedendo loro di avere un rapporto continuo come si addice ad un vero gruppo. Ciò non accade per Stephen Malkmus & The Jicks, i quali risiedono tutti vicino a Portland e hanno modo di suonare insieme e di crescere musicalmente “mano nella mano”. Un’esperienza nuova ed eccitante che ha colpito l’animo di Stephen Malkmus, che ha realizzato con loro un album in cui le emozioni hanno modo di spaziare e muoversi liberamente nelle ambientazioni più fantasiose che la voce di Malkmus riesce a creare con il suo stile personalissimo, basato sul cambio repentino di intonazione e di tempo di entrata sulla battuta o sul ritornello. Certo il lavoro del solo Malkmus non si discosta molto dallo stile dei Pavement, pare anzi essere un proseguimento naturale di quello che era stato il fulminante percorso svolto dal gruppo che, negli anni novanta, aveva guadagnato il ruolo di leader della scena indie americana, influenzando palesemente anche gruppi più famosi e apprezzati dal pubblico di tutto il mondo, il caso più noto è quello dell’album “13” dei Blur. Con il suo debutto da solista Malkmus ritrova le origini di quel suono sporco e “rurale” che aveva caratterizzato il suo inizio di carriera, abbandonato invece nell’ultimo album dei Pavement “Terror Twilights” (1999), prodotto da Nigel Godrich (lo stesso produttore degli ultimi lavori dei Radiohead), che risultava limpido e pulito, al punto da fare un poco storcere il naso ai fans dello stile low-fi di cui il gruppo era alfiere riconosciuto. L’elemento in più che si unisce e si sviluppa nei brani dell’album solista è uno stralunato modo di intendere la musica pop, decisamente inedito, che rende le sonorità di questo artista subito riconoscibili, capaci di unire sentimenti contrastanti come ironia e malinconia con una raffinatezza poetica che ricorda lo stile bohemien. Malkmus ha proseguito nell'affinamento della propria scrittura, diventando un grande autore di canzoni, alcune tra queste sono piccole magie degne di un bizzarro Lou Reed che va ad incontrare i vecchietti che suonano canzoni tradizionali con il Banjo sulle rive delle paludi in Florida. Un mix di sonorità che riescono a coinvolgere, a sorprendere e ad incantare. Sono queste le sensazioni che vibreranno nell’aria anche nel concerto, dove sicuramente saranno riproposti alcuni brani del repertorio dei Pavement come “Carrot Rope” o la ormai storica sgangheratissima ballata “Cut Your Hair”.
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14/12/2005 13:23 - STEPHEN MALKMUS & THE JINKS
E così Stephen Malkmus ha di ...
STEPHEN MALKMUS & THE JINKS E così Stephen Malkmus ha di nuovo le mani libere. Le manette che con una certa teatralità volle mostrare un anno fa al pubblico presente all'ultimo concerto dei Pavement sono infatti rimaste là, appese a quel microfono sul palco della London Brixton Academy, insieme al suo disagio di far ancora parte di quella band. I Pavement non ci sono più e i Jinks sono un'altra storia. A ciascuno la facoltà di decidere -e sono parole sue- se questo disco vada inteso come il suo primo lavoro da solista piuttosto che la naturale evoluzione di quello che alla luce dei fatti è stato uno dei gruppi piu estrosi e influenti degli ultimi dieci anni. Ma più che nelle sue dichiarazioni è comunque nelle canzoni di questo disco che si può trovare la soluzione di un dilemma che appare più che altro retorico. Noi propendiamo per la seconda ipotesi e questo in virtù di due semplici constatazioni preliminari: la preponderanza del suo ruolo nei Pavement e il fatto che, pur potendo accreditare unicamente a sé questo album eponimo, Malkmus ha preferito condividerne le responsabilità con un nuovo gruppo. Naturalmente non vogliamo concludere che questi Jinks -gli effettivi dei quali si riducono ai nomi del batterista John Moen e della bassista Joanna Bolm- non siano altro che una rinnovata edizione dei Pavement, ma semplicemente che non possono esserci dubbi di sorta sul fatto che la parte del leone nella composizione di queste canzoni e nel minuto allestimento dei loro suoni sia ancora e sempre soltanto sua. La novità, se di novità si può effettivamente parlare, sta nel taglio assai più lieve e pop che questo disco ha non soltanto a paragone delle prime e più memorabili pagine scritte dai Pavement, ma anche dei loro ultimi e molto piu "tradizionalisti" lavori. Senza l'ingombrante presenza di una robusta personalità psichedelica come quella di Spiral Stairs, insomma, Malkmus sembra aver potuto dare stura completa alla sua istintiva attitudine melodica e, di conseguenza, aver limato ulteriormente le residue asperità di una scrittura che da diverso tempo ormai tendeva ad ordinarsi nella classica sintassi della canzone. E questo è per l'appunto nient'altro che un album di canzoni pop, gradevolmente "disturbate" da un'inveterata abitudine a trafficare con suoni non sempre cristallini -"Perfect Intro Forever", "Troubbble"-, ma comunque tali da poter essere assimilate fin dal primo ascolto. Soprattutto "Jenny And The Ess-Dog" -un beatles-ismo tanto palese quanto incantevole che riesce comunque a spingersi ad un passo soltanto dai ben noti deragliamenti pavementeschi; "Phantasies", così prossima invece ai cabarettismi dei Kinks, "Discretion Grove" e "Vague Space", ovvero quelle che viaggiano con il passo più sciolto verso quegli standard college radio che gli stessi Pavement hanno contribuito a tracciare in maniera decisiva. E dire che in origine questo disco avrebbe dovuto intitolarsi "Swedish Reggae": che non fosse per il brevissimo e scombiccherato siparietto in levare di "Mellow Candle Intro"?
