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14/12/2005 13:23 - CLUTCH Jam Room
Si può dire di tutto sui Clutch, formazione ...
CLUTCH Jam Room Si può dire di tutto sui Clutch, formazione da culto di campo stoner, ma certamente il loro stile non risente di logori cliché. Come i Corrosion Of Conformity, questo quartetto della Virginia si è affacciato sulle scene (circa '91) dell'hardcore, ma orientandosi in seguito verso una rilettura eccentrica dell'heavy blues di matrice 'sudista'. Immaginandoli frettolosamente fra le tante proposte attuali di cosiddetto' southern stoner', pecchereste però di superficialità; quali musicisti di questo ambito hanno finora osato una forma di hard-rap sincopato, con tastiere 'ferali' sullo sfondo, come "Release The Kraken", e per di più coniugando i termini in maniera convincente? Inoltre il processo che ha originato il nuovo album "Jam Room" è dadaista, irrazionale come forse dovrebbe essere un'opera autenticamente 'stonata'... Pensereste infatti che un disco intitolato "Jam Room" possa durare solo 35 minuti ed includere 12 brani, senza programmare i tipici, prolungati assolo di chitarra acid-rock? Questo è il nuovo Clutch, e se vi irrita una quantità di idee abbozzate ma che non danno mai l'idea di una esposizione esaustiva e compiuta, forse è meglio che lo evitiate... Ma credo che Frank Zappa li avrebbe apprezzati, con il loro stile corrosivo, che brucia in pochi attimi basi musicali sulle quali altri gruppi avrebbero a lungo insistito. Ascoltate ad esempio l'iniziale "Who Wants To Rock?": poteva essere la flippata risposta a "Black Dog" degli Zeppelin, ma i Clutch la risolvono in 1 minuto e 20, un autentico coitus interruptus! "Big Fat Pig" è più rassicurante per i tradizionalisti: un dinamico blues-rock con pirotecnici assoli dell'eccellente chitarrista Tim Sult, mentre il carismatico vocalist Neil Fallon potrebbe essere l'incarnazione attuale del Jim Dandy (Black Oak Arkansas) di "Raunch'n'Roll Live", esclusa la presenza scenica... Nella fucina ribollente d'inventiva, che a tratti sembra volutamente compressa in episodi più brevi di quanto desidereremmo, Clutch danno comunque dimostrazione di grande padronanza del linguaggio rock'n'roll: nell'eccentrico boogie "Gnome Enthusiast", cantato da Fallon con esangue voce in falsetto, o nel roccioso impatto di "Basket Of Eggs", ipnotico mid-tempo. Gli strumentali, pur nella loro rapida corsa, esaltano le allucinogene virtù del chitarrista Sult, specie in "Swamp Boot Upside Down", mentre il finale è sancito dai fiati deraglianti e da samples stravolte, in "Release The Dub". Clutch, un carnevale bizzarro di suoni.
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14/12/2005 13:23 - CLUTCH "Pure Rock Fury"
Ci sono voluti dieci anni perché i ...
CLUTCH "Pure Rock Fury" Ci sono voluti dieci anni perché i Monster Magnet di Dave Wyndorf trovassero finalmente degna collocazione nei gusti del pubblico americano, complice un ridimensionamento della loro componente psych a favore di una forma di rock duro più schietto e diretto, intelligibile dalla massa (che l'elemento psichedelico nella musica di un gruppo hard rock sia oggi di ostacolo alla sua riuscita commerciale?). Lo stesso compito arduo spetta ora ai Clutch, innegabilmente fedeli al tipo di musica e ispirazione che ne ha guidato i passi fin dagli inizi. Anch'essi in attività da una decade, in questi tempi più che propizi per la ri-proposizione delle sonorità hard anni '70 usano il comodo trampolino di lancio di una grossa major quale l'Atlantic per consolidare il loro già acquisito status di cult-band, ammirata dai Fu Manchu, spesso vista in tour con divinità heavy-psych come Spirit Caravan o addirittura al fianco di Pantera, C.O.C. e degli onnipresenti Marilyn Manson. Ma i quattro del West Virginia sono anche fonte d'ispirazione per giovani promesse, come nel caso dei Sixty Watt Shaman, che hanno beneficiato della perizia acquisita in studio di registrazione dal batterista dei Clutch, l'ottimo Jean Paul Gaster, per la produzione del recente "Seed Of Decades". Proprio Dan Kerzwick e Joe Selby, rispettivamente voce e chitarra degli Shaman, e il grande Scott "Wino" Weinrich di fama Spirit Caravan/Obsessed hanno partecipato alla realizzazione di questo "Pure Rock Fury" (il titolo è una vera e propria dichiarazione d'intenti), quarto album e degno seguito di "The Elephant Riders" ('98); anche se illuminante circa il tipo di sensibilita retrò che caratterizza l'heavy-psych dalla forte connotazione blues dei Clutch è la presenza di un ospite del calibro di Leslie West, mitico chitarrista dei Mountain e oggi fan dichiarato del gruppo. "Pure Rock Fury" è un disco tecnicamente superbo e d'ispirazione sabbathiana, ma anche indiscutibilmente moderno perché non disdegna soluzioni hardcore-metal (ad esempio nell'apertura di "American Sleep") tali da elevare i Clutch al rango di "innovatori" in quel grande e stimolante calderone che è lo stoner rock.















































































































































































































































































