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14/12/2005 13:23 - Placebo Placebo ...
Placebo Placebo Virgin Devo confessare che quando mi sono imbattuto per la prima volta in questo debutto omonimo degli inglesi Placebo la mia prima reazione Ë stata quella di prepararmi ad archiviare l'ennesimo gruppo di Britpop intento a ripercorrere le gesta di Kinks,Who,Stones,Beatles e Small Faces. Mi sbagliavo in realt‡ perchË i tre Placebo propongono un solido guitar rock che ha piÐ tratti in comune con bands quali Sugar e Pixies ( o se preferite con certo grunge melodico dai Pearl Jam agli Smashing Pumpkins ) che con gli Oasis et similia. Nulla di trascendentale per carit‡ ma sicuramente questi Placebo sembrano metterci un pÚ d'anima in quello che fanno, come traspare in brani quali 36 Degrees ( che ricorda le cose migliori dei Mega City Four ) o l'iniziale Come Home, dal riff compresso alla Therapy?. Non manca neanche la ballata d'effetto, che ricorda un pÚ gli Suede a dire il vero,'Hang on To Your IQ '. Insomma se siete stanchi del Britpop e volete comunque rimanere in Inghilterra potete sempre tentare la carta Placebo. Altrimenti buttatevi sui Prodigy, che Ë meglio.
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14/12/2005 13:23 - PLACEBO
Placebo (Caroline Records)
Un ragazzino biondo, molto bello dall'espressione corrucciata campeggia ...
PLACEBO Placebo (Caroline Records) Un ragazzino biondo, molto bello dall'espressione corrucciata campeggia enigmaticamente sulla copertina dell'eponimo album d'esordio dei Placebo. Interrogato a proposito Brian Molko, voce e chitarra del terzetto di stanza a Londra risponde: "Troviamo che quelle immagini si adattino molto bene alla nostra musica, che secondo noi unisce bellezza e senso di tragedia immanente, innocenza e vulnerabilità ..." Ruvidi, emotivi e acidi i Placebo - nonostante il fuorviante titolo della seconda traccia Teenage Angst - non sono certo una band per adolescenti pruriginosi nè l'ennesimo caso di cleptomania da parte di una compagine di pop inglese ai saccheggiatissimi magazzini Beatles, tutt'altro. Ascoltando i dieci brani di questo interessante lavoro si viene subito rapiti da un suono che unisce ad un'attitudine dichiaratamente glam ed una voce androgina delle chitarre bizzarre e seducenti sempre in bilico tra punk, power-pop e dissonanze soniche. Se quindi l'immagine, il mood e l'ambiguità dei Placebo sembrano rimandare filologicamente ai fasti glamour delle New York Dolls e al Lou Reed vizioso e decadente di Transformer, bè il suono proposto è inequivocabilmente moderno, essenziale, privo di orpelli e nient'affatto retrò. Riffs chitarristici scarni ed efficaci, qualche venatura noisy, melodie accattivanti mai banali e la promessa fatta a se stessi e ai propri fans di non avventurarsi oltre la "frontiera Zeppelin": questa in sintesi la ricetta di Brian Molko e compagni. Davvero un ottimo esordio questo dei Placebo:potrebbe riuscire nell'impresa di entusiasmare in egual misura i fans degli Smashing Pumpkins e quelli dei Suede.
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14/12/2005 13:23 - PLACEBO - Placebo [Caroline/Virgin]
I tabloid specializzati d'oltremanica li hanno ...
