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14/12/2005 13:23 - BULLENTERROR The Dark Side of the Moon
I Bullenterror sono ...
BULLENTERROR The Dark Side of the Moon I Bullenterror sono un collettivo di dieci persone e propongono un bell'album - titolato "The Dark Side of the Moon" anche se non ha nulla a che spartire coi Pink Floyd - molto vicino agli stessi Red Krayola: strumenbti acustici ed elettronici che si accavallano senza tregua con suoni avantgarde che pescano nella musica da film, nell'elettronica, nei Residents, nella contemporanea, nei videogames, nel free jazz, nelle marcette... Un pot pourri divertentissimo, per nulla impegnativo e forse anche senza troppe pretese come una di quelle serate invernali in cui si è bevuto un po' troppo e ci si mette a suonare... Chiaro: si deve anche sapersuonare...
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14/12/2005 13:23 - Chi non bada certo ai ricami sono gli Excruciating Terror, ...
Chi non bada certo ai ricami sono gli Excruciating Terror, band dedita a un grind old style, con strumenti lanciati a velocità folli, accelerazioni disumane, suoni saturi e voce “cagnesca”. “Expression Of Pain” (Pessimiser-TheologianWide) si guadagna la mia approvazione in virtù dell’iniziale “Self Destruct” e delle sei tracce finali, in cui variano il tiro, introducendo break slow e ritmiche meno scontate!
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14/12/2005 13:23 - FLASH TERRORIST/CERCHIARO DIEGO - Via Silvio Pellico 13 - 35020 ...
FLASH TERRORIST/CERCHIARO DIEGO - Via Silvio Pellico 13 - 35020 POZZONOVO (PD) - Tel. 0429/773504 - 0368/7154881 Cryptyc Soul - Tel. 0746/271732 1991 anno di formazione (eta' media 23 anni); registrazioni fonografiche prodotte: 1993 "Lifè To Stake" (demo tape); 1997 "Body Fusion Limit" (cd-Cryptyc Soul Prod./99th Floor); Esperienze Live principali: supporti a Motorhead, Over Kill, 2000 Dyrti Squatter, Extrema. Partecipazioni ai Festival di Mesocco, Monster di Locarno, Psycho, Brutal Tour con Detestor, Massive Attack Tour con D-Form, Electrocution, Tour To Stake. Siamo in una fabbrica, una rumorosa, elettrica, sporca, futuristica, gracchiante fabbrica. Vaghiamo spersi attraverso i macchinari abbandonati ma perfettamente attivi che tormentano il nostro cervello e spaventano i nostri cuoricini. Qui, ormai miraggi della nostra follia, si agitano davanti ai nostri occhi Max Cavalera ed (ex) compagni alle prese con dei sintetizzatori... i Sepultura e l'industrial?! Un incubo?? Peggio, molto peggio: i nostri Flash Terrorist! L'ascolto di Body Fusion Limit non vi concederà un secondo di tregua, da Virtual Programmer (ossessivaaaahh!) ad Infected Molestor sarà puro massacro sonoro. Assoli killer ('Victim'!), vocals portentose ed una sezione ritmica martellante ed impietosa: niente prigionieri!!! Retorica? Macchè, questa è realtà, questo è l'estremo, questa è cattiveria autentica! Se siete anche un po' incuriositi provate ad entrare nella fabbrica della paura, basterà premere play sul vostro lettore. Ah, dimenticavo: prima di farlo, dite addio alle vostre orecchie!
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14/12/2005 13:23 - PAVEMENT
"Terror Twilight"
A far tacere le ripetute voci che li davano ...
