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14/12/2005 13:23 - BLONDE RED HEAD
I fratelli gemelli Amedeo e Simone Pace insieme ...
BLONDE RED HEAD I fratelli gemelli Amedeo e Simone Pace insieme alla giapponese Kazu Makino non amano la melodia sempliciona e quello che mettono in scena sono vere e proprie paranoie sonore, allucinazioni soniche costruite con un'attenta operazione intellettuale, non per intrattenere qualcuno ma semplicemente per esprimere se stessi ed i propri sentimenti. Il trio vive e lavora a New York ma non ha nulla a che vedere con questa città , con il suo stress e con la sua cosidetta "scenaartistica". I Blonde Redhead hanno inciso da poco il loro quinto album "Melody Of Certain Damaged Lemons", album post moderno che evidenzia un'accenno pop all'interno del tipico repertorio punk rock no wave. Registrato ancora una volta sotto il controllo di Guy Picciotto (Fugazi), in America il nuovo lavoro sarà testato direttamente sul palco di spalla ai Red Hot Chilli Peppers.
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14/12/2005 13:23 - BLONDE REDHEAD
I Blonde Redhead si sono formati ...
BLONDE REDHEAD I Blonde Redhead si sono formati a New York nel 1993. La formazione iniziale comprendeva Kazu Makino (voce e chitarra), Amedeo Pace (voce e chitarra), Simone Pace (gemello di Amedeo, batteria) e Maki Takahashi (basso). Dopo l'album di debutto omonimo, prodotto dal batterista dei Sonic Youth Steve Shelley e pubblicato per la sua etichetta Smells Like Records, Takahashi ha lasciato il gruppo, che ha proseguito come trio, utilizzando il basso solo nel terzo album FAKE CAN BE JUST AS GOOD, del 1997, che ha segnato l'inizio del rapporto discografico con la Touch and Go. Il nome della band viene da una canzone dei DNA, storica band no-wave newyorkese. Discografia: BLONDE REDHEAD - 1994, Smells Like Records LA MIA VTA VIOLENTA - 1995, Smells Like Records FAKE CAN BE JUST AS GOOD - 1997, Touch and Go IN AN EXPRESSION OF THE INEXPRESSIBLE - 1998, Touch and Go MELODY OF CERTAIN DAMAGED LEMONS - 2000, Touch and Go < MELODY OF CERTAIN DAMAGED LEMONS (recensione Rockol.it) I Blonde Redhead sono una specie di sogno per gli amanti del rock marginale e sofisticato, già solo per il corto circuito geografico e culturale che rappresentano: una band newyorkese formata da due gemelli italiani e una ragazza giapponese. Aggiungiamo un certo gusto per le dissonanze di matrice Sonic Youth, il cui batterista Steve Shelley ha seguito i primi passi del curioso ensemble, e la ricetta sembra davvero perfetta per stuzzicare i palati più snob. in effetti, il gruppo ha attirato un'attenzione notevole - anche se non sempre benevola -, ma al di là delle curiosità superficiali, va detto che non si tratta di un bluff. "Melody of certain damaged lemons" si mostra forse meno affilato nei suoni rispetto ai lavori passati, ma può contare su diverse buone canzoni, come "In particular", "Hated because of great qualities" (forse il pezzo più bello del disco) o l'obliqua e stralunata "This is not", probabilmente il massimo avvicinamento possibile per i Blonde Redhead a quello che viene comunemente considerato pop. C'è ancora spazio per il breve assalto gridato di "Mother", il cui andamento ritmico ricorda un po' certi episodi dei Fugazi (Guy Picciotto, voce e chitarra della band di Washington D.C., produce l'album), racchiuso però fra gli episodi più dolenti, "For the damaged" e la sua ripresa, assente dai crediti di copertina, il cui la voce di Kazu Makino si appoggia a un sobrio e malinconico accompagnamento pianistico. In definitiva, un buon disco, che dovrebbe mantenere i Blonde Redhead in buon posizione nelle preferenze degli appassionati di rock indipendente. Resta solo da capire che cosa sia esattamente la "melodia di certi limoni avariati"
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14/12/2005 13:23 - Blonde Redhead "In An Expression Of The Inexpressible"
Dopo il bellissimo ...