PLACEBO - Placebo [Caroline/Virgin] I tabloid specializzati d'oltremanica li hanno già definiti la next big thing proveniente da Londra, anche se la capitale del Regno Unito è solo il luogo geografico dove si sono incontrati due ragazzi svedesi ed uno americano per dare vita ai Placebo. I tre, giovanissimi, hanno esordito con un album per la Caroline/Virgin che rappresenta allo stato attuale una sorta di sintesi dei fenomeni musicali più o meno recenti, a partire dall'incedere wave tipicamente anglosassone fino alle tessiture chitarristiche care alla gioventù sonica. Il bello è che i Placebo, pur cimentandosi con ciò che altri hanno già inventato, riescono comunque a metterci quel tocco di personalità che rende questo disco davvero interessante. Sarà per la figura misteriosa e ambigua del cantante Brian Molko, sarà per la chitarra che sprigiona pura elettricità a partire dall'attacco di Come Home o forse per quella vena glam decadente che questo disco affascina sin dal primo ascolto. La musica dei Placebo è una vera e propria esplosione di passioni dove la furia primordiale si alterna alla melodia noise pop. Degno di nota è ovviamente il lavoro di produzione affidato a Brad Wood, già con Liz Phair e Veruca Salt, che ha organizzato il drumming di Robert Schultzberg e il basso di Stefan Olsdal in una unità ritmica di forte e sicuro impatto. Una ricercata melodia e la voce androgina di Molko trasformano canzoni come Teenage Angst, 36 Degrees, Nancy Boy in un territorio di suoni unici, capaci di far scuotere piedi e testa. La figura di Brian Molko è senza dubbio il perno del terzetto, non solo per la sua voce ma anche per le eccellenti doti compositive nonché per un'abilità chitarristica invidiabile. In Bruise Pristine, ad esempio, Molko abbina saggiamente la lezione imparata da Thurston Moore ad un astuto equilibrio formale, mentre nella forza di una ballata come I Know [so che vuoi il peccato senza il peccatore], un abile primo attore mette in gioco se stesso e la propria sessualità con la consapevolezza di rappresentare la rabbia adolescenziale di fine secolo.
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14/12/2005 13:23 - PLACEBO
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PLACEBO Si sono visti in concerto l'anno scorso anche in Italia, per apparizioni in proprio e come gruppo di spalla di David Bowie, loro convinto sostenitore (tanto che li ha invitati a esibirsi alla festa del suo 50º compleanno al Madison Square Garden di New York). Ora i Placebo, trio guidato dal cantante Brian Molko e dal chitarrista Stefan Olsdal (affiancati da un nuovo batterista, Steve Hewitt), stanno aggiungendo ai consensi della critica, che aveva giudicato "superbo" il loro album d'esordio («Placebo») uscito nel giugno 1996, il successo presso il grande pubblico: il singolo «Nancy Boy» è attualmente ai primissimi posti della classifica britannica e la sua affermazione ha portato anche l'album verso i vertici della graduatoria di vendita. I consensi riscossi dai Placebo, gruppo intelligente e innovativo, nonché un po' inquietante, sono significativi perché il loro stile li mette in contrasto con il "Britpop" imperante: Jane's Addiction e Sonic Youth i nomi emersi come punti di riferimento.
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14/12/2005 13:23 - PLACEBO Black Market Music'
Se "Placebo" fu un ottimo inizio, "Without ...
