Live Band
Live di questa band:
Lun 16 Lug BOTANIQUE FESTIVAL - Bologna (BO) - Italia
BOTANIQUE FESTIVAL Giardini Via Filippo Re - laterale Via Irnerio BOLOGNA INFO: www.estragon.it
Testi in archivio:
-
14/12/2005 13:23 - MASSIMO VOLUME
LIVE SET - ART ROCK - ITA
Mimì canta! Dopo ...
MASSIMO VOLUME LIVE SET - ART ROCK - ITA Mimì canta! Dopo tre album in cui i testi erano narrati su strati di chitarre dissonanti, questa è la notizia: Emidio Clementi, voce dei Massimo Volume, osa l'impossibile e affronta la melodia! Sono vere e proprie canzoni quelle che scopriamo in "Club Privè" il nuovo album del gruppo. Prodotto da Manuel Agnelli ed avvalsosi della collaborazione di Cristina Donà. Il sorprendente e fragile crooning di Emidio regala nuova vita alle sue liriche sempre di grande intensità, immerse in quel mondo poetico che oramai ci è familiare e del quale non possiamo più fare a meno.
-
14/12/2005 13:23 - Massimo Volume in Almost Blue + A Short Apnea I ...
Massimo Volume in Almost Blue + A Short Apnea I Massimo Volume ritornano al Link con una formazione arricchita dalla presenza di Steve Piccolo e Amoury Cambuzat, chitarrista di Ulan Bator, per un evento speciale nell'ambito del loro "Almost Blue tour". I gruppo eseguirà brani da Club Privè e dalla colonna sonora da loro composta per il film tratto dal libro di Carlo Lucarelli. Ospite della serata il trio milanese A Short Apnea: il progetto é frutto della ricerca nel campo delle sonorità e del loro accostamento e/o assemblaggio usando strumenti, non strumenti, rumori/suoni dell'ambiente circostante, sonorità autogenerate, seguendo un percorso di tecniche prettamente analogiche, proprie delle sperimentazioni dei decenni scorsi, escludendo quindi campionamento e looping digitale, fondendo il tutto tra improvvisazione, forma casualità. Info: Propop tel. 051 370855 - propop@linkproject.org
-
14/12/2005 13:23 - MASSIMO VOLUME
Massimo Volume sono uno dei gruppi rock italiani d'avanguardia ...
MASSIMO VOLUME Massimo Volume sono uno dei gruppi rock italiani d'avanguardia più originali ed interessanti, nati nel 1991 hanno maturato un'intensa esperienza. La loro prima formazione dopo il demo "Massimo Volume" incide l'album "Stanze" dove è già netta la tendenza a spingersi ai confini del rock facendo propri gli insegnamenti dei maestri della musica seriale ed a superare i clichés più spiccatamente pop. Segno distintivo della musica del gruppo il cantato - recitato di Emidio Clementi che racconta le sue microstorie sulla base potente della musica del gruppo. Dopo la firma del contratto con la WEA pubblicano il loro secondo album "Lungo i Bordi" che presenta un suono più dilatato e meno convulso, con un intreccio tra parole e musica più riuscito. Un lavoro maturo ed originale. Emidio Clementi: Voce, Basso - Egle Sommacal: Chitarra - Gabriele Ceci: Chitarra - Vittoria Burattini: Batteria.
-
14/12/2005 13:23 - MASSIMO VOLUME * ALMOST BLUE
Il 15 novembre 2000 è uscito ...
MASSIMO VOLUME * ALMOST BLUE Il 15 novembre 2000 è uscito nelle sale cinematografiche “Almost Blue”, opera prima del regista romano Alex Infascelli, tratta dal romanzo omonimo di Carlo Lucarelli. Il 2 febbraio uscirà nei negozi l’ O.S.T. La colonna sonora del film è stata curata dai MASSIMO VOLUME. Oltre a riproporre alcuni brani presenti nei precedenti lavori discografici (Fuoco fatuo, Pizza Express, La città morta, Avvertimento e Ti sto cercando…quest’ultima utilizzata sulle scene di apertura del film), i MASSIMO VOLUME si sono cimentati in un commento sonoro completamente inedito, dilatato ed evocativo, che si sposa in maniera perfetta con le tinte scure del thriller. Tra le particolarità, una versione strumentale e riletta del classico di Elvis Costello che da il titolo al film.