PAVEMENT "Terror Twilight" A far tacere le ripetute voci che li davano in ritirata dalle scene, esce il quinto album dei Pavement (il sesto se includiamo nel computo il doppio 'patchwork album' del '93 "Westing"). Registrato tra New York e Londra con la produzione 'vera' di Nigel Godrich (è la prima volta che Malkmus e compagni consentono a un produttore esterno di esercitare pienamente il proprio ruolo), "Terror Twilight", oltre a rassicurarci sulla non estinzione del gruppo americano ne celebra egregiamente il decimo anno di vita. Riprendendo quel discorso di 'normalizzazione' pop che, complice Mitch Easter, era stato avviato con il precedente album "Brighten The Corners" (1997), i Pavement ci regalano una dozzina di nuove canzoni dall'impatto emotivo, se possibile, ancor più immediato. L'intervento 'detergente' di Godrich (più simile a quello da lui operato in "Mutations" di Beck che in "Ok Computer" dei Radiohead), sommato a una precisa volontà del gruppo, ha reso la loro musica, 'levigata', romantica ed accessibile come mai prima d'ora. Non si spaventino gli aficionados del gruppo: il talento, lo stile, l'impronta lo-fi dei Pavement restano ancora intatti e riconoscibilissimi. Nuovi sono essenzialmente l'abito, il colore, la grana delle canzoni. E' come se tutto l'album fosse attraversato da una luce inedita, aliena, lo stesso genere di luce che si può scorgere nell'ultimo capolavoro di Mercury Rev o, a tratti, nel bellissimo "Good Morning Spider" degli Sparklehorse. E' una luce che odora di psichedelia dolce, una luce 'lunatica' che, in una buona manciata di episodi, evoca scenari crepuscolari, e in altri, invece, abbaglia e surriscalda come un sole in piena estate. Ecco così che a momenti di grande rock al 'rallentatore' (l'elegante singolo "Spit On A Stranger", la soffusa e stramba, alla maniera dei Gomez, "You Are The Light", i diamanti "Major Leagues" e "Ann Don't You Cry", quest'ultima con la voce di Malkmus che sfoggia i toni vellutati del miglior Steven Kilbey, e la superba e già nota "The Hexx", trafitta da un assolo di chitarra che pare trafugato a David Gilmour), si alternano divagazioni country (la bella "Folk Jam", 'bluegrasseggiante' alla maniera del Beck 'mutante'), una deragliante incursione in territorio rock-blues (la stralunata "Platform Blues", con Greenwood dei Radiohead ospite all'armonica), un omaggio al rock dei primi seventies ("Speak See Remember", bowiana alla maniera di "Kooks" + "The Jean Genie") ed ancora, stravaganti esercizi di pop psicotico ("Cream Of Gold" e la zappiana "Billy The Saint"); fino ad arrivare al gran finale, in occasione del quale i Pavement ci regalano esercizi vocali irresistibili, sulle note di un beat traboccante sense of humour (la scanzonata "And Carrot Rope", scelta dagli inglesi come "Summer Cracker Single"). Ancora una volta sono le intuizioni melodiche a lasciare incantati. Intuizioni sempre brillanti, originali, sebbene oggi, piegate alle traiettorie, senza dubbio meno aspre, di un pop più corrivo ma non per questo avaro di quei guizzi geniali che solo i fuoriclasse sanno inventarsi.
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14/12/2005 13:23 - RAW NOISE The Terror Continues
Privi invece della più piccola ...
RAW NOISE The Terror Continues Privi invece della più piccola incertezza i Raw Noise, ma anche, ovviamente, molto prevedibili. "The Terror Continues" è l'ulteriore capitolo della saga che vede mescolarsi in perverse volute noise Extreme Noise Terror e Cradle of Filth. Efferato, come sempre è l'aggettivo giusto per la premiata ditta, questa volta alle prese con quindici ruggenti e convulse cavalcate in cui il vecchio e intramontato amore per i Discharge si sposa volentieri con il all of sound dinamico degli ENT e con le manie del nuovo arrivato Gian dei Cradie of Filth. Dal lontano 1982, in cui i semi malati del progetto diedero i loro primi frutti, attraverso scioglimenti, non pochi problemi personali e alternanze con l'attività principale degli ENT, i Raw Noise sono tornati, per la gioia delle vostre orecchie da lungo tempo non più brutalinate da tanto massimalismo sonoro. Sono ormai un po' anacronistici, ma quasi con tenerezza torniamo volentieri a farci triturare i timpani da questo pezzo di storia dell'lnghilterra.
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14/12/2005 13:23 - Sheer Terror
No Grounds For Pity (Blackout)
Per chiunque abbia seguito le ...
