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14/12/2005 13:23 - Steve Earle
"Attento a cosa desideri, amico, perché sono stato d'inferno, ...
Steve Earle "Attento a cosa desideri, amico, perché sono stato d'inferno, ma ora sono tornato e sto bene". Una dichiarazione d'intenti, non c'è che dire. Fin dal titolo "I Feel Alright", appunto, Steve Earle ha le idee chiare, come non le ha più avute da qualche anno a questa parte. "I Feel Alright" è infatti il primo vero disco del nostro da quasi sei anni, da quel piccolo grande lavoro che era "The Hard Way" datato 1990. Di mezzo ci sono stati un paio di live (quello ufficiale, "Shut Up And Die Like An Aviator", e quello della BBC). Poi il silenzio. Problemi, e grandi: la droga, il carcere. L'anno scorso il primo, inaspettato, segnale di rinascita: "Train A Comin", un disco di matrice acustica. Si poteva ipotizzare che fosse un episodio. "I Feel Alright" è un disco decisamente meno cupo del suo diretto predecessore, e i primi accordi di chitarra del disco, quelli della title-track, chiariscono subito il concetto. I1 suono del disco è la classica miscela elettroacustica, a metà tra il rock ed il country, con reminiscenze dylaniane (soprattutto per l'uso dell'armonica): ballate semplici, dirette, con la voce da "Hard-Core Troubadour" (come recita il titolo di una delle migliori canzoni del disco) in primo piano. In alcuni casi è la chitarra elettrica a dare il ritmo, come in "The Unrepentant" (altro titolo che è tutto un programma); in altri tutto si regge sulllacustica, come in "Valentine's Day", stupenda ballata giocata su chitarra, archi e cori. C'è qualche traccia esplicitamente autobiografica del passato (CCKMP ovvero "Cocaine Cannot Kill My Pain"), ma ormai è solo un brutto ricordo in forma di musica. Dulcis in fundo, il disco chiude con "Youtre Still Stand in There" in duetto con Lucinda Williams. Se qualcuno poteva ancora avere qualche dubbio sul recupero di questo artista, "I Feel Alright" leva ogni perplessità. Solo chi è stato all'inferno e ne è venuto fuori sa cosa vuol dire essere ancora vivo. Se questo era il messaggio di Steve, il disco lo esprime davvero bene. Steve Earle "Guitar Town" il primo album di Steve per la MCA nel 1986 catturò l'immaginazione del pubblico della nuova country music. Più vicino a Bruce Springsteen che a Glen Campbell, lo stile di Earle era grintoso, dominato dal suono della chitarra elettrica e scandito dal forte e preciso beat del southern rock. Le canzoni erano genuine e coinvolgenti, parlavano di vita comune e incantavano per la gradevolezza delle melodie. Earle è stato forse il più progressivo e trasgressivo di tutti i fenomeni legati a Nashville tanto che l'album successivo "Copperhead Road" (del 1988 sempre per la MCA) poteva facilmente essere definito un buon disco di rock americano. Steve Earle si trasferì a Nashville dal Texas nel 1974, insieme ad altri mitici folksinger provenienti dal Lone Star State come Guy Clark, Townes Van Zandt e Rodney Crowell. "Credo che all'epoca la mia era musica folk più che rock. Quando ero un ragazzo veniva considerato demodé ascoltare country music così all'inizio non me ne occupai, ma quando Willie Nelson, Waylon Jennings e gli altri outlaws comparvero sulla scena fui irresistibilmente attratto dal fascino del country". Per molti anni Steve dovette faticare parecchio per riuscire a vivere di musica. Firmò qualche contratto di edizioni ma.... "Non guadagnavo più di 1000 dollari l'anno fino ai 30 anni. Le case discografiche ti fanno morire di fame se non fai un album di successo!" Il ritorno in Texas consentì a Steve di formare la sua prima band con la quale iniziare a girare: nacquero allora, nei primi anni ottanta, The Dukes. Con Steve Earle & The Dukes ottenne la possibilità di fare dei provini a Nashville fino ai momento in cui la Epic gli offrì nel l 983 I'oppportunità di un contratto. Poi, finalmente, la fortuna sorrise a Steve che firmò, grazie a Tony Brown, un contratto con la MCA. L'album, aveva un suono molto rock ma non lasciava dubbi sulla matrice musicale e sugli argomenti tipicamente country dei testi delle canzoni. Steve non ha mai capito il problema di etichettare la sua musica. "Per me il buon country e il buon Rock'n'Roll sono sempre stati la stessa cosa. Non sono mai stati completamente staccati fra loro. Entrambi hanno testi interessanti, raccontano la verità e hanno una passione e un calore che non ritrovi in nessuna altra musica". Steve Earle ha riscosso molto successo anche in Europa e sulla stampa rock americana. Rolling Stone lo ha nominato diverse volte miglior artista country, Newsweek e il New York Times hanno pubblicato diversi articoli su di lui. Il penultimo album "Exit O"' ha proseguito il trend musicale di Steve e la sua attenzione per gli argomenti di carattere sociale è stata testimoniata da "The Rain Came Down" scritta appositamente per il Farm Aid Concert. Steve Earle è ambizioso: "Vorrei stare lassù, in classifica, con gli U2 non competere con Dan Seals". Il nuovo album "The Hard Way" si presenta dunque come quello della possibile sfida. Equilibrato, con un suono tirato e preciso, una ritmica incalzante, belle canzoni e testi intelligenti, "The Hard Way" è davvero un gran bel disco, nella migliore tradizione dei nuovi cantori della provincia americana. Le melodie, in quasi i tutti brani estremamente piacevoli, diventano piccoli capolavori nel caso di "The Other Kind", la traccia di apertura, della stupenda e trascinante"PromiseYou Anything"scritta a quattro mani con Maria Mc Kee e della emozionante ballata "Billy Austin". I testi, politici in "Justice In Ontario", autoironici in "Regular Guy", drammaticamente veri in "Billy Austin" confermano la sensibilità poetica e l'intelligenza di questo texano controcorrente. Che il grande successo gli possa spalancare le porte francamente non è facile a pensare perchè il carattere scontroso, le scelte alternative, e il desiderio di rimanere se stesso cozzano contro le regole auree dello show-biz. Ma la musica di Steve, quella è davvero grande e nessuno lo potrà mai negare.