PLACEBO Black Market Music' Se "Placebo" fu un ottimo inizio, "Without You I'm Nothing" un'implosione densa di dubbi irrisolti, oggi "Black Market Music" possiede la forza dirompente di una bomba. Dimenticate per un attimo il singolo "Taste In Men" oscuro rock funky elettronico capace di avvitarsi su se stesso senza andare da nessuna parte, assolutamente non rappresentativo e certo non ottimale introduzione al capitolo n.3 targato Placebo, un capitolo davvero portentoso. Ascoltate piuttosto il sublime e più recente botto a formato ridotto "Slave to the Wage", singolo immenso e granitico che davvero mostra quanto gli artigli dei Placebo 2000 siano affilati. Brian Molko, ed i suoi fidatissimi compagni di giochi, annunciano questo volume con vigorosa partecipazione, hanno infatti realizzato negli studi londinese Matrix un disco scottante, scoppiettante, bello, diretto e frontale. L'opera vive momenti di splendida seduzione elettrica, raccontando di sesso, incontri, fughe, dichiarazioni, liti, tradimenti, amicizie: perno della narrazione il mondo intenso e bruciante di mister Molko. Canzoni dolci e disperate, urticanti e sconvolgenti, piene di energia e melanconia, intense ed intelligenti. "Black Market Music" allestisce uno stimolante scenario di stili ed intuizioni rock, punk via "XTRMNTR" (Primal Scream), "The Closer you Get" (Six by Seven) e "Community Music" (Asian Dub Foundation) aggiudicandosi il nostro incuriosito interesse e suscitando al contempo vibrazioni davvero intriganti. Il disco sfodera situazioni sinistre e magiche insieme, il fascino delle ballate "Blue American" e "Commercial for Lev" che si tingono di luci al neon si contrappone agli accenti lirici tutt'altro che riverenti delle sfolgoranti tempeste elettriche che si abbattono su "Black eyed" e "Days Before you". Musica dai forti risvolti ad alto sommovimento emozionale: umori d'allucinogeno hip hop con interazione attiva vocale di Justin Warfield si respirano dalla parti di "Spite & Malice", mentre è trafitta da un ritmo sincopato e pulsante «Haemoglobin", come se un'apocalisse annunciata stesse da un momento all'altro per avverarsi. Estasi e tormento accompagnano i nostri ascolti. "Narcoleptic" e frutto di una formula alchemica che alterna pose estatiche dark a soluzioni sonore altamente mantriche, nel cuore di una foresta incantata della Cornovaglia durante un uragano estivo. La melodia fatata di "Peeping Tom", scuotendo le corde dall'anima commuove e sono sicuro non mancherà di conquistare molti cuori. E come si fa a non esultare di fronte a "Capital K", un torrente in piena, trascinatore di mille emozioni che pulsano a colpi di violenta adrenalina. In ebollizione creativa inarrestabile i Placebo con "Black Market Music" hanno inferto un colpo violentissimo al nostro labile equilibrio auditivo.
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14/12/2005 13:23 - PLACEBO
Every You Every Me (Hut) 12' U.K.
"Sò omo o sò ...
PLACEBO Every You Every Me (Hut) 12' U.K. "Sò omo o sò donna?" Su questo punto interrogativo hanno fatto la loro fortuna innumerevoli pischelli (da Maurizia fino a David Bowie) ed ora ci riprova il cantante di questa band fortunella. Per il loro terzo singolo sfoggiano un'invidiabile formazione di rimissatori. Saltati a piè pari sia i Brothers In Rhythm che i Blue Amazon (noiosi mestieranti di genere) si ascolta con piacere il lavoro (mai inflazionato) degli Sneaker Pimps per poi imbattersi (sorpresa e giubilo!) addirittura in una versione di Jimmy Cauty (KLF) cosa al giorno d'oggi talmente rara da apparire quasi sospetta.
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14/12/2005 13:23 - Placebo
«Non intendo sostenere qualche causa o roba del genere: voglio ...