Sheer Terror No Grounds For Pity (Blackout) Per chiunque abbia seguito le vicende della scena hardcore americana dalla metà degli anni ottanta in poi, il nome degli Sheer Terror suonerà famigliare. Il gruppo guidato dalla lingua tagliente di Paul Bearer (uno dei più grandi troublemakers dell' hardcore newyorchese) è infatti in giro da un bel pò di anni, più o meno dal 1985, quando non essere Straight Edge in certi ambienti poteva significare ostracismo totale e gli Slapshot cantavano "kill everyman with a beer in his hands". Capirete quindi come gli Sheer Terror fossero considerati una specie di eretici rispetto al nuovo credo Straight: loro bevevano, fumavano, insultavano, con un nichilismo ed uno spirito assai più salutare del regime da convento propugnato da Youth Of Today e compagnia (e chi scrive è un vegetariano). In nome di questa loro diversità gli Sheer Terror divennero in breve un punto di riferimento per coloro che non si identificavano con lo Straight Edge, un vigoroso dito medio alzato contro ogni forma di intolleranza eletta a nuovo credo/moda. I tre albums da loro realizzati (quattro con l'ultimo "Love song for the unloved" datato 1995) e soprattutto i loro micidiali concerti contribuirono a creare attorno ai quattro una piccola leggenda, un pò come era successo anni prima per altre bands maledette, "scomode" ed inclassificabili come Fear, Dictators e Meatmen. Adesso la blackout pubblica un cd che raccoglie i primi demo del gruppo nonchè alcune registrazioni live antecedenti il loro primo album. Inutile dire che si tratta di registrazioni, specie per quanto riguarda il primo demo di una crudezza incredibile, ma il servizio reso all'abrasivo suono degli Sheer Terror è più che buono, vista l'attitudine 'trashy' della band. Si tratta di Hardcore classico, sparatissimo e potente (Gorilla Biscuits, primi Sick Of It All), old school ma di gran classe. Consigliatissimo soprattutto il demo che dà il titolo alla raccolta "No ground For Pity" forse una delle cose migliori mai registrate dai quattro di New York. Una menzione, infine, per i testi cinici, brutali, ma sempre dotati di sense of humour. Insomma se negli anni ottanta eravate troppo impegnati a disegnarvi x sulle mani e a malmenare gente che aveva commesso il peccato mortale di accendersi una sigaretta sotto i vostri occhi, probabilmente vi sarete persi gli Sheer Terror, ma poco male (si fa per dire): adesso avete un occasione per rimediare.
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14/12/2005 13:23 - SWAMP TERRORISTS - "Five In Japan" - (Sub/Mission-Audioglobe)
Ane H., il ...
SWAMP TERRORISTS - "Five In Japan" - (Sub/Mission-Audioglobe) Ane H., il cantante degli Swamp Terrorists, mi aveva anticipato, nel corso di un'intervista di un anno e mezzo fa, che avrebbero registrato un live album e che ciò sarebbe avvenuto in terra giapponese, luogo ricettivo non solo nei confronti di power metal, prog e chitarristi esibizionisti, ma anche verso una miriade di altri suoni e vi basti pensare ai terrificanti gruppi noise-rumoristi nipponici! Comunque sia la formazione svizzera dimostra di riuscire a creare un buon coinvolgimento dal vivo, rendendo più metal e meno "machine dipendenti" i brani, pur se, così facendo, risultano a tratti troppo prevedibili. Da rimarcare l'assenza dello "storico" STR, che ha abbandonato la band per dare vita agli Hellsau e poi mi spiace che siano stati privilegiati gli ultimi due dischi, includendo la sola "Braintrash" da "Grim Stroke Disease" e dimenticando del tutto "Grow Speed Injection". Positivi gli inediti "Intro" (techno-gabba) e "Scodrom" (con attacco alla "N.W.O." dei Ministry) e la cover di "Hardly Wait" di PJ Harvey.
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14/12/2005 13:23 - TERRORVISION "Good To Go"
Gli ormai veterani Terrorvision ritornano tra luci, ...
TERRORVISION "Good To Go" Gli ormai veterani Terrorvision ritornano tra luci, poche, e ombre, parecchie. Smarrita la brillantezza degli esordi, al gruppo è rimasta un'innata vena pop melodica, allegra e sbarazzina che mischia gusto per i Beatles (Friends & Families) e alternative (Sometimes Id Like To Kill Her) alle sirene americane. Scimmiottare i gruppi d'oltremanica ed aggiungere dosi posticce d'elettronica da quattro soldi ha snaturato il gruppo mettendolo sullo stesso piano di una teenage band qualsiasi. Se vogliono ritrovare il filo ai Terrorvision non resta che aggrapparsi a quello che sanno fare: riff rock e cori accattivanti. Adesso sono fuori strada.
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14/12/2005 13:23 - TERRORVISION
"Shaving Peaches"
Forti di album come "How To Make Friends and ...
