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14/12/2005 13:23 - ALIVERNINI
Si può certamente ritenere sia mago che comico, ma non ...
ALIVERNINI Si può certamente ritenere sia mago che comico, ma non chiedeteci dove finisca il mago e dove cominci il comico perché non sapremmo rispondere. Il suo spettacolo è una raffica di battute e giochi di illusionismo che stupiranno e divertiranno tutti. Straordinaria la sua capacità nel riuscire a sincronizzare i delicati movimenti con la sua irrefrenabile verve comica condita spesso anche di frizzi e lazzi improvvisati sul momento. Di recente lo abbiamo visto stupire e divertire persino la platea ed il prestigioso salotto del Maurizio Costanzo Show su Canale 5. Tra le sue creazioni geniali il “mitico” gesto di esultanza di tutte le reti segnate dal campione romanista Francesco Totti: tutti i giornali hanno parlato del singolare “applauso al proprio piede che ha fatto goal” di Alivernini.
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14/12/2005 13:23 - ALIVERNINI
Si può certamente ritenere sia mago che comico, ma non ...
ALIVERNINI Si può certamente ritenere sia mago che comico, ma non chiedeteci dove finisca il mago e dove cominci il comico perché non sapremmo rispondere. Il suo spettacolo è una raffica di battute e giochi di illusionismo che stupiranno e divertiranno tutti. Straordinaria la sua capacità nel riuscire a sincronizzare i delicati movimenti con la sua irrefrenabile verve comica condita spesso anche di frizzi e lazzi improvvisati sul momento. Il suo è veramente uno spettacolo per tutte le età..
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14/12/2005 13:23 - DEATH ROW Death Is Alive 1981-1985
Senza dubbio il trono del ...
DEATH ROW Death Is Alive 1981-1985 Senza dubbio il trono del doom metal negli anni '80 è stato condiviso dalla trinità formata da Trouble, Saint Vitus e Pentagram, ma secondo alcuni acerrimi supporters di questi ultimi, la band di Bobby Liebling raggiunse il suo zenith nel 1983, quando si faceva chiamare Death Row, nome del nucleo di provenienza del chitarrista Victor Griffin. La leggenda vuole che Bobby e Victor s'incontrarono nella notte di Halloween 1981, grazie ad un comune amico, il drummer Joe Hasselvander. Da allora fino all'85, quando riassumerà la definitiva identità Pentagram per la pubblicazione del primo album "Relentless", il quartetto (completato dal bassista Martin Swaney) getterà le basi per il classico stile doom dai brividosi riferimenti horror che lo renderà celebre. "Death Is Alive 1981-1985" è dunque il testamento discografico dei Death Row, 'catturati' dal vivo proprio nel 1983, principalmente nel corso di uno show tenuto al Wild West di Springfield (Virginia), che secondo l'autorevole opinione dello stesso Liebling, è il più esplosivo mai messo in scena dalla sua band. Ed effettivamente le versioni originali di "Burning Saviour" e "Live Free And Burn", registrate durante quel concerto, rappresentano il vertice dell'album: la prima lascia da parte le sottigliezze dell'edizione di studio (tratta da "Day Of Reckoning") per intensificare l'impronta heavy del maniacale riff di Victor, mentre la seconda esibisce uno dei suoi assoli più abbacinanti, facendo rimpiangere l'assenza di questo musicista 'desaparecido'. Tutti i brani presentati figureranno negli albums ufficiali dei Pentagram, ad eccezione di "Drive Me To The Grave", che insieme a "Review Your Choices" è la più penalizzata dalla scarsa qualità della registrazione . "Death Is Alive" è in ogni caso un capitolo emblematico di storia doom.
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14/12/2005 13:23 - HIS NAME IS ALIVE - M~th lGy l"~th.
Graficamente la 4AD ...
HIS NAME IS ALIVE - M~th lGy l"~th. Graficamente la 4AD resta sui soliti livelli eccelsi, quanto al suono la band va oltre i suoi pur alti standard, si fa più concreta pur restando in un pianeta tutto suo. A chi assomigliano gli HNIA? Cover: Blue Moon dei Big Star (affascinante). MBM dà la sensazione di un coitus interruptus e il piacere di un'eiaculazione.
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14/12/2005 13:23 - HIS NAME ISALIVE
Fort Lake (4AD/Virgin)
La graduale e costante evoluzione di ...