Placebo «Non intendo sostenere qualche causa o roba del genere: voglio che guardiate a voi stessi e vi spaventiate per ciò che scoprite»: Brian Molko è alla guida di un gruppo, i Placebo, che si nutrono di caos, di emozioni forti e di un immaginario sconvolgente. In attività da meno di due anni, i Placebo si sono creati una grande reputazione dovuta alla toro capacità di incantare e simultaneamente sconcertare. In così poco tempo hanno pure costituito una propria etichetta, Elevator Music, sulla base di un accordo speciale con la Hut Recordings (gruppo Virgin), e hanno realizzato un aIbum sorprendente, stimolante e splendido, Placebo, che si potrebbe definire un antidoto al Britpop. «Con il primo album si corre il rischio di lavorare su un sound particolare che lo percorre tutto», riflette Molko. «Noi invece abbiamo voluto che il nostro fosse una successione di racconti, ogni brano concepito separatamente con il suo arrangiamento e il suo stile vocale. Desideriamo che l'ascoltatore compia un viaggio tra varie situazioni emotive, con quafche sorpresa qua e là, senza soluzioni sonore generalizzate». Sono occorsi soltanto due mesi per registrare, tra Dublino e Londra, Placebo, prodotto da Brad Wood, uno dei fondatori dei Tortoise, che vanta collaborazioni con artisti molto differenti quali Liz Phair, Seam e The Jesus Lizard. «Anche lui prova grande interesse nei confronti della musica elettronica», riferisce Molko. «Invece di fare un album di puro punk abbiamo cercato di ottenere molte sfumature di colori impiegando sintetizzatori, suoni di bordone ed effetti poco ortodossi con strumenti giocattolo o con arnesi insoliti come un didgeridoo». Placebo, detinito «pericoloso, misterioso e totalmente coinvolgente» dal New Musical Express, è un album che non può lasciare indifferenti. È diverso. Dall'umorismo nero di Nancy Boy allo scintillante Bionic allo sperimentalismo estremista di Swallow, mostra con quale versatilità il gruppo abbia saputo esprimersi raggiungendo pienamente i suoi obiettivi. Hang On To Your IQ e I Know utilizzano strumenti giocattolo per rendere il senso della perdita dell'innocenza, per conferire alla musica autentica vulnerabilità e ingenuità. Lady Of The Flowers prende il titolo da un romanzo di Jean Genet, 36 Degrees si riferisce alla temperatura corporea: «Sono un po' tutte metafore riguardanti il corpo, come sottolinea la copertina, con un braccio e una gamba avvolti nella pellicola», avverte Molko. Il particolare indirizzo musicale dei Placebo ebbe origine nel Lussemburgo, dove Brian, americano di nascita, e Stefan Olsdal, svedese, furono compagni di scuola fin dalle elementari: tuttavia, come ricorda Molko, nel giro di sette anni ci saremo scambiati al massimo una frase. All'eta di 17 anni Brian si trasferì a Londra dove un incontro fortuito nella stazione della metropolitana di South Kensington lo riunì a Stefan («Me lo trovai davanti, con la chitarra a tracolla; mi chiese il numero di telefono ma, si capiva, soltanto per cortesia», ricorda Molko). Quella stessa sera Brian avrebbe cantato in un locale; Stefan andò a vederlo e decise seduta stante che si doveva costituire un gruppo. Dopo qualche esperimento in ambito art rock, la rete di collegamenti scolastici si chiuse con l'arrivo a Londra, per studiare musica, di Robert Shultzberg, che in Svezia era stato compagno di classe di Stefan e aveva fatto parte di un gruppo insieme a lui. Venne convocato e I'lntesa risultò perfetta. Fin dall'inizio il trio attirò consensi e l'attenzione dei discografici. Nel 1995 girarono in tournée con Ash, Whale e Bush e pubblicarono in novembre il singolo d'esordio, Bruise Pristine, per l'etichetta Fierce Panda. Meno di un anno dopo il debutto dal vivo venne firmato il contratto con la Hut. Il 1996 prese il via con il singolo Come Home, applaudito dalla critica, e portò i Placebo in tournée con gli Evil e poi di fronte a vaste platee con David Bowie, loro convinto sostenitore (insieme a lui li si è visti anche in Italia) che li ha voluti di nuovo con sé per i concerti in programma per quest'estate, nel corso della quale il gruppo parteciperà a festival rock di primo piano.
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14/12/2005 13:23 - PLACEBO
Without You I Am Nothing (KKK) 12"/UK
Quasi una dichiarazione d'amore ...
PLACEBO Without You I Am Nothing (KKK) 12"/UK Quasi una dichiarazione d'amore da parte dell'ambidestro (sessualmente parlando) cantante dei Placebo. Il Molko, altrove ambiguo, qui si dichiara apertamente al Duca Bianco/David Bowie (Sua Santità Conto In Banca ed approdo sicuro su Internet), David Bowie qui al contro-canto ed ai coretti. Un'altro bell'ambiguo (musicalmente parlando, però) il James Lavelle, già boss Mo Wax, provvede all'abile remix pompando tutti i bassi possibili.
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14/12/2005 13:23 - PLACEBO
"Without You I'm Nothing"
Ora bisogna considerare i Placebo fra le ...