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14/12/2005 13:23 - STEVE EARLE AND THE DEL McCOURY BAND
The Mountain
Disco fuori contratto ...
STEVE EARLE AND THE DEL McCOURY BAND The Mountain Disco fuori contratto che Steve Earle realizza per la sua etichetta divertendosi un mondo (ma la Warner avrebbe accettato un disco del genere da un rocker con tanto di patentino?). The mountain è infatti bluegrass allo stato puro, quasi gassoso, ed è dedicato a Bill Monroe, praticamente l'inventore del bluegrass su vasta scala. Pregiati gli ospiti che si aggiungono alla già considerevole statura strumentale della band di Del McCoury (Emmylou Harris, Iris DeMent, Gillian Welch, John Hartford, altri meno noti). Grande equilibrio fra le 14 canzoni, tutte nuove, che Earle ha probabilmente scritto con relativa disinvoltura, visto che qualche anno fa - fresco di disintossicazione - aveva dichiarato che comporre canzoni rock era ormai diventato per lui un'indispensabile sofferenza. Disco dunque di gioia quasi plateale ottenuto «...sempre ringraziando Buddha-Peter Rowan, che è e sempre sarà il mio collegamento con questa musica», con banjo lasciati liberi di pascolare e parole che evocano con ironia molti luoghi comuni letterari del genere, dall'amore strappato al diniego familiare al vagabondaggio con o senza maccnina, con o senza benzina. The Mountain è gradevole in ogni sua parte, e lo è soprattutto per la spiritosa verve che anima il titolare dall'inizio alla fine, convinto che nella celebrazione non debba mai mancare il E così spiega: "La ragione principale per cui ho scritto queste canzoni è egoistica e ambiziosa: l'immortalità. Insomma vorrei che almeno una di queste canzoni fosse suonata per sempre in tutti i festival di bluegrass da adesso in poi". Ma poi ammette: «Avrei voluto essere sicuro di tutto come lo era Bill Monroe». Tanto di cappello, comunque vada.
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14/12/2005 13:23 - STEVE EARLE Transcendental blues
Bastano i primi due pezzi, conficcati ...
STEVE EARLE Transcendental blues Bastano i primi due pezzi, conficcati nel terreno di un acido garage folk rock, per capire che Steve Earle ha abbandonato la postazione tradizional di 'The mountain', il suo album precedente, ed è tornato al rebel rock che lo ha reso celebre. Un bel graffio d'inizio, anche se poi l'album si allontana da quella durezza e sperimenta voci diverse, convincendo proprio per la sua varietà: folk essenziale, rock springsteeniano, Texas music, country, anche l'Irlanda rivisitata di "Galway girl". Molte le ombre dylaniane, la scontrosa dolcezza dello Zimmerman anni '60; in "When I fall", "I don't wanna lose you yet" o più bella di tutte, "I can wait", una splendida canzone da radio on the road se le radio fossero ancora quelle di una volta. Accompagnano Earle i Dukes in nuova formazione (David Steele alla chitarra, Kelley Looney al basso e Will Rigby alla batteria) più il fratello, la sorella e amici vari, fra cui l'ottimo Benmont Tench.
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14/12/2005 13:23 - Steve Earle The Revolution Starts Now Steve Earle non si ...
Steve Earle The Revolution Starts Now Steve Earle non si è tirato indietro nemmeno questa volta. Come avrebbe potuto, a pochi mesi da quelle che sono state definite le elezioni politiche più importanti degli ultimi cinquant'anni? Di fronte ad una così precisa scelta di campo Earle è immune da qualsiasi sospetto: non solo perché le sue battaglie, non ultima quella ventennale contro la pena di morte, si sono sempre svolte alla luce del sole, ma anche perché questa presa di posizione lo sta esponendo alla gogna dei media e persino all'abbandono di schiere di fans. Steve Earle si prende i suoi rischi, non sempre centra il bersaglio, ma pubblica dischi che, qualsiasi opinione si abbia al riguardo, scuotono le coscienze. E, cosa più importante, non ha paura delle conseguenze. www.steveearle.com - SUONA: GIOVEDI' 19 MAGGIO MILANO ROLLING STONE Ingresso Posto Unico : 30 euro + prev VENERDI' 20 MAGGIO VERONA TEATRO NUOVO; SABATO 21 MAGGIO NONANTOLA (MO) VOX - Info: Barley Arts Promotions - 02/76113055 - Corso Plebisciti 3 - 20129 Milano info@barleyarts.com www.barleyarts.com









































































































































































