-
14/12/2005 13:23 - MASSIMO VOLUME
"Ora non posso più guardare" Il nucleo originario dei ...
MASSIMO VOLUME "Ora non posso più guardare" Il nucleo originario dei Massimo Volume si forma a Bologna nell'inverno del 1991. Nel 1993 il gruppo firma il primo contratto discografico per la Underground rec. E' il momento di "Stanze", il primo album. Il suono della band è personalissimo. Pezzi d'impatto, tesi e distorti, si mescolano a momenti più introspettivi: brani come Alessandro, In nome di Dio, Stanze Vuote, pur mantenendo una forte carica emotiva, si muovono in questo senso. L'album ha un ottimo riscontro di critica e pubblico. I concerti si susseguono a ritmo incalzante e la band sembra ormai pronta a un'ulteriore svolta. Arriviamo al 1994 Le major si accorgono del gruppo e, agli inizi di marzo, i Massimo Volume vengo messi sotto contratto dalla Wea che licenzierà il loro secondo lavoro "Lungo i bordi". La produzione artistica viene affidata a Fausto Rossi, da sempre modello per Clementi e soci, di un modo di fare musica fuori dai canoni imposti dal mercato. Ne nasce un rapporto a tratti difficile, ma ispirato al punto da dare vita a una delle pietre miliari del nuovo rock. Il gruppo si libera definitivamente da ogni legame con modelli stranieri. Il disco è potente, dal suono inconfondibile. Il Primo Dio, Meglio di uno specchio, Inverno '85, Fuoco Fatuo, diventano nel giro di poco tempo dei classici. Una sorta di laboratorio. Si accorge di loro anche John Cale, che si propone come produttore di "Da Qui", il loro terzo lavoro. La direzione del disco viene però affidata a Steve Piccolo (già Lounge Lizard). E' il 1997. I Massimo Volume passano alla Mescal. Rispetto al precedente lavoro, "Da Qui" risente del progetto portato avanti da Clementi e Sommacal nel periodo intercorso tra i due album: una sorta di laboratorio in cui i nuovi pezzi hanno preso forma attraverso delle performance dal vivo per voce, chitarra e harmonium. E' così che sono nati: Qualcosa sulla Vita, Atto Definitivo, Sotto il Cielo. La musica si fa scarna, evocativa, mentre le parole tessono brevi storie in cui ricorrono sempre gli stessi personaggi, canzone dopo canzone, creando un vero e proprio mondo poetico, lo stesso che si ritrova in "Gara di Resistenza", raccolta di racconti scritta da Emidio Clementi per la Gamberetti editrice. Un disco che non concede nulla al facile ascolto, struggente e sarcastico, fatto di silenzi e tensione, unico. Una nuova linea di fuga nel percorso artistico del gruppo Passano due anni e i Massimo Volume tornano ancora a stupire con un nuovo lavoro che spiazza critica e pubblico: "Club Privé". Canzoni si alternano a brani recitati, la ritmica si fa incalzante, fraseggi jazz si insinuano nel tessuto musicale. Un album ricco e struggente, a tratti misterioso, evocativo, che segna una nuova linea di fuga nel percorso artistico del gruppo. La produzione artistica è affidata a Manuel Agnelli degli Afterhours che riesce a dare una compattezza unica al suono. I testi si staccano dalla forma racconto per creare con poche pennellate un mondo fatto di sensazioni e ricordi che colorano magistralmente l'ultimo capitolo di una storia sempre più affascinante a cui si aggiungerà, a Gennaio, il nuovo romanzo di Emidio Clementi "Il Tempo di Prima", in uscita per la casa editrice Derive/Approdi.
-
14/12/2005 13:23 - MASSIMO VOLUME
Club Prive
Sommessità ed obliqua melodia: due legami che balzano ...
