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14/12/2005 13:23 - SEPULTURA
Dopo la rovinosa rottura con il leader Max Cavalera, l'attenzione ...
SEPULTURA Dopo la rovinosa rottura con il leader Max Cavalera, l'attenzione generale si è immediatamente spostata sulla sua nuova band, Soulfly, ed i 'resti' dei Sepultura si sono forse sentiti espropriati dei loro meriti, come se con il fuggiasco Max si fosse chiuso il ciclo della più importante formazione sudamericana degli anni '90. Ma se il quartetto di Belo Horizonte è stato fra i massimi esponenti del metal contemporaneo, realizzando albums seminali, "Arise", "Chaos A.D." ed il rivoluzionario "Roots", tutto ciò non dipendeva esclusivamente dal più famoso dei fratelli Cavalera. Le calorose accoglienze riservate ai Soulfly hanno probabilmente stimolato un desiderio di rabbiosa riscossa in Andreas Kisser, Igor Cavalera e Paulo Pinto, aumentando però le responsabilità e le pressioni sui nuovi Sepultura, chiamati a rispondere alla sfida del talentoso "Ex". Dopo un comprensibile periodo di riflessione, il combo brazileiro ha individuato il successore di Max in un americano di colore nativo di Cleveland, Derrick Green, reduce da esperienze in hardcore bands a nome Outface e Overfiend; ed ora, il settimo album di studio, "Against", è del tutto degno della grande tradizione discografica dei Sepultura. "Against" insiste sulla dialettica fra ispirazione etnica e sonorità moderniste che hanno fatto di "Roots" un classico metal di fine secolo, orientando stavolta la ricerca verso l'Oriente, come dimostra il contributo dei percussionisti giapponesi Kodo nel cupo ritmo tribale di "Kamaitachi". Ma tale sperimentazione non si ferma qui, perché profondi, suggestivi echi di eastern sound si rintracciano in "Unconscious" e nelle percussioni di "Floaters in Mud", ma anche nel mood orientale di stampo Zeppeliniano, calato nel bridge acustico di "Choke". Il contributo di Jason Newsted dei Metallica (voce e pluristrumentista in "Hatred Aside") è riservato al brano dell'approccio più thrash, che però si evolve in un'atmosfera misteriosa ed ossessiva, ancora una volta imprevedibile. In quanto a Derrick Green il 'colored' americano ha subito chiarito di voler evitare qualsiasi paragone con Max, ma ascoltando la furiosa intensità del suo esordio, nella title-track "Against", appare chiaro che il nuovo venuto non si colloca affatto su una linea divergente rispetto al passato. Il grande protagonista del disco è comunque Andreas Kisser, che sbarazzatosi dell'ombea ingombrante del frontman storico, ha assunto il comando delle operazioni, estraendo dalla chitarra una gamma timbrica ed una versatilità finora inesplorate. Le sue sonorità in Old Earth e F.O.E. flirtano esplicitamente con i climi apocalittici di Tool e Neurosis, spingendo l'esperienza Sepultura in una nuova dimensione. Più che mai tribal-futuristica, certamente d'elevato profilo.
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14/12/2005 13:23 - SEPULTURA "Nation"
Continua la sfida a tutto volume fra i Sepultura, ...
SEPULTURA "Nation" Continua la sfida a tutto volume fra i Sepultura, senz'altro fra le più importanti formazioni metal degli anni '90, ed il loro ex-leader Max Cavalera. Qualche mese fa, Max realizzava "Primitive", il secondo album della sua nuova band, Soulfly; oggi i Sepultura rispondono con "Nation", il secondo album registrato con Derrick Green, il vocalist di colore che ha sostituito Cavalera, ma lo "scontro" era stato ancor più ravvicinato nel '98, quando entrambi i contendenti pubblicavano le prime opere dopo l'astioso split, rispettivamente "Soulfly" e "Against". Che i focosi musicisti brasiliani abbiano sempre un conto in sospeso, lo dimostrano alcuni nessi niente affatto casuali: infatti, se Max, con i Soulfly ha instaurato l'abitudine di fregiarsi di ospiti eccellenti, quasi a voler sottolineare il suo ruolo di artista carismatico (ricordiamo Chino Moreno, Tom Araya, Sean Lennon etc. in "Primitive"), i Sepultura, che in "Against" si erano accontentati di Jason Newsted, ora si fanno accompagnare dal vocalist degli Hatebreed, Jamey Jasta da Dr. Israel, un'autorità del dub-reggae, e dai violinisti finnici Apocalyptica. E siccome Max Cavalera aveva inaugurato l'ultimo album con l'inno all'orgoglio terzomondista "Back To Primitive", ecco i Sepultura replicare fieramente con il loro anthem "Sepulnation" (il gruppo ed i suoi fans riuniti sotto la stessa bandiera, idealmente rappresentata dalla musica...). Un concetto forse un po' naif per una band giunta all'ottavo album, comunque una delle sue outakes più convincenti e di maggior impatto. "Nation" viene pubblicizzato come il disco più "diversificato" mai prodotto dagli ex-thrashers di Belo Horizonte, ma diciamo subito che l'incontro fra asprezza dei suoni metal/hardcore, cultura tribale e world music non è sfavillante come all'epoca di "Roots" (1996), la più magistrale sintesi mai operata fra tali forme espressive. Gli ultimi Seps funzionano meglio quando elaborano musiche più ipnotiche e rallentate, ad esempio "One Man Army" e "The Ways Of Faith", dove lodevolmente prendono ancora le distanze dal déjàvu.
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14/12/2005 13:23 - “Sepultural Feast (A Tribute To Sepultura)” (Black SunAudioglobe) è composta ...
“Sepultural Feast (A Tribute To Sepultura)” (Black SunAudioglobe) è composta da brani dei Sepultura (esplorati nelle loro diverse fasi evolutive) rivisitati da 15 gruppi minori del panorama metal quasi estremo. Sufficienti Sacramentum, Swordmaster, Defleshed, Impious e Slavestate, nel limbo Exhumation e Denial, male gli altri; sono pochissimi i tribute album fondamentali e qui non si fa certo eccezione alla regola.






































































































































































































