HIS NAME ISALIVE Fort Lake (4AD/Virgin) La graduale e costante evoluzione di His Name Is Alive verso forme compiute di pop s'è arricchita di un nuovo capitolo, forse il più maturo fra quelli fin qui realizzati dal progetto che da sempre fa capo a Warren Defever, certamente il più concreto ed accessibile. Mai come in questa occasione, infatti, Defever sembra essersi concentrato sulle strutture classiche della canzone, privilegiando gli aspetti armonici e melodici della composizione su quelli del suono, la seducente naturalezza di due voci femminili - Karin Oliver e Lovetta Pippen - sull'ambiziosa ricerca di una precisa cifra stilistica, l'estro spontaneo ed eclettico allo studio pignolo del dettaglio sonoro. La sensazione che la musica del gruppo abbia conquistato un'inusitata libertà di manovra, una leggerezza ed una fluidità d'espressione molto più pronunciate che non in passato è immediata e si fa subito largo attraverso lo sciame di sonorità elettroniche che introducono la bucolica melodia di "Glue" in testa alle selezioni del disco, diventando certezza mano a mano che i successivi episodi provvedono a definire i contorni e i colori del complesso e raffinato disegno pop contenuto in una raccolta che si informa a suoni ed espressioni mutuate dalla new wave newyorkese - "Waitress", "Can't" e "Red" si presentano quasi come rivisitazioni di pagine apocrife dei Blondie - dal soul - "No Hiding Place" e una Supremes-oriented "How It Goes" -, o dall'impetuoso chitarrismo di Jimi Hendrix - "Wishing Ring" e "Sunshine Girl" -, mentre è l'estetica trip hop a dare corpo alla felpata struttura ritmica di "Secret Code", un'interpretazione modernista dei canoni folk rock a tracciare il tema di "Up" e una visione etnica del funk a ispirare il conclusivo "Last Blues". Tanta carne al fuoco, insomma, ma mani sempre molto esperte a controllarne la cottura e un gusto sopraffino a presiedere alla preparazione dei condimenti e degli intingoli che devono insaporirla. Bon apetit.
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14/12/2005 13:23 - PAUL VAN DYK " We are alive " Wild
Non c'è ...
PAUL VAN DYK " We are alive " Wild Non c'è granchè da dire su questo splendido Mix a firma di uno dei miei DJ Producer preferiti. Nulla di realmente rivoluzionario ed estremo ma tanta, tantissima classe e una sempre gradevolissima voce femminile che ti immerge in luoghi conosciuti ma sempre nuovi. Quattro tracce tutte magnifiche e da suonare obbligatoriamente se si vuole conoscere appieno il grande estro di questo Artista. E la " A " maiuscola era voluta.
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14/12/2005 13:23 - TERRY CALLIER Alive
Icona dell'acid jazz, amico intimo di Curtis Mayfield, ...
TERRY CALLIER Alive Icona dell'acid jazz, amico intimo di Curtis Mayfield, portato ad esempio da Gil Scott-Heron e Paul Weller: ogni mossa dell'anziano Terry Callier provoca un sussulto tra gli amanti del soul. Fremito lecito anche per questo live, registrato al London Jazz Café nel 1988 e completato nello stesso club due anni dopo. Un'ottima band, l'immancabile feeling jazz e l'atmosfera familiare aiutano ad apprezzare fino in fondo i gioielli già noti, tra cui brillano più che mai gli otto minuti di Lazarus Man e la dilatazione di Dancing Girl oltre gli 11 primi. Ma il disco non si risolve esclusivamente in una cavalcata nel passato, poiché Alive contiene ben tre inediti: Step Into The Light, pennellata di sapore latino, l'elegante ballata African Violet ed il Lament For The Late A.D., intensa testimonianza dell'appoggio di Callier alla causa dell'afro americano Amadou Diallo.
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14/12/2005 13:23 - DAFT PUNK Alive 1997
Che il dibattito abbia inizio: ce ne ...
