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14/12/2005 13:23 - ARTO LINDSAY featuring VINICIUS CANTUARIA
Cresciuto in Recife, Brasile, dai suoi ...
ARTO LINDSAY featuring VINICIUS CANTUARIA Cresciuto in Recife, Brasile, dai suoi genitori presbiteriani, Arto Lindsay ha potuto attraversare felicemente tutta la temperie musicale del tropicalismo che negli anni della sua adolescenza, anche musicale, stava caratterizzando la scena carioca. Gli anni sessanta di Arto passano così in mezzo alle atmosfere seminali create da personaggi come Joao Gilberto, Caetano Veloso, Milton Nascimento. Sono momenti nei quali, forse anche inconsapevolmente, si forma e si plasma uno zoccolo duro di sensibilità creativa che Lindsay metterà a frutto molti anni dopo. Nei due decenni successivi torna negli Stati Uniti, si stabilisce definitivamente a New York e inizia un altro tipo di peregrinazioni musicali che hanno a che fare con la rabbia urbana, la sperimentazione sonora più forsennata, il rumorismo più cattivo ed iconoclasta. ’70 e ‘80 vedono quello che per il momento è soltanto un furioso chitarrista impegnato in gruppi sia nelle vesti di leader che di session man: DNA, Lounge Lizards, Golden Palominos, Ambitous Lovers sono i nomi dei gruppi che Lindsay crea, attraversa e caratterizza inserendosi da capofila nella scena che viene fin da subito definita “No Wave”. Sono però gli anni novanta che finiscono per proporre la concezione più matura e compiuta del “Lindsay Style”, wquella nella quale le due anime del musicista, l’una legata al mondo del brasile tradizionale e meticcio e l’altra alle pulsioni eversive del noise contemporaneo, si integrano, si mescolano e si scoprono capaci di convivere felicemente. Albums come “O corpo subtil”, “Mundo Civilizado”, “Mundo Hipercivilizado”, “Noon Chill”, oltre al recentissimo “Prize”, arrivano nella seconda metà degli anni novanta dopo che Lindsay aveva già fatto vedere alcune anticipazioni succose nelle produzioni in partnership con Laurie Anderson, Gal Costa, Caetano Veloso, Marisa Monte, Ryuichi Sakamoto, David Byrne, Brian Eno, Vinicius Cantuaria. La ricetta del Lindsay di questi ultimi anni è un mix irresistibile di retaggi brasiliani, melodie sghembe, soluzioni di arrangiamento anticonvenzionali, elettronica usata insieme con parsimonia e coraggio, ed un chitarrismo furoristico che gioca soprattutto con il rumore. A cementare il tutto un’inclinazione ecumenica e aperta, sostenuta da profonde convinzioni ideali:<>. Un progetto del quale si sente totalmente partecipe anche il chitarrista, compositore e cantante brasiliano Vinicius Cantuaria, che non ha mai nascosto il debito di riconoscenza e stima nei confronti di Lindsay e che continua, nonostante una carriera solistica costellata oramai di dischi e soddisfazioni, ad unirsi in tour e in studio al gruppo del quarantacinquenne “newyorkese-brasiliano”. Ai due, dal vivo, si uniranno altri partenr fedeli e musicisti inossidabili come il bassista Melvin Gibbs(una sorta di braccio destro del leader), il tastierista Takuna Nakamura, il batterista Skoota.

































































































