MASSIMO VOLUME Club Prive Sommessità ed obliqua melodia: due legami che balzano subito, evidenti fin dal primo ascolto di "Club Prive". Era giocoforza trovare, per Emidio Clementi, Egle Sommacal e soci, una via evolutiva a quanto era divenuto in qualche misura, non più perfettibile, a meno di non procedere, ancora una volta, oltre: rinnovarsi o perire... Ecco allora un lavoro che punta molto, ancora, sulla scarnificazione, ma pure sulla musicalità, che apre le consuete stratificate linee delle chitarre (Egle, Metello Orsini) e le danze sempre più tribali della batteria (Vittoria Burattini), a cori primevi (Cristina Donà in "Pondi Cherry" e nelle ipnosi noise e futuribili di "Prive"), frammenti strascicati e, soprattutto, a diversi momenti di puro cimento sulla forma-canzone. Non stiamo scrivendo di un disco in cui si siano perse le caratteristiche poetiche di un percorso eccezionale, tanto seminale che molti dei nastri che ci arrivano ogni mese risentono di quella lezione; resta spesso la sospensione da racconto poetico, che si arricchisce ad ogni verso, di Clementi ("Dopo Che"), la capacità di annerire e scandagliare esistenze più che altro ripiegate su se stesse, ma cambia un poco l'humus sonoro. Un ibrido quindi, in cui la nuova produzione artistica di Manuel Agnelli (Afterhours), evidenzia un tappeto musicale soffuso e liricissimo, dove l'uso di hammond e fender rhodes carica di toni caldi paesaggi che sarebbero invece piuttosto algidi. Non c'è ovviamente più quella tensione beat generata, quella voglia di urlare, anche con gli strumenti, il proprio essere, e si stempera anche un poco quel nervosismo sottile così caratteristico per il gruppo; appare invece un accostamento alla presa diretta di un rock suonato a mezzatinta. Così "Il Giorno Che Nasce Stanco" apre la propria cantabilità a spazi quasi pop, nel senso nobile del termine, "Avevi Ragione" pare un frammento preso da qualche taccuino intimo e "Saint Jack" ha il sapore 'nero' di un ritornello sulfureo. Poeta 'laureato', non cantautore puro e semplice, declamatore di versi aspri e non - del tutto, almeno - cantante, il Nostro ha licenziato, insieme ai suoni del gruppo, un album ostinato e dolente come una sottile pioggia autunnale, provando ad uscire dal guscio espressivo che si era costruito, non solo con la forza nuda e scabra delle parole. Un nuovo promettente inizio ed una fine.
-
14/12/2005 13:23 - Massimo Volume "Stanze" (Underground Records, 1993)
Avevo già letto e sentito ...
Massimo Volume "Stanze" (Underground Records, 1993) Avevo già letto e sentito parlare dei Massimo Volume, ma, pur vivendo all’epoca a Bologna, non li avevo mai ascoltati. Li andai a vedere al ClanDestino di Faenza e comprai una copia del disco direttamente da Mimì, con il quale scambiai anche quattro chiacchiere. Fu un momento molto importante per me: avevo appena scoperto un gruppo che mi avrebbe accompagnato (e in qualche modo “ispirato”) per anni.
-
14/12/2005 13:23 - MASSIMO VOLUME Da qui (LP/CD/CA Mescal/Polygram)
“Ennui” anche per i Massimo ...
MASSIMO VOLUME Da qui (LP/CD/CA Mescal/Polygram) “Ennui” anche per i Massimo Volume, ma in grande stile. Ho sotto mano sia il disco che il libro di Clementi e non è che ci sia una gran differenza. Storie di straordinaria ordinarietà o viceversa, che colpiscono ma non sconvolgono. A differenza di altri, credo che siano le parti musicali le cose più belle. Il sound dei Massimo Volume è unico; però, questo è il terzo disco fatto nella stessa maniera e l’esistenzialismo sta cedendo il passo allo sbadiglio.
























































