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14/12/2005 13:23 - STEPHEN MALKMUS
S/T
DOMINO
Praticamente è il nuovo disco dei Pavement, anche se ...
STEPHEN MALKMUS S/T DOMINO Praticamente è il nuovo disco dei Pavement, anche se i Pavement non esistono più (si sono sciolti, lo sapevate?), anche se i Pavement sono sempre stati identificati nella figura di Stephen Malkmus, nonostante lui abbia sempre negato e si sia sempre dimostrato più che modesto. Insomma il disco in questione è bello, sovraccarico di arrangiamenti fatti di suoni che vanno e che vengono, nella solita selva di chitarre, chitarrine e percussioni, su cui svetta l'indolenza vocale di Malkmus, le sue melodie sempre accattivanti e sbilenche, tra la farsa e la tragedia: una sorta di finto lo-fi, ormai, ma di gran classe. Va detto: non aspettatevi il seguito di "Terror Twilight", piuttosto il seguito di "Crooked Rain, Crooked Rain". Ballate trasognate come "The Hook" o "Church On White", pop song stralunate, di quelle che ti fanno muovere la testa come un demente a destra e a sinistra, come "Jo Jo's Jacket" o "Phantasies", non nascono certo tutti i giorni: 12 adorabili canzonette da urlo, raffinate e senza tempo.
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14/12/2005 13:23 - Insieme ai Pavement, Stephen Malkmus è considerato il faro dell'indie ...
Insieme ai Pavement, Stephen Malkmus è considerato il faro dell'indie rock Usa anni novanta. Malkmus inizia la propria carriera musicale come parte della band The Silver Jews e come cantante, leader e chitarrista dei Pavement. I Pavement esordiscono verso la fine degli anni 80, ma nel 1999 annunciano lo scioglimento e i due cantanti/autori/chitarristi, Malkmus e Kannberg, si prepararono all'esordio come solisti. Successivamente Malkmus costituisce la band che porta il nome di Stephen Malkmus and the Jicks e con questo gruppo pubblica due album: “Sthepen Malkmus”, uscito nel 2001, che originariamente si doveva intitolare Swedish Reggae e “Pig Lib” del 2003. L'esordio solista di Malkmus è un susseguirsi di soddisfazioni: a gennaio 2001 esce il primo singolo, "Discretion Grove", quindi Stephen e i Jicks debuttano live alla Bowery Ballroom di New York. Subito dopo parte il tour inglese, che in primavera si trasforma in tour Usa: memorabile lo show condiviso coi compagni di etichetta Mogwai e Soft Boys (questi ultimi riuniti) al festival texano South by Southwest. Nel 2005 esce il suo terzo album intitolato “Face The Truth” e pubblicato dalla Matador Records, questo lavoro viene considerato il suo primo album come solista anche se i the Jicks hanno contribuito in diverse forme ad ogni singola traccia. "Face The Truth" rivela un Malkmus nuovo, la sua performance è più disarmante ed elettrizzante che mai ma allo stesso tempo questo lavoro denota un ritorno alle origini dell'artista e il suo talento come chitarrista viene messo in secondo piano per dar maggior risalto agli arrangiamenti e alla voce. http://www.stephenmalkmus.com/















































































































