Blonde Redhead "In An Expression Of The Inexpressible" Dopo il bellissimo ma transitorio "Fake Can Be Just As Good" che segnava il passaggio alla Touch & Go e alla formazione a tre, i new yorkers di adozione Blonde Redhead tornano con l'album forse più minimale della loro carriera. Laddove il potente basso di Vern degli Unwound (ospite durante le registrazioni di "Fake..") spesso oscurava le ossute trame della batteria, in questo "In An Expression Of The Inexpressible" il suono si fa scarno ed essenziale, lontano anche dal lirismo di "La Mia Vita Violenta", per arrivare a ricordare in molti episodi il dub funk bianco di Bush Tetras, Gang Of Four ed in alcuni casi anche il Pop Group. E' un disco 'nudo' questo "In An Expression...", anche grazie alla produzione del team Guy Picciotto (che aveva prodotto anche il singolo "Symphony Of Treble/Kazuality") e John Goodmanson, già dietro al mixer per 'Fake..'. L'essenziale complessità delle strutture di brani quali Distilled, Suimasen, Missile++ rinnova il mistero del suono di questa band appeso con un filo al CBGB's della seconda metà degli anni settanta per passare alla scena noise dei primi ottanta fino a ricongiungersi con quello che oggi molti chiamano post rock, math rock o fate voi. Il tutto filtrato attraverso le storie personali e la sensibilità di Kazu, Amedeo e Simone. Ma cercare di spiegare cosa componga l'essenza dei Blonde Redhead sembra un'operazione inutile. Del resto per esprimere l'inesprimibile, come ci insegnano i Blonde Redhead stessi, esiste già la musica.
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14/12/2005 13:23 - BLONDE REDHEAD
Una delle band più promettenti della scena newyorkese!! I ...
BLONDE REDHEAD Una delle band più promettenti della scena newyorkese!! I Blonde Redhead, gruppo composto da due italiani (i gemelli Amedeo e Simone Pace) e da una ragazza giapponese (la bellissima Kazu Makino) che hanno al loro attivo già tre splendidi album. L'ultimo lavoro uscito per la Touch & Go si intitola "Fake Can Be Just As Good" ed è un riuscito miscuglio di "rumori" di Sonica memoria e melodie soffici alla maniera dei Galaxie 500. Per chi li ha visti lo scorso anno, nel loro primo tour europeo, sono già un gruppo cult. . Info: 02/58105645.
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14/12/2005 13:23 - BLONDE REDHEAD
Freakout e M.E.I. - Meeting Etichette Indipendenti - lo ...
