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14/12/2005 13:23 - Col suo sax appassionato e l'aria "da strada", Greg Osby ...
Col suo sax appassionato e l'aria "da strada", Greg Osby avrebbe potuto essere un musicista dell'era bebop degli anni '50. Pare quasi di vederlo, il sassofonista bohémien, esibirsi in un rumoroso bar & grill di Harlem, all'angolo fra la 12-5 e Lenox, intrattenere i suoi confratelli che uniscono... spavalderia urbana ai loro gin tonic. Ma Osby è uno studente della teoria culturale postmoderna. "Voglio vivere la vita a tutto tondo e raccontarla in musica", dice. I1 suo motto? "Afferra l'intera gamma dell'esperienza!". Il nuovo album di Osby per la Blue Note Records, 3-D Lifestyles, è una miscela di Robocop funk, rap di nuova scuola, jazz, estetiche classiche e hip-hop. Nell'incisione precedente, I'artista ha sguazzato nella funk-fusion, nel classico barocco, in scricchiolanti pop brasiliani e più morbide tessiture giapponesi. Con 3-D Lifestyle, Greg esplora suoni e immagini dellavita contemporanea, con la collaborazione dei co-produttori Ali Shaheed (di A Tribe Called Quest), Eric Sadler (di Bomb Squad) e di 100X, un gruppo di rappers di Philadelphia. "Ho scelto di lavorare con "fuorilegge musicali" come me. -racconta Osby- E 3-D Lifestyle rappresenta qualcosa di fresco e originale". Brani come Hard Copy, Raise e l'energico Mr.Gutterman (dedicato a Marvin Gaye) percorrono coraggiosamente strade mai percorse prima. Nell'insieme, 3-D Lifestyle conduce Osby ad a una nuova fase del proprio discorso musicale che lui stesso definisce "streetUazz", jazz di strada. "Qui sono un rapper strumentale. E raccontando storie ora melodiche ora liriche, faccio in modo che il pubblico veda e senta il mondo attraverso i miei occhi e le mie orecchie". L'album si apre con uno scorcio di strada: voci ostili che scherniscono un vagabondo "troppo povero per potersi permettere un affitto, troppo ricco per poter essere assistito". Segue Mr.Gutterman, spaccato di vita che risente dell'influenza di What's Going On di Marvin Gaye. Un verso recita "Passersby this I'm crazy/They think I'm mumblin' but my stomach is grumblin"' (I passanti pensano che sia pazzo/ Pensano che stia borbottando ma è il mio stomaco che brontola). Mentre le parole fluiscono da quest'anima triste e solitaria, il sax assassino di Osby dà vita a melodie antifonali in contrappunto, avviluppate da un ruggente ritmo rap. Nell'addentrarsi in una selva di mille tamburi (ogni stile hip-hop, dallo slo-flo al flip-tip), Osby insegue una spumeggiante voce che gronda realtà nera (God Man Cometh), carica le sue impennate di denso stile "Black noize" alla Public Enemy, ed elabora i principi enunciati dal titolo dell'album. Osby considera le sue performance omaggio a innovatori post-moderni come Miles Davis, Louis Armstrong, Charlie Parker, Thelonious Monk (c'è un intricato brano strumentale intitolato Thelonious) e Duke Ellington. "Questi "cats" hanno infranto le regole per creare un nuovo sound", dice Osby. Proprio loro, assieme agli artisti della Motown, gruppi vocali maschili come i Blue Magic, i Delfonics e gli Stylistics, James Brown e Sly & The Family Stone, sono stati la colonna sonora dei primi anni che Osby trascorse a St.Louis, quando suonava in band funky prima di darsi allo studio di composizione jazz alla Howard University. "Ci ho passato due anni ricorda Osby-. Ero troppo ambizioso, troppo ribelle". Verso la metà anni '80, Osby si trasferisce a New York ed inizia a collaborare con altri giovani ed originali musicisti. Ad ispirarlo sono anche quegli autorevoli, vecchi jazzmen con cui si esibisce dal vivo. In Honor the Example, denso e sofisticato brano, si inchina al pantheon degli esploratori del jazz, da Dizzy a Birdi Ascoltare 3-D Lifestyle è come sentire uno sperimentale archi-
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14/12/2005 13:23 - Greg Osby
Nato a St. Louis ma cresciuto musicalmente nelle strade ...