TERRORVISION "Shaving Peaches" Forti di album come "How To Make Friends and Influence People" e "Regolar Urban Survivors'', e di qualche singolo d'effetto come "Oblivion" e "Perseverance", i Terrorvision erano attesi al varco del nuovo disco con una certa curiosità. Nel 1995 erano stati votati dai lettori di "Kerrang!" come migliore hard band, e di conseguenza le quotazioni erano salite. L'attesa per le nuove canzoni era dunque forte, anche perché il gruppo doveva chiarire al mondo dell'hard le proprie posizioni in materia di stile, posizioni che puntualmente vengono chiarite da "Shaving Peaches". Tony Wright e amici sono al quarto capitolo di una discografia che sembra ormai assestata ad un ottimo grado di maturità. Partiti da una consolidata passione per l'heavy metal i Terrorvision si sono affermati come una delle migliori band dell'hard inglese, anche se la loro fedeltà alle rigidità di genere è sempre stata un po' alterna. E l'ultimo album in termini forse più decisi che in passato rompe con le regole di settore, e mette i Terrorvision sulla strada della classicità rockista, senza per questo pregiudicare le inclinazioni hard di sempre. "Shaving Peaches" è verosimilmente il miglior disco del gruppo, sicuramente il più ricco e diversificato dal punto di vista musicale, e quello più slegato dai gioghi stilistici. Raggiunta la maturità i Terrorvision sembrano essersi liberati da certi schematismi e dunque suonano con maggior libertà, innervando la loro musica di rock, blues, hard e melodismo pop. E per rispettare questo disegno hanno chiamato al loro fianco un pool di produttori tra cui spicca il nome di Edwyn Collins (ex Orange Juice). Così nei solchi si alternano pezzi di più aspro appeal hardrockista, gustose deviazioni pop "Day After Day", "Cantankerous" o "Tequila" e ballate dolcemente desuete come "Vegas". Il suono si ricarica di riff chitarristici in "Babyface" e nel riverbero hard & funk di "Spanner in the Works", e altrove le chitarre acustiche graffiano ansiose la melodia di "III Wishes", un brano che evoca la felice semplicità di Jonathan Richman. "Josephine" mette di nuovo in campo chitarre elettriche taglienti, così come "Hypnotised" si sintonizza sulla lunghezza d'onda del powerpop, forse l'evoluzione più logica per questa rock band, sempre più amabile.
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14/12/2005 13:23 - CRESTFALLEN
‘Streaks Of Terror’ (Magic Bullet Records/Goodfellas)
Lo so, me ne rendo ...
CRESTFALLEN ‘Streaks Of Terror’ (Magic Bullet Records/Goodfellas) Lo so, me ne rendo conto; sto mentalmente, fisicamente, moralmente e psicologicamente regredendo. Problemi miei direte voi. Non ne sarei così convinto, specie se tutto ciò si riflette sui miei ascolti. E così, oltre alla miriade di generi abitualmente seguiti e al di là della vasta schiera di band note su cui fare affidamento, si affacciano nomi nuovi, che giungono in mio caritatevole soccorso. Ad esempio i Crestfallen, compagni di merende indigeste di Pig Destroyer, PG 99, Corn On Macabre e Darkest Hour, che, dopo un 7” split in compagnia dei Waifle e un disco dal vivo (‘Living Posthumously’, con riferimento a quella che si supponeva essere una fine prematura), se ne escono con ‘Streaks Of Terror’, album che garantisce una coerente varietà sonora. Partendo da sementi hardcore finiscono altrove, andando a pescare dal thrash (DRI e primi Metallica) e dal death metal (Florida meet Scandinavia), interpretando però la materia con attitudine e impeto post HC e non disdegnando macabre discese strumentali intrise di oscurità e melodia distorta. Un alternarsi di fulminei brani grind/crust e composizioni più lunghe e articolate in cui il mutare dei suoni si abbina con un costante approccio di stampo apocalittico.
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14/12/2005 13:23 - CRESTFALLEN
‘Streaks Of Terror’ (Magic Bullet Records/Goodfellas)
Lo so, me ne rendo ...
CRESTFALLEN ‘Streaks Of Terror’ (Magic Bullet Records/Goodfellas) Lo so, me ne rendo conto; sto mentalmente, fisicamente, moralmente e psicologicamente regredendo. Problemi miei direte voi. Non ne sarei così convinto, specie se tutto ciò si riflette sui miei ascolti. E così, oltre alla miriade di generi abitualmente seguiti e al di là della vasta schiera di band note su cui fare affidamento, si affacciano nomi nuovi, che giungono in mio caritatevole soccorso. Ad esempio i Crestfallen, compagni di merende indigeste di Pig Destroyer, PG 99, Corn On Macabre e Darkest Hour, che, dopo un 7” split in compagnia dei Waifle e un disco dal vivo (‘Living Posthumously’, con riferimento a quella che si supponeva essere una fine prematura), se ne escono con ‘Streaks Of Terror’, album che garantisce una coerente varietà sonora. Partendo da sementi hardcore finiscono altrove, andando a pescare dal thrash (DRI e primi Metallica) e dal death metal (Florida meet Scandinavia), interpretando però la materia con attitudine e impeto post HC e non disdegnando macabre discese strumentali intrise di oscurità e melodia distorta. Un alternarsi di fulminei brani grind/crust e composizioni più lunghe e articolate in cui il mutare dei suoni si abbina con un costante approccio di stampo apocalittico.
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14/12/2005 13:23 - MUSICA TERRORISTICA
Mi chiedevo dunque che cosa, il questo clima bellico ...