BLONDE REDHEAD Freakout e M.E.I. - Meeting Etichette Indipendenti - lo anno eletto "miglior gruppo indipendente dell'anno" (premiazione il 25 novembre a Faenza), i Red Hot Chili Pepper li hanno voluti come supporter band del loro ultimo tour mondiale: sono i BLONDE REDHEAD, il trio italo-nippo-americano. Battezzati dal nome di una canzone dei DNA, la band gode di parecchi estimatori nell'ambiente musicale di New York ed é uno dei gruppi di punta del "Knitting Factory". Artisti del calibro di John Lurie, Nana Vasconcelos si sono allineati alla stampa nel presentarli come la "nuova espressione di musica alternativa". Il contenuto visivo del gruppo è notevole, anche per la presenza della cantante Kazu, ragazza di estrema femminilità e charme, dotata di notevole carisma sul palco e di ottima presa sul pubblico. L'ultimo album Melody of certain damaged lemon, é stato accolto entusiasticamente dalla critica per l'originale miscela sonora che attinge da noisepunk, no wave, pop e canzone d'autore. La loro casa discografica li consiglia ai fan di Stereolab, Fugazi e persino Serge Gainsbourg. Sull'onda del successo riscosso con Melody of certain damaged lemon i BLONDE REDHEAD hanno da poco pubblicato il mini cd "Melodie Citronique" contenente tre diverse versioni di brani tratti dall'album e due inediti. La Southern Records, distributrice dell'etichetta del gruppo Touch & Go, mantiene ancora stretto riserbo sulla notizia secondo la quale la band figurerebbe tra gli otto candidati alla nomination per il miglior album indipendente del 2000 ai Music Award americani. Se la notizia fosse confermata, sarebbe la prima volta che un gruppo composto anche da musicisti italiani riceve una candidatura di questo tipo. La band é formata da: Kazu Makino di Kyoto (Giappone) vanta collaborazioni con importanti musicisti come John lurie e Bill Frisell. Amedeo Pace diplomatosi al Berklee College of Music di Boston dopo aver collaborato con molte bands bostoniane si è affermato a N.Y. come session man; ha prestato il suo stile chitarristico nel disco di Ray Barretto. Simone Pace batterista e gemello di Amedeo, è musicista professionista dal 1984; ha suonato in molti Festival Jazz (Montreaux, Umbria Jazz, "Sun Festival" in Florida, etc...). Trasferitosi a New York, dopo essersi diplomato al Berklee College of Music, ha studiato anche con maestri brasiliani per arricchire il suo linguaggio musicale. Discografia: Blonde Redhead (Smells Like Records, 1995) La Mia Vita Violenta (Smells Like Records, 1995) Fake Can Be Just As Good (Touch & Go, 1997) I Am Expression Of The Inexpressible (Touch & Go, 1998) Melody Of Certain Damaged Lemons (Touch & Go, 2000)
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14/12/2005 13:23 - BLONDE REDHEAD
E' veramente un'impresa ardua parlare di questo gruppo e ...
BLONDE REDHEAD E' veramente un'impresa ardua parlare di questo gruppo e tentare di racchiudere in un genere la sua musica: difficilmente entusiasmano al primo ascolto e sicuramente le loro canzoni non si canticchiano allegramente sotto la doccia. Bisogna ascoltarli e abbondonarsi alle note distorte di due chitarre, una batteria e una tastiera che tenta di sostituire un basso assente per avere l'impressione di avventurarsi in territori inesplorati.I fratelli gemelli Amedeo e Simone Pace insieme alla giapponese Kazu Makino non amano la melodia sempliciona e quello che mettono in scena sono vere e proprie paranoie sonore, allucinazioni soniche costruite con un'attenta operazione intellettuale, non per intrattenere qualcuno ma semplicemente per esprimere se stessi ed i propri sentimenti. Influenzati musicalmente dai Sonic Youth, in particolare per l'utilizzo della "baritone-guitar", dagli Stereolab per l'uso delle tastiere, suonano un rock fatto di non-canzoni piene di scorie elettriche, frammentazioni, percussioni tamburellate. Il trio vive e lavora a New York ma non ha nulla a che vedere con questa città , con il suo stress e con la sua cosidetta "scena artistica". I Blonde Redhead, il cui nome richiama il titolo di una canzone dei DNA di Arto Lindsay, hanno inciso da poco il loro quinto album "Melody Of Certain Damaged Lemons", album post moderno che evidenzia un'accenno pop all'interno del tipico repertorio punk rock no wave. Registrato ancora una volta sotto il controllo di Guy Picciotto (Fugazi), in America il nuovo lavoro sarà testato direttamente sul palco di spalla ai Red Hot Chilli Peppers (!!). Il concerto del Tunnel rappresenta dunque un'occasione del tutto unica per ascoltare il nuovo lavoro e per rivedere i Blonde Redhead dal vivo, dove sanno regalare momenti intensissimi, taglienti ed eccitanti.
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14/12/2005 13:23 - BLONDE REDHEAD - Melody Of Certain Damaged Lemons (Touch & ...