Greg Osby Nato a St. Louis ma cresciuto musicalmente nelle strade di New York; fondatore insieme all'amico-collega Steve Coleman del movimento M-Base, Greg Osby, trentateene altosossofonista, è continuamente alla ricerca di nuove sonorità per rielaborare la sua musica. Rispettoso dei maestri del Jazz tradizionale è contrario a replicarne in modo "pappagalesco" i loro schemi. "Penso che sia giusto conoscere la tradizione quando sei uno studente e impari a suonare uno strumento. Impari - i classici - e poi devi raggiungere un punto di rottura quando devi emergere come te stesso" afferma Osby. "La cieca riverenza può sembrare quasi carità nei confronti dei grandi del passato". Ed è con questo spirito che il giovane Osby matura in senso musicale. "Sebbene abbia avuto le mie influenze musicali per quanto riguarda il mio strumento - Earl Bostic, Louis Jordan, Cannoball Adderley - ho sempre cercato di ascoltare di tutto. Quando ero piccolo mia madre lavorava presso un distributore discografico, e la nostra casa era piena di dischi dei più svariati generi musicali". Studente alla prestigiosa Berklee School of Music a Boston, Osby approda a New York City all'inizio degli anni ottanta. Lì insieme a Coleman getta le fondamenta per le creazioni dell'M-Base. La loro musica ricerca un contatto diretto con una realtà urbana, e le strade della "Grande Mela" sono permeate dell'Hip-Hop che tanto influenzerà diverse forme artistiche. Il giovane Greg è subito contagiato dal Rap che fa da colonna sonora della più prestigiosa metropoli del mondo, e s'immerge nella creazione di un nuovo sound. Da qui la nascita del progetto Jazz-Rap: la fusione di due generi musicali che sembrano sempre di più avere radici comuni. Con l'uscita di "3-D Lifestyles" (l'Album co-prodotto con Eric Sadler dei Public Enemy e Ali Shaheed Muhammad dei Tribe Called Quest) Osby completa il cerchio. "E' un prodotto con un futuro: lo svilupperamo per farlo crescere. C'è una quantità di musicisti che non amano trattare con la parola, il discorso, la voce, mentre noi vogliamo incorporare nella musica il Rap e altri elementi vocali che attualmente sono nell'aria e usarli come componenti vitali". Non una semplice "tendenza" quindi, ma un vero e proprio rinnovamento culturale e sonoro. Che sia questo il futuro del Jazz? Pare che Osby ne sia convinto, e a ragion veduta sembrerebbe! Non a caso infatti "3-D Lifestyles" vanta innumerevoli tentativi d'imitazione, e sempre più musicisti (fra cui anche alcuni dei grandi sopravvissuti del passato) accolgono benevolmente questa ulteriore evoluzione del Jazz, un genere musicale sempre in continuo mutamento. Con la fine del 1995 arriva l'ultimo album di Osby, "Black Book". Muovendosi nella stessa prospettiva musicale di "3-D Lifestyles", Greg Osby riesce ad amalgamare e a creare un dialogo tra il suo sassofono e poeti e rappers quali Shakey, Riva Parker e Mustafo. Gli arrangiamenti e gli effetti sonori di DJ Ghetto conferiscono a questo progetto musicale quel tocco di "Urban Jazz" tipico di Osby. "Black Book" è stato accolto molto favorevolmente anche dalla critica nazionale; "Musica", inserto del quotidiano "Repubblica", lo ha nominato uno dei migliori dischi del 1995 del settore Jazz.
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14/12/2005 13:23 - GREG OSBY Symbols of light (A solution)
Uno degli artisti più ...
GREG OSBY Symbols of light (A solution) Uno degli artisti più interessanti dell'attuale intellighentia afroamericana. Laureato in jazz alla Howard University di Washington e diplomato in composizione e arrangiamento a Berklee, Osby ha già al suo attivo una decina di lavori discografici nei quali ha inseguito lo stile fiatistico di Sonny Rollins, suo impareggiabile mito. Dopo aver lavorato con Steve Coleman egli ha incrementato notevolmente la sua direzione musicale contro il neo conservatorismo che ha dato, agli inizi degli anni Novanta, il magnifico frutto di 3-D lifestyles, un lavoro nel quale ha saputo legare alla perfezione jazz e hip hop. La sua scommessa è quella di «ridefinire i canoni dei jazz rileggendo l'ambiente melodico in una struttura progressiva e verticale». Sulla strada della riscoperta della melodia Symbols of light fa segnare un bel punto a favore dell'artista. Pieni di fascino e di innovazione sono inoltre i brani nei quali il gruppo di Osby si confronta cori un quartettto d'archi (Northbound, "M", The keep e This is bliss) e decisamente straordinaria la sua interpretazione dell'unica cover del disco, quella Wild is the wind di Dimitri Tiomkin (dalla colonna sonora di Selvaggio è il vento del 1957), divenuta un cavallo di battaglia di Nina Simone.
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14/12/2005 13:23 - Musicista innovativo e sovente controverso, Greg Osby (St. Louis, 1960) ...
Musicista innovativo e sovente controverso, Greg Osby (St. Louis, 1960) è una delle figure emerse prepotentemente sulla scena del jazz negli ultimi vent'anni. Già partner privilegiato di Jack DeJohnette, nel 1984 si trova in sintonia di intenti con personaggi come Cassandra Wilson, Geri Allen e Steve Coleman. Insieme a loro costituisce il collettivo M-Base, un sodalizio "aperto" con idee, concezioni e formazioni intercambiabili, e come altri colleghi esordisce per l'etichetta tedesca JMT. Con una serrata discografia (tredici lavori solisti in quindici anni) si rivela in seguito uno straordinario testimonial del rinnovato catalogo Blue Note. Forte di una completa padronanza della sintassi bebop, del gusto per la complessità ritmica e di un approccio feroce al suo strumento principale, il sax alto, non ha mai temuto di rischiare. Risoluto, ambizioso al limite della provocazione, frequentatore di metriche scomode e di funk spigoloso, Osby è nondimeno in grado di smarcarsi: il suono misurato e la pura, calda bellezza di opere austere come The Invisible Hand (a fianco di icone come Jim Hall e Andrew Hill) ha sorpreso più di un critico. www.gregosby.com - SUONANO: 6.25 Milan, Italy Jazz Club - Scimme w/ the Gaetano Partipilo Group 6.26 Rome, Italy Villa Celimont Ana Jazz Festival w/ the Gaetano Partipilo Group 7.05 Moglian, Italy Location TBA Groundruther Trio w/ Bobby Previte and Charlie Hunter 7.08 Merano, Italy Location TBA Groundruther Trio 7.09 Den Haag, Netherlands North Sea Jazz Festival Groundruther Trio 7.10 Perugia, Italy Location TBA Groundruther Trio 7.22 Jerzu, Italy Concert Location TBA Greg Osby Five - INFO: SAUDADES TOURNEEN - Thomas Stöwsand, A - 6200 Rotholz 369a, tel. +43 5244 61151, fax +43 5244 61155 - www.saudades.at






















































































