PLACEBO "Without You I'm Nothing" Ora bisogna considerare i Placebo fra le britband più quotate: possono non avere lo stesso successo degli Oasis o lo stesso rispetto che incutono i Blur ma portano avanti il loro progetto in modo molto convincente molto bello, molto energico. Qualsiasi altra cosa i Placebo possano essere, rientrano perfettamente nella categoria di confusi, provocatori, esseri ambigui. Il modo in cui il cantante/chitarrista Brian Molko appare e presenta se stesso non è difficile notarlo, attrae in misura eguale entrambi i sessi. Probabilmente come nessun altro dai tempi di David Bowie oltre tre decadi fa... Sicuramente Molko porta la sua recita all'estremo rendendo poco chiara la sua sessualità, giocando con l'immagine e la sua percezione: tutto viene così aperto all'interpretazione/stravolgimento. Le tematiche delle canzoni sono soprattutto legate agli interessi degli adolescenti: amore, amici, solitudine, incomprensione (ma poco sesso e droghe). Tutti i dodici pezzi sono presentati con un'andatura più oscura, disadorna, talvolta lentigrada, altre volte più dannatamente rockeggiante di quanto era accaduto per l'omonimo album d'esordio di un paio di anni fa. Ora c'è un po' meno dell'elemento pop puro e semplice a favore di un rock più diretto e sincero. I tre componenti della band Brian Molko, Stefan Ollsdal (basso, tastiere) e Steve Hewitt (batteria) licenziano un lavoro maturo, convinto, concreto. L'album è stato registrato negli studi Real World di Peter Gabriel, con Steve Osbourne alla consolle, uno che ha lavorato con U2 ed Happy Mondays, ma non lo si indovinerebbe, ascoltando questo CD. Qui non si trovano ne le aspirazioni epiche del quartetto più famoso d'Irlanda e neppure le inflessioni rock dance mutagene del combo di Shawn Ryder. I Placebo conservano semplicemente il loro carattere e questa volta o suonano rock o compongono ballate. "Pure Morning" è un pop rock che si occupa di tradimento, di come la gente cambi e di chi si possa considerare un vero amico quando la fama accerchia una nuova star con i peggiori tirapiedi del mondo. "Brick Shithouse" colpisce con tutta la furia metallica possibile, con un timbro vocale parzialmente registrato con effetti. "You Don't Care About Us" rallenta un poco, ma contiene comunque alcune onde sonore dure a dovere! Qui si attiva un certo minimalismo noisy, anche se il suono è molto intenso, come se la band contasse più componenti dei soliti!? "Allergic (To Tought of Mother Earth)" schizza fuori quasi fosse magma appena eruttato da un vulcano. "Every You, Every Me" è semplicemente codificato come un pezzo della prima new wave mentre "Scared of Girls" esplode con tutti gli strumenti che vanno alla 'guerra': c'è l'inferno fuori di qui e non c'è possibilità di ritorno (alla normalità)... Nella sezione dedicata agli amanti ed alla nostalgia "Ask For Answers" è un pezzo elegiaco ben decorato dall'elettrica che risuona semplicemente sulla ripetizione di "There Are No Seconds Chances". La title track è un brano ancora più lento che richiama i momenti migliori dei Joy Division quando il pathos era parte integrante della struttura di una canzone e non solo una decorazione gotica; la chitarra piange la sofferenza della solitudine. "The Crawl" tocca corde romantiche con l'insistenza di un tremolio elettrico. "My Sweet Prince" utilizza una fraseggio specifico per consentire alla voce di dominare lo sfondo per creare un'atmosfera di incertezza, ambiguità (di nuovo!), dubbio, promessa mancata... "Burger Queen" termina il tutto in un modo smorzato con la voce che quasi bisbiglia pur rimanendo sufficientemente udibile quasi osservasse la rugiada mattutina. Una raccolta di tortuose canzoni d'amore per procurare piacere...




