BLONDE REDHEAD - Melody Of Certain Damaged Lemons (Touch & Go) Se mi chiedete tre gruppi per questi anni d'attesa e di saltafosso, uno consideratelo già scritto qui sopra: partito nel semi-anonimato del mare magnum newyorkese, il gruppo dei Pace bros. e di Kazu Makino si è fatto largo a colpi di intuito ed intelligenza, creando un suono che potrebbe essere considerato - soprattutto fin qui - come la definitiva affermazione della filosofia dei No-NY (la cui furia originaria, con Kazu che assume le sembianze di una giovane Lydia Lunch, può riscontrarsi nella sotterranea 'Mother', incastonata nella delicatissima e sognante 'For The Damaged'). 'Melody...' rispetto al passato è più pop e melanconico (spingono e si avvitano in 'Melody Of Certain Three' per non virar del tutto), riflessivo anche nei momenti di breve, minimale sperimentazione sonora presenti in molti brani. E perfino nel rockocò di 'This Is Not' escono insoliti, i BR, con un'accattivante nenia-lolita che viaggia su un drumming serrato, da marcetta infìda. C'è voglia di eternità, ad es. in 'Loved Despite Of Great Faults', dove le accoratezze harrisoniane della prima parte si fondono in quelle maccartiane della seconda e ascrivono di diritto il brano nel vasto scrigno del 'What If' beatlesiano. E' un gran bel disco, 'Melody...', che chiede solo di essere ascoltato fino all'apprendimento delle numerose sfaccettature e di assorbire le melodie (appunto: Melody, this time...) un po' naives ed un po' malate. Strano frutto, il limone: scioglie l'arsura sotto forma di sorbetto, scioglie le malattie grazie alle sue vitamine, scioglie il cuore in certe torte dei tempi andati, scioglie le lingue femminee in forma alcolica, scioglie l'eroina su un cucchiaino infuocato. Strano gruppo, i Blonde Redhead...
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14/12/2005 13:23 - BLONDE REDHEAD “Melody Of Certain Damaged Lemons” (Touch & Go/Wide)
Un ...
BLONDE REDHEAD “Melody Of Certain Damaged Lemons” (Touch & Go/Wide) Un paio di anni or sono mi era capitato di ascoltare, all’interno di Suoni e Ultrasuoni su Radio 2 Rai, un’intervista ai gemelli Pace - Amedeo (voce e chitarra) e Simone (batteria, tastiere e sampler) - che assieme a Kazu Makino (voce e chitarra) compongono i Blonde Redhead; rimasi esterrefatto: praticamente rispondevano a monosillabi o non rispondevano affatto. Non fui in grado di comprendere se si trattò di timidezza acuta o di una imbarazzante mancanza di argomenti. Vi confesso che, non essendo mai stato troppo entusiasta del loro sound, ricevetti quasi un’ulteriore prova della normalità di un gruppo, che si era trovato a occupare una posizione di prestigio forse per una serie di coincidenze fortunate. Oppure poteva essere una conferma del fatto che i tre nippo-italian-americani puntano esclusivamente sulla musica e quello che devono trasmettere (a livello emotivo e non) lo fanno per mezzo dei suoni. Ciò non toglie che la loro particolare (se non proprio personale) concezione di forma canzone si stia allontanando sempre più dal noise rock e pur conservando un certo qual tocco a la Sonic Youth (innegabile in “Melody Of Certain Three” e “A Cure”) si spingano verso un pop wave rock (Stereolab dipendente) concepito in funzione di colonne sonore per film in cui la malinconia e la pioggia la fanno da padroni e vengono solo sporadicamente disturbati da sorrisi, che comunque conservano un fondo di tristezza, e da pallidi raggi di sole. Questo è quanto troverete in “Melody Of Certain Damaged Lemons”, quinto lavoro dei BR (Brigate Rosse?), che - come l’ultimo “In An Expression Of The Inexpressible” - si avvale dell’operato di Guy Picciotto in fase di produzione e sa regalare bei brani (“Love Despite Of Great Faults” o “Mother”), però continua a lasciarmi abbastanza indifferente, essendo incapace di “scaldarmi il cuore”.