MUSICA TERRORISTICA Mi chiedevo dunque che cosa, il questo clima bellico e batteriologico, avessero potuto dire i musicisti dell’attacco terroristico alle Twin Towers, perché mi sembrava strano non sentire commenti “altri”, qualche parola che potesse confortarmi e farmi magari credere di più nella musica. Naturalmente schifato dunque dall’operazione ricordo della MTV italiana con tanto di stacchetti strappalacrime con il video di Imagine (esclusa tra l’altro dal passaggio nelle radio americane come tutte le canzoni che contengono le parole “aereo”,”attacco”e “pace”, di questi tempi non certo gradita al governo americano), e anche da quella americana, e le parole ovvie di Springsteen non mi hanno certo sorpreso quanto la partecipazione di Bono al video di commemorazione i cui fondi andranno ai ricchi U.S.A., mentre lui avrebbe ben altre lotte da combattere e da cui non ho sentito provenire(forse sono disinformato) parole di conforto per i civili Afgani quando pochi mesi fa si sgolava come il nostrano Jovanotti per cancellare il debito del terzo mondo. La letteratura non sembra aver aggiunto un granchè agli interventi filoamericani del mainstream (ci sono entrati anche gli U2 da un po’), con gli interventi di Eco e della Fallaci in un’Italia che deve rattoppare la politica estera lacerata dagli interventi del presidente del consiglio. Rivolgendomi dunque altrove, a cercare quella boccata d’aria ho trovato le dichiarazioni di un vero musicista che mi hanno sconvolto ed interessato. Il compositore ottantaduenne Stockhausen ha infatti fatto una dichiarazione che gli è costata l’annullamento delle date dei suoi concerti in Germania e critiche allibite. Le parole del musicista sono state veramente d’effetto e adeguate al "genio e sregolatezza"del personaggio, nfatti secondo Stockhausen l’attentato è stata “l’opera d’arte suprema” poiché:” se delle persone provano fanaticamente una scena per dieci anni e mentre la rappresentano pongono fine alla propria vita e a quella degli spettatori, è un’opera d’arte totale che nessun musicista potrebbe mai realizzare”. Queste frasi sembrano portarmi a due conclusioni,la prima è che la veneranda età gli abbia dato alla testa e lo faccia delirare (anche perché subito dopo ha esclamato;” chissà quale diavolo mi ha portato a questo),la seconda e io credo più probabile è che sia l’unico tra tanti artisti a riuscire a dare un commento artistico e non politico,per quanto macabro e strano possa apparire, che entra nei meccanismi dell’estetica e non implica condizionamenti morali. Il lato artistico della rappresentazione della tragedia c’è e c’è stato anche negli intenti dei terroristi che hanno compiuto l’attentato nella maniera più teatrale possibile, dando in pasto ai media-squali le immagini da infinite angolazioni e visuali della tragedia, che abbiamo vissuto come evento tragico ma spettacolare, quasi da fiction, estasiati dunque dall’estetica dello schianto. Il discorso di Stockhausen procedono verso un’ottica certo macabra ma che fa riflettere certo molto di più di tutte le parole sprecate che si sono sentite e si sentono in questi giorni.
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14/12/2005 13:23 - Lowest of the low - Etichetta: Bridge nine. . Quando ...
Lowest of the low - Etichetta: Bridge nine. . Quando ci si accorge che questo progetto nato da musicisti i cui trascorsi segnalano nomi come Buried Alive e Carry On, aspettarsi molto da “Lowest of the low” diviene una cosa più che lecita. Ma purtroppo, le aspettative non si rispecchiano nella quantità del raccolto: il lavoro in questione presenta una metallicissima versione dell’ Hardcore minaccioso di Living sacrifice, Hatebreed e - in quantità ben minori - Biohazard, mantenendo in maniera omogenea lineamenti slayerani che macchiano un po’ tutto l’arco di durata del lavoro, ma denotando altresì più di una lacuna. - Suonano: 07/07/05 Pinarella di Cervia - Rock Planet 08/'07/05 Milano - C.s. Leoncavallo + TO KILL + STRENGHT APPROACH - INFO: HARD STAFF (a member of Network Europe) booking agency - eventi - promozione - Piazza S. Agostino 2 - 20123 Milano - tel. 02/89422609 - 02/2613274 - 348/8556721 - www.hard-staff.com






































































































































































































