DAFT PUNK Alive 1997 Che il dibattito abbia inizio: ce ne facciamo qualcosa o non ce ne facciamo nulla di un disco dal vivo dei Daft Punk registrato a Birmingham l'8 di novembre dei 1997? I famosi introvabili remix di Aerodinamique dei Basement Jaxx e Harder, Faster dei Neptunes non sarebbero stati meglio? Si e no: ovviamente Da Funk lunga dodici minuti e satura di 303 e filtri appartiene a quella categoria di cose ancora capaci di farti ascoltare l'elettronica come da ragazzino ascoltavi gli Iron Maiden, con l'amplia +11 come in Spinal Tap. Ma forse è proprio questo il punto. I Daft Punk si muovono dentro un'immaginario ormai definitivamente rock-70: è più una questione di sfumature (riff, T-shirts, copertine: pensate solo al patch che faceva da logo al primo disco) che di sostanza, ma così è. Inutile sotto il profilo del marketing (non c'è Around The World, c'è invece la traccia minore Alive clonata di recente da Roger Sanchez per la sua hit sotterranea come The Neanderthal) Alive 1997 è invece estremamente interessante dal punto di vista evoluzionistico: il vero anello mancante tra Made In Japan - o Maiden Japan... - e Creamfields. Tutto ciò in attesa che si materializzi la favoleggiata operina "sotto falso nome" (apparentemente Away From The Pulsebeat: come una nota fanzine neopsichedelica anni Ottanta) attesa per i mesi a venire...
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14/12/2005 13:23 - PETER MURPHY aLive Just For Love
A circa un anno dalla ...
PETER MURPHY aLive Just For Love A circa un anno dalla reunion dei Bauhaus suggellata nel doppio live "Gotham" ecco arrivare il disco solista di Peter Murphy (anch'esso doppio e dal vivo), un'uscita a sopresa che vede il nostro alle prese con una generosa performance al Rey Theatre di Los Angeles lo scorso novembre 2000. Il fascino crepuscolare di Peter Murphy eguaglia l'energia dei Bauhaus in quanto a vibrazioni ed emozioni e credo che la presente registrazione riesca a riprodurre fedelmente l'atmosfera creatasi in sede di concerto, la magia della ballata elettroacustica nello splendore della dodici corde e dei violino elettrico che si sposano meravigliosamente al suono della chitarra elettrica e alla bella voce dell'autore. "aLive Just For Love" è una vera prova d'artista, la classe che ne vien fuori è quella di un folk-singer che sa catturare l'uditorio con melodie cariche di suggestioni sottili e potenti insieme, il rock acustico che incontra spesso l'aria celtica per intonare splendide odi alla vita, e questo tenendo sempre alto il livello delle prestazioni strumentali e l'affiato lirico che percorre queste splendide musiche dal primo all'ultimo brano. Non dico altro.
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14/12/2005 13:23 - TREMBLING BLUE STARS Alive To Every Smile
Per chi ama l'indie ...
TREMBLING BLUE STARS Alive To Every Smile Per chi ama l'indie pop un nuovo album di Trembling Blue Stars è l'evento dell'anno, il disco che è nobile pretesto per sentire riconciliati amori spezzati anche se solo per un interminabile momento di nostalgia, per far riaffiorare la forza di antiche amicizie con la sensazione che nulla sia trascorso, per ricongiungersi in due parole alla nostra storia sentimentale, a quanto lasciato scorrere non senza colpe, magari per fatalismo autoltesionista. Bob Wratten con "Broken By Whispers", ha conquistato anche l'altra parte dell'oceano entrando nel catalogo Sub Pop e superando i confini della Indie Pop League. Ma non è una major a pubblicare "Alive To Every Smile", superbo titoto, è ancora Shinkansen, l'erede diretta di Sarah Records, e nei rinnovati TBS, ora un quintetto, si riuniscono quattro protagonisti di quella indelebile avventura, Bob (Field Mice), Keris Howard (Brighter), Beth Arzy (Aberdeen), Harvey Williams (Field Mice, Another Sunny Day), nomi che rammentano un'era irripetibite. Attendersi meno che un capolavoro da Wratten sarebbe insensato, "Alive To Every Smile" non smentisce l'incantesimo che ogni disco TSB inscena, senza illusionismi, pura magia, sia che il suono si faccia più corposo del sotito, esplorando con timoroso tatto il confessato, il detto, sia ci si rifugi nel rassicurante sondare intime fragilità con le ballate al velluto di sempre.






























































