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14/12/2005 13:23 - Blonde Redhead Melody of Certain Damaged Lemons Touch & Go
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Blonde Redhead Melody of Certain Damaged Lemons Touch & Go I Blonde Redhead sono uno di quei gruppi in grado di essere così naturalmente cool da creare un'aura di interesse attorno a se prima ancora di aver suonato una nota. Due gemelli italiani e una giapponese trapiantati a New York e legati da un rapporto simbiotico e, per loro stessa ammissione quasi morboso. Una piccola comunità autosufficiente, come gli amanti di Jules et Jim, di tre individui che comunicano con il mondo esterno attraverso dischi romantici ed eleganti, intellettuali ma comunicativi come pochi altri. Questo Melody… non sfugge alla regola, presentandosi con un raffinatissimo artwork (una delle copertine più belle di questi ultimi anni, per il sottoscritto) e una raccolta di canzoni che innalzano ulteriormente il già elevato standard qualitativo dei dischi dei Blonde Redhead. Curato in studio da Guy Picciotto il disco offre spunti innovativi pur confermando le caratteristiche fondamentali di questo strano ensemble Parzialmente abbandonata l'ostica destrutturazione di In And Expression of the Inexpressible i tre ci offrono le loro canzoni "pop" migliori di sempre. La maggiore influenza di Melody… sembra essere, più che i soliti Sonic Youth, l'abilità di arrangiamento di un musicista come Lucio Battisti (da sempre una ossessione dichiarata dei gemelli Pace). Basti ascoltare il meraviglioso incedere di un brano come "Loved Despite of Great Faults" o la struttura melodica di "Melody of Certain Three" per rendersene conto. "This is Not" invece sembra essere opera di un Serge Ginsbourg redivivo e flippato per l'elettronica. "A Cure", "For The Damaged" e "Mother", conducono in porto un album che conferma i Blonde Redhead come una band raffinata, autoreferenziale assai poco autoironica ma assolutamente preziosa e amabile. Senza di loro il mondo sarebbe un posto molto più volgare.
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14/12/2005 13:23 - BLONDE REDHEAD Misery Is A Butterfly: la sublimazione del concetto ...
BLONDE REDHEAD Misery Is A Butterfly: la sublimazione del concetto di indie rock ad opera di una delle più importanti e (per certi versi) controverse indie rock band di sempre. Il passaggio alla storica 4AD non solo non compromette l’essenza di una band che con gli anni è riuscita a staccarsi sempre più nettamente dal modello rumoroso dei Sonic Youth, ma anzi ne sancisce la definitiva maturazione/evoluzione. Il mood etereo e impalpabile delle canzoni qui presenti è agghiacciante: canzoni che brillano per arrangiamenti maestosi e voci cantilenanti al limite del fastidioso, ma più vai avanti più capisci che c’è qualcosa in questo disco che non può essere spiegato con semplici parole. La produzione dell’amico Guy Picciotto (si, quello dei Fugazi, che ci crediate o no) ha un peso non da poco, e l’aura “dark” (in senso lato, ovviamente) del catalogo 4AD penetra nella musica dei Blonde Redhead rendendola ancora più ombrosa. C’è ancora chi sostiene che da noi siano polari perché praticamente italiani. Io dico che forse è il caso di ricredersi, una volta per tutte. - Info: Ponderosa music & art - Piazza S. Maria Delle Grazie 1 - 20123 Milano - Italy Tel. 02/48194128 - www.ponderosa.it

































































































































